Putignano, ragazza morta in un incidente: indagato un sacerdote

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Èstato arrestato e posto ai domiciliari don Nicola D’Onghia, il parroco 54enne indagato per omicidio stradale aggravato dalla fuga e omissione di soccorso, in relazione all’incidente in cui lo scorso 2 aprile è morta la 32enne Fabiana Chiarappa.

La donna viaggiava in sella alla sua moto sulla provinciale 172, tra Turi e Putignano, quando avrebbe perso il controllo del mezzo e sarebbe finita fuori strada, colpendo un muretto a secco. Il parroco aveva raccontato che quella sera, mentre percorreva quella strada, aveva avvertito un rumore provenire dal pianale dell’auto (“come se avessi colpito una pietra”) ma non si era accorto né della moto né della ragazza. Dagli accertamenti svolti nei giorni successivi all’incidente, è emersa la presenza di tracce di sangue, riconducibili alla vittima, sulla Fiat Bravo del prete. L’incidente sarebbe avvenuto intorno alle 20.28. E il parroco, verso le 20.30, poco dopo aver sentito il rumore, si sarebbe fermato in una stazione di servizio per controllare eventuali danni all’auto, prima di rimettersi in macchina e tornare verso casa. Il sacerdote aveva detto di aver appreso dell’incidente dalla stampa il giorno dopo e per questo, dopo aver consultato i propri legali, ha deciso di raccontare il tutto ai carabinieri.

A eseguire l’ordinanza che dispone i domiciliari, sono stati i carabinieri. La misura cautelare è stata disposta dal Tribunale di Bari per “pericolo sia di inquinamento probatorio sia di reiterazione dei reati”, si evidenzia in una nota. 

Kateryna Fruttaldo

occhio.com

San Gregorio di Catania, 60enne uccide il figlio durante una lite

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Un imprenditore sessantenne ha ucciso il figlio di 23 anni al culmine di una lite scoppiata durante una festa a San Gregorio di Catania.

Nella sparatoria l’uomo ha anche ferito al tallone un amico del figlio. Indagano i carabinieri del comando provinciale. L’uomo è stato arerstato per omicidio volontario.  Il provvedimento è stato eseguito dai carabinieri che indagano coordinati dal sostituto procuratore Rocco Liguori del pool di magistrati diretto dall’aggiunto Fabio Scavone. 

Secondo una prima ricostruzione, l’imprenditore sarebbe intervenuto durante una festa, pare disturbato dal rumore, armato di pistola, una rivoltella 357 magnum, legalmente detenuta, ma senza autorizzazione a portarla con sè. Il figlio e un amico avrebbero cercato di disarmarlo e durante la colluttazione sarebbero partiti due colpi: uno ha centrato all’addome il 23enne, ferendolo mortalmente, l’altro il tallone dell’amico del giovane, che è stato trasportato all’ospedale Cannizzaro di Catania per le cure del caso. Il ferito al tallone è un 30enne catanese, amico della vittima, che è stato medicato nell’ospedale Cannizzaro di Catania. Il proiettile è entrato e uscito all’altezza della caviglia. Giudicato guaribile in 15 giorni è stato già dimesso e dovrà ritornare in ospedale nei prossimi giorni per un controllo ortopedico.  

occhio.com

Cardinale Becciu: “Non entro in conclave”

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“Avendo a cuore il bene della Chiesa, che ho servito e continuerò a servire con fedeltà e amore, nonché per contribuire alla comunione e alla serenità del Conclave, ho deciso di obbedire come ho sempre fatto alla volontà di Papa Francesco di non entrare in Conclave pur rimanendo convinto della mia innocenza”.

Lo afferma il cardinale Angelo Becciu.

occhio.com

Blackout, Spagna senza corrente

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Red Eléctrica segnala che ci vorranno dalle “sei alle dieci ore” per ripristinare completamente la corrente elettrica.

Lo riportano i media spagnoli. Il governo ha appena convocato d’urgenza il Consiglio per la sicurezza nazionale. I suoi membri, tra cui il primo ministro, il capo di Stato Maggiore della Difesa e il direttore del Centro Nazionale di Intelligence (CNI), si riuniranno per analizzare la possibile origine del grave guasto della rete elettrica verificatosi in Spagna.
   

occhio.com

Conclave, si parte il 7 maggio

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La prima votazione, e quindi la prima fumata, ci sarà il 7 maggio pomeriggio.

La mattina i cardinali parteciperanno alla messa ‘Pro eligendo Pontefice’, quindi nel pomeriggio l’ingresso in Sistina. Lo ha riferito in un briefing il direttore della Sala stampa vaticana, Matteo Bruni.

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Miseglia, 59enne muore in un incidente sul lavoro

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Un uomo di 59 anni è morto stamani a causa di un incidente sul lavoro in una cava di marmo sulle Apuane, nella zona Fantiscritti in località Miseglia, nel comune di Carrara (Massa Carrara).

Da quanto appreso l’uomo era alla guida di un dumper, mezzo pesante usato in cava, che è caduto per molti metri nella fossa Ficola: il 59enne sarebbe rimasto schiacciato sotto il mezzo ed è deceduto. L’incidente è avvenuto nella cava numero 150 intorno alle 8.10. Sul posto sono intervenuti il Soccorso cave con medici e infermieri del 118, gli operatori della prevenzione, igiene e sicurezza sui luoghi di lavoro, vigili del fuoco e forze dell’ordine. 

L’uomo lavorava per una cooperativa. Inizialmente era stato allertato anche l’elisoccorso Pegaso che però poi non è intervenuto una volta che i sanitari, arrivati sul luogo dell’incidente, hanno verificato che purtroppo per il 59enne era deceduto. La sindaca di Carrara Serena Arrighi si sta recando nella cava teatro dell’infortunio mortale.

E’ Paolo Lambruschi, camionista descritto come esperto delle cave, l’uomo morto stamani nell’incidente sul lavoro avvenuto nella cava di marmo a Miseglia (Massa Carrara). Lascia la moglie e una figlia. Sui social la notizia ha creato sgomento: era conosciuto anche per aver giocato a basket in squadre locali da giovane.

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Monreale, fermato 19enne per la sparatoria di sabato sera

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I carabinieri del Comando provinciale di Palermo hanno eseguito un provvedimento di fermo emesso dalla Procura del capoluogo nei confronti di un 19enne palermitano accusato dei reati di strage, porto abusivo e detenzione illegale di arma da fuoco.

Il ragazzo è sospettato di aver ucciso a colpi di pistola Andrea Miceli, Massimo Pirozzo e Salvo Turdo durante una rissa scoppiata a Monreale sabato notte. Il ragazzo fermato si chiama Salvatore Calvaruso e ha piccoli precedenti penali.

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Mondragone, fermato un uomo per l’omicidio al distributore di benzina

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Icarabinieri hanno fermato un uomo sospettato dell’omicidio avvenuto a Mondragone (Caserta), nell’area di una pompa di benzina, dove un uomo è stato ucciso a colpi di pistola.

Il presunto omicida è in caserma dove è attualmente sottoposto a interrogatorio. Alla base del delitto vi sarebbe stato un litigio tra i due uomini, scoppiato per precedenti contrasti economici.

I carabinieri del Reparto Territoriale di Mondragone stanno verificando se l’incontro tra i due al distributore sia stato casuale o fissato in precedenza con un appuntamento. 
   

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Funerali di Papa Francesco, 400mila persone a San Pietro

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I sediari arrivano a Santa Maria Maggiore e inclinano la bara di Francesco, quasi come un saluto, davanti alla Salus Populi Romani.

Ogni volta, prima di partire per un viaggio, il Papa si affidava alla Madonna cara ai romani e così anche il viaggio di oggi in qualche modo finisce con questo affidamento. E’ l’ultima immagine di una giornata commovente che ha visto 400mila persone, 200mila a Piazza San Pietro e dintorni e 150mila lungo il percorso fino a Santa Maria Maggiore, dare l’ultimo saluto al Papa.

Ci sono i grandi della terra e gli ultimi, ci sono gli anziani e gli scanzonati ragazzi del Giubileo. C’è suor Ana Rosa Sivori, la cugina arrivata dalla Thailandia, e gli amici di Buenos Aires; e ancora re e regine del mondo. Attorno a quella semplice bara di legno, con una croce bianca e lo stemma episcopale, ci sono proprio “todos, todos, todos”, “tutti, tutti, tutti”, come ripeteva Francesco sognando fino all’ultimo giorno una Chiesa con le braccia sempre aperte. Tanta gente poi lo piange perché sa di avere perso una voce instancabile per la Per questo i fedeli applaudono a lungo quando il cardinale Giovanni Battista Re lo ricorda nell’omelia: “Papa Francesco ha incessantemente elevata la sua voce implorando la pace” perché la guerra, proprio come ripeteva Bergoglio, “è per tutti sempre una dolorosa e tragica sconfitta”. E ai funerali del Papa della pace il mondo assiste ad un faccia a faccia, in basilica, una specie di ultimo miracolo del Papa, tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky; “un incontro produttivo”, fanno sapere i protagonisti. Dopo l’argentino Javier Milei, il posto d’onore è per la delegazione italiana, guidata dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, accompagnato dalla figlia Laura, e dalla premier Giorgia Meloni. Ma, tra gli italiani, ci sono anche Mario Draghi, alcuni leader dell’opposizione, i sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil a rendere l’ultimo omaggio al Papa argentino. Il funerale dura un paio d’ore: il rito era stato snellito dallo stesso Francesco in previsione dell’arrivo di questo giorno. Ma è stata in ogni caso una celebrazione solenne e commovente, con la processione della bara portata dai sediari, le litanie dei santi, il canto in greco delle Chiese orientali, letture e preghiere lette in tante lingue. A rompere il ritmo millenario della liturgia sono solo gli applausi, lunghi e sentiti. Un modo semplice di salutare quel Papa che ha aperto i cuori anche di molti non credenti. Alla fine del funerale il feretro di Francesco viene portato in basilica e poi fuori dalla Porta della Preghiera, quella che ha utilizzato fino a domenica per entrare e uscire dalla basilica, la più vicina a Casa Santa Marta dove ha abitato per dodici anni. La bara è sistemata sulla papamobile perché Francesco oggi si è congedato definitivamente dal Vaticano per essere sepolto fuori, come non accadeva da oltre un secolo (l’ultimo era stato Leone XIII) e comunque poche volte nella storia. Il suo feretro è stato trasportato proprio con una di quelle auto dalla quale ha salutato le folle, bevuto mate, baciato bambini, a Roma ma anche in tante città del mondo visitate nei suoi 47 viaggi apostolici. Ad attenderlo sulla porta di Santa Maria Maggiore c’è un gruppo di suoi amici, una quarantina di persone, tra senzacasa, migranti, disoccupati, che lo aveva incontrato più volte, aveva ricevuto un aiuto materiale ed una parola di speranza. Ora hanno tutti una rosa bianca in mano per l’ultimo saluto. Da domani Santa Maria Maggiore aprirà a tutti i fedeli per coloro che vorranno dire una preghiera sulla tomba di Francesco. Da lunedì invece riprendono le riunioni pre-conclave per disegnare il futuro della Chiesa e cominciare ad individuare il suo possibile successore.

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Modena, uccide la moglie malata e il figlio disabile: poi si impicca in casa

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Ha ucciso la moglie malata e il figlio disabile la sera del suo compleanno, poi l’ha fatta finita impiccandosi in casa.

La tragedia familiare si è consumata in un appartamento di strada Pomposiana a Modena, zona Marzaglia. Gian Carlo Salsi, 83 anni, è stato trovato morto questa mattina intorno alle 9.30 dal fratello Franco che abita vicino, nella stessa palazzina. L’uomo si era preoccupato perché non aveva ancora sentito i parenti e le finestre dell’appartamento erano rimaste chiuse. La porta invece era aperta e il corpo dell’anziano era appeso, mentre i cadaveri del figlio Stefano, 48enne e della moglie Claudia Santunione, 79enne, erano nei loro letti. Probabilmente sono stati soffocati, ma sulle cause della morte, avvenuta tra la sera e la notte, dovranno essere svolti accertamenti. Non sarebbero state trovate armi. Indagano i carabinieri del nucleo investigativo, coordinati dalla Procura di Modena che disporrà le autopsie. Sembra che Salsi, chiamato da tutti Carlo, avesse saputo da poco di avere a sua volta un problema di salute e sarebbe stato questo il motivo che lo ha spinto ad agire con disperazione: la paura di non farcela più e la preoccupazione per il futuro dei suoi familiari, non autosufficienti, che finora era riuscito ad accudire. Il marito era un camionista, lei titolare di un forno non lontano da casa, sempre a Marzaglia dove era molto conosciuta, fino alla pensione. Il figlio Stefano aveva da poco iniziato a fare qualche lavoretto, in una struttura. Da non molto si erano trasferiti nella casa dove sono morti, probabilmente per essere più vicini ai parenti. Salsi era stato visto anche nei giorni scorsi mentre portava il figlio Stefano fuori dalla casa. “Non ha mai dato segni di impazienza, è stato sempre molto attivo nel gestire la famiglia. Sapevamo le difficoltà a sopportare il peso della situazione, ma erano molto abituati a fare le cose da soli, erano riservati. Avevo sentito mia sorella a Pasqua per gli auguri, l’ultima volta. Si era ammalata due-tre anni fa. Non li ho mai visti alterati dallo sforzo. Forse, essendo una persona molto autonoma e che non ha mai chiesto aiuto, ad un certo punto il marito di mia sorella non ha più retto”, ha raccontato il fratello della moglie ai giornalisti. A Stefano era stato dedicato un trofeo di ciclismo, sport di cui era appassionato, il premio Stefano Salsi, che si svolge da una ventina d’anni.

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