Papa Bergoglio a Giacarta: “Promuovere l’armonia religiosa per il bene dell’umanità”

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“Il fenomeno globale della disumanizzazione è caratterizzato soprattutto da violenze e conflitti diffusi, che spesso provocano un numero allarmante di vittime. È particolarmente preoccupante che la religione sia spesso strumentalizzata in questo senso, causando sofferenze a molti, soprattutto donne, bambini e anziani. Il ruolo della religione, tuttavia, dovrebbe includere la promozione e la salvaguardia della dignità di ogni vita umana”. E’ quanto si legge al punto 1 della ‘Dichiarazione congiunta’ firmata stamattina alla Moschea ‘Istiqlal’ di Giacarta da papa Francesco, dal grande imam Nasaruddin Umar e dagli altri leader confessionali presenti all’incontro interreligioso.

“‘Promuovere l’armonia religiosa per il bene dell’umanità’ è l’ispirazione che siamo chiamati a seguire e che dà anche il titolo alla Dichiarazione congiunta preparata per questa occasione – afferma Bergoglio -. In essa assumiamo con responsabilità le gravi e talvolta drammatiche crisi che minacciano il futuro dell’umanità, in particolare le guerre e i conflitti, purtroppo alimentati anche dalle strumentalizzazioni religiose, ma anche la crisi ambientale, diventata un ostacolo per la crescita e la convivenza dei popoli. E davanti a questo scenario, è importante che i valori comuni a tutte le tradizioni religiose siano promossi e rafforzati, aiutando la società a ‘sconfiggere la cultura della violenza e dell’indifferenza’ e a promuovere la riconciliazione e la pace”.

Alessia Pinzarrone
   

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Terremoto di magnitudo 3 tra Udine e Pordenone

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Una scossa di terremoto di magnitudo 3 è stata registrata alle 00:25 in Friuli Venezia Giulia, tra le province di Udine e di Pordenone.
Secondo i dati dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto epicentro a cinque chilometri da Tramonti di Sopra (Pordenone) e a sei km da Socchieve e Preone (Udine); l’ipocentro è stato localizzato a dieci km di profondità.
Non si segnalano al momento danni a persone o cose.

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Silvio Berlusconi è morto, addio al Cavaliere

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Silvio Berlusconi, l’ex premier italiano e fondatore di Forza Italia, è scomparso oggi all’età di 86 anni presso l’ospedale San Raffaele di Milano. La sua battaglia contro la leucemia, che lo aveva colpito alcuni mesi fa, si è purtroppo conclusa con esito fatale. Le condizioni di Berlusconi si erano improvvisamente aggravate questa mattina, portando all’afflusso immediato dei suoi familiari più stretti. Il fratello Paolo e i figli Eleonora, Barbara, Marina e Pier Silvio sono giunti in ospedale nel giro di pochi minuti, stringendosi attorno al loro amato padre e fratello.

Silvio Berlusconi ha lasciato un’impronta indelebile nella politica italiana. Nato il 29 settembre 1936 a Milano, ha avuto una carriera poliedrica che lo ha visto trascorrere anni come imprenditore di successo nel settore dei media, nonché come figura chiave nella scena politica italiana per oltre due decenni.

Berlusconi ha fondato Forza Italia nel 1994, contribuendo a ridefinire il panorama politico italiano. Durante i suoi tre mandati come primo ministro (1994-1995, 2001-2006 e 2008-2011), ha lasciato un segno indelebile sulla politica italiana, portando avanti diverse riforme e guidando il paese in momenti cruciali.

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Milan, ufficiale il rinnovo di Leao

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Il Milan ha ufficializzato il “prolungamento del contratto di Rafael Alexandre da Conceição Leão fino al 30 giugno 2028. Arrivato nell’estate 2019, Rafael ha collezionato 162 presenze, 41 goal e 29 assist in rossonero e si è imposto nel Campionato Italiano come ‘Miglior Calciatore della Serie A’ della scorsa stagione. AC Milan e Rafael proseguiranno il loro cammino insieme”, conclude il club rossonero.

«Adesso potrò andare in vacanza tranquillo, sereno. Sono molto contento di aver rinnovato il contratto perché è una cosa che volevo da tempo. Speriamo di fare grandi cose in futuro. È stato un lungo percorso e sono felice che siamo arrivati a un accordo. L’anno prossimo vogliamo vincere tante cose. Adesso però massima concentrazione per la gara col Verona». Così Rafa Leao, ai microfoni di Sky Sport, ha commentato il rinnovo di contratto firmato oggi pomeriggio con il Milan. L’attaccante portoghese sarà legato alla squadra rossonera fino al giugno 2028.

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Addio ad Emanuele Liguori, storica figura dell’Antica Pizzeria Da Michele

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Si è spento a soli 59 anni, Emanuele Liguori, primo pizzaiolo dell’Antica Pizzeria Da Michele di Napoli.
Le esequie avranno luogo domani mattina, alle 10.30, presso la Chiesa di San Giacomo degli Italiani in Via Nuova Poggioreale 165.
Era considerato da molti come uno dei più grandi artigiani della pizza napoletana, ha lavorato presso la storica pizzeria di Forcella per 44 anni, da quando aveva 14 anni.
Grande la commozione di chi lo conosceva. Su Facebook,  infatti, la direzione della pizzeria rilascia uno struggente messaggio. “Caro Emanuele, ci manchi già tantissimo. Nostro primo pizzaiolo, entrato giovanissimo in pizzeria, grande lavoratore e splendida persona, sei e resterai sempre parte della famiglia Condurro.” Queste le parole che dimostrano la vicinanza affettiva e lavorativa per il 59enne.
Il ricordo anche del titolare Alessandro Condurro: «Avrei voluto portarlo con me, fargli fare viaggi, ritirare premi, era lui il migliore IL MIGLIORE DI TUTTI. Una generazione vecchia e poco illuminata non lo ha mai permesso, come non vedeva di buon occhio quello che facevo io. Questo è l’unico premio che gli ho dato.
Il vero premio sono i milioni di pizze fatte a tutto il mondo, e l’affetto che gli mostravano tutti. La semplicità, l’umiltà, pure essendo IL MIGLIORE DI TUTTI PER DISPERSIONE, era lì, sul banco, salutava, sorrideva, era Manuele».

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Raspadori stende la Juve: il Napoli a un passo dal terzo scudetto

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Il Napoli batte la Juventus all’Allianz Stadium di Torino con un gol di Raspadori al minuto 93 ed è gioia grande per il popolo azzurro, che pregusta il terzo scudetto della sua storia. Per la squadra di Spalletti si tratta di un altro passo importante verso lo scudetto, per la Juventus è invece la terza sconfitta di fila in campionato dopo quelle in trasferta contro Lazio e Sassuolo.

Nonostante gli impegni infrasettimanali con notevole dispendio di energie sia da una parte sia dall’altra, è stata una gara di alta intensità anche se con poche occasioni da gol.

Venendo alla cronaca del match, il primo squillo della partita è arrivato al minuto 11 quando un tiro centrale di Cuadrado ha chiamato Meret alla risposta con i pugni. Meglio l’azione corale del Napoli che è parso maggiormente padrone del centrocampo, nonostante l’inserimento di Locatelli tra le linee in fase difensiva per dare più consistenza alla diga bianconera. Clamorosa la non espulsione del bianconero Gatti per un cazzotto a Kvaratskhelia non visto dall’arbitro e dal Var.

In avvio di ripresa proprio Kvaratskhelia ha chiamato per la prima volta alla parata Szczesny, ma la conclusione centrale è stata facile presa del polacco. Poi due squilli di Osimhen tra il 25′ e il 26′: dapprima il nigeriano ha scheggiato il palo con una conclusione in area deviata e sugli sviluppi del successivo calcio d’angolo, solo in mezzo all’area ha colpito di testa trovando però la presa del portiere juventino.

A otto minuti dal termine rete annullata a Di Maria per un precedente fallo di Milik su Lobotka. In pieno recupero, al 48′, il gol vittoria del Napoli: pallone scodellato in area da Elmas per Raspadori, che al volo infila la palla tra le gambe di Szczesny, chiudendo di fatto la sfida e portando il Napoli a un passo dallo scudetto.

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Guerra Iran, raid contro Larijani. Droni e razzi sull’ambasciata Usa a Baghdad

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Teheran bombardamenti guerra Iran
Nuovi attacchi su Teheran nella guerra tra Iran e Israele

Nuova escalation in Medio Oriente: Israele colpisce Teheran e Beirut, mentre un attacco centra la sede diplomatica americana in Iraq. Resta incerta la sorte di Ali Larijani

La guerra Iran entra in una nuova fase di escalation con una serie di attacchi che coinvolgono contemporaneamente Teheran, Beirut e Baghdad. Nella notte, un raid israeliano ha preso di mira Ali Larijani, capo del Consiglio di sicurezza iraniano, mentre resta ancora incerta la sua sorte.

Quasi nelle stesse ore, droni e razzi hanno colpito l’ambasciata statunitense a Baghdad, con almeno un ordigno esploso all’interno del compound diplomatico e una colonna di fumo nero visibile dalla città.

L’esercito israeliano ha inoltre annunciato una nuova ondata di attacchi su vasta scala contro Teheran e operazioni simultanee contro infrastrutture di Hezbollah a Beirut.

Guerra Iran: raid contro Larijani e attacchi su Teheran

Tra gli sviluppi più rilevanti delle ultime ore c’è il raid contro Ali Larijani, figura centrale dell’apparato di sicurezza iraniano.

Secondo le informazioni diffuse, l’attacco avrebbe colpito il capo del Consiglio di sicurezza della Repubblica islamica, ma non è ancora chiaro se Larijani sia morto o sia rimasto ferito.

Parallelamente, Israele ha intensificato i bombardamenti su Teheran, prendendo di mira obiettivi ritenuti strategici.

Nel corso delle operazioni, le forze israeliane hanno dichiarato di aver eliminato anche Gholamreza Soleimani, comandante dei Basij, una delle principali forze dell’apparato militare iraniano.

Droni e razzi sull’ambasciata Usa a Baghdad

La tensione si è estesa anche all’Iraq, dove l’ambasciata degli Stati Uniti a Baghdad è stata colpita da un attacco con droni e razzi.

Alcuni ordigni sono stati intercettati dai sistemi di difesa, ma almeno uno ha colpito l’area del compound diplomatico provocando un’esplosione.

Dalla sede diplomatica si è alzata una colonna di fumo nero, mentre le autorità hanno rafforzato le misure di sicurezza nella zona.

Sempre nella capitale irachena, un drone ha colpito anche un hotel situato nell’area protetta della città. Non risultano coinvolti cittadini italiani.

Beirut nel mirino e nuovo fronte libanese

L’escalation militare coinvolge anche il Libano, dove Israele ha lanciato nuovi attacchi contro Beirut e altre aree considerate vicine a Hezbollah.

I raid hanno colpito infrastrutture ritenute strategiche, aumentando il rischio di un allargamento del conflitto.

La pressione militare su Hezbollah rientra in una strategia più ampia che punta a colpire le reti collegate all’Iran nella regione.

Hormuz e tensioni tra Stati Uniti e alleati

Sul piano internazionale resta alta la tensione sullo Stretto di Hormuz, passaggio fondamentale per il traffico mondiale di petrolio.

Il presidente americano Donald Trump ha avvertito che il futuro della Nato potrebbe essere compromesso se gli alleati non contribuiranno alla riapertura dello stretto.

Tuttavia, diversi Paesi europei mantengono una posizione prudente sul coinvolgimento militare nella regione.

La chiusura dello stretto continua a pesare sui mercati energetici e sul commercio globale, aumentando l’incertezza economica a livello internazionale.

occhio.com

Scheletro trovato in un casolare ad Alghero: potrebbe essere un uomo scomparso anni fa

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Alghero, trovato scheletro in un casolare abbandonato
Alghero, trovato scheletro di un uomo in un casolare abbandonato

Macabro ritrovamento questa mattina ad Alghero, dove il cadavere di un uomo ormai ridotto a uno scheletro è stato scoperto all’interno di un casolare abbandonato nella zona di Maria Pia, a poca distanza dalle spiagge della città.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia locale, che hanno immediatamente avviato gli accertamenti per chiarire le circostanze della morte. Con loro anche il medico legale, incaricato di effettuare una prima ispezione esterna sul corpo.

Nessun segno apparente di violenza

Secondo quanto emerso dai primi rilievi, sullo scheletro non sarebbero stati riscontrati segni evidenti di violenza. Si tratta comunque di una valutazione preliminare: ulteriori accertamenti potrebbero essere disposti nelle prossime ore dagli investigatori per ricostruire con precisione quanto accaduto. L’area del ritrovamento è stata messa in sicurezza per consentire agli inquirenti di effettuare tutti i rilievi necessari e raccogliere eventuali elementi utili alle indagini.

L’ipotesi: potrebbe essere un uomo scomparso

Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori c’è quella che il corpo possa appartenere a un uomo la cui scomparsa era stata denunciata dalla famiglia alcuni anni fa. Secondo le prime informazioni, si tratterebbe di una persona che aveva deciso volontariamente di allontanarsi e di vivere lontano dalla società. Non si esclude quindi che l’uomo possa aver trovato rifugio proprio nel casolare abbandonato dove è stato rinvenuto il corpo.

L’identità sarà stabilita con il DNA

Per chiarire definitivamente l’identità della vittima sarà fondamentale l’analisi genetica. La Procura della Repubblica di Sassari ha infatti disposto l’esame del DNA, che verrà confrontato con quello dei familiari della persona scomparsa. Solo dopo i risultati degli esami sarà possibile stabilire con certezza chi fosse l’uomo e chiudere definitivamente il caso.

Nel frattempo proseguono le indagini dei carabinieri per ricostruire la storia della persona trovata nel casolare e comprendere da quanto tempo il corpo si trovasse nel luogo del ritrovamento.

occhio.com

Europa dice no a Trump sullo Stretto di Hormuz: cresce la tensione tra USA e UE

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Trump contro gli Alleati e la Nato
L'Europa respinge la richiesta di aiuto di Trump

L’Unione Europea ha respinto con fermezza la richiesta degli Stati Uniti di intervenire militarmente nello Stretto di Hormuz durante la guerra in Iran. Durante la riunione dei ministri degli Esteri a Bruxelles, i rappresentanti dei 27 Paesi membri hanno espresso una posizione comune: il conflitto non riguarda né l’Europa né la NATO.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva chiesto il sostegno degli alleati per garantire la sicurezza del traffico marittimo nella zona strategica del Golfo Persico. Tuttavia, l’Europa ha scelto di mantenere una posizione prudente, evitando un coinvolgimento diretto nel conflitto.

Germania e Regno Unito tra i più decisi nel rifiuto

Particolarmente significativa è stata la posizione della Germania e del Regno Unito, due storici alleati degli Stati Uniti.

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha sottolineato che:

  • la guerra in Iran deve cessare il prima possibile
  • gli obiettivi militari della missione americana non sono chiari
  • Berlino non invierà navi militari finché il conflitto continuerà

Anche il primo ministro britannico Keir Starmer ha rifiutato la richiesta di Washington, offrendo solo un supporto limitato con droni dragamine. La decisione ha sorpreso lo stesso Trump, che ha espresso pubblicamente il proprio disappunto.

La posizione dell’Italia: nessun ingresso in guerra

Anche l’Italia si è allineata alla linea europea. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dichiarato chiaramente che il Paese non entrerà in guerra. La missione navale europea Operazione Aspides, attualmente impegnata nel Mar Rosso, non vedrà un ampliamento del proprio mandato allo Stretto di Hormuz.

Una posizione condivisa anche dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dal vicepremier Matteo Salvini, che hanno ribadito la volontà di evitare qualsiasi escalation militare.

Le possibili alternative diplomatiche sul tavolo

A Bruxelles si stanno valutando diverse opzioni per gestire la crisi senza un coinvolgimento diretto nel conflitto.

Tra le ipotesi principali:

  • una missione internazionale sotto l’egida delle Nazioni Unite
  • una futura operazione di sicurezza nello Stretto proposta dal presidente francese Emmanuel Macron, ma solo dopo la fine della fase più critica della guerra

Nel frattempo, Washington starebbe valutando la creazione di una coalizione di Paesi volontari per proteggere il traffico energetico nella regione.

Perché lo Stretto di Hormuz è cruciale per l’economia mondiale

Lo Stretto di Hormuz rappresenta uno dei punti più strategici per il commercio energetico globale.

Attraverso questo passaggio marittimo transita una parte significativa del petrolio mondiale proveniente dal Golfo Persico. Un eventuale blocco del traffico navale potrebbe provocare:

  • un forte aumento dei prezzi del petrolio
  • una nuova crisi energetica internazionale
  • tensioni economiche nei mercati globali

Per questo motivo la situazione resta estremamente delicata.

Rapporti transatlantici sotto pressione

Il rifiuto europeo rappresenta un momento di forte tensione nei rapporti tra l’Europa e l’America guidata da Trump. Le dichiarazioni del presidente statunitense, che ha parlato di possibili conseguenze negative per la NATO, mostrano quanto il tema sia destinato a restare centrale nei prossimi mesi.

Il prossimo vertice dei leader europei potrebbe essere decisivo per definire la strategia dell’Unione di fronte alla crisi in Medio Oriente.

occhio.com

Incidente Montecorice, il giallo della guardia medica prima dello schianto mortale di Michele e Maria

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Incidente Montecorice le vittime Michele Pirozzi e Maria Magliocco
Incidente Montecorice le vittime Michele Pirozzi e Maria Magliocco

Gli investigatori ricostruiscono le ultime ore della coppia morta nel Cilento: al vaglio la lite con il medico e la dinamica dell’impatto

Proseguono le indagini sull’incidente di Montecorice costato la vita a Michele Pirozzi, 29 anni, e Maria Magliocco, 24 anni. La tragedia si è consumata nella notte tra venerdì e sabato lungo la strada costiera del Cilento, in località Ripe Rosse, dove l’auto su cui viaggiava la coppia è precipitata in una scarpata a picco sul mare.

Gli investigatori stanno ora cercando di chiarire un dettaglio che potrebbe rivelarsi decisivo: il passaggio dei due giovani alla guardia medica poco prima dell’incidente. Secondo le prime ricostruzioni, all’interno della struttura sanitaria sarebbe nata una discussione con il medico di turno.

Questo episodio rappresenta uno dei punti centrali delle indagini coordinate dall’autorità giudiziaria.

Incidente Montecorice: la lite alla guardia medica

Gli investigatori stanno ricostruendo cosa sia accaduto all’interno dell’ambulatorio della guardia medica di Montecorice.

Secondo quanto emerso nelle prime ore dopo l’incidente di Montecorice, tra la coppia e il sanitario di turno sarebbe scoppiata una discussione. Il medico avrebbe quindi chiesto l’intervento dei carabinieri.

Quando però i militari stavano per arrivare, Michele Pirozzi e Maria Magliocco avevano già lasciato la struttura a bordo della loro auto.

Gli inquirenti stanno raccogliendo testimonianze e verificando eventuali documenti o registrazioni per capire se quanto accaduto nella guardia medica possa aver influenzato gli eventi successivi.

L’ultima notte di Michele e Maria

Prima di raggiungere la guardia medica, la coppia aveva trascorso la serata ad Agnone Cilento, frazione del comune di Montecorice dove vive la madre della ragazza.

Dopo la visita, i due avevano ripreso la strada per tornare a Capaccio Paestum, dove Michele Pirozzi viveva a Capaccio Scalo.

A un certo punto, però, i giovani avrebbero invertito la marcia tornando verso Agnone.

Gli investigatori cercano ora di capire il motivo di quella decisione. Tra le ipotesi c’è la possibilità che i due abbiano dimenticato qualcosa o che dovessero recuperare un oggetto lasciato nell’abitazione della madre di Maria.

Lo schianto e la caduta nella scarpata

L’incidente di Montecorice è avvenuto lungo la strada costiera che costeggia il mare.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’auto della coppia si è scontrata con un furgone che procedeva nella direzione opposta.

Dopo l’impatto, la vettura ha sfondato il guardrail ed è precipitata per circa 200 metri nella scarpata fino agli scogli sottostanti.

L’impatto è stato violentissimo. Michele e Maria sono stati sbalzati fuori dall’auto e sono morti sul colpo.

Alla guida del furgone c’era un pasticciere di 42 anni del posto, che stava rientrando dal lavoro. L’uomo ha riportato ferite lievi ma è risultato positivo al test antidroga effettuato dopo l’incidente.

La sua posizione resta ora al vaglio dell’autorità giudiziaria.

Il ritrovamento dei corpi

I soccorritori hanno ritrovato i corpi dei due giovani solo dopo ore di ricerche.

La Guardia Costiera di Agropoli, con una motovedetta, ha individuato il punto della caduta dell’auto.

Sul posto sono intervenuti:

  • Vigili del Fuoco
  • Nucleo SAF per il soccorso alpino fluviale
  • sommozzatori arrivati da Napoli

Le squadre di soccorso hanno recuperato i corpi sugli scogli sotto la scarpata.

I carabinieri continuano ora a ricostruire con precisione la sequenza degli eventi che ha portato alla tragedia.

Il dolore delle comunità del Cilento

La morte di Michele Pirozzi e Maria Magliocco ha scosso profondamente le comunità del Cilento.

I due giovani erano molto conosciuti tra Capaccio Paestum, Montecorice e Pisciotta.

Michele lavorava nell’azienda agricola di famiglia impegnata nel trasporto di balle di fieno per gli allevamenti della zona.

Maria Magliocco, originaria di Pisciotta, aveva lavorato fino a pochi giorni fa in un bar di Capaccio.

Il cordoglio del Comune di Capaccio Paestum

Il Comune di Capaccio Paestum ha espresso pubblicamente il proprio cordoglio per la tragedia.

Il sindaco, insieme al Consiglio comunale e ai dipendenti dell’ente, ha manifestato vicinanza alle famiglie delle vittime.

Nel giorno dei funerali, il Comune osserverà un minuto di raccoglimento negli uffici comunali e nelle scuole del territorio.

Intanto gli investigatori continuano a lavorare per chiarire ogni dettaglio dell’incidente di Montecorice e capire cosa sia accaduto nelle ore precedenti allo schianto.

occhio.com

Napoli, oggi i funerali di Cinzia Oscar: l’addio alla cantante nella Basilica della Sanità

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Cinzia Oscar cantante napoletana
La cantante napoletana Cinzia Oscar

Il figlio Marco Calone ricorda la madre con un messaggio commosso: “Una donna forte e una grande artista”

Napoli si prepara a dare l’ultimo saluto a Cinzia Oscar, storica voce della musica napoletana scomparsa nei giorni scorsi all’età di 63 anni. I funerali di Cinzia Oscar si terranno oggi pomeriggio alle ore 17 presso la Basilica di Santa Maria della Sanità, nel cuore dello storico quartiere partenopeo.

Amici, fan e colleghi del mondo musicale si riuniranno per ricordare la cantante che per anni ha rappresentato una delle voci più amate del panorama neomelodico.

Tra i messaggi più toccanti spicca quello del figlio Marco Calone, cantante molto conosciuto nella scena musicale napoletana, che ha voluto dedicare alla madre un lungo post sui social.

Il ricordo del figlio Marco Calone

Nel suo messaggio, Marco Calone ha condiviso parole cariche di emozione e gratitudine per la madre.

Il cantante ha ricordato Cinzia Oscar come una donna forte, una madre presente e un’artista che ha dedicato tutta la sua vita alla musica e alla famiglia.

Il post pubblicato sui social ha raccolto migliaia di commenti di affetto e solidarietà, con tanti fan e artisti del panorama neomelodico che hanno voluto esprimere vicinanza alla famiglia.

Il legame tra madre e figlio non era solo familiare ma anche artistico: i due hanno spesso condiviso il palco e diversi progetti musicali.

Cinzia Oscar, una carriera tra musica e teatro

La carriera di Cinzia Oscar è iniziata molto presto. La cantante ha mosso i primi passi nel mondo dello spettacolo quando era ancora giovanissima.

Nel 1979 ha pubblicato il suo primo disco, iniziando un percorso artistico che l’ha portata a diventare una delle voci più riconoscibili della musica napoletana.

Nel corso degli anni ha interpretato brani che hanno accompagnato diverse generazioni di ascoltatori.

Tra le sue canzoni più note figurano:

  • “Nun so’ na bambola”
  • “Caro figlio mio”
  • “Maledizione”
  • “Gli amanti”

Oltre alla musica, l’artista ha lavorato anche nel teatro e nelle commedie musicali, dimostrando grande versatilità e talento sul palcoscenico.

Il rapporto speciale con il figlio

Il rapporto tra Cinzia Oscar e Marco Calone è sempre stato molto forte.

Marco Calone, figlio della cantante e del cantante Franco Calone, è cresciuto tra musica e spettacolo, seguendo le orme dei genitori.

Negli anni ha costruito una carriera nel panorama neomelodico napoletano, mantenendo sempre un legame artistico e umano molto stretto con la madre.

I due hanno condiviso anche momenti musicali insieme, partecipando a eventi e incidendo brani che hanno rafforzato il loro sodalizio artistico.

Il cordoglio di Napoli e dei fan

La scomparsa della cantante ha suscitato grande commozione tra i fan e nel mondo della musica napoletana.

Dopo l’annuncio della morte, i social si sono riempiti di messaggi di affetto e ricordi dedicati a Cinzia Oscar, considerata da molti una delle voci simbolo della tradizione musicale partenopea.

Oggi, con i funerali di Cinzia Oscar alla Basilica della Sanità, Napoli saluterà una delle sue artiste più amate.

La sua musica continuerà però a vivere attraverso le canzoni che hanno segnato la sua carriera e nel ricordo del pubblico che l’ha seguita per tanti anni.

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Napoli piange Rossella Esposito, l’addio alla giovane avvocatessa

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Rossella Esposito avvocatessa Napoli
Rossella Esposito, giovane avvocatessa napoletana

Cordoglio della Camera Penale di Napoli per la scomparsa della giovane legale: “Ha indossato la toga con orgoglio e dedizione”

Napoli piange Rossella Esposito, giovane avvocatessa napoletana scomparsa nelle ultime ore. La notizia della sua morte ha suscitato grande commozione nel mondo forense e tra i tanti colleghi che hanno avuto modo di conoscerla e lavorare al suo fianco.

A ricordare Rossella Esposito è stata la Camera Penale di Napoli, che sui social ha pubblicato un messaggio di cordoglio sottolineando il valore umano e professionale della giovane legale.

La scomparsa della giovane avvocatessa lascia un grande vuoto nella comunità forense napoletana.

Il ricordo della Camera Penale di Napoli

Nel messaggio diffuso sui social, la Camera Penale ha voluto rendere omaggio alla collega ricordandone la passione per la professione.

Secondo i colleghi, Rossella Esposito ha sempre vissuto la professione forense con grande dedizione, affrontando ogni impegno con serietà e senso di responsabilità.

“Ha indossato la Toga sempre con orgoglio, dedizione e impegno, e sempre con il sorriso”, hanno scritto i colleghi nel messaggio di cordoglio pubblicato online.

Parole che raccontano il forte legame tra la giovane avvocatessa e la comunità forense napoletana.

Il coraggio nella battaglia contro la malattia

Nel ricordo dei colleghi emerge anche la grande forza con cui Rossella Esposito ha affrontato le difficoltà della vita.

La Camera Penale ha ricordato la sua tenacia e la determinazione nel continuare a svolgere la professione, nonostante le avversità che negli ultimi anni avevano segnato il suo percorso.

“Ha combattuto strenuamente contro le avversità che l’hanno portata via, senza mai abbandonare l’impegno forense”, si legge nel messaggio pubblicato dall’associazione.

Il ricordo della giovane avvocatessa resta legato alla sua passione per il diritto e alla professionalità dimostrata nel corso della sua carriera.

Il cordoglio del mondo forense napoletano

La scomparsa di Rossella Esposito ha suscitato numerosi messaggi di cordoglio da parte di colleghi, amici e conoscenti.

Molti professionisti del foro napoletano hanno voluto ricordare la giovane avvocatessa come una persona capace di affrontare con coraggio le difficoltà e di mantenere sempre grande rispetto per la professione.

La Camera Penale di Napoli ha concluso il suo messaggio esprimendo vicinanza alla famiglia della giovane legale.

“Alla famiglia le condoglianze di tutti noi”, hanno scritto i colleghi, stringendosi al dolore dei familiari.

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Napoli, truffe informatiche del clan Mazzarella: 16 arresti tra phishing e frodi bancarie

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Carabinieri operazione Napoli clan Mazzarella
Operazione dei carabinieri contro le truffe informatiche del clan Mazzarella

Operazione dei Carabinieri contro il sistema di truffe digitali legato alla camorra

Nuovo colpo alla criminalità organizzata a Napoli.
carabinieri del comando provinciale hanno eseguito 16 arresti nell’ambito dell’inchiesta sulle truffe informatiche del clan Mazzarella, una delle organizzazioni camorristiche storiche della città.

La Direzione distrettuale antimafia di Napoli ha coordinato l’indagine e il Gip del Tribunale di Napoli ha firmato le misure cautelari.

Gli investigatori accusano gli indagati di:

  • associazione per delinquere
  • frode informatica
  • accesso abusivo a sistemi informatici
  • detenzione illegale di armi

I magistrati contestano anche l’aggravante delle finalità mafiose.

Secondo gli investigatori, il gruppo gestiva un sistema organizzato di truffe online basato su phishing, vishing e clonazione di siti bancari.

Truffe informatiche clan Mazzarella: il sistema delle frodi online

L’indagine ha ricostruito l’organizzazione delle truffe informatiche del clan Mazzarella, che utilizzava tecniche avanzate per ingannare le vittime.

Gli indagati utilizzavano principalmente tre metodi:

  • phishing, con email e messaggi fraudolenti
  • vishing, telefonate con falsi operatori bancari
  • clonazione di siti di istituti di credito

Le vittime inserivano credenziali e codici di sicurezza nei siti falsi.
I truffatori utilizzavano poi quei dati per svuotare i conti correnti.

Gli investigatori hanno individuato una struttura organizzata con ruoli precisi tra gli indagati, simile a quella delle tradizionali organizzazioni criminali.no organizzate con ruoli ben definiti e una struttura simile a quella delle tradizionali organizzazioni criminali.

Camorra e truffe digitali: il nuovo business criminale

L’inchiesta evidenzia ancora una volta come la criminalità organizzata stia investendo sempre di più nel settore delle truffe informatiche.

Le organizzazioni camorristiche utilizzano tecnologie digitali per ottenere profitti elevati con rischi relativamente bassi rispetto alle attività criminali tradizionali.

Nel caso delle truffe informatiche del clan Mazzarella, gli investigatori hanno accertato che i proventi delle frodi venivano reinvestiti in altre attività illecite.

L’operazione dei carabinieri a Napoli

L’operazione è stata condotta dai carabinieri del comando provinciale di Napoli, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia.

Le misure cautelari sono state emesse dal Gip del Tribunale di Napoli nei confronti di 16 persone ritenute vicine al clan Mazzarella.

Ulteriori dettagli sull’inchiesta saranno illustrati durante una conferenza stampa in Procura dal procuratore capo Nicola Gratteri.

L’operazione rappresenta uno dei più importanti interventi recenti contro le truffe informatiche legate alla camorra.

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Referendum giustizia, Meloni: “La riforma riguarda la vita di tutti, è necessario votare”

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Giorgia Meloni referendum giustizia
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante un intervento sulla riforma della giustizia

La premier invita gli italiani a partecipare al voto del 22 e 23 marzo: “Serve una giustizia più moderna, responsabile e libera”

La referendum giustizia torna al centro del dibattito politico. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha invitato gli italiani ad andare alle urne per il voto del 22 e 23 marzo, definendo la riforma una svolta necessaria per il sistema giudiziario italiano.

Secondo la premier, il referendum giustizia riguarda direttamente la vita dei cittadini perché il funzionamento della magistratura influisce sulla libertà, sui diritti e sull’economia del Paese.

Meloni ha sottolineato che l’obiettivo della riforma è correggere alcune criticità strutturali del sistema giudiziario, che negli anni avrebbero penalizzato cittadini, famiglie e imprese.

Referendum giustizia: “È una riforma che riguarda tutti”

Nel suo intervento la presidente del Consiglio ha spiegato che la riforma mira a migliorare il funzionamento della giustizia.

Secondo Meloni, quando un magistrato commette errori o non svolge correttamente il proprio lavoro spesso non subisce conseguenze significative.

Questo, secondo la premier, finisce per danneggiare i cittadini che devono confrontarsi con processi lunghi, inefficienze e difficoltà nel sistema giudiziario.

Per questo motivo Meloni ha invitato gli italiani a partecipare al referendum giustizia e a esprimere il proprio voto.

Meloni: “Non è una riforma contro i magistrati”

La presidente del Consiglio ha respinto le accuse secondo cui la riforma sarebbe un attacco alla magistratura.

Secondo Meloni, il progetto di riforma non ha l’obiettivo di punire i magistrati ma di rafforzare il sistema giudiziario rendendolo più efficiente e credibile.

La premier ha ricordato il proprio rispetto per il lavoro svolto dalla magistratura nella lotta alla criminalità e nella tutela dei diritti dei cittadini.

Meloni ha inoltre sottolineato che diversi magistrati in servizio sostengono la riforma, ritenendola utile per migliorare il funzionamento del sistema.

Giustizia e diritti dei cittadini

Secondo la presidente del Consiglio, la giustizia rappresenta uno dei pilastri fondamentali dello Stato.

Quando il sistema giudiziario funziona male, ha spiegato Meloni, le conseguenze ricadono su tutta la società.

Una giustizia lenta o inefficiente può infatti rallentare l’economia, creare incertezza e indebolire la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.

Per questo la riforma viene presentata dal governo come un passaggio necessario per modernizzare l’Italia.

Il confronto pubblico sulla riforma

Il dibattito sul referendum giustizia continuerà anche nei prossimi giorni con confronti pubblici tra esponenti politici e giuristi.

La riforma della giustizia resta uno dei temi più discussi della campagna referendaria e sarà al centro del confronto politico fino al voto.

L’esito del referendum potrebbe avere un impatto significativo sul futuro del sistema giudiziario italiano.

occhio.com

Guerra Iran, Trump alla Nato: “Aiutate ad aprire lo Stretto di Hormuz o conseguenze negative”

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Donald Trump dichiarazioni guerra Iran Nato
Il presidente americano Donald Trump commenta la crisi nello Stretto di Hormuz

Il presidente degli Stati Uniti chiede l’intervento dell’Alleanza atlantica per riaprire il corridoio energetico bloccato dall’Iran. A rischio il vertice con Xi Jinping

La guerra Iran continua a provocare tensioni internazionali e pressioni diplomatiche. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha avvertito che il futuro della Nato potrebbe essere “molto negativo” se l’Alleanza non contribuirà alla riapertura dello Stretto di Hormuz, il passaggio strategico per il commercio mondiale di petrolio attualmente bloccato dal conflitto.

In un’intervista, Trump ha spiegato che gli Stati Uniti si aspettano un contributo concreto dagli alleati europei per garantire la sicurezza del corridoio marittimo nel Golfo Persico.

Secondo il presidente americano, la chiusura dello stretto sta avendo forti ripercussioni sui mercati energetici globali, con il prezzo del petrolio in forte aumento.

Guerra Iran: la richiesta di Trump alla Nato

Nel pieno della guerra Iran, Trump ha rivolto un appello diretto alla Nato chiedendo un impegno concreto per riaprire lo Stretto di Hormuz.

Il presidente americano ha sottolineato che gli Stati Uniti hanno sostenuto gli alleati europei in diverse crisi internazionali e ora si aspettano un contributo da parte dell’Europa.

Secondo Trump, i Paesi che dipendono maggiormente dalle rotte energetiche del Golfo Persico dovrebbero partecipare alle operazioni per garantire la sicurezza del traffico marittimo.

Tra le possibili azioni citate dal presidente americano vi sarebbe l’utilizzo di dragamine e operazioni di sicurezza navale per neutralizzare eventuali minacce lungo le coste iraniane.

Il nodo dello Stretto di Hormuz

Lo Stretto di Hormuz rappresenta uno dei passaggi marittimi più strategici del mondo.

Attraverso questo corridoio energetico transita una parte significativa delle esportazioni globali di petrolio e gas naturale.

La chiusura o il blocco del traffico nello stretto potrebbe avere conseguenze pesanti sull’economia mondiale, in particolare per i Paesi asiatici che dipendono fortemente dalle forniture energetiche provenienti dal Golfo Persico.

La tensione nella regione ha già provocato un forte aumento dei prezzi del petrolio e una crescente volatilità sui mercati finanziari internazionali.

Pressioni sulla Cina e vertice con Xi Jinping a rischio

Oltre agli alleati europei, Trump ha esercitato pressioni anche sulla Cina.

Il presidente americano ha dichiarato che il prossimo vertice con il presidente cinese Xi Jinping potrebbe essere rinviato se Pechino non collaborerà alla riapertura dello Stretto di Hormuz.

Secondo Trump, la Cina dipende fortemente dal petrolio che transita attraverso il Golfo Persico e quindi dovrebbe contribuire alla sicurezza della regione.

L’obiettivo degli Stati Uniti è creare una coalizione internazionale per garantire la libertà di navigazione nello stretto.

Diplomazia e guerra: trattative ancora lontane

Nonostante l’escalation militare della guerra Iran, Trump ha confermato che sono in corso contatti con Teheran.

Il presidente americano ha dichiarato che i colloqui esistono ma non sono ancora vicini a un accordo.

Secondo Washington, l’Iran non sarebbe ancora pronto a negoziare la fine delle ostilità.

Dal canto suo il governo iraniano ha respinto l’ipotesi di negoziati con gli Stati Uniti, sostenendo di essere impegnato nella difesa della propria sovranità.

La situazione resta quindi estremamente incerta mentre la guerra continua ad avere effetti sulla sicurezza globale e sui mercati energetici.

occhio.com

Guerra Iran, truppe Israele in sud Libano. Missile su auto, un morto ad Abu Dhabi

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Israele operazioni militari sud Libano
Truppe israeliane impegnate nelle operazioni nel sud del Libano

Nuova escalation in Medio Oriente: operazioni terrestri israeliane contro Hezbollah, raid su Teheran e tensione nello Stretto di Hormuz

La guerra Iran entra nella sua terza settimana con una nuova escalation militare nella regione. L’esercito israeliano ha annunciato l’avvio di operazioni terrestri limitate nel sud del Libano contro Hezbollah, mentre proseguono gli attacchi aerei su Teheran.

Nel frattempo la crisi si estende anche al Golfo Persico: un missile ha colpito un’auto ad Abu Dhabi causando una vittima, mentre un drone ha provocato un incendio nei pressi dell’aeroporto di Dubai.

La situazione resta estremamente instabile mentre gli Stati Uniti continuano a mantenere contatti diplomatici con Teheran nel tentativo di raggiungere un accordo.

Guerra Iran: operazioni terrestri di Israele nel sud del Libano

Le Forze di Difesa israeliane hanno annunciato l’inizio di operazioni terrestri mirate nel sud del Libano, con l’obiettivo di colpire infrastrutture e posizioni militari di Hezbollah.

Secondo l’esercito israeliano si tratta di interventi limitati e mirati contro obiettivi considerati strategici per la sicurezza di Israele.

L’operazione rappresenta un nuovo sviluppo nel conflitto regionale, che coinvolge ormai diversi Paesi del Medio Oriente.

Raid su Teheran e nuove offensive israeliane

Parallelamente alle operazioni in Libano, l’esercito israeliano ha annunciato di aver lanciato una nuova ondata di attacchi su vasta scala contro Teheran.

Gli attacchi avrebbero colpito infrastrutture militari e depositi strategici nella capitale iraniana.

Il governo iraniano ha duramente criticato i bombardamenti, accusando Israele di aver colpito anche depositi di carburante, con possibili conseguenze ambientali e sanitarie per la popolazione.

Secondo Teheran questi attacchi rappresenterebbero un vero e proprio “ecocidio” per i rischi a lungo termine legati agli incendi e alla contaminazione.

Missile su auto ad Abu Dhabi: una vittima

La crisi si sta estendendo anche ai Paesi del Golfo.

Ad Abu Dhabi un missile ha colpito un’automobile provocando la morte di una persona.

L’episodio rappresenta uno dei primi attacchi diretti registrati negli Emirati Arabi Uniti dall’inizio dell’escalation della guerra Iran.

Le autorità locali hanno rafforzato le misure di sicurezza mentre continuano i controlli sui sistemi di difesa aerea nella regione.

Attacco con drone vicino all’aeroporto di Dubai

Nelle stesse ore un drone ha provocato un incendio nelle vicinanze dell’aeroporto di Dubai.

L’incidente ha causato la sospensione temporanea di alcune operazioni aeroportuali e diversi voli sono stati cancellati o ritardati.

La compagnia aerea Emirates ha successivamente annunciato la ripresa parziale dei voli, anche se con un programma limitato.

Le autorità stanno indagando sull’origine dell’attacco e sulle eventuali responsabilità.

Stretto di Hormuz e rischio crisi energetica

La tensione resta altissima anche nello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi marittimi più importanti per il commercio mondiale di petrolio.

La chiusura dello stretto rappresenterebbe una grave minaccia per le forniture energetiche globali.

Secondo gli analisti, oltre l’80% del petrolio e del gas che attraversano lo stretto è destinato ai mercati asiatici, ma eventuali blocchi avrebbero effetti su tutta l’economia mondiale.

La crisi potrebbe inoltre avere conseguenze anche sul mercato dei fertilizzanti e sulla sicurezza alimentare globale nei prossimi anni.

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