La Procura di Pavia accusa Andrea Sempio: «Uccisa con crudeltà dopo una lite». Interrogatorio fissato per il 6 maggio
Un movente finora inedito riapre scenari sul delitto di Chiara Poggi. Secondo la Procura di Pavia, Andrea Sempio avrebbe ucciso la giovane dopo che lei aveva rifiutato un suo approccio di natura sessuale, scatenando una lite degenerata in un’aggressione brutale.
Il 37enne è ora indagato per omicidio volontario aggravato dai futili motivi e dalla crudeltà, mentre per il caso resta la condanna definitiva a 16 anni per Alberto Stasi, ex fidanzato della vittima.
Il nuovo movente: «Rifiuto e odio»
Secondo quanto ricostruito dai pubblici ministeri, il delitto sarebbe maturato in un contesto improvviso e violento. Il rifiuto della vittima avrebbe generato una reazione di rabbia e odio, sfociata in un’aggressione mortale.
Nell’atto della Procura si parla esplicitamente di “motivi abietti” legati al rifiuto dell’approccio sessuale, elemento che rappresenta una novità assoluta nel quadro investigativo.
La ricostruzione dell’omicidio
Gli inquirenti descrivono una dinamica estremamente violenta. Dopo una prima colluttazione, Chiara Poggi sarebbe stata colpita ripetutamente con un oggetto contundente, soprattutto alla testa.
Secondo la ricostruzione, la giovane sarebbe caduta a terra e poi trascinata verso la cantina. Qui avrebbe tentato di reagire, ma sarebbe stata nuovamente colpita più volte fino a perdere conoscenza.
Successivamente, il corpo sarebbe stato spinto lungo le scale che conducono al piano interrato, dove l’aggressione sarebbe proseguita con ulteriori colpi, risultati fatali.
Almeno dodici colpi e accanimento
La Procura parla di almeno dodici colpi inferti tra volto e cranio, sottolineando l’efferatezza dell’azione. Proprio il numero e la violenza delle lesioni rappresentano, secondo gli inquirenti, l’aggravante della crudeltà.
Le ferite riportate avrebbero provocato lesioni cranio-encefaliche gravissime, risultate letali.
Sempio unico indagato: interrogatorio il 6 maggio
Andrea Sempio è attualmente l’unico indagato nella nuova fase dell’inchiesta. La Procura di Pavia ha disposto per lui un interrogatorio fissato al 6 maggio, passaggio chiave per chiarire ulteriormente il quadro accusatorio.
La contestazione riguarda l’omicidio volontario aggravato, senza più l’ipotesi di concorso.

Il caso Garlasco e la condanna di Stasi
Il delitto di Chiara Poggi, avvenuto nel 2007, è uno dei casi di cronaca più discussi degli ultimi anni. Nel 2015 Alberto Stasi è stato condannato in via definitiva a 16 anni di carcere, ma il movente non era mai stato chiarito con certezza.
Secondo la Cassazione, la scena del crimine indicava comunque un contesto di “intimità emotiva” tra vittima e aggressore, elemento che oggi torna centrale nella nuova ipotesi investigativa.















