Il gioielliere condannato in via definitiva per l’uccisione di due rapinatori sta affrontando i primi giorni di detenzione nel carcere di Bollate. Intanto Tajani apre alla grazia, mentre Elon Musk attacca la magistratura italiana
Sono trascorsi i primi giorni di detenzione per Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo, entrato nel carcere di Bollate dopo la condanna definitiva a 17 anni di reclusione per aver ucciso due dei rapinatori che avevano assaltato il suo negozio il 28 aprile 2021.
Mentre la famiglia si prepara a riaprire la storica gioielleria, emergono i primi dettagli sulla nuova quotidianità dell’uomo dietro le sbarre. Nel frattempo il caso continua a dividere la politica, con Antonio Tajani che apre alla possibilità della grazia e Elon Musk che interviene sui social criticando duramente la magistratura italiana.
Le prime richieste dal carcere di Bollate
Secondo quanto riferito da persone che hanno incontrato Roggero in carcere, il gioielliere starebbe affrontando con compostezza i primi giorni di detenzione, pur vivendo con evidente difficoltà il cambiamento radicale della sua vita.
La prima richiesta rivolta alla moglie, Mariangela Sandrone, riguarda alcuni oggetti di uso quotidiano: un costume da bagno, un accappatoio, un paio di infradito e alcuni libri.
La richiesta del costume sarebbe legata all’imbarazzo di utilizzare le docce comuni del penitenziario insieme agli altri detenuti.
Attualmente Roggero condivide la cella con un altro detenuto, un ex cuoco condannato per reati legati alla droga, all’interno del carcere di Bollate, considerato uno degli istituti penitenziari più avanzati del Paese per i percorsi di reinserimento.
«È provato ma dignitoso»
Nei giorni scorsi il gioielliere ha ricevuto la visita del vicepremier Matteo Salvini e del deputato di Fratelli d’Italia Galeazzo Bignami.
Entrambi lo avrebbero trovato provato dall’esperienza della detenzione ma determinato ad affrontarla con dignità.
Secondo Bignami, Roggero starebbe vivendo una fase di profonda riflessione sulla vicenda che lo ha portato in carcere.
Una presa di coscienza che potrebbe assumere un peso importante qualora la famiglia decidesse di presentare formalmente una richiesta di grazia al Presidente della Repubblica.
Il nodo dei risarcimenti
Nei colloqui con i familiari, Roggero avrebbe anche manifestato amarezza per le accuse secondo cui non avrebbe risarcito le famiglie delle vittime.
Il gioielliere sostiene invece di avere già versato 300 mila euro, spiegando di aver reperito quella somma affrontando notevoli sacrifici economici.
La questione dei risarcimenti rappresenta uno degli aspetti che potrebbero assumere rilievo anche nell’eventuale percorso verso una richiesta di clemenza.
La moglie e le figlie riaprono la gioielleria
Mentre Mario Roggero affronta la detenzione, la famiglia prova lentamente a riprendere la normalità.
La moglie Mariangela Sandrone ha trascorso il primo fine settimana senza il marito dopo quasi cinquant’anni di vita insieme e si prepara ai primi colloqui in carcere, che potranno avvenire soltanto dopo il periodo previsto dalla normativa penitenziaria.
Nel frattempo la famiglia ha annunciato l’intenzione di riaprire la gioielleria entro pochi giorni.
A portare avanti l’attività saranno la moglie e le due figlie, Luisa e Laura, profondamente segnate dalla vicenda ma determinate a mantenere aperto il negozio di famiglia.
Tajani: «Ha sbagliato, ma merita il perdono»
Il caso continua a dividere il centrodestra.
Il vicepremier e leader di Forza Italia, Antonio Tajani, ha ribadito che il partito non mette in discussione la sentenza definitiva.
Secondo Tajani, Roggero ha oltrepassato i limiti della legittima difesa e la magistratura ha applicato la legge.
Allo stesso tempo, però, il leader azzurro ritiene che possa essere valutato un percorso di perdono sociale, eventualmente attraverso una richiesta di grazia, prerogativa esclusiva del Presidente della Repubblica.
Forza Italia prende così le distanze dalle posizioni più radicali emerse nelle ultime settimane, escludendo modifiche legislative o iniziative simboliche come una candidatura politica del gioielliere.

Anche Elon Musk interviene sul caso
A riaccendere il dibattito è stato anche Elon Musk, che sui social ha commentato la vicenda prendendo apertamente posizione a favore del gioielliere.

Rispondendo a un post pubblicato sulla piattaforma X, l’imprenditore ha definito la condanna una «follia», sostenendo che il giudice e il pubblico ministero avrebbero meritato di essere loro a subire una condanna.
Le sue parole hanno rapidamente fatto il giro del web, alimentando un acceso confronto tra chi ritiene la sentenza eccessiva e chi, invece, ricorda che la condanna definitiva ha stabilito il superamento dei limiti della legittima difesa.









