Famiglia nel bosco, perizia choc: «Genitori inadeguati». Il ritorno dei figli è lontano

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madre famiglia nel bosco
La madre della famiglia nel bosco al centro del caso
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La psichiatra del Tribunale dell’Aquila boccia Catherine e Nathan: dopo l’incontro con Salvini a Palmoli arriva la decisione che allontana i bambini

Una doccia fredda che cambia il destino della cosiddetta famiglia nel bosco. La perizia della psichiatra nominata dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha stabilito che Catherine Birmingham e Nathan Trevallion non sono, al momento, in grado di esercitare adeguatamente il ruolo di genitori.

Una valutazione che allontana ulteriormente la possibilità di un ritorno dei tre figli in famiglia, proprio a poche ore dall’incontro con Matteo Salvini nel casolare di Palmoli.

Famiglia nel bosco, la perizia: «Capacità genitoriali inadeguate»

La consulenza tecnica d’ufficio, affidata alla psichiatra Simona Ceccoli, parla chiaramente di «capacità genitoriali inadeguate» secondo i parametri previsti dalla normativa italiana.

Una valutazione pesante, che non esclude una revisione futura ma che, di fatto, blocca ogni possibilità immediata di riunificazione familiare.

La decisione rappresenta un passaggio cruciale nell’inchiesta seguita dal Tribunale per i minorenni, che da mesi ha disposto l’allontanamento dei bambini.

Il ritorno dei figli resta lontano

Non basterà dunque la nuova abitazione messa a disposizione dal Comune di Palmoli per consentire ai genitori di riabbracciare i figli.

Ora si attendono le osservazioni dei consulenti di parte, nominati dalla difesa, che avranno trenta giorni per contestare la perizia. Successivamente, la psichiatra avrà un ulteriore mese per eventuali controdeduzioni.

Un iter che allunga inevitabilmente i tempi e rende sempre più incerto il futuro della famiglia.

Salvini incontra la coppia: «Cinque mesi sono troppi»

Solo poche ore prima della diffusione della perizia, Matteo Salvini aveva incontrato i due genitori nel loro casolare.

«Speriamo che maggio sia il mese giusto», aveva dichiarato il vicepremier, sottolineando come i bambini siano lontani da casa da oltre cinque mesi.

«Per me già una settimana era troppo, cinque mesi è fuori dal mondo», ha aggiunto, evidenziando i limiti del suo intervento: «Posso arrivare fino a un certo punto, poi c’è l’autonomia della giustizia».

Il vicepremier visita il casolare della coppia e incontra i genitori

«I bambini stanno peggio»: le parole dopo la visita

Dopo aver visitato l’abitazione della coppia, Salvini ha difeso il loro stile di vita, definendolo semplicemente “diverso”rispetto ai modelli tradizionali.

«Questa famiglia ha un modello educativo diverso: è un reato? No. C’è violenza, droga, abuso? No», ha dichiarato, sostenendo che i bambini starebbero peggio dopo mesi lontani dai genitori.

Il leader della Lega ha anche sottolineato come la famiglia abbia rispettato le richieste ricevute: dalla sistemazione della casa alla presenza di un pediatra fino alle vaccinazioni.

Famiglia nel bosco, una vicenda che divide

Il caso continua a dividere l’opinione pubblica tra chi difende il diritto a uno stile di vita alternativo e chi invece sottolinea la necessità di garantire ai minori condizioni ritenute adeguate secondo la legge.

La perizia rappresenta un punto fermo, almeno per ora, ma la vicenda resta aperta e destinata a evolversi nei prossimi mesi.

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