
Maxi operazione antidroga all’alba di oggi, lunedì 18 maggio, tra Aprilia, Latina e la provincia di Roma. I carabinieri del reparto territoriale di Aprilia, insieme ai militari di diversi comandi italiani, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 19 persone accusate, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, estorsione, ricettazione e detenzione illegale di armi da fuoco.
L’indagine, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Roma, rappresenta una nuova costola dell’operazione “Assedio”, già nota alle cronache per aver colpito gruppi criminali attivi nel territorio pontino.
La droga dal Belgio alle piazze di spaccio del Lazio
Secondo quanto emerso dalle investigazioni, l’organizzazione criminale avrebbe gestito un vasto traffico internazionale di droga proveniente dal Belgio. Lo stupefacente arrivava nella provincia di Latina per poi essere distribuito nelle piazze di spaccio dei Castelli Romani, della provincia di Roma e di altre aree italiane.
Gli investigatori hanno accertato la movimentazione di circa 100 chili di hashish, marijuana e olio di hashish, oltre a circa 10 chili di cocaina. Durante le indagini i carabinieri hanno inoltre arrestato in flagranza cinque persone, sequestrando circa due chili di cocaina destinati allo spaccio.
Armi e minacce per intimidire gli acquirenti
L’organizzazione avrebbe avuto anche una significativa disponibilità di armi, utilizzate per intimidire clienti considerati inadempienti nei pagamenti. Tra le armi individuate dagli investigatori figura anche un fucile mitragliatore.
Tra le vittime delle intimidazioni compare anche il titolare di un ristorante di Aprilia, finito nel mirino del gruppo criminale. Secondo gli inquirenti, il sodalizio poteva inoltre contare sul supporto di una società di autonoleggio con sede ad Aprilia, utilizzata per il trasporto e la movimentazione della droga.
Dipendente del ministero coinvolto nella coltivazione di marijuana
Tra gli aspetti più rilevanti emersi dall’inchiesta c’è il coinvolgimento di un dipendente del ministero dell’Istruzione, che avrebbe avuto il compito di seguire l’intero processo di coltivazione e produzione di marijuana in serra.
Ogni ciclo di raccolto avrebbe garantito profitti stimati intorno ai 60mila euro.
Il blitz dei carabinieri all’alba
L’operazione è scattata nelle prime ore della mattinata con il coinvolgimento del nucleo cinofili di Ponte Galeria e del nucleo elicotteri di Pratica di Mare.
Il gip del tribunale di Roma, su richiesta della Dda capitolina, ha disposto 13 misure cautelari in carcere e sei agli arresti domiciliari. Le indagini proseguono per ricostruire ulteriormente la rete di traffico e i collegamenti














