Guerra Ucraina Russia, Tajani apre a Kiev nell’Ue: “Favorevoli all’adesione”. Zelensky vola in Svezia per i caccia Gripen

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Antonio Tajani durante il vertice sull’Ucraina nell’Unione Europea
Antonio Tajani durante il vertice dei ministri degli Esteri europei
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Il ministro degli Esteri rilancia il sostegno italiano all’ingresso dell’Ucraina nell’Unione Europea. Intanto Zelensky tratta nuovi aiuti militari con Stoccolma

L’Ucraina resta al centro degli equilibri internazionali mentre la guerra con la Russia continua a intrecciarsi con diplomazia, tensioni militari e strategie europee. Nelle ultime ore il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha confermato il sostegno dell’Italia all’ingresso dell’Ucraina nell’Unione Europea, mentre il presidente Volodymyr Zelensky è volato in Svezia per ottenere nuovi aiuti militari e rafforzare la cooperazione strategica con Stoccolma.

Il conflitto intanto continua sul terreno. Nella notte nuovi raid russi hanno colpito diverse regioni ucraine con droni e missili, mentre Mosca torna a parlare di possibili nuove offensive contro Kiev. Sullo sfondo resta anche il confronto diplomatico sul futuro europeo dell’Ucraina e sul ruolo dell’Europa nei futuri negoziati con il Cremlino.

Tajani rilancia l’ingresso dell’Ucraina nell’Unione Europea

Intervenendo al vertice informale dei ministri degli Esteri Ue a Limassol, a Cipro, Tajani ha ribadito la posizione del governo italiano sul dossier ucraino.

«Il governo è favorevole all’adesione dell’Ucraina all’Unione Europea», ha dichiarato il ministro, spiegando però che il nodo centrale resta legato ai tempi e alle modalità del percorso di ingresso.

Secondo Tajani, Bruxelles sta studiando diverse formule per accelerare il processo senza compromettere gli equilibri geopolitici europei. Il ministro ha anche precisato che il sostegno a Kiev non dovrà penalizzare il cammino dei Balcani occidentali verso l’Europa.

«I Balcani restano una priorità strategica per l’Italia», ha sottolineato il titolare della Farnesina, invitando l’Europa a mantenere equilibrio tra le diverse candidature.

Le parole di Tajani arrivano in un momento particolarmente delicato per il futuro dell’Unione Europea, impegnata a ridefinire la propria architettura politica e militare dopo oltre due anni di guerra.

Zelensky vola in Svezia: sul tavolo i caccia Gripen

Mentre l’Europa discute il futuro politico dell’Ucraina, Zelensky continua la sua offensiva diplomatica per ottenere nuove forniture militari. Il presidente ucraino è arrivato a Stoccolma per incontrare il premier svedese Ulf Kristersson e discutere un nuovo pacchetto di aiuti destinato alla difesa aerea.

Al centro dei colloqui ci sono soprattutto i caccia Gripen Jas 39 prodotti dalla Saab, considerati tra i velivoli più efficaci per contrastare droni e missili russi.

Secondo i media svedesi, il governo di Stoccolma starebbe valutando la cessione di alcuni Gripen C/D più datati e l’avvio di trattative per futuri modelli Gripen E di nuova generazione.

Kiev considera questi velivoli fondamentali per rafforzare la protezione dello spazio aereo ucraino. Zelensky ha parlato di un «programma strategico per aumentare la capacità di difesa dell’Ucraina» in una fase in cui gli attacchi russi stanno diventando sempre più intensi.

I rapporti tra Kiev e Stoccolma si sono rafforzati negli ultimi mesi anche sul piano industriale e tecnologico. Nell’ottobre 2025 i due Paesi avevano già firmato una lettera d’intenti per una possibile acquisizione fino a 150 caccia Gripen.

Il presidente ucraino Zelensky discute nuovi aiuti militari e la possibile fornitura dei caccia Gripen

Nuovi attacchi russi nella notte: allarme aereo in tutta l’Ucraina

Sul fronte militare la tensione continua a salire. Nella notte la Russia ha lanciato un nuovo massiccio attacco contro l’Ucraina utilizzando droni kamikaze e missili ipersonici.

Secondo l’Aeronautica militare ucraina, Mosca avrebbe impiegato 147 droni insieme a un missile Kinzhal, uno degli armamenti più sofisticati dell’arsenale russo.

Le autorità di Kiev hanno dichiarato l’allarme aereo su tutto il territorio nazionale dopo il decollo di un caccia MiG-31K russo. Nella regione di Sumy almeno due persone sono morte in seguito a un attacco contro un’automobile civile.

Le difese aeree ucraine avrebbero abbattuto gran parte dei droni, ma alcune infrastrutture sarebbero state colpite in diverse aree del Paese.

Dal Cremlino arrivano intanto nuovi segnali di escalation. Il consigliere presidenziale Yuri Ushakov ha dichiarato che Mosca avrebbe invitato gli Stati Uniti a evacuare l’ambasciata americana da Kiev in vista di possibili sviluppi militari.

Kallas avverte l’Europa: “Mosca vuole dividerci”

Nel dibattito diplomatico è intervenuta anche l’Alta rappresentante Ue per la politica estera Kaja Kallas, che ha invitato l’Europa a non cadere nelle provocazioni del Cremlino.

«La Russia vuole dividerci anche sul tema dei negoziati», ha dichiarato Kallas al suo arrivo al vertice europeo di Limassol.

Secondo l’ex premier estone, il dibattito su chi debba rappresentare l’Europa nei futuri colloqui con Mosca rischia di trasformarsi in una “trappola politica” utile solo al Cremlino.

Kallas ha ribadito che l’Unione Europea dovrà mantenere unità politica e sostegno militare all’Ucraina senza cedere a divisioni interne.

La Nato teme un’escalation globale

Le tensioni crescono anche sul fronte Nato. Il direttore dell’intelligence russa Serghei Naryshkin ha accusato l’Alleanza Atlantica di prepararsi a un «conflitto armato su larga scala verso est».

Mosca denuncia il crescente riarmo occidentale e considera il rafforzamento militare europeo una minaccia diretta alla sicurezza russa. Dall’altra parte i Paesi Nato continuano ad aumentare gli investimenti nella difesa e gli aiuti militari a Kiev.

Anche la ministra degli Esteri svedese Maria Malmer Stenergard ha invitato l’Europa ad aumentare la pressione sul Cremlino. «Non possiamo permettere alla Russia di imporre le proprie condizioni», ha dichiarato.

L’Europa accelera sul dossier Kiev

La Commissione Europea intanto continua a lavorare sul percorso di adesione dell’Ucraina. La commissaria europea all’Allargamento Marta Kos si è detta fiduciosa sulla possibilità di aprire i primi capitoli negoziali già entro giugno.

Secondo Bruxelles, l’ingresso dell’Ucraina rappresenta ormai una questione strategica per la sicurezza europea oltre che un passaggio politico destinato a ridefinire gli equilibri del continente nei prossimi anni.

Il percorso resta però complesso. Per l’ingresso ufficiale nell’Unione Europea sarà necessaria l’approvazione unanime dei Paesi membri, compresa quella dell’Ungheria, che finora ha mantenuto una posizione prudente sul dossier ucraino.

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