Caro energia, Meloni: “Non bastano i fondi per la Difesa”. Pressing sull’Europa per fermare l’emergenza prezzi

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Giorgia Meloni parla del caro energia durante un’intervista televisiva
Giorgia Meloni durante l’intervento a Mattino 5 sul caro energia
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La premier rilancia il piano del governo contro il caro energia e torna a spingere sul nucleare: “L’Italia deve essere indipendente”. Sul tavolo anche la richiesta di maggiore flessibilità all’Ue dopo la crisi legata all’Iran e allo Stretto di Hormuz

Il caro energia torna al centro dell’agenda del governo mentre l’Europa continua a fare i conti con le tensioni internazionali e con le conseguenze della crisi in Medio Oriente. Intervenendo a Mattino 5, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha assicurato che l’esecutivo continuerà a lavorare per sostenere famiglie e imprese, spiegando che non è possibile chiedere sacrifici ai cittadini concentrando tutte le risorse soltanto sulla Difesa.

«I cittadini possono stare certi che il governo farà tutto quello che può e deve per combattere le conseguenze delle crisi internazionali che stiamo vivendo», ha dichiarato la premier. Poi il passaggio più politico: «Non possiamo dire ai cittadini che ci sono soldi solo per la Difesa».

Meloni ha collegato il tema energetico alla guerra in Iran e alla crisi dello Stretto di Hormuz, snodo fondamentale per il traffico petrolifero mondiale. Una situazione che rischia di provocare nuove impennate dei prezzi di carburanti ed energia in tutta Europa.

Meloni: “L’Italia deve tornare indipendente sul piano energetico”

Nel corso dell’intervista, la presidente del Consiglio ha insistito sulla necessità di rendere l’Italia meno dipendente dall’estero. Un obiettivo che, secondo Meloni, passa anche dal ritorno dell’energia nucleare.

«Voglio che l’Italia sia una nazione che non deve dire grazie a nessuno», ha detto la premier. Poi ha ricordato la scelta fatta dal Paese decenni fa di abbandonare il nucleare: «Abbiamo rinunciato a una fonte veloce, sicura, pulita ed efficace per abbassare i prezzi».

Il governo continua quindi a lavorare sul dossier energetico con l’obiettivo di ridurre il costo delle bollette e garantire maggiore stabilità al sistema produttivo italiano.

Meloni ha anche rivendicato i risultati ottenuti sul fronte dei carburanti, sottolineando che in Italia gli aumenti sarebbero stati più contenuti rispetto ad altri Paesi europei.

«Il costo del carburante in Italia è cresciuto meno rispetto a Francia e Germania grazie al taglio delle accise», ha spiegato la presidente del Consiglio.

Caro energia, la richiesta italiana all’Europa

Sul tavolo resta soprattutto il confronto con Bruxelles. L’Italia ha infatti chiesto alla Commissione europea di estendere la flessibilità già concessa sulle spese per sicurezza e Difesa anche agli interventi destinati a contrastare il caro energia.

Secondo Meloni, la crisi provocata dalle tensioni internazionali non può essere affrontata dai singoli governi con gli strumenti ordinari.

«Di fronte a una crisi globale come quella generata dall’Iran e dalla chiusura dello Stretto di Hormuz, non possiamo pensare che gli Stati rispondano da soli», ha dichiarato.

La richiesta italiana punta quindi a ottenere maggiori margini di bilancio per sostenere famiglie, imprese e settori produttivi colpiti dall’aumento dei costi energetici.

Il nodo autotrasportatori e il rischio proteste

Nel corso dell’intervento televisivo, Meloni ha affrontato anche il tema della mobilitazione degli autotrasportatori, spiegando che il confronto con il governo avrebbe evitato nuove proteste.

«Insieme abbiamo cercato una soluzione e la mobilitazione è stata annullata», ha detto la premier, definendo il caro carburante una delle priorità dell’esecutivo.

Il governo teme infatti che nuove tensioni sui prezzi possano avere effetti immediati su trasporti, alimentari e filiera produttiva, con conseguenze dirette sui consumatori.

Meloni: “L’integralismo islamico è un pericolo reale”

La presidente del Consiglio ha poi parlato anche dei fatti di Modena e del tema sicurezza, collegandolo alla lotta all’immigrazione illegale.

«Il rischio dell’integralismo islamico è reale», ha dichiarato Meloni, spiegando che il governo continuerà a mantenere alta l’attenzione attraverso il rafforzamento dei controlli e il lavoro dell’Intelligence.

La premier ha rivendicato i risultati ottenuti sul fronte degli sbarchi, sostenendo che la linea adottata dall’esecutivo starebbe producendo effetti concreti.

Frecciata all’opposizione dopo le comunali

Non è mancato infine un passaggio politico sulle elezioni amministrative e sull’ultimo anno della legislatura.

«L’opposizione scommette sul nostro logoramento da prima che ci insediassimo», ha detto Meloni, ricordando che l’attuale esecutivo è ormai uno dei governi più longevi degli ultimi anni.

La premier ha poi lanciato una frecciata alla segretaria del Partito Democratico Elly Schlein citando il caso Venezia: «Sui pronostici la sinistra non è fortissima».

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