Pazienti picchiati e abusi in strutture socio-sanitarie dell’Agro Aversano: quattro arresti e un divieto di dimora

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Maltrattamenti Agro Aversano
L'inchiesta della Procura di Napoli Nord riguarda presunti maltrattamenti e abusi all'interno di strutture socio-sanitarie dell'Agro Aversano.
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L’inchiesta della Procura di Napoli Nord ipotizza maltrattamenti sistematici, una presunta violenza sessuale e irregolarità nella gestione di cinque comunità tra Casapesenna, Villa Literno, San Cipriano d’Aversa e Trentola Ducenta

Un sistema che, secondo gli investigatori, avrebbe trasformato strutture destinate all’assistenza di persone fragili in luoghi di maltrattamenti, abusi e gravi irregolarità. È quanto emerge dall’inchiesta coordinata dalla Procura di Napoli Nord, che questa mattina ha portato i carabinieri della Compagnia di Casal di Principe a eseguire quattro misure cautelari – un arresto in carcere e tre ai domiciliari – oltre a un divieto di dimora nei confronti di cinque persone.

Gli indagati sono gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di maltrattamenti contro familiari e conviventi, violenza sessuale, truffa, violenza privata, violenza o minaccia per costringere a commettere un reato e mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice, con l’aggravante di aver agito nei confronti di persone particolarmente vulnerabili. Le accuse sono allo stato delle indagini e dovranno essere verificate nel prosieguo del procedimento.

L’inchiesta sulle comunità dell’Agro Aversano

Le indagini, svolte tra luglio 2025 e marzo 2026, hanno interessato cinque strutture socio-sanitarie, assistenziali, educative e riabilitative situate nei comuni di Casapesenna, Villa Literno, San Cipriano d’Aversa e Trentola Ducenta.

Secondo la ricostruzione della Procura, il legale rappresentante, la coordinatrice e alcune educatrici avrebbero gestito le comunità violando sistematicamente i diritti degli ospiti.

Le vittime sarebbero persone affette da patologie psichiatriche, disturbi della personalità e disabilità comportamentali, in alcuni casi anche minorenni.

Gli investigatori contestano inoltre l’utilizzo di un appartamento destinato al cohousing che, sempre secondo l’accusa, sarebbe risultato privo delle necessarie autorizzazioni.

Presunti maltrattamenti e una violenza sessuale

L’inchiesta descrive un quadro particolarmente grave.

Secondo gli elementi raccolti dai carabinieri, alcuni ospiti avrebbero subito maltrattamenti fisici e psicologici all’interno delle strutture.

Gli investigatori hanno inoltre acquisito elementi indiziari relativi a una presunta violenza sessuale ai danni di una giovane ospite affetta da psicosi maniaco-depressiva.

Queste contestazioni rappresentano uno degli aspetti più delicati dell’indagine e saranno oggetto degli ulteriori accertamenti dell’autorità giudiziaria.

Risparmio sui servizi e farmaci senza prescrizione

Secondo la Procura, la gestione delle comunità avrebbe privilegiato il contenimento dei costi rispetto all’assistenza dei pazienti.

Tra le contestazioni figurano la riduzione di servizi essenziali, come acqua calda e riscaldamento, e l’impiego di personale privo delle qualifiche richieste.

Gli investigatori sostengono inoltre che alcuni operatori avrebbero somministrato farmaci sedativi senza prescrizione medica, aggravando ulteriormente il quadro accusatorio.

Relazioni alterate e danno al Servizio sanitario

Le indagini avrebbero fatto emergere anche un presunto sistema finalizzato a privilegiare l’accoglienza dei pazienti economicamente più redditizi e meno impegnativi dal punto di vista assistenziale.

Secondo gli inquirenti, gli ospiti considerati più complessi sarebbero stati trasferiti o esclusi dai percorsi terapeutici.

Per giustificare proroghe dei ricoveri e modifiche dei progetti individuali, sarebbero state alterate le relazioni destinate all’autorità giudiziaria e ai servizi sanitari.

La Procura ritiene che questo meccanismo possa avere provocato anche un ingiusto aggravio di spesa per il Servizio sanitario pubblico.

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