San Giorgio di Piano, 29enne muore in un incidente sul lavoro

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Un operaio di 29 anni è morto in un incidente sul lavoro avvenuto in mattinata in un’azienda metalmeccanica a San Giorgio di Piano, nel Bolognese.

La vittima, originaria del Bangladesh e regolarmente residente in Italia, era un dipendente della Righi Lavorazioni Meccaniche, che ha sede nella zona industriale di Stiatico. Da una prima ricostruzione, stava utilizzando un tornio quando un pezzo del macchinario gli sarebbe finito sulla testa. Dopo l’allarme dei colleghi è intervenuto il 118, ma per il giovane non c’era più nulla da fare. Sono in corso accertamenti e indagini dei carabinieri e della Medicina del lavoro dell’Ausl.
   

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Canicattini Bagni, 33enne accoltellata dall’ex fidanzato: è in gravi condizioni

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Una donna di 33 anni è stata accoltellata a Canicattini Bagni nel Siracusano dal suo ex, un uomo di 34 anni di Avola.

La donna è stata trasportata in gravi condizioni nell’ospedale Umberto I. L’uomo è stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di tentato omicidio. Secondo la ricostruzione dei militari dell’Arma, intorno alle 14, l’ex compagno si sarebbe recato nella casa di cura dove lavora la vittima per aggredirla. Sembra che mentre la donna stava salendo in auto per tornare a casa, l’uomo si sarebbe avvicinato e l’avrebbe accoltellata. Un collega di lavoro avrebbe dato subito l’allarme e chiamato i soccorsi.

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Castel D’Azzano, morti tre carabinieri per un’esplosione durante lo sgombero di un casolare

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Tre carabinieri sono morti e almeno 15 tra militari e agenti di polizia sono rimasti feriti, nessuno in pericolo di vita,  in un’esplosione che si è verificata in una casa colonica di Castel D’Azzano, in provincia di Verona.

Un uomo e una donna di circa 60 anni, fratelli, sono stati fermati dalle forze dell’ordine, mentre un terzo familiare si era dato alla fuga ma è stato fermato in mattinata.  Si tratta di Franco Ramponi, di 65 anni, sorpreso dai militari del Nucleo investigativo in una campagna di sua proprietà. L’uomo non ha opposto resistenza. olare era saturo di gas e l’esplosione è stata innescata all’apertura della porta d’ingresso che ha investito le forze dell’ordine e i vigili del fuoco che stavano facendo irruzione. Lo si apprende da fonti vicine agli inquirenti. Lo sgombero era stato programmato da giorni dopo vari tentativi, di far sgomberare tre fratelli, sulla sessantina d’anni, dal fondo e che non era mai andato a buon fine dopo le minacce di farsi saltare in aria. Così sono stati fatti arrivare sul posto carabinieri dei Reparti speciali e agenti dell’Uopi, specializzati in azione antiterrorismo considerato il pericolo dell’intervento.

Bombole di gas e quel che resta di molotov sono state rinvenute nella casa colonica. I vigili del fuoco hanno recuperato 5 bombole che erano state collocate in più stanze della casa. e ora si trovano accatastate sul cortile. La casa era satura di gas fatto uscire, si presume, da più bombole vista la potente deflagrazione che ha fatto crollare lo stabile. Ad innescare la miccia sarebbe stata la donna, mentre i due fratelli si sarebbero trovati in una sorta di cantina e non in una stalla come si era appreso in un primo momento. Tutti e tre si erano barricati in casa.

La dinamica – I tre fratelli si sono barricati in casa e dopo vari tentativi per farli uscire, sono entrate in azione le forze dell’ordine: alcuni sono saliti sul tetto per calarsi nello stabile dall’alto, mentre altri si sono diretti all’ingresso per procedere all’irruzione. Giunti sull’uscio è stato sentito un forte odore di gas provenire dall’interno, quasi sicuramente fatto uscire da una o più bombole, e quando è stata aperta la porta d’ingresso si è sentita una forte esplosione che ha investito carabinieri, poliziotti e vigili del fuoco: tre militari sono morti e oltre una decina degli intervenuti sono rimasti feriti, alcuni anche sotto le macerie. L’abitazione è stata avvolta dalle fiamme, mentre sono scattati i soccorsi del resto degli uomini presenti sul posto, tra cui personale medico con alcune ambulanze. La donna, ferita, è stata bloccata, mentre i due fratelli che, pare avessero trovato rifugio nella stalla, hanno tentato di fuggire: uno è stato arrestato, mentre il secondo è riuscito a fuggire per i campi.

I  tre fratelli già noti per due episodi con la stessa dinamica – la casa saturata di gas – avvenuti un anno fa i responsabili dell’esplosione avvenuta stamani a Castel D’Azzano. Si tratta di Franco, Dino e Maria Luisa Ramponi, agricoltori e allevatori con problemi finanziari e ipotecari. Prima in ottobre, e poi il 24 novembre del 2024 si erano opposti all’arrivo dell’ufficiale giudiziario aprendo una bombola di gas. Franco e Maria Luisa erano anche saliti sul tetto. Sul posto erano arrivati i vigili del fuoco, Carabinieri e Polizia locale, che dopo una mediazione avevano evitato il peggio.

Dei tre fratelli che hanno causato l’esplosione a Castel D’Azzano (Verona) “uno è scappato, la donna è in ospedale con ustioni, e anche l’altro fratello è ricoverato. Penso che li arresteremo”. Lo ha riferito il Procuratore Capo di Verona. In zona, assieme alle forze dell’ordine e ai soccorsi, sono sopraggiunti il Questore di Verona, Rosaria Amato, il comandante provinciale dei Carabinieri Claudio Papagno e quello della Legione Veneto dell’Arma, Giuseppe Di Liso.

Il cordoglio – “Ho appreso con sconcerto e profondo dolore la notizia della morte dei tre militari dell’Arma dei Carabinieri, Luogotenente Carica Speciale Marco Piffari, Carabiniere Scelto Davide Bernardello e Brigadiere Capo Qualifica Speciale Valerio Daprà, travolti da un’esplosione durante un’operazione di sgombero in provincia di Verona, nella quale sono rimasti feriti anche altri operatori delle Forze di polizia e dei Vigili del fuoco. In questa drammatica circostanza, esprimo la mia solidale vicinanza all’Arma dei Carabinieri e sentimenti di partecipe cordoglio ai familiari, insieme all’augurio di pronta guarigione agli operatori feriti”. Lo dice il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio al Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Gen. C.A. Salvatore Luongo.

“Con profondo dolore apprendo della tragica scomparsa di tre Carabinieri e il ferimento di altri 13 tra militari dell’Arma, Vigili del fuoco e Polizia, a seguito di una esplosione mentre era in corso un’operazione di sgombero nel Veronese. Il mio profondo cordoglio e quello del Governo vanno ai familiari delle vittime, insieme alla vicinanza commossa all’Arma, che ho espresso in una telefonata al Comandante generale, gen. Salvatore Luongo”. Lo dice la premier Giorgia Meloni, in una nota. “Desidero rivolgere un sincero augurio di pronta guarigione ai feriti appartenenti alle Forze dell’Ordine e ai Vigili del Fuoco, e ringraziare il personale sanitario e tutti coloro che sono intervenuti con tempestività e professionalità. Seguo con partecipazione e dolore gli sviluppi di questa drammatica vicenda, che ci richiama ancora una volta al valore e al sacrificio quotidiano di chi serve lo Stato e i suoi cittadini”, conclude Meloni.

Prestavano servizio due a Padova e uno a Mestre, i carabinieri morti nelle prime ore di oggi nel crollo di un casolare a Castel D’Azzano (Verona). Lo riferisce il sindacato Sim dei Carabinieri che in una nota “si stringe alle famiglie e ai colleghi feriti”. “Colleghi stimati e amati dai colleghi – afferma il segretario Antonio Serpi – dove prestavano servizio e dalle comunità, hanno onorato l’uniforme con umiltà, dedizione e altruismo, fino all’estremo sacrificio. Il dolore per la perdita dei nostri tre colleghi è profondo e colpisce tutta la famiglia dell’Arma. Siamo vicini, con commozione e rispetto, alle famiglie dei militari deceduti, ai colleghi feriti e a tutti coloro che in queste ore stanno operando tra le macerie con il consueto coraggio e spirito di servizio”. “E’ una tragedia incredibile, dei comportamenti assurdi. Da parte mia c’è un dolore incredibile”. E’ il primo commento del procuratore capo di Verona, Raffaele Tito, giunto sul posto dell’esplosione. “Dovevamo eseguire – ha aggiunto – un decreto di perquisizione, si cercavano anche delle bottiglie molotov. Carabinieri e Polizia hanno cercato di agire in massima sicurezza e con tutte le attrezzature necessarie. Ma l’esito è stato inaspettato e molto doloroso”.

Un “bilancio terribile” , con tre carabinieri morti e feriti anche tra la polizia di Stato. Lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi a Uno Mattina riguardo all’esplosione avvenuta nel veronese nel corso di un’operazione congiunta di polizia, delegata dall’autorità giudiziaria. “Al momento dell’accesso forzoso fatto a questo appartamento i testimoni raccontano che è stato subito visibile l’odore del gas e c’è stata la deflagrazione” ha riferito il ministro.

“Con immenso dolore ho appreso stamattina della tragica scomparsa di tre Carabinieri, caduti in servizio questa mattina a Castel d’Azzano (VR), travolti da un’esplosione durante un’operazione di sgombero. Desidero rendere onore alla memoria del Luogotenente Carica Speciale Marco Piffari, del Carabiniere Scelto Davide Bernardello e del Brigadiere Capo Qualifica Speciale Valerio Daprà, che hanno sacrificato la propria vita compiendo fino all’ultimo il loro dovere al servizio del Paese”. Così il ministro della Difesa Guido Crosetto.

“In questo momento di profonda tristezza, a nome mio personale, come Ministro della Difesa, come padre e come cittadino, e a nome di ogni donna e uomo della Difesa – ha aggiunto – esprimo il più sincero e commosso cordoglio alle famiglie delle vittime, ai loro cari e a tutta l’Arma dei Carabinieri. Ho manifestato la mia vicinanza al Comandante Generale dell’Arma, Generale Salvatore Luongo, assicurando la piena e concreta vicinanza della Difesa in questo momento così doloroso”. “La grande famiglia della Difesa – ha proseguito il ministro – si stringe con affetto e rispetto intorno ai familiari dei militari caduti. Esprimo inoltre la mia più sentita vicinanza e il mio pieno sostegno ai Carabinieri, agli agenti delle forze dell’ordine e ai Vigili del Fuoco rimasti feriti nell’esplosione. A loro va il nostro pensiero, la nostra gratitudine e l’augurio di una pronta guarigione. Il loro coraggio, la loro dedizione e il loro spirito di servizio rappresentano un esempio straordinario di amore per il Paese e per i valori che lo tengono unito”.

Secondo le prime informazioni, le forze di polizia erano intervenute per sgomberare l’abitazione, al cui interno c’erano tre persone, quando c’è stata la deflagrazione. L’intero casolare, di due piani, è crollato travolgendo i militari e gli agenti. Sul posto erano presenti anche i Vigili del fuoco che sono intervenuti immediatamente, ma per i carabinieri non c’è stato nulla da fare. Tra gli occupanti, una donna è rimasta ferita. La casa è completamente distrutta ed è avvolta dalle fiamme, il cui spegnimento sta occupando decine di pompieri. Numerosi i mezzi del Servizio di urgenza ed emergenza medica (Suem) che stanno operando. L’intervento dei sanitari è stato tempestivo perché alcuni si trovavano già sul posto come supporto alle forze dell’ordine per lo sgombero. Uno dei carabinieri morti è stato estratto dalle macerie. 

occhio.com

Ventimiglia, incidente in moto: muore una ragazza di sedici anni

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Una sedicenne, Lara L., è morta in seguito alle lesioni riportate in un incidente in moto avvenuto ieri sera sulla provinciale 64 della val Nervia, nel territorio comunale di Isolabona, nell’entroterra di Ventimiglia.

Con lei viaggiava anche una dodicenne, che se l’è invece cavata con ferite meno gravi.
Stando a una prima ricostruzione della dinamica, il motociclo si sarebbe scontrato con un’auto per cause in fase di accertamento da parte della polizia locale. Sul posto sono intervenuti il personale sanitario del 118 con un equipaggio della Croce Azzurra ed è stato allertato l’elisoccorso Grifo.
La ragazza, già molto grave, è stata trasportata in codice rosso all’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure, dove è successivamente deceduta. Sembra che le due giovani stessero scendendo verso la costa. Lo scontro è avvenuto in un punto considerato pericoloso.

occhio.com

Modugno, otto persone sottoposte a custodia cautelare per spaccio di sostanze stupefacenti

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Con le accuse di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e, per alcuni indagati, di estorsione aggravata dal metodo mafioso, i carabinieri di Modugno (Bari) stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare a carico di otto persone.

La misura cautelare, emessa dal gip del Tribunale di Bari su richiesta della Procura, viene eseguita nei comuni di Modugno, Noicattaro, Rutigliano e Lecce.

Fabiana Pugliese

occhio.com

Piantedosi: “Massima allerta per Italia-Israele”

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 Tutte le giornate sono a rischio.

Il rischio non significa mai allarmismo, ma massima attenzione da parte nostra”.

Lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi a margine del convegno dell’Ucei ‘La storia stravolta e il futuro da costruire’, organizzato al Cnel a Roma, in merito alla partita di martedì tra Italia e Israele. “Non si parla di regia – ha risposto il ministro interpellato dai cronisti – Si parla semplicemente di fare in modo che sia un evento sportivo. Lo sport, come poche altre situazioni, può dare un contributo importante per offrire un segno di pacificazione e di fratellanza. Garantiremo una cornice di sicurezza molto importante e credo che sarà una giornata che contribuirà, anche per il momento in cui cade, a dare significato al processo di pacificazione in Medio Oriente.” “Il tema della ‘regia’ è stato molto dibattuto, ma andare oltre nella discussione rischia di creare fraintendimenti – ha aggiunto – Noi siamo attenti a tutti i fenomeni e a tutto ciò che riguarda la sicurezza, al di là di ogni valutazione che se ne possa fare”.

occhio.com

Palermo, oltre duemila persone alla fiaccolata per Paolo Taormina

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Oltre duemila persone hanno partecipato alla fiaccolata in memoria delle vittime della violenza a Palermo organizzata dopo l’omicidio di Paolo Taormina. Alla manifestazione hanno partecipato la madre di Paolo, Fabiola Galioto, e la sorella Sofia, entrambi in lacrime.

Le persone hanno sfilato fino al teatro Massimo con in mano candele o telefonini accesi. Alla fiaccolata, oltre ai familiari di altre vittime della violenza come i giovani uccisi a Monreale nell’aprile scorso, hanno partecipato anche il sindaco di Palermo Roberto Lagalla, l’assessore Anello e il capogruppo di “Lavoriamo per Palermo” Chinnici. Il sindaco, quando il lungo corteo è arrivato al Teatro Massimo, ha parlato alcuni minuti con la madre di Paolo. Anche davanti al pub della vittima “O scruscio” per tutta la serata centinaia di persone hanno manifestato solidarietà alla famiglia Taormina sostando davanti al locale e portando fiori. 
   

occhio.com

Gaza, iniziata la seconda fase del rilascio degli ostaggi

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La seconda fase del rilascio degli ostaggi ancora vivi è iniziata alle 10 (le 9 in Italia) nel sud di Gaza.

Lo riferisce Al Jazeera. Sette ostaggi sono stati rilasciati a Gaza City, nella parte settentrionale della Striscia. Il gruppo terroristico dovrebbe rilasciare in totale 20 ostaggi ancora vivi questa mattina.

occhio.com

Reggio Calabria, 25enne uccide i figli neonati e li nasconde in un armadio

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Finisce ai domiciliari la madre di due neonati sospettata di averli uccisi e di averne poi nascosto i corpicini in un armadio. La Polizia di Reggio Calabria ha arrestato oggi con braccialetto elettronico la giovane donna reggina gravemente indiziata dei reati di omicidio per soffocamento dei suoi due bambini appena partoriti, di occultamento dei loro corpi nonché di soppressione di cadavere in relazione a un ulteriore suo bambino partorito tre anni fa.

La vicenda era iniziata a luglio dello scorso anno, quando i genitori della giovane avevano rinvenuto, all’interno di un armadio di casa in località Pellaro di Reggio Calabria, i corpicini senza vita dei due neonati avvolti in una coperta. La misura cautelare è stata emessa dal Gip di Reggio Calabria su richiesta della locale Procura.

Le indagini immediatamente avviate dalla procura , e curate dalla Squadra Mobile della Questura di Reggio Calabria, si sono sviluppate partendo dalla visione dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona, dai quali è emerso come la ragazza fosse sola all’interno dell’abitazione tra le 19 e le 20.30 dell’8 luglio, presunto orario del parto e della morte dei bambini.

Altro elemento importante è stato aggiunto dagli accertamenti di natura biologica, effettuati anche sul materiale organico sequestrato presso il Policlinico di Messina dove la ragazza era stata sottoposta all’intervento di raschiamento che hanno confermato che i due neonati erano figli dell’indagata, nati vivi, e che la morte era stata causata da soffocamento. Sono stati poi ascoltati i familiari, ignari di quanto accaduto tra le mura domestiche, che hanno fatto emergere la circostanza di un ricovero della figlia presso il Gom di Reggio Calabria, risalente a poco tempo prima del ritrovamento dei neonati, a causa di una forte emorragia. In relazione a questo episodio, la giovane aveva lamentato soltanto un generico malessere fisico, negando categoricamente di essere mai stata incinta.

Il quadro indiziario è stato completato dall’analisi dei messaggi scambiati tra la donna e il fidanzato, indagato per favoreggiamento personale, nel corso degli anni. Emerge, inoltre, come la giovane coppia abbia già vissuto la stessa situazione nel 2022, con forti disaccordi tra i due circa il fatto di tenere o meno il figlio, fino al mese di agosto, data in cui la donna avrebbe partorito e soppresso il corpo del neonato appena partorito. Nel corso dell’operazione, la Squadra Mobile, con l’ausilio di unità cinofile specializzate (cani molecolari) e di un georadar, ha eseguito un decreto di perquisizione negli immobili di dimora dell’arrestata e del fidanzato nonché nei cortili, nei giardini e nei terreni comunque nella loro disponibilità o dei loro prossimi congiunti, finalizzato al rinvenimento di ulteriori resti umani eventualmente riconducibili al neonato partorito nel 2022

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San Pietro di Caridà, tre persone arrestate per una piantagione di canapa indiana

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I carabinieri hanno scoperto una piantagione di canapa indiana a San Pietro di Caridà, in provincia di Reggio Calabria, arrestando tre persone, che sono state poste agli arresti domiciliari, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip su richiesta della Procura della Repubblica. Il ritrovamento è frutto di un’operazione congiunta condotta dai militari delle Stazioni di Laureana di Borrello e Serrata, con il supporto dei colleghi dello Squadrone eliportato “Cacciatori Calabria”.
La piantagione è stata individuata tra la fitta vegetazione di un’area impervia e difficilmente accessibile.
L’indagine che ha portato al ritrovamento della piantagione é stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Palmi.
Una delle persone che curavano la coltivazione è stata bloccata dai carabinieri mentre tentava di fuggire.

I militari hanno poi arrestato altre due persone, accusate dello stesso reato contestato alla prima, produzione e traffico di sostanze stupefacenti.
Uno dei tre arrestati, bloccato mentre era alla guida della propria autovettura, è stato trovato in possesso di un telefono cellulare contenente chat e contatti legati all’acquisto online di semi di cannabis, con messaggi relativi a ordini e pagamenti.

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