Borsellino, agenda rossa: perquisita l’abitazione di La Barbera

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Le abitazioni della moglie e dalla figlia, fra Roma e Verona, dell’ex capo della squadra mobile della Questura di Palermo, Arnaldo La Barbera, sono state perquisite su disposizione della Procura di Caltanissetta nell’ambito dell’inchiesta sulla strage di via D’Amelio a Palermo e la scomparsa dell’agenda rossa di Paolo Borsellino.

Lo riporta il quotidiano La Repubblica. Il decreto, secondo quanto si è appreso, eseguito lo scorso settembre, è stato emesso dopo che una persona molto amica della famiglia La Barbera avrebbe detto di avere saputo che l’agenda rossa sarebbe stata in possesso prima dell’ex capo della squadra mobile di Palermo, poi della sua famiglia.

Il testimone, la cui dichiarazione arriva a 31 anni dalla strage, ha spiegato essersi deciso a parlare adesso sull’onda emotiva sollevata da interventi sul tema, precisando di non avere mai visto l’agenda rossa. Agenda rossa che durante le perquisizioni non è stata trovata. Durante l’esecuzione del decreto sono stati acquisiti dei documenti riferibili ad Arnaldo La Barbera, morto nel 2002 dopo avere avuto una grave malattia. 

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E’ morta la scrittrice A.S. Byatt

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La scrittrice britannica A.S. Byatt, che vinse il Booker Prize nel 1990 col suo celebre romanzo ‘Possessione’ (pubblicato in Italia da Einaudi), è morta all’età di 87 anni.Lo ha annunciato il suo editore Penguin Random House che la ricorda come “uno degli scrittori e critici più significativi del nostro tempo”.

Nata nella città inglese di Sheffield nel 1936 e formatasi all’Università di Cambridge, Byatt ha insegnato alla Central School of Art and Design e allo University College di Londra tra il 1972 e il 1984. I suoi romanzi, come ‘Possessione’ e The Biographer’s Tale (2000) ma anche la raccolta di racconti ‘Angeli e insetti’ (1992) si ispirano ai temi della letteratura romantica o vittoriana.
Mentre le fiabe si incentrano su argomenti naturalistici e fantastici. Nella sua lunga carriera Byatt ha vinto una serie di importanti riconoscimenti letterari, dal premio Hans Christian Andersen nel 2018 all’italiano premio Malaparte nel 1995, oltre al Booker Prize, e nel 1999 ha ricevuto il titolo onorifico di dama. “Piangiamo la sua perdita, ma è di conforto sapere che le sue opere penetranti abbaglieranno, brilleranno e si rifrangeranno nelle menti dei lettori per le generazioni a venire”, ha detto la sua editor Clara Farmer.
   

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Torino, tensione al corteo degli studenti

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Momenti di tensione al corteo degli studenti a Torino.

Quando i manifestanti hanno cercato di deviare dal percorso autorizzato, sono state lanciati due bottiglie e altri oggetti contro le forze dell’ordine che hanno risposto con una carica di alleggerimento e qualche manganellata. Alcuni manifestanti lamentano di avere riportato lievi ferite. Un gruppo di manifestanti si è radunato in piazza Lagrange e ha acceso fumogeni.Alla fine della manifestazione di Torino degli studenti in piazza Castello tre giovani con il volto coperto dalla tradizionale sciarpa palestinese kefiah hanno bruciato una bandiera d’Israele, tra gli applausi dei presenti e slogan a favore della Palestina. Al corteo hanno partecipato complessivamente 500 persone, studenti e antagonisti.

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Gaza, approvato l’ingresso di autocisterne

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l gabinetto di guerra israeliano ha accolto la richiesta statunitense di autorizzare l’ingresso quotidiano nel sud della Striscia di Gaza di due autocisterne di diesel destinato alle necessità dell’Onu, in particolare per quanto riguarda il sostegno alla rete idrica e alle fognature.
Lo ha detto una fonte politica israeliana, citata dai media.Le autocisterne passeranno dal valico di Rafah.L’intento, ha aggiunto la fonte, è di impedire che nel sud della Striscia di Gaza si diffondano epidemie. Quel carburante, secondo la fonte, non potrà essere utilizzato da Hamas.

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Filippo Turetta indagato per tentato omicidio

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Sono ore cruciali per gli inquirenti che indagano sui 22enni scomparsi da sabato scorso in Veneto, mentre si aggrava la posizione di Filippo Turetta, l’ex fidanzato di Giulia Cecchettin, che, da stamattina, risulta indagato dalla Procura di venezia per l’ipotesi di tentato omicidio.

Da quanto riferiscono fonti vicine a chi indaga, a complicare la posizione del ragazzo è un video nel quale lo si vedrebbe aggredire a mani nude Giulia Cecchettin la notte di sabato scorso. Il filmato è stato ripreso dalle telecamere disicurezza dello stabilimento “Dior” di Fossò (Venezia), che si trova sulla strada dove erano state già repertate presunte macchie di sangue e dei capelli, domenica scorsa. 

Nelle immagini si vedrebbe poi il giovane caricare Giulia, sanguinante nella sua auto. 

La Procura, intanto in una nota, fa sapere che “al fine di non lasciare inesplorato alcuno spunto investigativo, sono state disposte alcune perquisizioni”. In particolare quella, durata 3 ore, nella casa di Filippo Turetta a Torreglia, in provincia di Padova per acquisire ulteriori elementi, dopo l’iscrizione del giovane nel registro degli indagati per tentato omicidio. 

In casa presenti i familiari di Filippo, i genitori e un fratello 17enne. L’avvocato nominato d’ufficio per rappresentare Filippo, Emanuele Compagno, ha riferito che madre e padre hanno dato la più ampia collaborazione.

“L’auspicio -proseguono gli inquirenti -è che si tenga conto della difficoltà e della delicatezza degli accertamenti, nonché della sofferenza in cui versano le famiglie coinvolte”. Notizie imprecise, conclude la nota “rischiano di creare inutili aspettative”.

Con l’avanzare delle indagini, i legali delle famiglie dei ragazzi commentano gli esiti. 

Sulla presenza di un video che, secondo indiscrezioni di stampa, riprenderebbe un’aggressione il legale  sottolinea: “Ho letto anche io, ma non ne so nulla”. “La famiglia di Filippo chiede che tornino entrambi e che diano segni della loro  presenza – conclude l’avvocato – Filippo, se vuole e si sente meno a  disagio, può chiamare anche me in qualità di suo difensore”, ha dichiarato all’Adnkronos  l’avvocato Emanuele Compagno, nominato d’ufficio legale di Filippo Turetta.      

Riguardo all’iscrizione del 22enne nel registro degli indagati, ha poi aggiunto: “Non sappiamo se sia un atto necessario  per procedere con indagini più approfondite, certamente c’è molta  apprensione da parte di tutta la famiglia”.

“Dai racconti della sua famiglia Filippo è sempre stato un ragazzo  modello – osserva l’avvocato – un ragazzo impegnato tra università e  sport, che mai ha avuto screzi. Un ragazzo d’oro insomma e quindi li  ha molto colpiti questa ipotesi (di reato ndr) che ad oggi è ancora  tutta da confermare”.

Interviene anche il legale della famiglia Cecchettin, Stefano Tigani, che afferma: “Immaginiamo anche che l’iscrizione di Filippo nel registro degli indagati sia un atto dovuto per accertamenti irripetibili. Non facciamoci prendere dal panico”.

Sull’esame del Dna sulle macchie di sangue e delle immagini di videosorveglianza “non sappiamo nulla – ha aggiunto – sono dettagli delicati che se anche sapessimo non mi sentirei di commentare, non voglio compromettere passaggi delicati dell’attività d’indagine”, ha detto ancora il legale. 

Dopo le presunte tracce di sangue, repertati anche dei capelli  Sul tratto di asfalto, in zona industriale a Fossò (Venezia), dove domenica mattina sono state repertate le presunte macchie di sangue, sarebbero stati trovati anche dei capelli. Materiale biologico – riferiscono i quotidiani – che è stato inviato per le analisi di laboratorio ai Ris dei Carabinieri, per confrontarne il dna con quello di Giulia e di Filippo. Le tracce erano state trovate dai Carabinieri nella V Strada dell’area industriale di Fossò, a circa 6 chilometri di distanza dal parcheggio di Vigonovo, davanti alla casa di Giulia, dove i due ragazzi era stati uditi litigare in macchina. In quel punto ci sono le telecamere perimetrali di uno stabilimento, che potrebbero avere ripreso immagini utili per l’indagine. Quella stessa  notte, intorno alle 23.30, una cella telefonica aveva agganciato il telefonino di Turetta, mentre si muoveva in una delle parallele vicine, la Prima Strada.

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Rovigo, centrato il Superenalotto

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Rovigo festeggia il Superenalotto. È stata centrata proprio nella “capitale del Polesine” la sestina vincente che ha regalato 85,1 milioni di euro ad un fortunato vincitore.

Il jackpot è stato realizzato con una schedina di appena 3 euro presso il punto vendita Sisal tabacchi di viale Tre Martiri, poco fuori dal centro storico cittadino.

I numeri fortunati sono stati 9, 10, 19, 40, 52, 56 – Jolly 50 – SuperStar 42. Con quella di stasera sono quattro i montepremi assegnati da inizio anno, l’ultimo lo scorso giugno a Teramo, dove il 6 da 42,5 milioni venne realizzato con una schedina di un euro. Nella storia ormai venticinquennale del gioco a premi, sono 114 i jackpot assegnati. Dal 1997 a oggi, considerando solo le vincite di prima categoria, come riferisce l’agenzia specializzata Agipronews, sono stati distribuiti premi per oltre 5 miliardi di euro. È la decima volta che il montepremi viene centrato in Veneto: la vincita milionaria mancava in regione dal 2017, quando a Caorle, in provincia di Venezia, venne realizzato un 6 da oltre 77 milioni di euro.

Nella storia delle regioni più premiate dalle vincite di prima categoria, la Campania è sempre al primo posto con 18 sestine vincenti, seguita dal Lazio con 16. Alle sue spalle l’Emilia-Romagna con 13 e, infine, proprio il Veneto con 10 insieme con la Puglia. Sono invece tre le regioni che dal 1997 a oggi non hanno mai realizzato un 6: si tratta di Valle d’Aosta, Trentino e Molise. Il jackpot più corposo di sempre risale allo scorso febbraio quando vennero vinti 371,1 milioni di euro con un sistema da 90 quote. La sestina vincente, in quel caso, mancava all’appello dal 22 maggio del 2021 quando a festeggiare fu il borgo marchigiano di Montappone, in provincia di Fermo, dove vennero vinti 156 milioni di euro. Degli 85,1 milioni di euro assegnati questa sera circa 17 milioni torneranno nelle casse dello Stato per effetto della cosiddetta “tassa sulla fortuna” che prevede un prelievo del 20%, calcolato sulla parte eccedente i 500 euro di vincita. Dalla prossima estrazione il montepremi del Superenalotto ripartirà da 18 milioni di euro.

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Pa, firmato il rinnovo del contratto dei dirigenti ministeriali

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E’ stato firmato il rinnovo del contratto dei dirigenti ministeriali.

Lo annuncia il ministro per la Pa, Paolo Zangrillo che sottolinea come, la sottoscrizione in via definitiva del Contratto collettivo di lavoro dell’Area dirigenziale delle Funzioni Centrali, che riguarda circa 6.200 tra dirigenti pubblici e professionisti delle Amministrazioni centrali, “conferma l’accelerazione impressa nell’ultimo anno alla chiusura dei rinnovi contrattuali del pubblico impiego per il triennio 2019-2021”.

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La Finlandia chiude metà valichi di confine con la Russia

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La Finlandia chiuderà la notte tra venerdì e sabato 4 dei suoi 8 valichi di frontiera con la Russia a causa dell’afflusso di migranti, ha annunciato il primo ministro.
Dopo l’aumento dei flussi illegali alle frontiere, Helsinki ha accusato Mosca di consentire deliberatamente ai migranti di entrare in Finlandia in maniera irregolare, in quella che ha suggerito essere una tattica per destabilizzare il Paese vicino.
“Oggi il governo ha preso la decisione di chiudere i valichi di frontiera di Vaalimaa, Nuijamaa, Imatra e Niirala sul confine terrestre tra Finlandia e Russia”, ha detto ai giornalisti la ministra degli Interni, Mari Rantanen, mentre il primo ministro Petteri Orpo ha accusato la Russia di agire con “malizia”.
Ieri il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, si era detto “profondamente rammaricato” del fatto che la Finlandia stesse valutando la chiusura dei valichi.

Russia e Finlandia condividono un confine terrestre di 1.340 chilometri.

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Biden-Xi, prove di disgelo

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“Abbiamo fatto alcuni importanti progressi, i colloqui sono stati molto costruttivi e produttivi”: Biden ha sintetizzato così nella sua conferenza stampa le 4 ore di faccia a faccia con Xi alle porte di San Francisco, il primo dopo un anno in cui le relazioni tra Usa e Cina erano scivolate al punto più basso.

L’obiettivo era avviare il disgelo.

Per “capirsi reciprocamente in modo chiaro e fare in modo che la competizione non sfoci in conflitto”, come ha spiegato Biden dopo la stretta di mano. E per “superare le differenze” in un mondo “abbastanza grande per la convivenza e per il successo di Cina e Usa”, che “non possono voltarsi le spalle”, tanto meno sullo sfondo di un’economia globale “in ripresa ma con uno slancio lento, appesantita dal protezionismo”, gli ha fatto eco Xi affermando di credere in un “futuro promettente” delle relazioni Usa-Cina.
Ma se il dialogo è ripreso, restano diversi nodi e tensioni: da Taiwan ai rapporti economici, minati per la Cina dalle sanzioni e dalle limitazioni Usa all’export hi-tech e per Washington dalla mancanza di parità di condizioni competitive.
Con una risposta diplomaticamente poco opportuna in questo momento, inoltre, Biden ha definito di nuovo pubblicamente Xi un “dittatore”, nel senso – ha tentato di sfumare – che è alla guida di un paese “comunista”.
Il risultato più importante è comunque il ripristino delle comunicazioni al più alto livello, con una linea diretta tra i due leader in caso di crisi, come ha annunciato Biden nella sua rara conferenza stampa dopo il summit, la terza di quest’anno.
Ristabilita anche la hotline militare. Confermato anche l’impegno a cooperare sul clima, benché Biden abbia chiesto a Pechino di fare di più.
Muro contro muro invece su Taiwan. Biden ha detto di aver ribadito la politica americana che riconosce una sola Cina ma di aver messo in chiaro con Xi che gli Usa si aspettano che la Cina non interferisca nelle elezioni di Taiwan. Ma il leader di Pechino ha ammonito che gli Usa dovrebbero “intraprendere azioni concrete per onorare il proprio impegno a non sostenere l’indipendenza di Taiwan, smettere di armarla e sostenere la riunificazione pacifica della Cina”, un obiettivo da lui definito “inarrestabile”.

Marco Gaudini

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Novi Ligure, tredicenne si suicida, forse per una “challenge” sui social

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Tragedia a Novi Ligure, provincia di Alessandria, dove un giovane di 13 anni è morto togliendosi la vita in maniera inspiegabile per parenti e amici, con il sospetto che il gesto possa essere legato a una “challenge” sui social. Il ragazzo, appartenente alle giovanili di una squadra di calcio, ha compiuto il gesto estremo attraverso l’utilizzo di una sciarpa. Le indagini dei carabinieri sono in corso e restano avvolte nel riserbo: l’ipotesi che il dramma sia figlio di una possibile sfida social non ha trovato ancora conferme ufficiali.

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