Vela Latina Monte di Procida esalta i riconoscimenti nel catalogo Ipic

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La Regione Campania, ottemperando ad un principio e una direttiva dell’Unesco, a partire dall’anno 2018 ha raccolto e catalogato le pratiche, le tradizioni ed i saperi che sintetizzano il Patrimonio Culturale Immateriale che, con o senza consapevolezza, è stato ereditato dai nostri padri, e sono specifici di una Comunità.

Con un comunicato, Vela Latina Monte di Procida si dichiara felice di avere contribuito in modo essenziale alla candidatura del “Sapere ed abilità della marineria flegrea inerenti alla costruzione, la manutenzione e l’utilizzo del gozzo napoletano-flegreo a remi e a vela latina”, coronato dal successo dell’inserimento nel catalogo Ipic con apposito Decreto Dirigenziale di Regione Campania.

Vela Latina Monte di Procida, si legge, è ancora più felice e orgogliosa “del fatto che nel 2022, un altro elemento caratteristico di Monte di Procida ha avuto questo riconoscimento” ossia il “Rituale di preparazione del casatiello dolce Pasquale”.

Monte di Procida è una delle pochissime piccole comunità che ha ben due elementi culturali ad avere questo riconoscimento.

occhio.com

Sanità in sciopero, medici e infermieri incrociano le braccia

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Quella di oggi, per la sanità, si prospetta una giornata nera. Medici ed infermieri incrociano le braccia per lo sciopero nazionale di 24 ore indetto dal maggiore sindacato degli ospedalieri, l’Anaao Assomed, e dalla Cimo: secondo le previsioni, l’adesione sarà massiccia e potrebbero saltare 1,5 milioni di visite, esami e interventi.

Ma la protesta non si esaurirà con la giornata del 5 dicembre. Il 18 è infatti in programma un nuovo sciopero deciso dalle altre sigle della Intersindacale medica. Sotto attacco è la manovra, che “non tutela medici e cittadini”, e lo slogan unico è ‘Salviamo il Ssn’.

Intanto, governo e partiti lavorano per risolvere il nodo dei previsti tagli alle pensioni della categoria. “Contiamo di poter depositare gli emendamenti” alla manovra “entro questa settimana”, dice il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani al termine della riunione con maggioranza e opposizione, raccontando di aver “appena parlato con Giorgetti” e spiegando che il lavoro sulle modifiche, comprese quelle relative ai medici, è ancora “in corso”.

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Licenziato per una bestemmia, i colleghi scioperano

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Licenziato dopo una bestemmia. E’ accaduto a Franco, 55 anni, milanese ma da anni residente a Bologna. La vicenda risale al 30 novembre: ha perso il posto del lavoro per aver bestemmiato “tra sé e sé” in ufficio (legge del 1930). Il tutto è successo nella sede bolognese della Covisian, azienda che gestisce in appalto il call center di Hera (che precisa di aver segnalato l’episodio, ma di non avere avuto nessuna parte nel successivo provvedimento).

In questi giorni i lavoratori hanno indetto uno sciopero con relativo presidio per mostrare la loro solidarietà nei confronti di Franco. C’è chi chiede all’azienda di fare dietrofront e chi ha bussato anche alla porta dell’arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, Matteo Maria Zuppi. “Venga al presidio a mostrare la sua solidarietà a Franco”. “In azienda c’è un clima di terrore – ha detto a Il Resto Del Carlino – non capisco perché se una persona commette un errore non si può tornare indietro. Faccio questo mestiere da otto anni e non ho mai dato in escandescenza, sono sicuramente un tipo esuberante, ma ho chiesto scusa. Ora mi ritrovo a 55 anni senza un lavoro, in un Paese in cui trovare un posto è quanto mai difficile soprattutto per persone della mia età”.

Ha ricevuto la solidarietà dei colleghi: “Apprezzo tantissimo quello che stanno facendo per me, davvero. Anche loro si sono accorti che abbiamo a che fare con un’azienda che è capace di licenziarti in un nano secondo”. E sul futuro: “Ho impugnato il licenziamento, ma ho poche speranze. Senza dubbio lotterò finché posso per il mio posto di lavoro. Io non sono stato licenziato perché sono un incompetente, ma perché ho detto una cosa sbagliata in un momento di nervosismo”.

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Gaza, offensiva totale di Israele: tank e bombe in tutta la striscia

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Israele estende la sua offensiva nel sud di Gaza a caccia dei battaglioni di Hamas in quell’area. Ma l’esercito continua a colpire duramente anche il nord e il centro dell’enclave palestinese per eliminare le residue sacche di resistenza dei miliziani. Solo la notte scorsa, ha annunciato il portavoce militare israeliano, sono stati 200 gli attacchi contro obiettivi di Hamas.

In serata sono saltate le comunicazioni in tutta la Striscia mentre a Gaza City l’agenzia palestinese Wafa ha denunciato la morte di almeno “50 persone” in raid che hanno coinvolto due scuole piene di sfollati. La presidente della Croce Rossa Mirjana Spoljaric arrivata oggi a Gaza ha definito la “sofferenza” della popolazione “intollerabile” ma non ha perso di vista il dramma degli ostaggi israeliani chiedendone la liberazione. Nella manovra dell’Idf i tank dell’esercito si sono spinti oltre Khan Yunis – la principale città nel sud della Striscia che ieri aveva visto l’ingresso dei primi carri armati israeliani – secondo una tattica già usata al nord: un lento ma progressivo avanzamento sul terreno.

I blindati si sono addentrati fra i villaggi di Karara, Khuzaa ed Abassan dopo che due giorni fa la popolazione locale aveva ricevuto dall’esercito ordini di evacuazione immediata. Fonti locali hanno riferito che altri blindati hanno preso posizione lungo la arteria Sallah-a-din, l’importante asse viario che taglia in verticale da nord a sud l’intera enclave palestinese. La strada, il cui controllo è vitale, “costituisce un campo di battaglia, quindi è estremamente pericoloso percorrerla”, hanno avvertito i militari confermando “l’azione aggressiva” intrapresa nel sud nei confronti di Hamas e delle altre organizzazioni armate palestinesi.

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Favorì la latitanza di Messina Denaro, arrestata figlia dell’amante

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I carabinieri del Ros hanno arrestato Martina Gentile, la figlia di Laura Bonafede, amante dell’ex super latitante Matteo Messina Denaro. La donna è stata messa agli arresti domiciliari in esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip di Palermo su richiesta del procuratore aggiunto della direzione distrettuale Antimafia Paolo Guido e dai sostituti Piero Padova e Gianluca De Leo.

Martina Gentile è stata indagata già nei mesi scorsi per favoreggiamento della latitanza del boss deceduto nel carcere di L’Aquila per un cancro. Una prima richiesta di arresto e stata rifiutata quando gli inquirenti hanno arrestato la madre. Ora le nuove risultanze investigative hanno convinto il giudice a firmare l’ordinanza di custodia cautelare nei suoi confronti.

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Oggi i funerali di Giulia Cecchettin, Turetta ha incontrato i genitori

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Nel carcere di Verona Filippo Turetta gode dei diritti riconosciuti a tutti i detenuti, e può quindi guardare anche la tv. Nulla vieta che possa assistere alle dirette televisive che trasmetteranno i funerali di Giulia Cecchettin. Le esequie si svolgeranno nella basilica di Santa Giustina a Padova, la città dove entrambi studiavano ingegneria biomedica. Intanto il ragazzo ha rivisto i genitori, Nicola Turetta ed Elisabetta Martini.

Si sarebbero dovuti incontrare qualche giorno fa, poi la visita era stata rimandata perché né lui né loro erano pronti. Alla fine è successo il 3 dicembre, quando per Turetta scattava l’ottavo giorno nel carcere Montorio di Verona. Il colloquio con i genitori è durato un’ora. Ci sono state lacrime e abbracci, secondo quanto si è appreso. “Grazie per essere venuti da me”, avrebbe detto Turetta che, sin da quando era stato estradato in Italia, continuava a chiedere di poterli vedere.

 Turetta avrebbe detto che era “ossessionato” da lei, che la voleva “solo per sé” e che non accettava “la fine della storia”. Adesso bisogna vedere cosa ne penseranno i giudici. Con la premeditazione o altre aggravanti – come la crudeltà o i motivi abietti – la pena massima per Turetta passerebbe da 30 anni, ossia quella delle imputazioni attuali, all’ergastolo. L’autopsia sul corpo della ragazza ha confermato che è morta per emorragia: circa 20 le coltellate inferte da Turetta, di cui una – al collo – giudicata fatale. Il governatore del Veneto, Luca Zaia, ha proclamato il lutto regionale per i funerali di Giulia Cecchettin”

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Cagliari, ragazzo di 15 anni accoltellato al petto da un compagno di scuola

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Gravissimo episodio di violenza davanti ad una scuola di Capoterra, alle porte di Cagliari. Un ragazzo di 15 anni è stato accoltellato da un compagno di scuola 14enne dopo una lite. Il giovane è stato trasportato in gravissime condizioni in ospedale, è in pericolo di vita. L’aggressore è stato fermato dai carabinieri. Il fatto è avvenuto nel primo pomeriggio di oggi all’Istituto tecnico superiore “Sergio Atzeni” di Capoterra, centro di 23mila abitanti nella città metropolitana di Cagliari.

L’episodio si è verificato verso le 14 all’esterno dell’istituto: un 14enne avrebbe colpito con una coltellata al petto un compagno di scuola di 15 anni.

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Brescia, operazione antiterrorismo: due arresti

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E’in corso un’operazione antiterrorismo dela Polizia di Stato, coordinata dala Procura di Brescia – Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo – con due arresti nei confronti di un pakistano ed un naturalizzato italiano di origine pakistana.

L’operazione è condotta dala Digos di Brescia e dalla Direzione Centrale dela Polizia di Prevenzione.
L’attività investigativa ha avuto inizio nell’ottobre 2022 quando, sulla base di evidenze d’intelligence e di elementi acquisiti nel corso del monitoraggio del web, gli investigatori hanno avviato approfondimenti nei confronti dei due indagati, entrambi accusati di diffusione di contenuti jihadisti con finalità di proselitismo, riconducibili alle organizzazioni terroristiche Jihad Islamica Palestinese, Stato Islamico e Al-Qaeda.

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Uganda, il governo cerca di salvare il piano sui migranti

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Nuovo tentativo del governo conservatore di Rishi Sunak di salvare il controverso piano Ruanda – per il trasferimento in Africa a scopo dissuasivo di quote di migranti sbarcati illegalmente in Gran Bretagna e in attesa di risposta a richieste di asilo nel Regno – bocciato il mese scorso dalla Corte Suprema di Londra.

A renderne noti i dettagli è la Bbc che annuncia l’imminente partenza per Kigali del neoministro dell’Interno, James Cleverly, incaricato di definire con le autorità ruandesi un accordo riveduto e corretto: in grado nelle intenzioni dell’esecutivo di aggirare le obiezioni formulate dalla Corte al testo originale.

Mentre pure i laburisti sembrano ormai corteggiare l’elettorato Tory, dal dossier immigrazione a certi richiami thatcheriani.
La nuova intesa dovrebbe prevedere l’invio di avvocati britannici nel Paese africano, in funzione di garanti delle tutele minime e dei diritti essenziali assicurati dalla normativa britannica a coloro che fossero trasferiti. Il piano resta in ogni modo per ora in stand-by, contribuendo all’imbarazzo del governo per le promesse finora mancate sul fronte di un rafforzamento post Brexit dei controlli alla frontiere: come confermato dai dati ufficiali recenti sul flusso record netto di migranti registrato l’anno scorso e da quelli sugli sbarchi “clandestini” attraverso la Manica, solo parzialmente rallentati nel 2023.

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Omicidio di un commerciante a Firenze: due persone sottoposte a fermo

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Per l’omicidio di Safaei Chakar Kiomars, il 72enne commerciante iraniano trovato privo di vita nel suo appartamento in via de Pinedo, nel quartiere di Novoli, a Firenze giovedì scorso, due persone sono state sottoposte a fermo.

E’ quanto si apprende da ambienti degli inquirenti.

Il fermo, firmato dal pm Sandro Cutrignelli, riguarderebbe due fratelli,  un dipendente e un ex dipendente del commerciante . L’ipotesi è quella di una rapina finita male.
   

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