E’ morta l’ex BR Anna Laura Braghetti

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Nella più clamorosa e drammatica azione delle Brigate Rosse, il sequestro e l’uccisione del presidente della Dc Aldo Moro, ebbe un ruolo di primo piano.

Era l’intestataria dell’appartamento di via Montalcini, nella zona sud di Roma, dove lo statista venne tenuto prigioniero per 55 giorni e poi ucciso. Anna Laura Braghetti, morta a 72 anni, era la ‘vivandiera’ nell’operazione simbolo che puntava ‘al cuore dello Stato’ messa in atto dall’organizzazione terroristica.

Nella primavera del 1978 aveva 25 anni ed era entrata nelle Br da pochi mesi. Una insospettabile: di giorno lavorata come impiegata per poi tornare la sera nella “prigione del popolo” dove, su ordine di Mario Moretti, trascrisse assieme a Prospero Gallinari – che poi sposò in carcere nel 1981 per poi separarsi anni dopo – gli interrogatori a cui fu sottoposto Moro durante la prigionia.

occhio.com

Rivarolo Canavese, due feriti per un’esplosione in una palazzina

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Un’esplosione si è verificata nella prima mattinata di oggi, venerdì 7 novembre 2025, in un appartamento nel palazzo di via Farina 13 a Rivarolo Canavese, che è rimasto pesantemente danneggiato. Una donna è rimasta ferita in modo serio, mentre suo marito se l’è cavata con lesioni non gravi. Diversi detriti sono caduti nel cortile, fortunatamente senza ferire nessuno.

L’allarme è stato dato dai residenti, dopodiché sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 Azienda Zero, i vigili del fuoco, i carabinieri della stazione cittadina e la polizia locale. Numerose sono state le persone che hanno dato l’allarme chiamando il 112. Tutto l’edificio è stato fatto evacuare in via precauzionale. Le cause che hanno portato allo scoppio al momento sono da accertare.

Un portavoce Italgas informa che, dai primi rilievi effettuati nell’abitazione coinvolta nell’esplosione, è emerso che gli impianti di pertinenza della società sono esterni all’appartamento e risultano integri. La causa sarebbe dunque da ricercare in un possibile malfunzionamento dell’impianto interno o di un’apparecchiatura.

occhio.com

Milano, due ragazzini investiti in diversi incidenti

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Due gravi incidenti stradali hanno coinvolto bambini a Milano giovedì sera, il 6 novembre. Un ragazzo di dodici anni è stato investito da un furgone bianco in via Bernardino Verro intorno alle 17:30, riportando ferite serie. Poco dopo, un bambino di nove anni è stato colpito da un’auto in Piazza Durante.

Il dodicenne è stato trasportato in condizioni critiche all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Il conducente del furgone, un ventunenne, si è fermato immediatamente per prestare soccorso e ha collaborato con le autorità. I test hanno escluso la presenza di alcol o droghe.

Il bambino di nove anni è stato portato all’ospedale Niguarda con codice giallo. A differenza del primo incidente, il conducente dell’auto non si è fermato e si è dato alla fuga. La Polizia Locale sta cercando il responsabile della fuga.

occhio.com

E’ morto Giorgio Forattini, re della satira

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”La prima vignetta fu quella nel 1974 dopo la vittoria del referendum sul divorzio, disegnai Fanfani come un tappo (era molto basso) che saltava via da una bottiglia con un grande NO sull’etichetta”.

Lo raccontava Giorgio Forattini, scomparso oggi a Milano a 94 anni, essendo nato a Roma il 14 marzo del 1931.

Maestro della satira, ha messo insieme giorno per giorno un mosaico fatto di 14mila vignette, che hanno graffiato presidenti della Repubblica, Papi, leader e Capi di Stato stranieri, scandito momenti cruciali della vita pubblica, le grandi tragedie, il terrorismo politico, le stragi di mafia, Mani Pulite.

Raccontava che le linee-guida della sua lunga attività erano ”Il principio della libertà e del divertimento” consapevole di aver fatto arrabbiare tantissime persone con le sue frecciate.

”Molte si limitavano a lamentarsi con il direttore del giornale, altri hanno querelato. Massimo D’Alema, allora Presidente del Consiglio, querelò solo me senza il giornale, chiedendomi tre miliardi di lire per la vignetta sull’affare Mitrokin. Fu la prima volta che un politico chiese un risarcimento così alto e senza il giornale. Un precedente pericolosissimo contro la libertà di satira”.

Quell’episodio sancì la rottura del lungo rapporto con La Repubblica (“Eugenio Scalfari l’ha fondata, io l’ho disegnata”, raccontò in una intervista) e il passaggio al quotidiano ”La Stampa” con un ricchissimo contratto propostogli dall’ Avvocato. Forattini ha bersagliato le sue “vittime” trasformando gli esponenti politici di primo piano nelle figure di una grande sceneggiata nazionale: Andreotti il multiforme, Craxi come il Duce con gli stivaloni e la camicia nera, D’ Alema in divisa militare da Hitler comunista, Berlinguer in poltrona in vestaglia da camera mentre fuori gli operai scioperano, De Mita con la coppola, Veltroni un bruco, Buttiglione un gorilla, Bossi come Alberto da Giussano, Prodi un curato di campagna, e così via.

Fanfani pagò , appunto, per la sua bassa statura. La storica prima vignetta fu un tipografo di Paese Sera a suggerirgliela pronosticando l’ esito del referendum, commentò ”Stavolta il tappo salta”, riferendosi appunto al leader democristiano che aveva guidato la battaglia antidivorzista.

”Ma sono molto affezionato alle vignette su Spadolini, nudo, innocente come un putto”, precisava in occasione dei suoi 90 anni in un’intervista all’ANSA, riferendosi al leader del Partito Repubblicano.

Ai colpi bassi contro i politici, ha alternato squarci di malinconia e commozione come la vignetta con la sedia a rotelle in riva al mare dedicata a Leon Klinghoffer, il turista americano disabile ucciso e gettato in mare dal gruppo di palestinesi che aveva sequestrato la nave da crociera Achille Lauro.

Ma sapeva toccare molto in profondità: celebre l’immagine della Sicilia nella forma di una testa di un coccodrillo in lacrime, disegnata dopo la morte di Giovanni Falcone. ”La mia più grande soddisfazione è di aver lavorato sempre con coraggio e indipendenza e di non aver mai piegato la testa di fronte agli attacchi che spesso mi hanno creato grossi problemi”.

Dalla metà degli anni Settanta Giorgio Forattini ha seguito da ”notista politico” stagioni segnate da tensioni e grandi trasformazioni. ”Le ho raccontate con la massima libertà – sottolineava -. Si potrebbe spiegare con una frase di Andreotti quando gli chiesero perchè non mi avesse mai querelato ‘Che posso dire di Forattini? E’ lui che mi ha inventato’. Questi erano i personaggi di una volta”.

Se gli si chiedeva di riconoscere qualche errore, si limitava a rispondere: ”Nessuno”, anche se in passato in più di qualche circostanza ammise di aver sbagliato con la vignetta sul suicidio di Raul Gardini.

Quanto all’indipendenza, possono dire molto i suoi passaggi professionali: il debutto sul mondadoriano Panorama e a Paese Sera, quotidiano glorioso della capitale nel quale entrò come grafico; due anni dopo ”La Repubblica” e L’ Espresso; di nuovo a Panorama, poi La Stampa, e ancora ”Il Giornale” di Silvio Berlusconi dal quale uscì dopo le polemiche seguite a una vignetta sul Cavaliere in mutande, infine i giornali del Gruppo Riffeser.

E anche se la sua fortuna prese forma soprattutto nelle testate di sinistra, in una intervista di alcuni anni fa tenne a precisare: ”Non sono mai stato di sinistra. E neanche di destra. Sono sempre stato un liberal e un uomo libero. La verità è che detesto l’ integralismo. Non sopporto nessun partito”. Forattini era approdato alla grafica a 40 anni, dopo essere stato operaio in una raffineria del nord Italia, rappresentante di commercio a Napoli di prodotti petroliferi, venditore e direttore commerciale di una casa discografica, rappresentante di elettrodomestici. Le sue vignette hanno riempito una sessantina di libri che hanno venduto oltre tre milioni di copie.

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Nepal, morti cinque scialpinisti italiani per una tempesta di neve

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Tempeste di neve e una valanga sulle vette himalayane del Nepal hanno ucciso 9 persone, tra cui 5 alpinisti italiani. Lo riferiscono le autorità. I decessi si sono verificati in due incidenti separati avvenuti da venerdì.

Marco Di Marcello, la guida abruzzese dispersa in Nepal, è stato trovato morto: il corpo del biologo di 37 anni originario di Teramo, è stato identificato. A renderlo noto è stato il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, che ha espresso “profondo cordoglio e vicinanza a nome suo e dell’intera giunta regionale ai familiari”.

È stato ritrovato dai soccorritori anche il corpo di Paolo Cocco, il fotografo abruzzese che stava tentando la scalata al Dolma Khang. Lo ha annunciato all’ANSA Antonio Tavani, il sindaco di Fara San Martino, il comune dove Cocco era stato anche vicesindaco. La notizia e’ gia’ stata comunicata anche ai familiari del ragazzo.

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San Martino di Venezze, operaio 47enne muore cadendo da un silos

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Tragedia sul lavoro nel primo pomeriggio di martedì 4 novembre in via Madonnina, a San Martino di Venezze. Un operaio di 47 anni è morto dopo essere precipitato dal tetto di un silos, da un’altezza di circa dieci metri, all’interno di un’azienda della Cooperativa Produttori di Mais.

L’incidente, le cui cause sono ancora in corso di accertamento, ha richiesto l’intervento dei Vigili del fuoco di Adria, dei sanitari del Suem 118 e dei Carabinieri. Nonostante i tentativi di soccorso, per l’uomo non c’è stato nulla da fare: il medico del 118 ha potuto soltanto constatarne il decesso.

Sul posto anche gli ispettori dello Spisal per le verifiche di competenza.

Il segretario generale della Uil Veneto, Roberto Toigo, ha commentato con amarezza la notizia: «È l’ennesima caduta dall’alto, una delle principali cause di morte sul lavoro nel 2025. Nonostante protocolli e controlli, non si riesce a interrompere questa catena di tragedie. Occorre capire che la fretta e il profitto non possono costare vite umane».

Si tratta del secondo incidente mortale sul lavoro registrato nel Polesine in pochi giorni, dopo quello di Luca Domenicale, 29 anni, di Taglio di Po, rimasto schiacciato da un macchinario in un’azienda di prefabbricati.

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Omicidio Ottaviano, arrestato il presunto assassino

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Nelle prime ore di questa mattina i carabinieri del comando provinciale di Ragusa hanno eseguito un’ordinanza di arresto nei confronti di una persona gravemente indiziata, allo stato degli atti e nel rispetto della presunzione di innocenza, di essere l’autore dell’omicidio di Giuseppe Ottaviano (nella foto), avvenuto a Scicli il 12 maggio 2024. Quel giorno, Ottaviano era stato trovato privo di vita nella propria abitazione da familiari e amici, preoccupati perché da diverse ore non rispondeva al telefono né dava più notizie di sé. L’allarme aveva dato il via a un’immediata attività investigativa, che si è protratta senza sosta per oltre un anno.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Ragusa, hanno combinato accertamenti scientifici e metodi investigativi tradizionali, consentendo agli inquirenti di ricostruire con precisione le ultime ore di vita della vittima, di individuare il possibile movente e, infine, di identificare il presunto autore del delitto. Ulteriori dettagli sull’inchiesta e sull’arresto saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa prevista per le ore 10.30 di oggi presso il Palazzo di Giustizia di Ragusa, alla presenza del Procuratore della Repubblica. L’arrestato, la cui identità non è stata ancora resa pubblica, è attualmente a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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Torre dei Conti, l’indagine è per omicidio colposo

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La Procura di Roma, dopo la morte dell’operaio di 66 anni, procede per omicidio colposo nell’indagine sul crollo parziale della Torre dei Conti avvenuto ieri mattina nella zona dei Fori Imperiali.

Nel procedimento è contestato anche il disastro colposo. L’area è stata posta sotto sequestro e gli inquirenti disporranno l’autopsia sul corpo della vittima.
Chi indaga affiderà una consulenza tecnica per ricostruire la dinamica di quanto avvenuto e individuarne le cause e responsabilità.
   

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Zohran Mamdani è il nuovo sindaco di New York

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Nel suo discorso dopo il successo elettorale come sindaco di New York, Zohran Mamdani ha affermato che la sua vittoria mostra la strada per “sconfiggere” Donald Trump.

“Se qualcuno può mostrare a una nazione tradita da Trump come sconfiggerlo, quella è la città che lo ha fatto nascere”, ha detto. “Donald Trump, visto che so che stai guardando, ho quattro parole per te: alza il volume” (turn the volume up)”, ha aggiunto. 

Nel suo discorso dopo il successo elettorale come sindaco di Ny, Zohran Mamdani ha promesso una “nuova era” di cambiamento politico, ha evocato piu’ volte la parola speranza (hope) di obamiana memoria, ha celebrato la diversita’ della citta’ e si e’ impegnato per la difesa di tutti, condannando l’antisemitismo ma anche chi lo strumentalizza. Infine ha ringraziato i genitori e la moglie, saliti sul palco accanto a lui. “Da quando abbiamo memoria – ha detto – i ricchi e i benestanti hanno sempre detto ai lavoratori di New York che il potere non appartiene alle loro mani, con dita ammaccate per aver sollevato scatole sul pavimento del magazzino, palmi callosi per aver urtato il manubrio delle bici delle consegne, nocche segnate da ustioni in cucina. Non sono queste le mani a cui è stato permesso di detenere il potere”, ha detto Mamdani. “Eppure – proseguito – negli ultimi 12 mesi, avete osato puntare a qualcosa di più grande. Stasera, contro ogni previsione, l’abbiamo colto. Il futuro e’ nelle nostre mani. In questo momento di oscurità politica, New York sarà la luce”.

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Cavi di Lavagna, uomo trovato morto in spiaggia

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Il cadavere di un uomo è stato rinvenuto all’alba sulla battigia della spiaggia di Cavi di Lavagna, nel levante di Genova.

Il corpo esanime è stato notato da un passante, sul posto sono intervenuti i militi della croce verde e i sanitari del 118 che hanno potuto solo constatare l’avvenuto decesso.

Le indagini sono condotte dalla capitaneria di porto di Lavagna.
Secondo i soccorritori il cadavere non presentava alla vista ferite, era in acqua, nessun documento addosso solo una fede nuziale al dito e l’apparente età superiore a 70 anni. Il corpo è a disposizione del magistrato di turno che valuterà se disporre l’autopsia, intanto si procede a verificare eventuali segnalazioni di persone scomparse nel Tigullio o altrove.

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