Kiev, attacco russo con droni nella notte

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Nella notte l’esercito russo ha attaccato con lanci di droni iraniani le regioni di Mykolaiv, Kherson, Khmelnytskyi e Poltava, l’antiaerea ucraina ha abbattuto tutti i 14 velivoli senza pilota.

Lo ha riferito l’Aeronautica militare su Telegram.
Secondo lo Stato maggiore, nelle ultime 24 ore si sono verificati 110 scontri sui campi di battaglia in Ucraina: in totale le truppe del Cremlino hanno lanciato 4 attacchi missilistici, 50 attacchi da aerei e 56 con Mlrs contro le posizioni delle forze ucraine e aree residenziali.

occhio.com

Arrestato il latitante Pesacane, si nascondeva a Scafati

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Era sfuggito a un’operazione lo scorso ottobre Gabriele Pesacane, 48 anni, ritenuto il vertice dell’omonimo clan di Boscoreale (Napoli) arrestato dai carabinieri di Torre Annunziata (Napoli) in una villetta nel comune di Scafati, comune salernitano che confina con la provincia di Napoli.
Il 48enne è gravemente indiziato dei delitti di associazione a delinquere di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti nonché di vari reati-fine, commessi con il cosiddetto metodo mafioso.
Pesacane, che si è reso irreperibile lo scorso 11 ottobre, è stato dichiarato latitante con decreto del gip di Napoli, emesso il 2 novembre scorso.

Si tratta del 16esimo latitante catturato dai Carabinieri
   

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Canosa, bus esce fuori strada: nessun ferito

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ll bus numero 379 della società di trasporti Marino è uscito di strada ieri sera, mentre percorreva la provinciale 231 all’altezza di Canosa di Puglia nel nord Barese.

Nessuno, tra personale di bordo e i 28 passeggeri, è rimasto ferito.

Le porte del mezzo sono rimaste bloccate e l’evacuazione dei passeggeri è avvenuta usando il finestrino del conducente. Sul posto sono intervenuti la polizia e i vigili del fuoco del comando provinciale cdi Barletta. Tanto lo spavento per i passeggeri che hanno poi proseguito il viaggio a bordo di un pullman sostitutivo. Nessuna ipotesi è al momento esclusa sulle cause dell’incidente: da una distrazione del conducente all’asfalto bagnato per la pioggia.

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Ha insegnato senza laurea per 20 anni, condannata a pagare 247 mila euro

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Per vent’anni ha insegnato inglese e tedesco in scuole elementari e licei presentando titoli contraffatti e ora la Corte dei Conti della Lombardia l’ha condannata a restituire i 247mila euro di stipendi indebitamente incassati dal 2003 in poi.

A pagare il conto sarà una 49enne di Como.

La vicenda è iniziata nell’ottobre 2020, quando il dirigente scolastico di un istituto tecnico di Como ha controllato le dichiarazioni presentate dalla donna per l’incarico iniziato un mese prima e dalle verifiche è emerso che la 49enne non si è mai laureata in Lingue e letterature straniere moderne alla Iulm di Milano e che non ha conseguito neppure il diploma magistrale alla paritaria Matilde di Canossa di Como, come da lei dichiarato.
A quel punto è scattata la denuncia in Procura, che nel gennaio 2022 ha chiesto il rinvio a giudizio della ‘prof’ per le false attestazioni sul titolo di studio. Intanto l’Ufficio scolastico provinciale di Como ha segnalato il caso alla Corte dei Conti: le indagini hanno appurano che l’attività abusiva va retrodata all’anno scolastico 2003-2004.
“La prestazione resa in assenza dei requisiti di abilitazione richiesti – scrivono i giudici della Corte dei Conti nella sentenza – è una prestazione inutile, se non addirittura pregiudizievole ai fini dell’apprendimento degli studenti”.

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Coniugi uccisi in Toscana, l’assassino resta in carcere

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Grave pericolo di fuga e rischio di reiterazione del reato.

Con queste motivazioni il gip Antonio Pezzuti ha convalidato il fermo per Antonino La Scala e disposto la misura cautelare in carcere per l’uomo, accusato dell’omicidio dei coniugi Umberto Della Nave, 84 anni e Dina Del Lungo, 83 anni, invalida, uccisi nella loro casa a Osteria Nuova, nel comune di Bagno a Ripoli (Firenze), il 5 dicembre scorso.
A La Scala, 45 anni, originario della Calabria, contestati anche i reati di rapina aggravata, tentativo di occultamento di cadavere e danneggiamento seguito da incendio: secondo l’accusa avrebbe dato fuoco alla casa delle vittime.

Proprio a causa dell’incendio furono scoperti i cadaveri di marito e moglie: inizialmente l’ipotesi era stata di un decesso dovuto al rogo.
L’autopsia avrebbe poi svelato che la coppia era stata uccisa.

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Argentina, Milei inasprisce le pene contro chi manifesta

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Il governo del presidente ultraliberista Javier Milei si prepara ad affrontare una lunga stagione di proteste contro il drastico programma di riordinamento economico già avviato con una svalutazione del 50% della moneta e un pacchetto di forti tagli alla spesa pubblica.
A fronte di questa eventualità la ministra della Sicurezza, Patricia Bullrich, ha annunciato oggi l’introduzione di un nuovo protocollo di azione da parte della polizia che prevede tolleranza zero contro i gruppi che tradizionalmente protestano bloccando le strade e impedendo il transito, i cosiddetti ‘piqueteros’.
“E’ il momento di farla finita con questo metodo di protesta che l’unica cosa che ottiene è generare un disordine assoluto e penalizza quelli che voglio portare avanti le loro vite in modo normale e in pace”, ha detto Bullrich Il protocollo prevede diverse misure che vanno dalla repressione del delitto in fragranza, a sanzioni nei confronti di istigatori e finanziatori dei picchetti.
Il primo banco di prova di questo protocollo sarà probabilmente in occasione delle manifestazioni convocate dai movimenti sociali per il 19 e 20 dicembre per la ricorrenza delle giornate di proteste della crisi del 2001, culminate con la morte di 39 persone.

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Torino, vendevano droga utilizzando il nome di Messina Denaro

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Vendevano la droga attraverso annunci sui social, con tanto di listino prezzi e foto delle sostanze e usavano come nickname quello di Matteo Messina Denaro.

Le indagini della guardia di finanza di Torino hanno portato all’arresto di due persone sono state arrestate dalla guardia di finanza del Torinese, un uomo di 50 anni e di un minorenne.

I finanzieri del gruppo di Orbassano (Torino), dopo un monitoraggio su piattaforme web, hanno individuato infatti i due presunti spacciatori e hanno effettuato le perquisizioni nelle abitazioni, a Carignano.
Il pastore belga Malinois Loca, cane antidroga delle Fiamme gialle della squadra cinofili del gruppo pronto impiego di Torino, ha subito segnalato la presenza di sostanze stupefacenti all’interno di entrambe le abitazioni. I successivi controlli hanno consentito ai finanzieri di rinvenire 50 grammi circa di cocaina, 80 grammi circa di hashish, 11 grammi circa di marijuana, 3,5 grammi circa di ketamina, una pianta di cannabis, sostanze da taglio, oltre a materiale (bilancino e materiale per il confezionamento sottovuoto) strumentale alla illecita commercializzazione della droga, due pistole scacciacani modificate e 53 proiettili a salve. Sequestrati anche 925 euro, ritenuti provento dei traffici illegali.
   

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Uccise un medico, condannato a 16 anni

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E’stato condannato a 16 anni Benedetto Bifronte, il 62enne che un anno fa, all’esterno del Policlinico San Donato, nell’hinterland di Milano, ha colpito alla testa con un’accetta, uccidendolo, Giorgio Falcetto, medico di 76 anni che lo aveva visitato nel febbraio 2021.

A deciderlo è stato oggi il gup dopo il processo in abbreviato, accogliendo la richiesta del pm che ha contestato l’omicidio volontario ma non la premeditazione.

La difesa aveva chiesto l’assoluzione per infermità totale dell’imputato, risultato invece, da una consulenza disposta dalla Procura, capace di intendere e volere nonostante alcuni problemi psicologici. 

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Caso Giulia, la Punto di Turetta domani in Italia

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La Fiat Punto con cui Filippo Turetta è fuggito dopo aver ucciso Giulia Cecchettin, secondo quanto si apprende, arriverà domani sera in Italia.

L’auto, sequestrata sull’autostrada A9 in Germania nei pressi di Lipsia dove è stato arrestato l’ex fidanzato della studentessa, sarà portata direttamente nei laboratori del Ris dei Carabinieri di Parma, dove saranno effettuati gli accertamenti.

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Moby Prince, respinta richiesta di risarcimento

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I familiari delle vittime del disastro della Moby Prince esprimono profonda amarezza per la decisione della corte d’appello di Firenze, che ha respinto la richiesta di risarcimento avanzata nei confronti dei ministeri della Difesa e dei Trasporti.

Per voce dei rappresentanti Luchino Chessa e Nicola Rosetti, i familiari chiedono anche che la nuova commissione parlamentare d’inchiesta, approvata ormai due mesi fa, inizi finalmente il suo lavoro per arrivare alla verità dopo oltre trent’anni. 

Era il 10 aprile del 1991 quando il traghetto partito da Livorno e diretto a Olbia entrò in collisione con la petroliera Agip Abruzzo. Nell’incendio che ne seguì morirono 140 persone. Almeno 30 i sardi. 

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