Russia, 27 paesi Ue approvano nuove sanzioni

0

Gli ambasciatori dell’Ue hanno appena raggiunto un accordo di principio sul 13esimo pacchetto di sanzioni nel quadro dell’aggressione della Russia all’Ucraina.

Lo fa sapere la presidenza belga precisando che il pacchetto “è uno dei più ampi approvati dall’Ue. Ora sarà sottoposto a procedura scritta e approvato formalmente il 24 febbraio.

“Accolgo con favore l’adozione del nostro 13esimo pacchetto di sanzioni contro la Russia. Dobbiamo continuare a ridurre la macchina da guerra di Putin. Con 2000 designazioni in totale alla lista delle misure restrittive manteniamo alta la pressione sul Cremlino. Stiamo anche riducendo ulteriormente l’accesso della Russia ai droni”. Lo scrive su X la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen.

“Dobbiamo proteggere la nostra democrazia e i nostri valori. Il nostro appeal è così grande che tanti altri Paesi vogliono unirsi. Dobbiamo difenderci dall’euroscetticismo e dagli amici di Putin, dentro e fuori dall’Ue”, ha detto quindi Ursula von der Leyen nella conferenza stampa organizzata per la sua candidatura alla presidenza della Commissione per il Ppe. 

“Stiamo facendo progressi eccellenti nel percorso di screening” delle riforme da fare in vista dell’adesione, “e ciò è molto buono ma non credo che saremo pronti prima delle elezioni. Il lavoro sulle diverse posizioni nei negoziati prende infatti del tempo. Credo che saremo pronti all’inizio dell’estate”, ha dichiarato ancora la presidente della Commissione Ue rispondendo ad una domanda sui tempi dei negoziati di adesione dell’Ucraina all’Ue.

occhio.com

Olanda, crolla un ponte in costruzione: due morti

0

Almeno due persone sono morte e altre due sono rimaste ferite nel crollo di un ponte in costruzione a Lochem, nell’est dei Paesi Bassi.

Lo hanno riferito le autorità olandesi.

“Durante la costruzione di un ponte si è verificato un incidente industriale. Sfortunatamente, ciò ha provocato due morti. Due persone sono rimaste ferite”, ha scritto su X l’autorità regionale olandese per la sicurezza. Non è stato ancora chiarito cosa abbia causato la caduta del ponte.

occhio.com

Agenzia Reuters: “L’Iran ha fornito missili balistici alla Russia”

0

L’Iran ha fornito alla Russia centinaia di potenti missili balistici superficie-superficie.

Lo scrive la Reuters sul proprio sito web citando sei fonti.

La fornitura iraniana di circa 400 missili include molti della famiglia di armi balistiche a corto raggio Fateh-110 come lo Zolfaghar, hanno detto tre fonti iraniane. Il missile è in grado di colpire obiettivi a una distanza compresa tra 300 e 700 km.
Le spedizioni sono iniziate all’inizio di gennaio, ha detto una delle fonti iraniane, e un ufficiale militare di Teheran ha detto che ci sono state almeno quattro spedizioni di missili, e ce ne saranno altre nelle prossime settimane.

occhio.com

Bambino di 5 anni preso a frustate, arrestate mamma e zia

0

Un bambino di cinque anni sarebbe stato picchiato e frustato alla schiena e sulle gambe per le sue ‘monellerie’.

E’ quanto emerso da un’inchiesta della Procura di Catania che ha portato al fermo della mamma 28enne e di una ‘zia’ 23enne del piccolo, entrambe nigeriane. Il provvedimento, che è stato già convalidato dal gip che ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare per le due donne, è stato eseguito dalla Squadra mobile della Questura. I reati ipotizzati sono per maltrattamenti e lesioni personali pluriaggravate. Le indagini della Polizia sono state avviate dopo la denuncia della dirigente della scuola frequentata dal piccolo.  Le indagini, coordinate dalla Procura distrettuale di Catania ed eseguite dalla sezione Reati contro la persona della Squadra mobile della Questura – si legge in una nota -, hanno permesso di “acquisire, allo stato degli atti, elementi che dimostrerebbero come le cittadine extra comunitarie fermate sarebbero le autrici di gravissime condotte illecite perpetrate ai danni di un minore di soli 5 anni di età”. Le investigazioni sono state avviate dopo la segnalazione alla sala operativa della Questura di Catania il 14 febbraio scorso da parte della dirigente scolastica di un istituto del capoluogo etneo che parlava di “bambino di anni 5 con evidenti frustate nella schiena e nelle gambe”. Il minorenne, immediatamente identificato, ricostruisce la Procura, “presentava incontrovertibili segni di reiterate violenze”.
Trasportato nel pronto soccorso pediatrico dell’ospedale Garibaldi-Nesima di Catania il bimbo che ha ricevuto le cure del caso, una prognosi di 15 giorni, con i medici che hanno riscontrato “presenza di numerose escoriazioni profonde a forma di ‘U’, da verosimili frustate”.
Dalle indagini della Polizia, ricostruisce la Procura, è “emerso che un allarmante quadro dal quale poteva desumersi che i segni di violenza impressi sul corpo del bambino sarebbero stati inferti dall’indagata ventitreenne con dei cavi elettrici e ciò in seguito a banali capricci e non meglio specificate monellerie attribuite al minorenne”. Le sevizie della ‘zia’, che in realtà non avrebbe legami di parentela col piccolo, sarebbero avvenute anche alla presenza della madre che “non si adoperava per evitarle, per impedirle o per segnalarle ai preposti organi istituzionali al fine di scongiurarne ogni possibile reiterazione”.
Le due donne dopo il fermo eseguito da personale della Squadra Mobile sono state condotte nella casa circondariale di Catania. Il gip, accogliendo la richiesta della Procura, ha convalidato il provvedimento applicato la misura cautelare della custodia in carcere. 

Francesca Tufano
   

occhio.com

Napoli, voragine nel quartiere Vomero: due feriti lievi

0

Tragedia sfiorata all’alba, nel quartiere Vomero di Napoli, dove due vetture, una parcheggiata e un’altra in transito, sono state inghiottite da una voragine che si aperta nella zona di san Martino, precisamente al civico 63 di in via Morghen.

Gli occupanti delle auto non hanno riportato gravi conseguenze. Sono stati messi in salvo da due militari dell’Esercito, impegnati in zona per il servizio “Strade sicure”. I militari che erano poco distanti si sono calati nella voragine ed hanno aperto le porte dell’auto consentendo ai malcapitati di uscire e poi di risalire. La Procura sta coordinando i primi accertamenti avviati per fare luce sulle cause del cedimento. A guidare le primissime attività degli agenti della Polizia Locale di Napoli, coordinata dal generale Ciro Esposito, sono i magistrati della VI sezione (procuratore aggiunto Simona Di Monte) dell’ufficio inquirente di Napoli. Le risultanze degli accertamenti sullo smottamento sono propedeutiche all’apertura di un fascicolo.

Dalle prime verifiche sembrerebbe collassata la fogna e risulta spezzata la condotta idrica di carico che è stata chiusa, nella zona di San Martino, e da piazza Vanvitelli a salire è stata quindi interrotta la fornitura di acqua.

In via Kerbaker, sottoposta rispetto al luogo del crollo, si registra una copiosa fuoriuscita di acqua da alcuni terranei ed alcuni appartamenti sono stati allagati. Anche in via Solimena, dove recentemente si era registrato il cedimento di una conduttura idrica, è presente una copiosa fuoriuscita di acqua. Sul posto, oltre i Vigili del Fuoco, presente la Polizia Locale, il 118 e le squadre di Abc. Per motivi precauzionali, si sarebbe reso necessario evacuare a Napoli il palazzo di via Morghen 63, all’angolo con via Bonito, davanti al quale si è aperta la voragine. Lo rende noto l’avvocato Angelo Pisani, presidente di NoiConsumatori.it. “Non è la prima volta che a Napoli succede un episodio del genere”, dice Pisani. “La strada è stata chiusa temporaneamente, – fa sapere – mi chiedo perché non si è fatto un monitoraggio attento e capillare della zona, delle nostre strade, della messa in sicurezza”.

occhio.com

Calestano, scossa di terremoto di magnitudo 3.8

0

Una scossa di terremoto di magnitudo 3.8 è stata avvertita, nel pomeriggio, alle 14.46 nel parmense, con epicentro a Calestano. E’ la stessa zona dove, da settimane, si sta verificando uno sciame sismico con numerose repliche, anche se tutte di lieve entità.

Oggi sono state oltre venti le scosse superiori ai due di magnitudo, fra le quali quella delle 14.46 è stata la più forte. Secondo le prime ricognizioni non si sono registrati danni a cose o persone.
   

occhio.com

Papua Nuova Guinea, nuove violenze tribali: 64 morti

0

 Il capo delle forze di polizia della Papua Nuova Guinea ha detto oggi che il personale aggiuntivo dispiegato nella regione delle Terre alte dove ieri 64 persone sono state uccise durante violenze tribali sarà autorizzato a usare “qualsiasi livello di forza”.

Il commissario David Manning ha affermato che sono in corso “operazioni mirate” per ripristinare “la legge e l’ordine: questo personale ha istruzioni chiare che prevedono l’uso di qualsiasi livello di forza necessario per prevenire ulteriori violenze e ritorsioni”, ha spiegato Manning. 

Violenze tribali in Papua-Nuova Guinea hanno infatti provocato almeno 64 morti, afferma la polizia locale. La strage sarebbe avvenuta in seguito a un’imboscata nella provincia di Enga, nella remota regione delle Terre alte dell’isola-nazione del Pacifico meridionale. Il massacro segnala una grave escalation nella violenza tribale in corso nella zona.

 Le ultime violenze sono avvenute vicino alla città di Wabag, 600 chilometri a nordovest della capitale Port Moresby. Si pensa che l’incidente sia collegato a un conflitto tra i membri delle tribù Sikin e Kaekin. La polizia ha ricevuto video e foto che sembrano provenire dalla scena: mostrano corpi spogliati e insanguinati che giacciono sul ciglio della strada e ammucchiati sul retro di un camion a pianale. I clan della regione delle Terre alte si sono combattuti per secoli in Papua Nuova Guinea, ma l’afflusso di armi automatiche ha reso gli scontri ancora più mortali e ha intensificato il ciclo di violenza.

Il governo ha tentato la repressione, la mediazione, le amnistie e una serie di altre strategie per controllare le violenze ma con scarso successo. L’esercito ha dispiegato circa 100 soldati nell’area, ma il loro impatto è stato limitato e i servizi di sicurezza rimangono in inferiorità numerica e senza armi. Gli omicidi spesso avvengono in comunità remote, con i membri dei clan che lanciano incursioni o imboscate per vendicare attacchi precedenti. I civili, comprese donne incinte e bambini, sono stati presi di mira in passato. Gli omicidi sono spesso estremamente violenti, con vittime uccise a colpi di machete, bruciate, mutilate o torturate. La polizia lamenta di non avere le risorse per svolgere il lavoro, con gli agenti così mal pagati che alcune delle armi che finiscono nelle mani dei membri della tribù provengono dalle forze di polizia. Lunedì gli oppositori del governo del primo ministro James Marape hanno chiesto il dispiegamento di più poliziotti e le dimissioni del commissario della forza. La popolazione della Papua Nuova Guinea è più che raddoppiata dal 1980, mettendo a dura prova il territorio e le risorse e approfondendo le rivalità tribali.

occhio.com

Controlli alterati in favore delle ‘ndrine, sette indagati

0

Alteravano i controlli per favorire la ‘ndrangheta.

Per questo motivo due funzionari dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli di Gioia Tauro e una dipendente di una società di spedizioni sono stati arrestati dai finanzieri di Reggio Calabria con il supporto dello Scico e la collaborazione di Europol e della Dcsa.

I tre, per l’accusa, sarebbero coinvolti in un traffico internazionale di droga aggravato dalla finalità di agevolare la ‘ndrangheta. Complessivamente sono 7 gli indagati dalla Dda reggina, con il supporto di Eurojust, tra i quali anche un terzo funzionario doganale, già arrestato in un’altra operazione nel 2022.
Le misure cautelari sono state disposte dal Gip su richiesta della Dda reggina guidata da Giovanni Bombardieri. In carcere sono stati portati i funzionari dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli Antonio Pititto, di 60 anni, residente a Mileto, addetto al controllo scanner, e Mario Giuseppe Italo Solano, di 51 anni, residente a Limbadi, in servizio all’ufficio antifrode, fino al 2021 addetto al “controllo scanner” e successivamente alla “visita merci”. Ai domiciliari è stata posta Elisa Calfapietra, di 36, residente a Gioia Tauro.

Le indagini sono state condotte dal Nucleo di polizia economico finanziaria-Gico di Reggio Calabria, anche con la collaborazione di personale dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, e dagli esiti sarebbe emerso che i funzionari avrebbero fatto parte di un sodalizio criminale, ora disarticolato, costituito dal responsabile di una ditta di spedizioni, da portuali infedeli e dai referenti delle principali cosche di ‘ndrangheta operanti nell’area della piana di Gioia Tauro.

I doganieri, in servizio in punti nevralgici del dispositivo di controllo, quali il controllo scanner e quello “visivo” mediante apertura dei container, secondo l’accusa, avrebbero consentito l’uscita dal porto di ingentissimi quantitativi di cocaina mediante l’alterazione degli esiti delle ispezioni o l’omessa rilevazione di anomalie nei carichi controllati.

   Tra i documenti rinvenuti dai finanzieri figurano anche precise istruzioni, fornite dai funzionari doganali, su come i narcos sudamericani avrebbero dovuto collocare i panetti di cocaina all’interno dei carichi di copertura, al fine di ridurre sensibilmente la possibilità che questi venissero individuati nel corso dei controlli ordinari. Tra l’altro, secondo quanto sarebbe emerso dalle indagini, se il carico fosse stato comunque scoperto, gli stessi doganieri avrebbero provveduto a fornire all’organizzazione i verbali di sequestro per giustificare la perdita della droga, evitando in tal modo il pagamento di quanto pattuito.

 Uno dei funzionari doganali, inoltre, si sarebbe preoccupato di avvertire i sodali in merito ad eventuali operazioni condotte dalla Guardia di finanza, con l’intento di evitarne l’arresto.

Sono accusati di traffico internazionale di cocaina i due funzionari dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli di Gioia Tauro arrestati stamattina dal Nucleo di polizia economica finanziaria della guardia di finanza-Gico che ha eseguito la misura cautelare nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria.
Stando alle indagini condotte dal colonnello Mauro Silvari, Antonio Pititto e Mario Giuseppe Solano, rispettivamente di 60 e 59 anni, farebbero parte di “un gruppo criminale – si legge nel capo di imputazione – articolato su più livelli, comprensivo di squadre di operatori portuali e doganieri infedeli, dotato di elevatissime disponibilità finanziarie allo scopo di commettere più delitti”. In particolare, quello di “reperire ed acquistare all’estero, importare e trasportare in Italia attraverso le navi cargo in arrivo al porto di Gioia Tauro nonché commercializzare ingenti quantitativi di cocaina”.
Oltre ai due doganieri, e alla dipendente di una società di spedizioni, Elisa Calfapietra, di 38 anni, finita ai domiciliari, nell’inchiesta ci sono altri 4 indagati. Si tratta di Domenico Cutrì di 45 anni, Giuseppe Papalia di 39, Renato Papalia di 27 e Pasquale Sergio di 63 anni.
In particolare, Solano, “in servizio all’ufficio Antifrode, fino al settembre 2021 quale addetto al ‘controllo scanner’ e successivamente quale addetto alla ‘visita merci’ fungeva da tramite fra il gruppo degli ‘esfiltratori'” della cocaina “e il gruppo dei doganieri corrotti”.
Secondo la Dda, diretta da Giovanni Bombardieri, il doganiere arrestato avrebbe garantito “la propria disponibilità, quella dei sodali Mario Pititto e Pasquale Sergio, a svolgere tutte le attività necessarie a consentire ai container contenenti cocaina di superare i controlli e lasciare il Porto di Gioia Tauro”. In questo modo “forniva indicazioni sulle metodologie di importazione più vantaggiose per il gruppo criminale, e più difficili da perseguire per l’Ufficio Dogane e per le forze dell’ordine”. Per il tramite di un altro indagato, inoltre, Solano “indicava ai gruppi sudamericani le modalità di carico dello stupefacente più opportune per occultare la sostanza al
passaggio allo scanner”.
L’altro doganiere arrestato Mario Pititto e l’indagato Pasquale Sergio, infine, prendevano indicazioni da Solano e avrebbero alterato “gli esiti delle scansioni radiogene relative ai container di interesse del gruppo, non segnalando le anomalie emerse durante i controlli e consentendo ai container contenenti cocaina di venire ‘svincolati’ ed uscire dallo scalo portuale di Gioia Tauro”.

occhio.com

Laurea allo studente Filace, morto sull’auto sperimentale esplosa

0

“Noi cerchiamo giustizia perché sicuramente qualcosa non ha funzionato. Ciò che è strano è che stavano in un’auto da provare, su una Tangenziale e non con persone esperte e tute ignifughe. Così, buttati allo sbaraglio. Con prove assurde che secondo me si fanno in laboratorio, in una pista”: è la denuncia di Rosaria Corsaro, la mamma di Fulvio Filace, lo studente che a giugno morì nell’incendio di un’auto sperimentale insieme alla ricercatrice dell’Istituto Stems del Cnr Maria Vittoria Prati. Oggi ha ricevuto la laurea magistrale alla memoria in Ingegneria Meccanica per l’energia e l’ambiente dall’ Università di Napoli Federico II.

In un’aula gremita di studenti, con i familiari in prima fila, tanta commozione. Mancava poco a Fulvio, studente brillante: era impegnato in alcune ore di tirocinio per poi giungere al traguardo della laurea. A tratteggiare un breve profilo di Fulvio, il coordinatore del corso di laurea magistrale Imea e suo tutor, Fabio Bozza. “Era un appassionato di motori, molto attento al suo lavoro”, ha detto, mentre Giuseppe Mazzucco rappresentante degli studenti ha ricordato il suo “sorriso affettuoso”.

A prendere la parola, poi, la madre Maria Rosaria Corsaro: “Oggi Fulvio sarebbe stata la persona più felice del mondo perché si sarebbe avverato il primo dei suoi sogni: la laurea per poi correre nella vita lavorativa. Sarebbe stato orgoglioso di se stesso e sicuramente avrebbe anche ringraziato la sua famiglia per averlo sempre sostenuto e incoraggiato”. E con voce rotta ha proseguito: “Sono fermamente convinta che anche se una persona non c’è più, tutto quello di bello che ci ha lasciato non può finire qui. E che comunque le sue idee, la sua coscienza e intelligenza vivono in ognuno di noi, in tutti quelli che lo hanno amato e apprezzato”.

Tra il pubblico presente anche Maria Bianca Vaglieco direttrice Istituto di Scienze e Tecnologie per l’Energia e la Mobilità Sostenibili (Stems) del Cnr. Al termine della cerimonia la madre di Fulvio ha consegnato un segnalibro con su un frase del figlio. “Un uomo si giudica dalle sue opere e ciò che facciamo in vita riecheggia per l’ eternità”.

occhio.com

Scorrano, bambina di due anni ricoverata perchè positiva ai cannabinoidi

0

Una bambina di due anni è stata ricoverata nell’ospedale di Scorrano, in provincia di Lecce, dov’era stata accompagnata dai genitori per alcuni accertamenti durante i quali è risultata positiva ai cannabinoidi.
A quanto si apprende la bimba sta bene.

La procura dei Minori di Lecce ha però disposto che la piccola non sia dimessa dal reparto di Pediatria in attesa di definire i contorni della vicenda e la posizione dei genitori che risiedono in Salento ma sono nati a Catania.Dopo aver scoperto che la bimba era positiva ai cannabinoidi, il personale sanitario ha chiamato subito i carabinieri che stanno indagando per capire dove e come la piccola abbia assunto cannabis.

occhio.com
dembagroup.com
0FansLike
3,912FollowersFollow
0SubscribersSubscribe

Ultimi Articoli

Avviso sui cookie di WordPress da parte di Real Cookie Banner