Messina, cinque feriti sull’A1

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Cinque feriti, dei quali un sedicenne molto grave ricoverato al Policlinico di Messina.

E’ questo il bilancio di un incidente avvenuto ieri sulla A18 Messina Catania al km all’altezza del centro abitato di Letojanni.
L’auto sulla quale viaggiavano una Smart ForFour, si è schiantata contro le barriere metalliche e si è ribaltata finendo all’interno dello spartitraffico che separa le due carreggiate, rimanendo in posizione verticale con la parte anteriore sul terreno e quella posteriore appoggiata sul guardrail.
La situazione del ragazzo è apparsa subito molto grave e dopo averlo stabilizzato il personale sanitario lo ha condotto in codice rosso al Policlinico di Messina.

occhio.com

Genova, 23enne abusata e rapinata

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Doveva essere un sabato sera come tanti altri.

Ore passate in compagnia con gli amici, poi ‘saluti a tutti e si va a casa’. Ma per una giovane di 23 anni, italiana, l’epilogo è stato diverso. In una via semideserta di Trieste, mentre rincasava, è stata aggredita da due uomini con il volto coperto, che hanno abusato di lei e poi l’hanno rapinata.

Sarebbe stata solo la sua forte opposizione a interrompere la violenza sessuale in atto e a far scappare i due, che allontanandosi l’hanno derubata del portafoglio. Serrate le indagini della polizia, che in queste ore hanno già sentito la giovane e acquisito le immagini della videosorveglianza della zona con l’obiettivo di raccogliere quanti più elementi possibili per individuare e rintracciare gli assalitori.

E’ l’ennesima aggressione sessuale – tra quelle denunciate – a una donna in Italia, che segue a distanza di sole 24 ore quella consumatasi fuori da una discoteca a Milano. Vittima in quel caso una ragazza americana di 20 anni. Ad abusare di lei uno studente italiano di 19, incontrato nel locale e che per agire ha approfittato del fatto che la giovane avesse bevuto.
A Trieste stamattina erano circa le 4 quando la giovane è stata bloccata in strada. In quei minuti stava percorrendo una trasversale di viale D’Annunzio, un’area non troppo distante dal centro città, ma abbastanza lontana da quello che a quell’ora resta della movida.

Una volta liberatasi dai suoi assalitori la 23enne è riuscita a chiamare aiuto e si è recata in pronto soccorso, dove, a fronte di quanto riferito agli operatori sanitari, sono intervenuti gli agenti della Questura di Trieste. La giovane ha già reso una prima testimonianza – la sua versione dei fatti – alla polizia giudiziaria. I reati ipotizzati sono violenza sessuale e rapina. Al momento non si esclude che la 23enne sia stata aggredita principalmente con l’intento della violenza sessuale e solo in un secondo momento sia stata rapinata.
Qualche elemento sull’identità degli aggressori è stato riferito: due uomini alti, che si sono rivolti alla vittima in italiano. Non sarebbero stati armati. Le indagini sono in corso e procedono spedite per dare un nome e un volto ai violentatori.

In una Trieste da sempre considerata sicura l’episodio della scorsa notte arriva quasi come un fulmine a ciel sereno. Soprattutto per le modalità: un’aggressione sessuale subita per mano di due persone incappucciate. Negli ultimi mesi alcuni episodi di aggressioni sessuali in strada erano stati però denunciati, anche da parte di minorenni.
Di recente, le forze dell’ordine avevano ad esempio raccolto le denunce di due donne, molestate sessualmente rispettivamente a bordo di un bus e nell’androne di un palazzo, e avevano arrestato un cittadino afghano di 22 anni. Secondo i dati diffusi dalla Questura in occasione della giornata per l’eliminazione della violenza sulle donne, nel 2023, fino al mese di novembre, in provincia di Trieste erano state denunciate 44 violenze sessuali, quasi tutte avvenute nell’ambito di relazioni in atto o terminate. 

occhio.com

Burkina Faso, attacco in una moschea: decine di vittime

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Diverse decine di fedeli musulmani sono stati uccisi domenica in un “grave attacco” a una moschea di Natiaboani, nella parte orientale del Burkina Faso, nello stesso giorno di un altro attacco mortale contro i cattolici riuniti in una chiesa, secondo quanto ha appreso l’AFP da fonti di sicurezza e locali.

“Persone armate hanno attaccato una moschea a Natiaboani intorno alle 5 del mattino (ora locale) di domenica, uccidendo diverse decine di persone”, ha riferito una fonte della sicurezza.

“Le vittime erano tutti musulmani, per lo più uomini che si erano riuniti nella moschea per pregare”, ha detto un residente locale. Un’altra fonte locale ha spiegato che “i terroristi sono entrati in città nelle prime ore del mattino. Hanno circondato la moschea e sparato sui fedeli che si trovavano lì per la prima preghiera del giorno, molti dei quali sono stati uccisi, tra cui un importante leader religioso”. “Anche gli elementi del distaccamento militare e i Volontari per la Difesa della Patria (VDP, ausiliari civili dell’esercito) sono stati presi di mira da questi gruppi”, ha detto la stessa fonte.

occhio.com

La Cina rafforza il pattugliamento intorno alle Kinmen

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La Cina ha schierato da domenica una flottiglia di navi della guardia costiera per il pattugliamento intorno alle Kinmen, le isole nel controllo di Taiwan ma distanti poche miglia dalla costa del Fujian.

La mossa è un’ultra misura presa in risposta all’incidente del 14 febbraio costato la vita a due dei quattro cinesi a bordo di un peschereccio che era stato speronato, ribaltandosi, da una motovedetta di Taipei impegnata in un inseguimento per impedire le attività in una “zona illegale”.
    La guardia costiera cinese, in una nota, ha spiegato di aver svolto compiti quali i controlli delle navi, la protezione dei pescherecci e l’emissione di avvisi durante le operazioni il cui scopo è stato “di rafforzare la presenza delle forze dell’ordine e di tutelare la sicurezza dei pescatori”.

L’iniziativa ha fatto poi seguito all’annuncio del 18 febbraio secondo cui le autorità del Fujian avrebbero aumentato le pattuglie vicino a Xiamen e a Kinmen per “assicurare l’ordine della navigazione”.
Secondo gli osservatori, tuttavia, l’incidente mortale è da considerasi come una occasione che ha consentito alla Repubblica popolare di aumentare il pressing su Taiwan, considerata una provincia ribelle e parte “inalienabile” del suo territorio da riunificare anche con la forza, se necessario.
Il ministero dell’Agricoltura e degli Affari rurali, inoltre, ha rimarcato la necessità di potenziare i pattugliamenti durante l’alta stagione di pesca per proteggere le vite e le proprietà dei pescatori. L’autorità della guardia costiera del Fujian ha anche condotto domenica un’esercitazione completa delle forze dell’ordine nelle acque vicino a Xiamen e Kinmen domenica pomeriggio con l’obiettivo di testare la risposta rapida e le capacità di gestione delle emergenze delle navi delle forze dell’ordine, secondo la nota della guardia costiera cinese.

occhio.com

Uras arrestato per omicidio volontario

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Le liti in quella casa di via Tiziano a San Gavino, nel Sud della Sardegna, erano una costante.

Lo sapevano bene anche i Carabinieri, intervenuti diverse volte in quello stabile, l’ultima volta 17 febbraio scorso per riportare in casa Maria Atzeni, di 77 anni, dopo che il figlio l’aveva lasciata fuori dalla porta. Allora era stato proposto un trattamento sanitario obbligatorio per quell’uomo, Simone Uras, 44enne, da tempo sofferente di problemi psichici. Ma la madre si era rifiutata di firmare il Tso.

eri sera l’anziana è stata trovata morta nel salone della sua abitazione dove viveva con uno dei figli, Simone, da questa notte rinchiuso nel carcere cagliaritano di Uta con la pesante accusa di omicidio volontario. “Mamma mi ha aggredito e mi sono difeso”, ha detto alla cugina prima di allontanarsi da casa. La donna ha subito avvertito il fratello di Simone che si è recato nella casa e ha trovato la madre a terra, facendo scattare i soccorsi. Purtroppo per Maria Atzeni non c’era più niente da fare: la donna era già morta.

Nel frattempo i Carabinieri del radiomobile di Villacidro si sono messi sulle tracce del 44enne che è stato rintracciato mentre girovagava in auto a Pabillonis, a una decina di chilometri a nord ovest di San Gavino. E’ stato fermato, identificato e portato in caserma. Dopo le formalità di rito è stato trasferito in una cella del carcere a disposizione dell’autorità giudiziaria. Nella casa di via Tiziano, oltre agli operatori del 118, che hanno solo potuto constatare la morte della 77enne, sono arrivati anche gli investigatori dei carabinieri che da ieri notte cercano di capire cosa sia accaduto durante la serata finita nel sangue, forse al culmine di un’ennesima lite col figlio Simone.

Secondo i primi riscontri, l’ipotesi più avvalorata dagli inquirenti è che l’anziana sia stata strangolata, probabilmente a mani nude. Da una primo esame esterno sul corpo della donna non sembrano esserci segni di altre violenze, ma bisognerà attendere l’autopsia per capire cosa sia avvenuto nell’abitazione, ora sotto sequestro.

Nel passato del presunto omicida non ci sono tracce né prove di maltrattamenti fisici sulla madre, ma vengono segnalati ripetute minacce, insulti verbali e atteggiamenti aggressivi nei confronti della vittima. La pm di turno, Nicoletta Mari, affiderà, forse già domani, l’incarico al medico legale per effettuare l’esame autoptico sul corpo della 77enne. E’ anche presumibile che verrà chiesta una consulenza su Simone Uras per i suoi riconosciuti problemi psichiatrici.

Albina Celentano

occhio.com

Poggio Bustone, muore 83enne in un incendio all’interno di un’abitazione

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Poco dopo le 5 di questa mattina una squadra di Vigili del fuoco della sede centrale di Rieti, è intervenuta a causa di un incendio sviluppatosi all’interno di un’abitazione a Poggio Bustone (Rieti) in seguito del quale è morto un uomo di 83 anni. Sono “in fase di accertamento le cause che hanno originato le fiamme, rimaste confinate all’ambiente della camera da letto” riferiscono i Vigili del fuoco. Una donna, presente all’interno dell’abitazione, è riuscita a mettersi in salvo sul balcone ed è stata poi soccorsa dai Vigili del fuoco e dal 118.

“La squadra operativa ha provveduto all’estinzione delle fiamme e alla successiva bonifica e messa in sicurezza dei luoghi. Presenti sul posto i carabinieri per gli accertamenti di competenza ancora in corso” conclude la nota dei Vigili del fuoco.

Kateryna Fruttaldo

occhio.com

Pavullo, carabiniere in pensione barricato in casa con la moglie

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Un carabiniere in pensione si è barricato in casa a Pavullo, in Appennino modenese, e con lui c’è la moglie.

L’uomo, sui 70 anni, aveva fatto un gesto simile il 26 dicembre 2022, quando si era arreso dopo una lunga trattativa.

Sul posto i colleghi dell’Arma e la polizia e sarebbe in corso una mediazione. Non sono chiari i motivi del gesto, né è chiaro se l’uomo sia armato. Il 70enne ha avuto negli ultimi tempi problemi di depressione per cui era stato seguito. Si stanno facendo tentativi per convincerlo a desistere e a Pavullo è presente personale specializzato dell’Arma.

Pasquale D’Ascoli

occhio.com

Scuola, vietati tablet e telefonini

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Stretta su telefonini e tablet alle elementari e medie: il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, anticipa al Foglio le nuove linee guida per la scuola. E dunque nelle prossime linee-guida del ministero il cellulare verrà di fatto vietato alle elementari e alle medie anche per scopi didattici e anche a quelle dell’infanzia.

La decisione, ragiona il ministro, è stata presa sia per questioni di didattica sia perché spesso l’utilizzo improprio di smartphone e tablet diventa nel rapporto tra studenti e docenti un elemento di tensione, che in alcuni casi porta anche all’aggressione del personale scolastico. “Difendere il corpo docente”, dice Valditara, “significa difendere il principio di delega e di autorità che è l’architrave non solo del sistema scolastico ma anche del sistema democratico”. L’Unesco, ricorda il ministro a Il Foglio, ha già raccomandato il divieto di utilizzo di smartphone nelle classi perché se impiegati eccessivamente o in modo inappropriato i telefonini costituiscono un elemento crescente di distrazione che incide sul rendimento scolastico, alimenta la tensione fra studenti e docenti, inficia negativamente sulla memoria, la concentrazione e l’attività formativa del ragazzo. 

occhio.com

Catania, provoca la morte di una prozia per l’eredità

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Avrebbe provocato la morte di una prozia di 80 anni, Maria Basso, facendole ingerire degli spaghetti che la donna non avrebbe dovuto mangiare, dovendosi alimentare solo di cibo tritato, per fare ricondurre il decesso a cause naturali e potere beneficiare della sua eredità.

È l’accusa contestata dalla Procura di Catania a una pronipote di 58 anni della vittima, che è stata arrestata da carabinieri della stazione di Aci Castello e posta ai domiciliari, con l’uso del braccialetto elettronico, per circonvenzione di incapace e omicidio aggravato. Una ricostruzione contestata dall’indagata che, difesa dagli avvocati Carmelo Peluso e Lino Rovetta, si professa innocente e anzi, sostiene, le avrebbe dato “le cure di cui aveva bisogno” e dato da mangiare solo “cibo spezzettato, come le era somministrato nella Casa di riposo in cui era ospitata”.

L’inchiesta, sfociata anche in un’accusa per omicidio, era stata avviata per circonvenzione di incapace dalla Procura di Vicenza nel dicembre del 2022 dopo la denuncia di un cugino di primo grado dell’80enne, l’ingegnere Mario Basso, che assistito dall’avvocato Stefano Rigoni Stern aveva presentato un esposto dopo la ‘scomparsa’ della parente da Asiago, dove viveva. Dopo l’avvio degli atti urgenti il fascicolo era passato, per competenza, ai magistrati di Catania che dopo la morte dell’80enne, una ricca pensionata, ex dipendente della Farnesina, hanno contestato alla pronipote “l’attuazione di un progetto criminale” che sarebbe stato realizzato “facendo dapprima sottoscrivere all’anziana una procura generale e un testamento pubblico con cui, revocata ogni precedente disposizione che prevedeva il lascito a enti di beneficenza, la istituiva quale unica erede universale”.

La vittima, che non era autosufficiente, è morta, il 16 dicembre 2022, in una casa di cura di Aci Castello, dove risiedeva da circa 15 giorni. Il decesso, ricostruisce la Procura di Catania, sarebbe da collegare “all’ingestione avvenuta 5 giorni prima di cibi solidi, per lei fortemente dannosi a causa delle patologie da cui era affetta, che le consentivano di nutrirsi solo attraverso cibi omogeneizzati”. Il movente, è la tesi dell’accusa, è l’eredità di Maria Basso, stimata in circa 500mila euro, tra soldi e gioielli. Custoditi in banca ad Asiago dove la pronipote si sarebbe recata per chiedere di averne accesso, ma ottenendo una risposta negativa e una segnalazione in Procura da parte dell’istituto di credito. La vicenda ha inizio il 4 settembre del 2022, con quella che la Procura di Catania definisce come la ‘strana e improvvisa’ presenza della pronipote alla festa per l’ottantesimo compleanno della vittima ad Asiago che aveva insospettito i congiunti di Maria Basso. Nell’arco di due mesi, “l’indagata avrebbe approfittato dell’affetto e dello stato di forte vulnerabilità della vittima, mostrando sin da subito un fortissimo interesse per il suo patrimonio” e il “2 dicembre del 2022, dopo averle fatto trascorrere la notte in una struttura ricettiva di Asiago, avrebbe costretta l’anziana ad affrontare senza soste il gravoso viaggio in auto fino ad Aci Castello”.

I Carabinieri della locale stazione avviano le indagini dopo l’inchiesta aperta a Vicenza e seguono le vicende dell’80enne. E “fondamentali, spiega il capitano Domenico Rana comandante dalla compagnia dei Carabinieri di Acirele – sono state le dichiarazioni della donna, acquisite il giorno prima del decesso. Ci hanno permesso di ricostruire che lei era stata portata fuori a pranzo dalla pronipote e aveva mangiato un piatto di spaghetti e un dolce, che ne avrebbero poi provocato la morte”. 

occhio.com

Israele, piano per 3300 alloggi in Cisgiordania

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Il premier Benyamin Netanyahu, il ministro della difesa Yoav Gallant ed il ministro delle finanze Bezalel Smotrich hanno deciso di sottoporre alla ‘Commissione suprema per la progettazione’ piani di costruzione di oltre 3300 alloggi in Cisgiordania, dopo l’attentato di ieri a Maaleh Adumin in cui un israeliano e’ stato ucciso.

La radio dei coloni Canale 7 precisa che 2.350 alloggi sono destinati a Maaleh Adumim (presso Gerusalemme), 694 a Efrat e 300 a Keidar (Betlemme).

“Sappia ogni terrorista che vuole uccidere israeliani – ha detto Smotrich – che replicheremo agli attacchi approfondendo il controllo su tutta la terra d’Israele”.

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