Libia, leone ucciso dopo aver seminato il panico tra i cittadini

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Un leone ha seminato il panico oggi nel quartiere Al-Fattayah della città libica di Derna prima di essere ucciso dalle forze di sicurezza.
L’animale è entrato nella casa di un insegnante e della sua famiglia, che hanno subito dato l’allarme.

Il dipartimento di polizia forestale è prontamente intervenuto e un agente è stato attaccato riportando ferite, prima che un altro uccidesse il leone a colpi di arma da fuoco. La famiglia ha denunciato il fatto ed è stato aperto un fascicolo con l’obiettivo di accertare la provenienza dell’animale.
Il fenomeno dell’allevamento di predatori selvatici è molto diffuso nel Paese e costituisce un grave pericolo per l’incolumità pubblica dei cittadini. Lo scorso marzo, un ghepardo in fuga ha seminato panico e terrore tra gli abitanti della città di Masalata e delle città vicine, per poi essere successivamente fermato e ucciso nelle campagne vicine.

Marco Gaudini

occhio.com

Viterbo, arrestato boss turco

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Una task force congiunta di forze dell’ordine italiane e interpol alle 4 di questa mattina ha fatto irruzione in un appartamento in via Cardinal G.

Francesco Gambara nella frazione viterbese di Bagnaia, dove sembra stesse da tempo agli arresti domiciliari e piantonato, il presunto boss della mafia turca Boris Boyun, che intorno alle 5:30 è stato portato via dagli agenti per essere condotto presumibilmente a Milano. Con un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 19 persone di origine turca che vivono in Italia, Svizzera, Germania e Turchia, la Procura di Milano ha smantellato una rete criminale guidata dal presunto boss della mafia turca Baris Boyun, uno degli uomini più ricercati da Ankara. Tra le accuse anche banda armata con finalità di terrorismo, attentato terroristico e omicidio.
Il provvedimento del gip milanese Roberto Crepaldi è stato eseguito all’alba, assieme a un paio di fermi, da centinaia di poliziotti coordinati dall’antiterrorismo milanese, in particolare dal pm Bruna Albertini e dal procuratore Marcello Viola.

Fabiana Pugliese

occhio.com

Velletri, droga ordinata da alcuni detenuti e poi venduta ad altri reclusi

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Una vera e propria piazza di spaccio all’interno del carcere di Velletri, alle porte di Roma.

La droga, ordinata telefonicamente da alcuni detenuti, entrava all’interno dell’istituto di pena nascosta nei pacchi (tra alimenti sottovuoto, vestiti o saponi) e poi veniva venduta ad altri reclusi.

A pagare lo stupefacente erano familiari e amici, alcune volte ignari di tutto, attraverso ricariche su carte prepagate. A scoprire il sistema ben collaudato sono stati i carabinieri della compagnia di Velletri, coordinati dalla Procura, che all’alba hanno eseguito 33 arresti (11 in carcere e 22 ai domiciliari).

Tra loro ci sono sedici persone che erano già in cella. Secondo gli investigatori il giro d’affari, tra gennaio e giugno scorso, ammontava a circa 80mila euro. Ricostruiti anche due episodi di estorsione. In un caso un detenuto avrebbe aggredito un altro per sollecitare il pagamento dall’esterno delle dosi consumate. Un’altra volta, invece, alcuni familiari sarebbero stati addirittura minacciati con una telefonata dal carcere per costringerli a “saldare il conto”.

Le indagini dei carabinieri, inizialmente finalizzate al contrasto dello spaccio nell’area di Velletri e dei Castelli, si sono poi concentrate sulla casa circondariale. Cocaina e hashish, nascosti nei pacchi destinati detenuti, arrivavano all’interno tramite spedizionieri e ogni singola dose costava il doppio rispetto ai prezzi di mercato. A rendere ancor più difficoltosa la ricostruzione dei carabinieri è stata la complessità della rete che era stata messa in piedi sia per la predisposizione dei pacchi sia per il flusso di denaro, versato su carte prepagate intestate a prestanome spesso estranei alla cerchia di contatti dei detenuti.

Per tre volte i militari dell’Arma, con il supporto della polizia penitenziaria, sono riusciti a intercettare i pacchi con dentro gli stupefacenti. Da chiarire, invece, come siano entrati nell’istituto di pena i cellulari usati da alcuni detenuti per comunicare con i familiari, ordinare la droga e anche minacciare i parenti in caso di mancati pagamenti.

Gli arrestati sono accusati, a vario titolo, di detenzione a fini di spaccio, estorsione e accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di detenuti. Oltre cento i carabinieri impiegati all’alba nell’operazione su larga scala, per eseguire le misure cautelari in diverse province italiane, disposte dal gip di Velletri.

Albina Celentano
   

occhio.com

Maltempo, allagamenti nel Modenese

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Sta tornando progressivamente alla normalità la situazione a Vignola nel Modenese colpita dal nubifragio.

Le scuole, che oggi erano state chiuse, riapriranno domani mentre comincia la conta dei danni sul territorio. Nel primo pomeriggio il punto della situazione con l’assessora regionale alla Protezione civile Irene Priolo. Dopo l’intenso lavoro notturno, in mattinata tutte le strade erano già percorribili, mentre i tecnici comunali erano al lavoro per verificare lo stato delle sedi scolastiche.

L’Ospedale di Vignola, che ha subito infiltrazioni al Pronto soccorso e nei locali interrati, ha sempre garantito l’attività. Nel tardo pomeriggio di ieri e nella nottata decine di segnalazioni di scantinati e garage allagati, ma anche tetti che non sono riusciti a reggere la mole d’acqua e hanno allagato le stanze sottostanti. Preoccupano le campagne e soprattutto le ciliegie la cui stagione di raccolta è appena cominciata e su cui gli agricoltori, già pesantemente danneggiati l’anno scorso, riponevano tante speranze. La pioggia iniziata a cadere ieri pomeriggio ha riversato in pochi minuti una quantità d’acqua imponente: oltre 170 millimetri in tre ore, quanto normalmente cade in tre mesi. Le strade sono diventati ruscelli, anche alcune fogne non hanno tenuto. 

Migliaia di persone sono senza acqua potabile da ieri sera nel Bolognese a causa di rotture nell’acquedotto che hanno causato l’interruzione nella fornitura. La zona interessata è quella di Castello di Serravalle, Valsamoggia, comune di quasi 5mila abitanti. “È stato organizzato un punto di distribuzione dell’acqua in piazza del municipio – dice all’ANSA Daniele Ruscigno, sindaco di Valsamoggia – e proprio adesso intorno alle 12 sta cominciando a tornare la pressione. Prevediamo che a sera dovrebbe ripartire la gran parte della alimentazione d’acqua”. Tecnici di Hera sono al lavoro. 

Riaprono domani le scuole a Valsamoggia, ha annunciato il sindaco su Facebook. Rimarrà chiuso un unico plesso nido-infanzia-medie in località Monteveglio dove sono ancora in corso i ripristini.

Rovesci isolati attesi nuovamente nella notte. 

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La Corte penale internazionale chiede il mandato di arresto per Netanyahu

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Il procuratore capo della Corte penale internazionale Karim Khan ha chiesto alla Camera preliminare del tribunale di emettere mandati di arresto contro il premier israeliano Benyamin Netanyahu e il suo ministro della Difesa Yoav Gallant per “crimini di guerra e crimini contro l’umanità” nella Striscia di Gaza dall’8 ottobre 2023.
Khan ha richiesto anche l’arresto dei leader di Hamas Yahya Sinwar, Mohammed Deif, Ismail Haniyeh e Diab Ibrahim Al Masri per “crimini di guerra e contro l’umanità” commessi in Israele e nella Striscia di Gaza dal 7 ottobre 2023, il giorno dell’attacco ai kibbutz israeliani.

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Brasile, uccide i parenti perchè era stato privato del cellulare

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Ha sparato dentro casa alla mamma, al padre e alla sorella per sfogare la rabbia di essere stato privato del cellulare e del computer.

Poi, incurante dei cadaveri, è entrato in cucina, ha pranzato ed è uscito come se nulla fosse per andare in palestra.
Il protagonista del brutto fatto di cronaca, avvenuto a Vila Jaguara, un quartiere della megalopoli brasiliana di San Paolo, è un 16enne adottato che alla polizia ha lamentato di avere sempre avuto cattivi rapporti con la famiglia che lo aveva accolto.
“Farei tutto di nuovo”, ha detto agli agenti, che lui stesso ha chiamato dopo aver commesso il crimine.

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San Severo, sequestrata la giostra precipitata al suolo

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E’ stata sequestrata la giostra che ieri sera a San Severo è precipitata al suolo per il cedimento di alcuni cavi facendo cadere nove ragazzini che in quel momento erano al suo interno.

La notizia è stata confermata dal sindaco di San Severo, Francesco Miglio che ieri sera subito dopo l’incidente si è recato nella zona dove è stato allestito il luna park in occasione della festa patronale in onore della madonna del Soccorso.
Nove i ragazzi rimasti feriti. I due più gravi sono stati trasportati all’ospedale casa Sollievo di San Giovanni Rotondo.
Non sarebbero in pericolo di vita. Gli altri sette che hanno riportato lievi ferite sono stati medicati agli ospedali di San Severo e Foggia. Tutti i coinvolti – stando a quanto dichiarato dal primo cittadino – sono in età adolescenziale e pre adolescenziale. Le loro condizioni sono buone.

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Media Gaza: “Quattro morti in un bombardamento israeliano”

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L’agenzia di stampa palestinese Wafa afferma che quattro persone sono morte ieri sera in un bombardamento israeliano che ha colpito un’abitazione nel sud della città di Gaza, nel quartiere di Sabra.
Il bilancio delle vittime nella Striscia dal 7 ottobre è di almeno 35.562 morti e 79.652 feriti, secondo i dati del Ministero della Sanità locale gestito dal movimento islamista Hamas.

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Campi Flegrei, domani vertice a Palazzo Chigi

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Questa volta è stato diverso.

A Pozzuoli oggi lo dicono tutti. Le oltre 160 scosse – 150 dalle 19.51 alle 0,31 e altre 15 dopo lo sciame – che si sono alternate durante la notte, in primis quella da 4.4 di magnitudo, la più forte degli ultimi 40 anni, hanno messo a durissima prova chi da una vita ha a che fare con il bradisismo.

“Questa volta la paura ci ha sopraffatti ed è stato il caos” racconta Luigi. Sul Lungomare Pertini c’è chi fa footing. Ma accanto, nelle auto parcheggiate, in tantissimi hanno trascorso la notte. Ci sono giovani con i loro amici cani, ci sono anziani, ci sono bimbi. Hanno il volto segnato dalla paura, dalla rabbia prima ancora che dalla stanchezza. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni presiederà domani a palazzo Chigi un vertice interministeriale sulla situazione ai Campi Flegrei dopo lo sciame sismico di ieri sera. Lo annuncia il ministro della Protezione Civile Nello Musumeci sottolineando che sul tavolo ci saranno “eventuali ulteriori interventi da parte del governo, dopo quelli già promossi e in corso di attuazione con il decreto legge dell’ottobre scorso”. “Sono in costante contatto con il presidente del Consiglio Giorgia Meloni – ha aggiunto Musumeci” che segue sin da ieri sera la situazione”.

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Strupro su una nave, arrestati tre francesi

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Doveva essere una festa, una gioia.

Una gita scolastica su una nave da crociera, tra le più belle della grande flotta italiana. E invece quella gita è diventato un incubo per una studentessa di soli 19 anni. Un incubo, uno stupro, la difficoltà di parlarne al comandante della nave prima e alla polizia e infine gli arresti: tre giovani uomini francesi in manette. E sarebbe coinvolto anche un minorenne, che avrebbe partecipato alla violenza. Tutto comincia qualche giorno fa, con la classe di giovani studenti che si imbarcano a Civitavecchia. Tutto fila liscio.

La nave tocca Marsiglia e lì salgono i tre francesi. Poi, una sera, uno dei tre invita con una scusa la ragazza nella sua cabina. E lì inizia l’incubo che, se finisce nei fatti, pure non finirà mai. Una volta scappata via dalla cabina la ragazza ha trovato il coraggio di dire tutto al comandante della nave che a sua volta ha chiamato la polizia. La nave è in navigazione da Marsiglia e viene fatta fermare a Genova: è la polizia di frontiera che ascolta il comandante e la ragazza che verrà subito dopo ricoverata al Galliera. Nell’ospedale genovese i medici hanno confermato la violenza subita.

La procura viene informata e la nave viene bloccata in porto. E’ qui che la polizia, che aveva raccolto il racconto della ragazza, avvia immediatamente le indagini: ascolta testimonianze e equipaggio poi visiona le immagini delle telecamere di sorveglianza. E i filmati mostrano la sequenza temporale dei fatti: la polizia vede il ragazzo francese e la ragazza che entrano in cabina, seguiti subito dopo da altri due giovani uomini e dal minorenne.

I tre adulti e il ragazzino vengono immediatamente individuati, identificati e fermati: il pm di turno dispone gli arresti e per i primi tre scattano le manette. Resta al vaglio la posizione del minorenne, che nel racconto della ragazza avrebbe partecipato alla violenza. Una volta accertati i fatti ed eseguiti tutti gli accertamenti polizia di frontiera ha consentito la ripartenza della nave che ha già ripreso il mare. La ragazza rimane ricoverata al Galliera, dove è stata raggiunta dai familiari. Invece per i tre, in manette, scatta l’accusa di violenza sessuale aggravata.

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