Campobello di Mazara, maestra investita da un furgone

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Una maestra di scuola elementare, Ninfa Indelicato, 64 anni, è stata investita da un furgone condotto da un anziano mentre stava entrando a scuola, nell’Istituto per geometri ‘V. Accardi’ di Campobello di Mazara (Trapani) che ospita alcune classi delle elementari.

Le condizioni della donna sono subito apparse gravissime e la maestra dopo essere stata trasportata all’ospedale di Castelvetrano è morta. Sono intervenuti i carabinieri. 

occhio.com

Firenze, indagato il generale Mori

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Nel giorno del mio 85esimo compleanno ho ricevuto, dalla Procura della Repubblica di Firenze, un avviso di garanzia con invito a comparire per essere interrogato in qualità di indagato per i reati di strage,
associazione mafiosa e associazione con finalità di terrorismo internazionale ed eversione dell’ordine democratico”.

Lo rende noto il generale dei carabinieri Mario Mori che ha appreso di
essere sotto inchiesta per gli attentati di Firenze, Milano e Roma del 1993. 

“Quelle a mio carico, com’è agevole a tutti comprendere, sono accuse surreali e risibili se tutto ciò non fosse finalizzato alla gogna morale che sarò costretto a subire ancora per chissà quanti anni” ha commentato. “Basti pensare alla circostanza – aggiunge – che, a Palermo, mi hanno processato per 11 anni, con l’accusa di aver ‘trattato’ con la mafia e siglato un accordo con Bernardo Provenzano per far cessare le stragi. La sentenza di condanna, in primo grado a 12 anni, poi spazzata via da quella di appello e di Cassazione, affermava che avrei ‘esortato’ e, quindi, sollecitato i vertici mafiosi a comunicare le condizioni per ritornare alla situazione di pacifica convivenza … che si era protratta sino alla conferma delle condanne all’esito del maxi processo’ e, dunque, per non commettere più le stragi”.

“La sentenza di appello, nell’assolvermi, ha riconosciuto che la mia condotta ‘ebbe come finalità precipua ed anzi esclusiva quella di scongiurare il rischio di nuove stragi’

occhio.com

Bologna, 69enne svuota il conto dello zio: indagata per circonvenzione di incapaci

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Approfittando della età avanzata e delle condizioni di salute dell’anziano zio, si era fatta fare una delega per operare sul suo conto corrente e lo ha completamente ripulito.

La donna, una 69enne bolognese, è stata indagata per circonvenzione di incapace dai carabinieri del nucleo investigativo di Bologna, che le hanno sequestrato oltre mezzo milione di euro.

L’indagine è stata avviata circa un anno fa dopo che la figlia del 94enne proprietario delle somme, rientrata a Bologna dall’estero dove vive in occasione del funerale del padre, ha scoperto che sul conto del genitore erano stati eseguiti diversi movimenti bancari, tra cui prelievi, bonifici nazionali e internazionali e trasferimenti di titoli, per centinaia di migliaia di euro. Alla fine il saldo era di appena 100 euro.

Nel corso delle indagini i carabinieri hanno scoperto che, qualche anno prima della morte dell’anziano, la nipote lo aveva indotto a farle una delega, che la autorizzava a operare incondizionatamente sul conto corrente. Nei giorni scorsi il Gip ha così disposto il sequestro preventivo della somma di 521.520 euro trovati nella disponibilità della 69enne. 

occhio.com

Portogruaro, sette persone ferite in uno scontro fra tre auto

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Sette persone sono rimaste ferite in seguito ad uno scontro tra tre auto a Portogruaro (Venezia).

L’incidente è avvenuto ieri, poco prima di mezzanotte ad un incrocio del comune veneziano nel quale sono rimaste coinvolte una Bmw, un’Opel Corsa e un’Audi Rs 3. Le squadre dei vigili del fuoco arrivate dal locale distaccamento, da Latisana e Portogruaro con l’autogrù, hanno messo in sicurezza i mezzi, tutti finiti fuoristrada tra cui una in un campo agricolo. Gli operatori, utilizzando cesoie, divaricatori e martinetti idraulici, hanno estratto tre persone, rimaste incastrate negli abitacoli. Tutti e 7 i feriti sono stati stabilizzati dai sanitari del Suem intervenuti con più ambulanze e l’elicottero e trasferiti in diversi ospedali: due persone in codice rosso, 3 in giallo e due in verde.
I carabinieri hanno deviato il traffico ed eseguito i rilievi del sinistro. Le operazioni di soccorso dei vigili del fuoco sono terminate alle prime ore di oggi.
   

occhio.com

Kharkiv, 16 morti per un doppio attacco delle forze russe

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E’ salito a cinque morti e 16 feriti il bilancio di un doppio attacco lanciato ieri dalle forze russe su un centro ricreativo nella comunità di Malodanyliv nel distretto di Kharkiv, nell’omonima regione nell’Ucraina nord-orientale: lo hanno reso noto su Telegram il capo dell’amministrazione militare regionale, Oleg Sinegubov, e il sindaco della città, Igor Terekhov.

E’ stato colpito un “obiettivo civile”, ha sottolineato Sinegubov, aggiungendo che tra i feriti c’é anche un bambino di otto anni con ferite lievi, mentre otto persone sono in gravi condizioni. Sono rimasti feriti anche gli operatori di un’ambulanza: un paramedico e un autista. Secondo Sinegubov, infatti, si è trattato di un “doppio attacco” con due missili Iskander-M, volto a colpite anche i soccorritori giunti sul posto dopo il lancio del primo missile. Secondo Terekhov, è stato colpito un centro ricreativo e non una casa di riposo come riportato in precedenza.

Due persone sono morte e cinque sono rimaste ferite in un altro attacco lanciato dalle forze russe nella regione di Kharkiv, nell’Ucraina nord-orientale: lo ha reso noto su Telegram l’amministrazione militare regionale, come riporta Ukrinform. Il fuoco di artiglieria russo ha colpito il villaggio di Novoosynove, nel distretto di Kupiansk intorno alle 10:00 (le 9:00 in Italia), precisa l’amministrazione. 

Le forze di difesa ucraine hanno distrutto la notte scorsa un dragamine della flotta russa del Mar Nero: lo ha reso noto su Telegram la Marina militare ucraina, come riporta Ukrainska Pravda. “La notte scorsa le forze di difesa ucraine hanno distrutto un dragamine della Marina russa del Progetto 266-M Kovrovets – si legge nel messaggio -. Le Forze Navali delle Forze Armate dell’Ucraina, insieme ai loro compagni, continuano ad avvicinarsi alla Vittoria”. I ‘Kovrovets’, di classe ‘Natya’, sono una versione più aggiornata di un gruppo di dragamine costruito per la Marina sovietica e per l’export durante gli anni Settanta e Ottanta (ne vennero costruiti 58). La designazione sovietica era ‘Progetto 266-M Akvamarin’. Il dragamine distrutto – lungo 61 metri e con 68 membri di equipaggio – differiva dai suoi predecessori di era sovietica per le attrezzature più avanzate per la ricerca e la distruzione delle mine, nonché per un campo acustico ridotto.

L’esercito di russo ha perso 10.000 soldati in una settimana di combattimenti in Ucraina, oltre a quattro aerei e un elicottero: lo ha reso noto su Telegram il comandante delle forze di terra ucraine, Oleksandr Pavlyuk, come riporta Rbc-Ucraina. Le perdite, ha spiegato Pavlyuk, si riferiscono alla settimana dal 12 al 19 maggio, periodo in cui sono stati distrutti inoltre 122 carri armati, 255 veicoli da combattimento corazzati, 215 sistemi di artiglieria, 10 missili da crociera e 245 droni di tipo tattico-operativo.

Le forze russe mirano a catturare le città di Chasiv Yar e Vovchansk, rispettivamente nelle regioni ucraine di Donetsk (est) e Kharkiv (nord-est): lo scrive l’Istituto per lo studio della guerra. Secondo il rapporto del centro studi statunitense, i russi hanno recentemente intensificato i loro sforzi per catturare Chasiv Yar, un obiettivo importante dal punto di vista operativo, cercando di sfruttare il modo in cui le operazioni offensive nel nord del Kharkiv – nonchè quelle in corso in tutta l’Ucraina orientale – hanno generato una maggiore pressione a livello di teatro sulle forze ucraine. Un assalto del 4 aprile scorso è stato seguito da un’intensificazione delle operazioni offensive vicino alla città e i recenti assalti meccanizzati russi nell’area indicano probabilmente un’intensificazione generale degli sforzi russi per catturare Chasiv Yar, commentano gli analisti dell’Isw. La presa di questa città sarebbe importante dal punto di vista operativo, poiché fornirebbe alle forze russe posizioni favorevoli per lanciare successive operazioni offensive contro Kostyantynivka e Druzhkivka, città che formano la porzione meridionale di una cintura difensiva ucraina che costituisce la spina dorsale della difesa di Kiev nel Donetsk. Inoltre, i russi stanno danno la priorità alla cattura di Vovchansk, che sarà probabilmente uno dei restanti obiettivi tattici della prima fase delle operazioni offensive nel Kharkiv. Secondo il think tank, il comando militare russo probabilmente ha scelto Vovchansk come uno degli obiettivi tattici chiave della prima fase dell’operazione offensiva in questa regione poiché la città è il più grande centro abitato direttamente al confine con la Russia, che fornirebbe alle forze di Mosca una testa di ponte vicino alle sue retrovie per preparare e lanciare la seconda fase dell’offensiva.

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Afghanistan, tre turisti spagnoli uccisi in un attacco terroristico

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Il gruppo dello Stato Islamico ha rivendicato l’attacco contro un gruppo di turisti, tra cui tre spagnoli, uccisi a colpi di pistola nella località di Bamiyan, in Afghanistan.

Lo riferisce una nota dello stesso gruppo.
In una dichiarazione pubblicata sui suoi canali Telegram, il gruppo jihadista ha affermato che “i combattenti hanno sparato con le mitragliatrici contro i turisti cristiani e i loro compagni sciiti” venerdì a Bamiyan, città montuosa dell’Afghanistan centrale. Le vittime sono state colpite mentre si trovavano nel bazar di questa città turistica a circa 180 km da Kabul. L’attacco ha preso di mira “un autobus di turisti provenienti dai Paesi della coalizione”, ha dichiarato il gruppo jihadista, riferendosi alla coalizione internazionale a guida americana per sconfiggere l’Isis in Iraq e Siria. Questa azione “è in linea con le direttive della leadership” del gruppo “di prendere di mira i cittadini dei Paesi della coalizione ovunque si trovino”, prosegue la nota. Questo attacco mortale è apparentemente il primo contro turisti stranieri dal ritorno al potere dei Talebani nell’agosto 2021 in Afghanistan, dove ci sono poche rappresentanze diplomatiche straniere.

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Campania, nove arresti domiciliari per traffico illecito di rifiuti

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Nove arresti domiciliari, con un sequestro preventivo di quattro società, il sequestro preventivo del profitto pari a circa due milioni e mezzo di euro e 41 indagati (oltre a nove persone giuridiche) in diverse regioni d’Italia, per i reati di associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti, attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti, traffico illecito transfrontaliero di rifiuti, smaltimento illecito di rifiuti, sostituzione di persona e trasferimento fraudolento di valori.

È il bilancio dell’operazione della squadra mobile della Questura di Frosinone e il Nucleo investigativo di polizia ambientale agroalimentare e forestale del Gruppo carabinieri forestale di Frosinone che hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari, emesso dal Gip presso il tribunale di Roma su richiesta della competente Procura – Dda.

Sono quattro le società sequestrate.
Tutto è nato dall’incendio alla Mecoris, talmente vasto e violento da portare nel 2019 il sindaco di Frosinone ad ordinare la chiusura delle finestre, il blocco della circolazione ed ipotizzare l’evacuazione dell’area. Gli accertamenti hanno portato ad ipotizzare che dietro all’impianto incendiato in Ciociaria agissero degli amministratori occulti che ricevevano i rifiuti da società campane.
I rifiuti campani passavano le maglie dei controlli cambiando il loro codice identificativo (Eer): in questo modo i rifiuti urbani venivano riclassificati come speciali rendendoli smaltibili fuori regione. Il tutto con un doppio guadagno: per chi smaltiva i rifiuti (e veniva pagato per lo smaltimento), ma in realtà gli cambiava solo codice, e per chi li riceveva con il nuovo codice ‘Cer 19 12 12’ che indica rifiuti molto difficili da gestire e costosi da smaltire. E per questo veniva pagato mentre in realtà si trattava di normali rifiuti urbani.
   

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Benevento, rivolta in carcere: feriti due agenti

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“Altissima tensione” nel carcere di Benevento, dove – segnala il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe – “è in atto una violenta rivolta da parte di alcuni dei detenuti ristretti.

Una situazione incandescente, con una Sezione detentiva distrutta e due agenti di Polizia Penitenziaria feriti dai detenuti armati per fronteggiare gli Agenti”.

“La situazione è molto grave”, afferma Tiziana Guacci, segretario del Sappe. “Ci arrivano da Benevento segnali allarmanti di una crescente tensione, con i detenuti comuni del quarto piano che, per futili motivi, hanno devastato la rotonda, computer, vetri e tutto quello che c’era. In prima battuta sembrerebbe che hanno preso in ostaggio dei colleghi, due sono stati accompagnati in ospedale. La situazione è molto critica e sul posto sono presenti anche operatori delle altre forze di polizia”.

“Mi sembra evidente – prosegue Guacci – che c’è necessità di interventi immediati da parte degli organi ministeriali e regionali dell’Amministrazione penitenziaria, che assicurino l’ordine e la sicurezza in carcere a Benevento tutelando gli agenti di Polizia penitenziaria che vi prestano servizio. Ed è grave che non siano stati raccolti, nel corso del tempo, i segnali lanciati dal Sappe sui costanti e continui focolai di tensione nelle carceri campane”. Il segretario generale del Sappe Donato Capece giudica la condotta dei detenuti ancora in rivolta “irresponsabile e gravissima. Sono quotidiane le nostre denunce con le quali evidenziamo che le carceri in Campania sono ad alta tensione. Alla teoria di chi parla di carceri conoscendoli poco, ossia dalla parte della Polizia Penitenziaria, vogliamo rispondere con la concretezza dei fatti. Che parte da un dato incontrovertibile: la Polizia Penitenziaria continua a ‘tenere botta’, nonostante le quotidiane aggressioni. I problemi del carcere sono reali, come reale è il dato che gli eventi critici nei penitenziari sono in aumento. È sotto gli occhi di tutti che servono urgenti provvedimenti per frenare la spirale di tensione e violenza che ogni giorno coinvolge, loro malgrado, appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria nelle carceri italiane e della Campania, per adulti e minori. Come dimostra quel che sta succedendo nel carcere di Benevento”. 

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Morte Raisi, Theran apre un’indagine sulle cause dell’incidente

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Il capo di stato maggiore dell’esercito iraniano, Mohammad Bagheri, ha ordinato l’apertura di un’indagine sulle cause dell’incidente in elicottero che ha ucciso il presidente Ebrahim Raisi e le altre sette persone a bordo, tra cui il ministro degli Esteri Hossein Amirabdollahian.
Bagheri ha ordinato “a un comitato di alto rango di avviare un’indagine sulle cause dell’incidente dell’elicottero del presidente”, ha riferito l’agenzia di stampa Isna.

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Napoli, apre un campo di calcio nel quartiere Secondigliano ma solo se si va a scuola

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Da oggi potrà essere frequentato dai ragazzi del quartiere, fino a non molti anni fa territorio di clan, ma lo potranno fare solo se vanno a scuola.

Chi lo frequenterà, infatti, dovrà mostrate ogni quadrimestre la pagella e se ci sono delle lacune nel profitto sarà aiutato a superarle. Attraverso lo sport, insomma, si punta anche a prevenire il fenomeno dell’evasione scolastica. È il campetto di calcio inaugurato oggi alle spalle del rione dei Fiori, a Secondigliano, il quartiere di Napoli teatro una decina di anni fa di una cruenta guerra di camorra, con tanti morti ammazzati per il controllo dello spaccio di droga.

Il campetto è stato riqualificato grazie a una sottoscrizione avviata da ‘Il Fatto quotidiano’ che ha visto 500 persone – lettori del giornale da ogni angolo di Italia – mettere insieme 26mila euro. La somma necessaria per la risistemazione del terreno di gioco mentre una ditta di Castellammare di Stabia, la Vuolo Group, si è fatta carico del ripristino delle recinzioni.
Il campo, circa mille quadrati, che sorge al limite del parco comunale “Laudati”, era abbandonato da tempo. Il ripristino è stato voluto fortemente dall’associazione sportiva dilettantistica “Asd Secondigliano”. Vi potranno accedere tutti i ragazzi del quartiere ma, come detto, ad unica condizione: che vadano a scuola e studino. Il solo contributo richiesto è di dieci euro all’anno per la copertura dei costi della polizza assicurativa.

Il campo è stato inaugurato, nel corso di una cerimonia denominata “Un calcio alla camorra”, che è stata una vera giornata di festa nel quartiere con tante mamme che vi hanno partecipato accompagnando i loro figli. Presenti, tra gli altri, il procuratore nazionale antimafia Gianni Mellillo, l procuratore di Napoli Nicola Gratteri, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, la vicedirettrice del Fatto Quotidiano Maddalena Oliva, la presidente della Fondaziome del Fatto Quotidiano, Cinzia Monteverdi e Vincenzo Strino, presidente dell’Asd Secondigliano.

“È un’iniziativa molto importante perché anche così si porta legalità” ha detto il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, parlando con i giornalisti a margine della cerimonia di inaugurazione del campo di calcio. “L’obiettivo è sempre stato quello di restituire alle regole, passo dopo passo, fette di territori”, ha proseguito il sindaco. Prendendo la parola nel corso della cerimonia, Manfredi ha anche ricordato che è stato necessario superare alcuni ostacoli di carattere burocratico per l’utilizzo di fondi privati per un intervento in un bene pubblico. Ostacoli che hanno finito per allungare i tempi, ma nell’ultimo mese c’è stato un sprint finale anche grazie agli 11 operai della ditta incaricata che hanno lavorato senza sosta. Il Comune sarà accanto all’associazione “Asd Secondigliano” per la manutenzione, ha assicurato il sindaco, che è intervenuto con l’assessore allo Sport Manuela Ferrante, annunciando che potrà essere messa a a disposizione anche un’altra piccola struttura che sorge a poca distanza, al limite del parco pubblico Laudati. L’amministrazione comunale, ha concluso il sindaco, “è sempre accanto ai cittadini perbene di Napoli, in ogni quartiere, che sono la stragrande maggioranza, qui come altrove”.

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