Lacorotondo, ritrovato il bambino scomparso ieri

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Alla fine, dopo ore di ricerche serrate, Il piccolo è stato ritrovato. Sta bene, nonostante una piccola ferita sulla fronte che, probabilmente, si è procurato cadendo. Tutta Locorotondo lo ha cercato per oltre otto ore, con il fiato sospeso. In tantissimi si sono mobilitati per rintracciare quel bambino di nemmeno due anni del quale si erano perse le tracce da questa mattina.
In queste otto ore il piccolo ha camminato per circa quattro chilometri prima di essere visto e riconosciuto dal titolare di una serigrafia, che ha immediatamente allertato le forze dell’ordine consentendo così alla sua famiglia e all’intera città di tirare un sospiro di sollievo.
«Desideriamo esprimere la nostra profonda gratitudine a tutti voi per la straordinaria solidarietà e il supporto dimostrato durante queste ore di apprensione. La risposta della nostra comunità è stata eccezionale» ha commentato il sindaco di Locorotondo Antonio Bufano, tra i primi a raggiungere l’abitazione del bambino, ringraziando anche il lavoro dei giornalisti per l’aiuto «in questa triste giornata finita a lieto fine».

Francesca Tufano

occhio.com

Olimpiadi, oro dell’Italia nella Spada donne

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Al Grand Palais, dove in un infinita eco di quello che succede in tutti gli impianti gli spettatori volevano intonare la Marsigliese, risuonano invece le note dell’inno di Mameli. A Parigi sventola alto il tricolore, ma è quello bianco, rosso e verde. Quello francese è un po’ più sotto, nello spazio riservato all’argento.

La spada dell’Italia femminile diventa tutta d’oro. Nel meraviglioso impianto, a pochi metri dagli Champs-Elysées e con la Torre Eiffel a cinque cerchi sullo sfondo, Alberta Santuccio, Rossella Fiamingo, Giulia Rizzi e Mara Navarria hanno fatto una magia, trasformando il boato continuo degli ottomila spettatori padroni di casa in un silenzio assordante. 30-29 all’overtime (il minuto supplementare) con l’ultima, meravigliosa stoccata di Santuccio. E’ il risultato di una finale che, all’ora di cena di una caldissima sera d’estate, fa gioire l’Italia.

Il medagliere azzurro, sempre più luccicante, è salito a undici medaglie: tre ori, quattro argenti e quattro bronzi. Nella parte iniziale della giornata, le azzurre testa di serie numero 1 del tabellone a 8, avevano strapazzato prima per 39-26 l’Egitto e poi 45-24 la Cina (poi sconfitta dalla Polonia nella finale per il bronzo). Nella finalissima, dopo il buon inizio di Santuccio (3-2) sono stati il secondo e il terzo assalto a spingere le francesi sul primo consistente vantaggio (9-5). A quel punto, quindi, il ct azzurro Dario Chiadò ha provato a mischiare le carte, inserendo la riserva Navarria al posto di Fiamingo che aveva chiuso sullo 0-3 la sua frazione contro Coraline Vitalis: una decisione decisiva. E’ stata prima Rizzi, con un settimo assalto da 5-2 contro la stessa Coralis, a riportare le azzurre vicine alle transalpine (21-20). Ma poi il capolavoro di Navarria ha dato pienamente ragione alla scelta di Chiadò, chiudendo l’ottavo assalto in vantaggio sul 24-23.

Nel nono e spettacolare ultimo assalto, pedana per Santuccio e Auriane Mallo-Breton: nel frastuono del Gran Palais la francese ha riportato la sua squadra sul 29-28, ma Santuccio ha dimostrato di essere una vera campionessa, pareggiando prima a 13 secondi dallo scadere e mettendo poi nell’overtime la stoccata che fa la storia e che ha fatto esplodere la gioia delle azzurre, abbracciate anche dal presidente del Coni, Giovanni Malagò. Per le francesi tante lacrime amare e, comunque, applausi, almeno fino a quando in tanti hanno lasciato l’impianto nel cuore di Parigi senza assistere alla premiazione. Troppo triste perdere così un oro. Troppo bello vincere un oro in questa maniera.

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Abu Mazen: “L’uccisione di Haniyeh è un atto codardo e pericoloso”

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“Un atto codardo e uno sviluppo pericoloso”. Così il presidente palestinese Abu Mazen, citato dalla Wafa, ha condannato l’uccisione del capo politico di Hamas a Teheran Ismail Haniyeh. Abu Mazen ha quindi invitato “il popolo palestinese e le forze popolari all’unità, alla pazienza e alla fermezza di fronte all’occupazione israeliana”.

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Arrestato il latitante Salvatore Mari

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E’ stato inserito il 19 luglio nella lista dei “latitanti pericolosi” del Ministero dell’Interno: Salvatore Mari, detto “o’ tenente”, 47 anni, è stato arrestato dai carabinieri del comando provinciale di Napoli mentre era a bordo di una auto preceduta da una vettura di scorta.

Il ricercato si nascondeva in una villetta di Castel Volturno, in provincia di Caserta.

Altre sei persone, che gli facevano da scorta e che assistevano nella sua latitanza sono stati denunciati per favoreggiamento.
Inizialmente si riteneva potesse nascondersi nel rione Monterosa – roccaforte del clan Abbinante, al quale è ritenuto affiliato – ma in realtà si spostava continuamente.
La svolta questa notte quando i carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale partenopeo, con il supporto dei carabinieri della compagnia Stella, hanno rintracciato il 47enne a Giugliano in Campania mentre percorreva via Ripuaria a bordo di una mini cooper giallo con a bordo due incensurati. L’arresto non è stato semplice. I carabinieri hanno bloccato l’auto con a bordo il 47enne non prima di aver fermato un’altra auto che fungeva da staffetta e nella quale c’erano altre due persone, anche loro incensurate.
I militari dell’Arma – grazie ad una complessa attività di indagine di web patrolling, attività tecniche e tradizionali – una volta preso il latitante hanno individuato e raggiunto il covo dove il 47enne si nascondeva: una villetta a Castel Volturno in provincia di Caserta. Lì i carabinieri hanno trovato altre due persone, anche loro incensurate, rinvenendo e sequestrando 500 grammi di marijuana, la somma contante di 9.920 euro, un lampeggiante, manette, finte palette delle forze dell’ordine e infine alcune parti di uniformi simili a quelle delle forze di polizia.

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Groenlandia, ricercatore tedesco attaccato da un orso polare

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Un ricercatore tedesco è stato attaccato da un orso polare sull’isola di Traill, nella parte orientale della Groenlandia.

La polizia locale ha reso noto che l’uomo è stato trasportato in un ospedale in Islanda, dove si trova attualmente in condizioni stabili. L’orso polare è stato abbattuto.
L’agenzia di stampa danese Ritzau riporta che la squadra del Wwf, che pattuglia il centro abitato di Ittoqqortoormiit, più a sud rispetto al luogo dell’attacco, è già al lavoro. Il Wwf cerca di spaventare per gli orsi per allontanarli dalla zona abitata, evitando così che vengano abbattuti. Solitamente l’operazione parte a metà agosto e dura fino a gennaio ma quest’anno l’inizio dell’operazione è stata anticipata di diverse settimane. Questo avviene in seguito a denunce da parte degli abitanti di Ittoqqortoormiit, un paesino artico con circa 530 residenti, che hanno avvistato orsi polari aggirarsi in prossimità delle abitazioni.

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Enna, emesse 13 ordinanze cautelari per droga

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Facevano entrare la droga e i telefonini dentro buste di plastica che venivano legate con un laccetto al drone che le recapitava direttamente sul davanzale della cella nel carcere Luigi Bodenza di Enna.

Una consegna costava 2500 euro ma si poteva accedere allo sconto se le consegne erano due, con 3500 euro. L’inchiesta ha portato a 13 misure cautelari disposte nei confronti di altrettante persone, 8 delle quali (tra cui un minorenne all’epoca dei fatti) destinatarie della misura della custodia cautelare in carcere, e 2 destinatarie della misura degli arresti domiciliari. Ad altri 2 indagati è stata applicata la misura dell’obbligo di dimora e nei confronti dell’unico indagato ancora minorenne è stata disposta l’applicazione della misura del collocamento in idonea comunità. Tutti sono accusati a vario titolo di traffico, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti e di accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti.
L’operazione è stata portata a termine dal nucleo investigativo regionale della Polizia penitenziaria di Palermo e quella di Enna, coordinati dal servizio centrale operativo della Polizia di Stato e dal nucleo investigativo centrale della Polizia Penitenziaria ha coinvolto anche le squadre mobili di Catania, Siracusa e Catanzaro.
Fondamentale, come sottolineato in conferenza stampa dalla procuratrice Stefania Leonte, il ruolo dei familiari, e in particolari quello delle mogli dei detenuti, che facevano da ponte tra l’esterno e il carcere. Gli ordini su quantitativi e cellulari venivano impartiti direttamente dai detenuti che poi all’interno del carcere spacciavano la droga, cocaina, e hashish e i telefonini. 

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Sardegna, un vasto incendio minaccia alcune abitazioni nel Nuorese

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Un “circolo vizioso”: gli incendi devastano i boschi, aumentano le temperature, piove sempre meno e avanza l’emergenza idrica che desertifica le campagne abbandonate dove per 10 anni non si potrà pascolare se sono sono state percorse dalle fiamme.

In questo 2024 in Sardegna si contano già oltre 4mila ettari andati in fumo, a cui si aggiungono gli ultimi incendi di questi giorni che fanno lievitare il dato.

Solo tra ieri e oggi almeno 800 ettari tra sughere e roverelle sono andati distrutti in un vasto rogo che ha impegnato la macchina antincendio regionale (tre elicotteri leggeri e due Super Puma) e quattro Canadair tra Nuoro e Orune, lambendo anche le campagne di Orani, Benetutti e Orotelli, dove pochi giorni fa un altro rogo si è divorato 450 ettari di bosco e macchia mediterranea. I soccorsi – Corpo forestale, agenzia Forestas, Protezione civile, volontari e vigili del fuoco – hanno lavorato per due giorni, anche di notte, contro fiamme alte decine di metri e tre fronti di fuoco estesi anche 7 km, avanzando verso aziende agricole e minacciando anche la zona industriale del capoluogo barbaricino.

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Ucciso in Iran il capo di Hamas

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Hamas ha comunicato la morte del suo leader Ismail Haniyeh in seguito a un raid israeliano contro la sua residenza a Teheran.

Haniyeh era capo dell’ufficio politico di Hamas dal 2017. Inoltre è stato primo ministro dell’Autorità nazionale palestinese dal 2006 al 2007 e capo dell’amministrazione della Striscia di Gaza dal 2014 al 2017.

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India, il numero delle vittime per le frane sale a 106

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Mentre il bilancio delle vittime delle devastanti frane che hanno colpito in Kerala il distretto di Wayanad sale a 106, e pare destinato ad aumentare per il grande numero di persone ancora irreperibili, il governatore dello stato Pinarayi Vijayanha ha invocato l’aiuto dell’esercito.

Almeno 3.000 persone sono state accolte nei 45 campi tendati allestiti dalla Protezine Civile.
Secondo le autorità, tra le vittime molti erano lavoratori stagionali impiegati nelle piantagioni di tè e cardamomo che costellano la zona, e che di solito dormono in tende o baracche allestite alla meglio nelle fattorie.
Il premier Narendra Modi, che su X si è detto devastato dall’accaduto, ha annunciato un risarcimento di 200 mila rupie, (circa duemila euro) per le famiglie di ciascuna vittima e di 50mila rupie per ogni ferito.
La zona era nota per la bellezza dei suoi paesaggi collinari e dei villaggi, tra cui Mundakkai, Chooralmala, Attamala e Noolpuzha, che si sono trasformati, nelle prime ore del mattino, in una landa grigia ricoperta di fango, con le case spazzate via, grossi massi che ostruiscono le strade e automobili e camion inchiodati capovolti ai tronchi degli alberi.
La pioggia continua a cadere insistentemente in tutta l’area, complicando le operazioni di soccorso: l’Istituto Meteorologico Indiano ha emanato l’allerta rossa per cinque distretti e una arancione per altre sette zone, avvertendo che le piogge monsoniche proseguiranno particolarmente intense per i prossimi cinque giorni.

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Meloni: “La Cina non deve appoggiare la Russia”

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“Sicuramente noi siamo stati abbastanza chiari nel porre la questione” del sostegno della Cina alla Russia, “provando a ragionare insieme su quali siano gli interessi che ciascuno ha. Io penso che la Cina non abbia alcuna convenienza in questa fase a sostenere la capacità industriale russa, anche se come sappiamo non interviene direttamente, è evidente che questo crea una frizione perché lo abbiamo scritto in tutti i modi possibili e immaginabili e lo abbiamo ribadito e io spero che ci si renda conto che questa nazione può giocare veramente un ruolo dirimente”.

Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni a proposito dell’incontro con Xi Jinping rispondendo alle domande della stampa italiana a Pechino, sottolineando che “il presidente Xi diceva ieri che la Cina lavora sempre per la convivenza pacifica tra i popoli, ecco mi piacerebbe che si facessero dei passi in questo senso”.

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