Latina, due morti in un grave incidente stradale

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Un grave incidente stradale che ha visto coinvolte quattro auto si è verificato intorno alla mezzanotte in strada Acque Alte, non lontano dalla rotonda di borgo Piave, alle porte della città di Latina: il bilancio è di due ragazzi morti e tre feriti.

Per cause ancora in fase di accertamento da parte della Polizia stradale di Aprilia, una Toyota Ch-r con a bordo cinque giovani e che viaggiava verso borgo Podgora ha centrato una minicar che usciva da strada Acqua Bianca, colpendo poi una Nissan Qashqai che procedeva nella stessa direzione e sfiorando una Lancia Ypsilon, che a sua volta ha colpito un palo della luce. La Toyota si è schiantata contro un albero al di fuori della carreggiata, per poi finire la sua corsa nuovamente in strada, dove si è ribaltata al centro della via. Immediato l’intervento di diverse ambulanze del 118, accompagnate da un auto medica, oltre ai Vigili del fuoco per estrarre i feriti dall’abitacolo della Toyota. Il ragazzo al volante della minicar, infatti, al pari del conducente della Nissan Qashqai e della giovane che guidava la Lancia Ypsilon, sono rimasti praticamente illesi, non necessitando neanche del trasporto in ospedale. Ad avere la peggio invece sono stati i cinque giovani sulla Ch-r, tre dei quali trasferiti in codice rosso all’ospedale Santa Maria Goretti, tra cui quello alla guida; due di loro, invece, sono deceduti a causa delle gravi ferite riportate. Oltre ai mezzi di soccorso e ai vigili del fuoco, sono intervenute anche diverse pattuglie della squadra Volante della Questura di Latina, che si sono occupate di gestire la viabilità, e della Polizia stradale del Distaccamento di Aprilia, i cui agenti si sono occupati di effettuare i rilievi. Sul posto anche il pm Giuseppe Bontempo.

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Crollo di Scampia, migliorano le condizioni delle bambine in terapia intensiva

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Migliorano le condizioni di salute delle due bimbe più gravi ricoverate nell’ospedale pediatrico Santobono di Napoli la sera di lunedì scorso dopo il crollo del ballatoio nella vela celeste di Scampia.

Le due piccole pazienti, rispettivamente di 7 e 4 anni, si legge nel bollettino dell’ospedale, sono ancora ricoverate in terapia intensiva pediatrica ma nella mattinata di oggi sono state sottoposte alle procedure di svezzamento dall’assistenza respiratoria, in sostanza estubate, “con soddisfacente riscontro clinico strumentale”. Per entrambe la prognosi è ancora strettamente riservata.
Per quanto concerne le altre tre piccole pazienti ricoverate in Ortopedia: la prima, di 9 anni, operata per frattura di omero, presenta un decorso postoperatorio ortopedico regolare e le condizioni generali risultano buone; la seconda, di 10 anni, operata per frattura pluriframmentaria di femore, presenta un decorso ortopedico post operatorio regolare e rimane in attesa di intervento maxillo-facciale subordinato alla evoluzione delle altre lesioni di organo riportate a seguito del trauma, che necessitano di stretto monitoraggio. Infine, la più piccola di soli 2 anni, operata di frattura di omero distale, presenta “buon decorso post- operatorio e condizioni generali buone e stabili”.
Con riferimento alle ultime due pazienti ricoverate in chirurgia di urgenza, una bambina di 2 anni presenta condizioni generali in miglioramento: si alimenta regolarmente ma resta ricoverata a completamento delle indagini strumentali. Oggi, infatti, è prevista una rivalutazione oculistica e neurochirurgica. Anche l’altra, di 4 anni, è in miglioramento.
Si alimenta, è stabile la lesione alla milza e resta sotto stretto controllo clinico.

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Muggia, 500 ragazzini identificati per una rissa

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Sono cinquecento i ragazzini identificati a Muggia, Trieste, in questi giorni da Polizia, Carabinieri, Polizia locale in una massiccia operazione di pattugliamento di centro e spiagge, per fronteggiare risse, bullismo e fenomeni da fightclub.

Lo riporta Il Piccolo, che da giorni segue la vicenda, descrivendo un ambiente che è un crescendo di violenza. Gruppi di adolescenti, molti provenienti da Trieste, si incontrano a Muggia per scontri fisici organizzati, con anche ragazzine che si battono per soldi e coetanei intorno che tifano, dopo aver pagato per assistere. Lo documentano video postati su più piattaforme. 
   

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Spingolo Comici, morti due alpinisti

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Due alpinisti austriaci sono morti dopo essere precipitati dallo Spigolo Comici, in Friuli Venezia Giulia.

I corpi sono stati individuati stamattina dopo tante ore di ricerca e recuperati dall’elicottero sanitario regionale.
Ieri le squadre di Cave del Predil del Soccorso Alpino e i militari della Guardia di Finanza si erano messi sulle tracce dei due alpinisti dopo che era stato notato il loro mancato rientro. I due si erano allontanati con l’intenzione di partire dallo Spigolo Comici per raggiungere la Cima di Riofreddo, una via di 800 metri di dislivello che richiede diverse ore di tempi di percorrenza.
   

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Mafia e appalti, indagato il Procuratore Pignatone

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Anche per lui l’accusa è pesantissima: favoreggiamento aggravato dall’avere aiutato Cosa nostra.

Sospetti che cozzano con il suo passato di impegno nella lotta alla criminalità organizzata, prima in Sicilia, poi in Calabria, e con l’inchiesta Mafia Capitale a Roma.

Dopo Gioacchino Natoli, ex pm del pool antimafia di Falcone e Borsellino, nel registro degli indagati della Procura di Caltanissetta, è finito Giuseppe Pignatone, magistrato di altissimo profilo, per anni aggiunto a Palermo, poi procuratore a Reggio Calabria e a Roma, ora giudice del tribunale Vaticano. Pignatone è stato sentito dagli ex colleghi nisseni che, nell’ambito dell’inchiesta sulle stragi del ’92, indagano sul presunto insabbiamento del cosiddetto dossier mafia-appalti, una indagine parzialmente archiviata negli anni ’90 che, secondo alcuni, potrebbe essere il reale contesto in cui è maturato l’attentato al giudice Paolo Borsellino. Il magistrato, sostengono in particolare i suoi familiari, auditi anche dalla commissione Antimafia, sarebbe stato eliminato proprio per impedirgli di indagare sulle infiltrazioni mafiose nei grandi appalti.

“Ho dichiarato la mia innocenza in ordine al reato di favoreggiamento aggravato ipotizzato. Mi riprometto di contribuire, nei limiti delle mie possibilità, allo sforzo investigativo della Procura di Caltanissetta”, ha detto all’ANSA l’ex capo dei pm romani che, secondo quanto si apprende, si sarebbe limitato a respingere le accuse, non entrando nel merito della questione.

Prima di lui, Natoli si era avvalso della facoltà di non rispondere ribadendo la sua piena fiducia nella giustizia. “Darò senz’altro il mio contributo nell’accertamento della verità”, aveva replicato l’ex pm. In sintesi – ma la questione è molto complessa – secondo gli inquirenti, Natoli e Pignatone, dietro la regia dell’ex procuratore Pietro Giammanco, nel frattempo deceduto, per aiutare imprenditori mafiosi come Francesco Bonura e Antonio Buscemi avrebbero cercato di insabbiare un filone dell’indagine mafia-appalti.

A Natoli, in particolare, i pm hanno contestato di aver finto di indagare su una tranche del dossier che riguardava infiltrazioni mafiose nelle cave di Massa Carrara, con la complicità dell’allora capitano della Guardia di Finanza Stefano Screpanti, pure lui indagato. Natoli avrebbe disposto intercettazioni lampo e “solo per una parte delle utenze da sottoporre necessariamente a captazione”, hanno scritto i pm, evitando così che fossero trascritte invece conversazioni “particolarmente rilevanti dalle quali sarebbe emerso, ad esempio, il legame tra l’ex politico Ernesto Di Fresco e Francesco Bonura”. Come se non bastasse, per Caltanissetta, “per occultare ogni traccia del rilevante esito delle intercettazioni telefoniche, avrebbe disposto la smagnetizzazione delle bobine e la distruzione dei brogliacci”.

Una ipotesi, quest’ultima, che stride con la realtà perchè le bobine non sono mai state distrutte e sono state trovate negli archivi della Procura di Palermo. Pignatone, già anni fa, venne indagato per una vicenda che ruotava attorno ad alcuni immobili che il padre aveva acquistato da Buscemi, ma l’indagine venne archiviata. Tutta la vicenda, infine, deve fare i conti con l’insormontabile ostacolo della prescrizione ormai maturata da tempo, visto che i fatti contestati risalgono a oltre 30 anni fa.

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Bloomberg: “I primi F-16 sono arrivati in Ucraina”

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“Il primo gruppo di caccia F-16 dagli alleati della Nato è arrivato in Ucraina, in una mossa attesa da tempo che potrebbe aumentare la capacità ucraine di respingere gli attacchi russi”. Lo scrive Bloomberg.
La scadenza per il trasferimento degli aerei di fabbricazione statunitense era la fine di questo mese ed è stata rispettata, secondo fonti di Bloomberg a conoscenza della questione. Il numero di jet è esiguo, hanno detto.
Non è chiaro se i piloti ucraini, che si sono addestrati con i loro alleati occidentali negli ultimi mesi, saranno in grado di utilizzare immediatamente gli aerei da guerra o se il processo richiederà più tempo, hanno detto ancora le fonti dell’agenzia. Una portavoce del ministero della Difesa ucraino, Diana Davityan, ha rifiutato di commentare.

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Reggio Calabria, operaio gravemente ferito per il ribaltamento del bobcat

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Un operaio è rimasto gravemente ferito nel ribaltamento del bobcat sul quale si trovava.

L’uomo è ricoverato in prognosi riservata. L’incidente sul lavoro è avvenuto ieri pomeriggio a Reggio Calabria, nel cantiere del Lido comunale dove sono in corso dei lavori di ristrutturazione.
Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia locale, guidati dal comandante Salvatore Zucco, che stanno cercando di ricostruire la dinamica dei fatti sui quali è stata aperta un’inchiesta dal pm di turno Marco De Pasquale. I rilievi, invece, sono stati eseguiti dalla polizia scientifica.
Il bobcat ed altri dispositivi di sicurezza presenti nel cantiere sono stati sequestrati e posti a disposizione dell’autorità giudiziaria.
L’operaio, di 55 anni, è un dipendente di una ditta di Messina che sta eseguendo i lavori di ristrutturazione del lido per conto del Comune di Reggio Calabria. Al momento dell’incidente, la vittima stava lavorando insieme a un collega.
   

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Trani, arrestato 39enne per prostituzione minorile

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Un 39enne è stato arrestato a Trani con l’accusa di prostituzione minorile.

Secondo quanto accertato dalle indagini dei carabinieri coordinate dalla Procura di Bari, l’uomo avrebbe pagato un 17enne in cambio di rapporti sessuali.
Sarebbe stata la presunta vittima a sporgere denuncia, nel marzo scorso, e a far scattare il sequestro di computer e cellulare dell’indagato. Secondo quanto si legge nell’ordinanza firmata dalla giudice per le indagini preliminari del tribunale di Bari, Rosa Caramia, i due si sarebbero conosciuti via social a inizio 2024. Uno scambio di messaggi prima tramite Instagram e poi usando whatsapp, che avrebbe dato vita a una conoscenza sfociata in intimità con il 39enne che avrebbe versato dei soldi. I due non si sarebbero peraltro inviati foto o video. Nel corso degli accertamenti investigativi, sarebbe però emerso che l’uomo a sua volta sarebbe stato vittima di un gruppo di minori che gli avrebbe chiesto soldi in cambio di intimità. Il 39enne si trova ai domiciliari.
   

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Roma, proseguono le operazioni di spegnimento dell’incendio nell’area di Monte Mario

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Sono proseguite per tutta la notte le operazioni di spegnimento e bonifica nell’area di Monte Mario, e in particolare di Villa Mazzanti, da parte di sette squadre dei vigili del fuoco, impegnate da ieri per il maxi-incendio scoppiato nell’area nord di Roma.

Alle prime luci dell’alba è arrivato sul posto anche l’elicottero della regione Lazio, con a bordo il direttore delle operazioni di spegnimento dei vigili del fuoco, per una prima ricognizione e i successivi lanci.
Rallentamenti e chiusure stanno condizionando anche il traffico nella zona.

Sono ancora chiuse viale dei Cavalieri di Vittorio Veneto e Viale Falcone e Borsellino, in entrambi i sensi di marcia, via Romeo Romei, via Faravelli, via Varisco e via Bausan.

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Valeggio sul Mincio, 6 intossicati per un incendio nella cantina di un condominio

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Sei persone sono rimaste intossicate dai fumi sprigionati da un incendio divampato questa notte nella cantina di un condominio di due piani a Valeggio sul Mincio (Verona).

I vigili del fuoco, arrivati da Bardolino, Verona e Villafranca con 4 mezzi e 14 uomini, hanno operato per lo spegnimento dell’incendio, che aveva coinvolto mobilio e suppellettili stoccati nella cantina, evitando che si estendesse ai piani superiori.
Due persone, bloccate sul balcone al secondo piano, sono state soccorse e tratte in salvo dall’autoscala dei pompieri.
L’intervento si è concluso intorno alle 5.30 con la bonifica e la messa in sicurezza del condominio che è stato dichiarato parzialmente inagibile.

Albina Celentano

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