Viareggio, giovane muore annegato in mare

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Un giovane di 21 anni è annegato nel tardo pomeriggio di oggi nelle acque antistanti il bagno Dori in Passeggiata a Viareggio (Lucca).
Scattato l’allarme, dato da alcune ragazze che erano in mare su un pedalò, a 40-50 metri circa dalla riva sono intervenuti i bagnini con il pattino del Dori e del bagno Flora, ma ormai era troppo tardi.

Una volta portato il giovane a riva hanno cercato di rianimarlo, anche il medico intervenuto con l’ambulanza della Croce rossa lo ha intubato ma per lui non c’è stato nulla da fare. Il ragazzo, del Camerun, secondo quanto si apprende, non era cliente del bagno e insieme con altri connazionali nel pomeriggio si trovavano vicino agli scogli prima di decidere di fare il bagno. Secondo alcune ipotesi potrebbe essere stata una congestione la causa del decesso. Per gli accertamenti di rito anche personale della Capitaneria di porto.

occhio.com

Milano, indagato l’autista del van che ha investito e ucciso un turista svizzero

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L’autista del van che ieri pomeriggio ha investito e ucciso un turista svizzero in via Boccaccio, pieno centro di Milano, ferendo anche altre tre persone, è stato iscritto nel registro degli indagati dal pm di turno Ilaria Perinu per omicidio e lesioni stradali, anche per compiere tutti gli accertamenti necessari. Il 55enne è risultato positivo all’alcol test, anche se di poco superiore rispetto al limite consentito per guidare.

A fargli perdere il controllo del mezzo, travolgendo il 51enne svizzero Stefan Ott, potrebbe, però, essere stato un malore, stando ai primi accertamenti. L’uomo, infatti, già in passato sarebbe stato ricoverato in ospedale per epilessia. Ed è stato, dunque, sottoposto in queste ore ad analisi mediche.

Le immagini acquisite dalle telecamere di sorveglianza, presenti nella zona, hanno immortalato il furgone di una ditta di manutenzione, che viaggiava non a velocità sostenuta, sbandare all’improvviso da un lato e finire sul marciapiede. Da qui anche l’ipotesi del malore, come la più accreditata dagli inquirenti.

Oltre alla vittima, sono stati investiti anche un 21enne tedesco, ricoverato al San Raffaele per gravi traumi, e la fidanzata coetanea, che ha riportato soltanto una live lesione alla gamba. La quarta persona coinvolta è rimasta soltanto leggermente ferita.

occhio.com

Terremoto in Calabria ma nessun danno

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Paura, tanta paura ma nessun danno.

Per questo hanno trascorso la notte all’aperto per la paura di nuove scosse 25 abitanti di Pietrapaola, comune del cosentino di un migliaio di abitanti, epicentro, alle 21.43 di ieri, di un terremoto di magnitudo 4.9. Lo spavento in paese è stato tanto ma non si sono registrati feriti né crolli evidenti o cadute di calcinacci.

Per tutta la notte, i vigili del fuoco hanno comunque compiuto sopralluoghi soprattutto nella parte alta del paese per verificare la condizione degli edifici mentre la Protezione civile regionale ha fornito assistenza alla popolazione fornendo generi di conforto. Sul posto anche le forze dell’orine. Ai sopralluoghi ha partecipato in prima persona la sindaca Manuela Labonia.

A Pietrapaola è stato per tutta la notte anche il direttore della Protezione civile regionale Domenico Costarella. “I sopralluoghi – ha spiegato – proseguiranno per tutta la giornata. Nella notte sono state compiute le prime verifiche che al momento hanno dato esito negativo. Come protezione civile siamo pronti ad andare in aiuto in caso di necessità”.

La Calabria, dopo il forte terremoto di ieri sera, seguito da altre scosse di assestamento, ha vissuto una notte di apprensione. Sono andati avanti, ininterrottamente, i rilievi da parte dei Vigili del fuoco sugli edifici dei Comuni più vicini all’epicentro del sisma. E la Protezione Civile regionale, guidata da Domenico Costarella, ha assistito la popolazione e gli amministratori locali. Fortunatamente, al momento, è stata confermata l’assenza di danni a persone o cose”. Queste le parole del presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto.

“I sopralluoghi – prosegue – andranno ovviamente avanti per tutta la giornata, e con la luce del sole sarà possibile procedere ad ulteriori accertamenti. Un ringraziamento particolare ai sindaci, con in testa il sindaco di Pietrapaola, Manuela Labonia, tutti i prima linea e tutti pronti a rassicurare i propri concittadini, ai soccorritori e alle forze dell’ordine che con la consueta professionalità hanno assicurato il supporto necessario per affrontare questa emergenza”. 

“La situazione è sotto controllo. Dopo la prima scossa di magnitudo 5.0 ce ne sono state altre due abbastanza forti di 2.3 e 3.1 ma gli eventi continuano, anche se non importanti. Stiamo continuando a monitorare la situazione”.  ha rassicurato Manuela Labonia, sindaca di Pietrapaola. 

“Non abbiamo avuto danni e gli immobili sono rimasti illesi – spiega all’ANSA -. Nella notta ho avuto immediato conforto e assistenza dal dottor Costarella, dirigente della Protezione civile regionale attivata immediatamente dal presidente della Regione Roberto Occhiuto che mi ha subito chiamata. Sono stata contattata anche dai consiglieri regionali Graziano e Straface che si sono subito interessati”.

Le tre scosse principali sono state avvertite chiaramente dalla popolazione della parte antica del paese, posta in collina, mentre sulla frazione marina, a 12 chilometri di distanza, è stata sentita solo la prima.

“Nella parte antica – dice Manuela Labonia – abbiamo deciso di evacuare anche se poi alcuni abitanti hanno deciso di rientrare nelle loro abitazioni mentre altri hanno preferito rimanere all’aperto. Nella zona vecchia per tutta la notte sono rimasti i carabinieri ed un’ambulanza per qualsiasi evenienza”. 

occhio.com

Frane in India, il numero delle vittime sale a 189

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E’ salito ad almeno 189 morti il bilancio delle vittime delle frane monsoniche che martedì in India hanno devastato la regione collinare di Wayanad, nello stato meridionale del Kerala.

Lo riportano i media locali, mentre continuano le ricerche dei corpi delle vittime e di possibili sopravvissuti.

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Catania, emesse 13 ordinanze di custodia cautelare per droga

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Oltre 100 carabinieri del Comando provinciale di Catania stanno eseguendo nelle province del capoluogo etneo e ad Agrigento un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip nei confronti di 13 indagati accusati a vario titolo di associazione mafiosa e traffico di stupefacenti, soprattutto di cocaina.
L’indagine, denominata ‘Leonidi bis’, coordinata dalla Dda etnea e condotta dai militari dell’Arma del nucleo Investigativo di Catania con complesse attività tecniche e servizi sul campo, ha consentito di sgominare l’articolazione mafiosa della famiglia ‘Santapaola Ercolano’ attiva nel quartiere ‘Villaggio Sant’Agata’.

Il gruppo, secondo l’accusa, è stato colpito proprio nel momento in cui stava tentando di riorganizzarsi, perché indebolito da diversi provvedimenti giudiziari. Dalle indagini emergerebbe anche il conflitto generazionale tra la ‘vecchia mafia’ dei ‘grandi’, capace di dirigere il gruppo criminale nonostante in carcere da svariati anni, e quella ‘giovane’, irruente ed esibizionista, anche sui social. Una spregiudicatezza che sarebbe potuta sfociare in un omicidio, impedito dall’immediato intervento della magistratura etnea e dei Carabinieri di Catania, che lo scorso dicembre hanno bloccato l’ala armata del sodalizio, fermando nove persone che stavano progettando l’eliminazione di un esponente del clan rivale dei ‘Cappello-Bonaccorsi’.
Durante l’attività investigativa, durata circa 18 mesi, i Carabinieri hanno sequestrato cinque fucili da caccia, di cui tre con le canne mozzate, una mitragliatrice cecoslovacca, due pistole e oltre 350 munizioni di vario calibro, oltre a un chilo di cocaina, sei chili di hashish, un giubbotto antiproiettile e un lampeggiante blu per auto.

Nicola Meneghetti
   

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Cremlino: “Abbatteremo tutti gli aerei F-16 forniti a Kiev”

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Questi aerei appariranno, il loro numero diminuirà gradualmente, verranno abbattuti, distrutti. Ma queste forniture non influenzeranno significativamente la dinamica degli eventi al fronte”. Lo ha detto il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, commentando le forniture di caccia F-16 a Kiev.

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Leverano, due morti in un incidente stradale

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E’ di due morti l’incidente stradale avvenuto la notte scorsa alle porte di Leverano, nel Leccese.

Si tratta di due uomini di 40 e 31 anni, entrambi di San Pietro in Lama. I due, intorno alle 4, stavano facendo rientro a casa in sella a un maxi scooter dopo aver partecipato a Birra& Sound, il tradizionale festival europeo della birra che proprio ieri ha aperto i battenti nell’area mercatale di Leverano. Non è chiaro se fossero avventori o lavoratori di una delle aziende presenti alla manifestazione con stand espositivi.
Per cause da accertare il conducente ha perso il controllo della moto all’altezza di una rotatoria finendo fuori strada.
Non ci sarebbero altri mezzi coinvolti. Per i due non c’è stato nulla da fare: sono morti sul colpo. Vani i tentativi di soccorso. Sull’accaduto indagano i carabinieri .

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Cermenate, morto il bambino caduto in una piscina pubblica

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Non ce l’ha fatta il bambino di quattro anni che domenica scorsa era caduto in una piscina pubblica a Cermenate (Como).

Il piccolo era stato recuperato dai bagnini del centro sportivo in stato di incoscienza. Trasferito in elicottero all’ospedale di Bergamo, è morto nelle scorse ore nel reparto di terapia intentiva. La famiglia, di origini marocchine, vive a Lomazzo (Como) e già martedì si era mostrata pessimista circa le sorti del piccolo.
Secondo quando ricostruito, il bambino domenica mattina avrebbe abbandonato la piscina baby per tuffarsi in quella degli adulti, senza più riemergere. Il personale di sorveglianza lo ha recuperato nel giro di pochi istanti, ma le condizioni erano subito apparse molto gravi

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Strage di Bologna, Mattarella: “Ferita insanabile”

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Con profondi sentimenti di solidarietà, quarantaquattro anni dopo l’attentato, ci uniamo ai familiari delle vittime e alla Città di Bologna, teatro di una spietata strategia eversiva neofascista nutrita di complicità annidate in consorterie sovversive che hanno tentato di aggredire la libertà conquistata dagli italiani.
A Bologna si consumò uno degli eventi più tragici della nostra storia repubblicana”.

Così Sergio Mattarella ricorda la strage di Bologna.
“I morti, le immagini della Stazione di Bologna devastata, l’attacco feroce alla convivenza degli italiani, hanno impresso – sottolinea il capo dello Stato – un segno indelebile, il 2 agosto 1980, nella identità della Repubblica e nella coscienza del popolo italiano. La memoria non è soltanto un dovere ma è l’espressione consapevole di quella cittadinanza espressa nei valori costituzionali che la violenza terroristica voleva colpire e abbattere. A Bologna si consumò uno degli eventi più tragici della nostra storia repubblicana. Una ferita insanabile, monito permanente da consegnare alle giovani generazioni unitamente ai valori della risposta democratica della nostra Patria, che hanno consentito il riscatto e, nell’unità della nostra comunità, la salvaguardia del bene comune”, conclude.
   

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Sant’Antioco, due giovani arrestati per spaccio di droga

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Due giovani sono finiti in manette a Sant’Antioco per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Nella nottata di martedì, gli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Carbonia hanno proceduto al controllo di un’auto, con a bordo due persone, mentre percorreva una via del centro cittadino. 
Entrambi gli occupanti del veicolo, un 36enne e un 23enne originari del posto, avrebbero manifestato fin da subito evidenti segni di irrequietezza, tali da insospettire i poliziotti che hanno approfondito il controllo.

Nel corso dell’attività, gli agenti, secondo quanto riferito, hanno infatti rinvenuto addosso al conducente due involucri di cellophane contenenti cocaina e, occultati all’interno del veicolo, un panetto di circa 97 grammi di hashish ed un involucro con circa 8 grammi di marijuana.

La perquisizione è stata estesa anche ai loro domicili, consentendo di rinvenire nell’abitazione del passeggero tre bilancini di precisione con tracce di sostanza stupefacente, circa 385 grammi di marjuana, circa 86 di hashish, un coltello a serramanico e altro materiale utile per il confezionamento della droga.
Tutta la sostanza stupefacente, e la somma totale di 450 euro rinvenuta e ritenuta presunto provento dell’attività illecita, è stata sequestrata.

I due soggetti sono stati tratti in arresto in flagranza per l’ipotesi di reato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio e, a seguito dell’udienza per direttissima, il Gip ha convalidato l’arresto senza applicare nessuna misura cautelare.

Francesca Tufano

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