Condannato italiano 75enne per l’omicidio della moglie in Svezia nel 1995

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Dopo 29 anni, la giustizia italiana ha risolto un cold case svedese ed ha condannato all’ergastolo un pizzaiolo italiano di 75 anni, tornato a vivere dalla Svezia a Sanremo, accusato del femminicidio della ex che all’epoca aveva 21 anni.

E’ stato condannato Salvatore Aldobrandi, 75 anni, originario di San Sosti (Cosenza), ma da anni residente a Sanremo, accusato di omicidio volontario aggravato dai motivi abbietti per avere ucciso Sargonia Dankha, 21 anni, di origini irachene, naturalizzata svedese, sparita nel nulla nel primo pomeriggio del 13 novembre del 1995 a Linköping, in Svezia.

occhio.com

Quartucciu, due cacciatori morti durante una battuta di caccia

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Due cacciatori di 28 e 27 anni sono stati trovati privi di vita durante la notte dai carabinieri in località Mela Murgia a Quartucciu, nell’hinterland di Cagliari.

I due, Giacomo Desogus, 28 anni, e Matthias Steri, 27,erano brandi amici. I primi rilievi effettuati dai carabinieri del Nucleo investigativo, da quanto si apprende, confermano l’ipotesi della tragica battuta di caccia.

Difficile al momento ricostruire dettagliatamente la tragedia. Secondo una prima ipotesi degli investigatori, il più giovane dei due per errore avrebbe esploso un colpo di fucile che ha colpito alla nuca l’amico, uccidendolo, e poi si è tolto la vita. Il fucile, secondo quanto ricostruito dai carabinieri, era di proprietà di Desogus che era l’unico ad avere il porto d’armi. I militari della compagnia di Quartu Sant’Elena, insieme ai vigili del fuoco di Cagliari e al Corpo Forestale regionale, stavano cercando i due giovani cacciatori da ieri sera, quando i familiari avevano lanciato l’allarme preoccupati per il mancato ritorno dei due, che si erano allontanati a piedi per una battuta di caccia nel bosco di Mela Murgia. I soccorritori sono riusciti a scoprire l’area in cui si trovavano grazie alla localizzazione dei telefoni cellulari, entrambi attivi ma senza risposta. Coordinato dalla prefettura è scattato così il piano provinciale per la ricerca delle persone scomparse. Durante la notte la tragica scoperta dei due corpi da parte dei carabinieri della stazione di Burcei che hanno rinvenuto i cadaveri dei due giovani in località Santu Lianu. I rilievi tecnici vengono effettuati in queste ore dal nucleo investigativo dei carabinieri.

occhio.com

Uccisa e bruciata lo scorso 12 novembre, arrestato il compagno

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Svolta nelle indagini per l’omicidio di Silvia Nowak, la 53enne tedesca uccisa e poi bruciata a Castellabate nello scorso mese di ottobre.

All’alba i carabinieri della compagnia di Agropoli hanno sottoposto a fermo il compagno della donna, Kai Dausel, per omicidio e distruzione di cadavere. 

Il 12 novembre scorso la procura di Vallo della Lucania aveva iscritto nel registro degli indagati per omicidio il compagno di Silvia Nowak, la donna tedesca di 53 anni il cui corpo venne trovato semi-carbonizzato il 18 ottobre scorso a Ogliastro Marina, nel Cilento. Secondo quanto emerso finora, Silvia Nowak sarebbe stata uccisa subito dopo la sua scomparsa, martedì 15 ottobre, colpita con un oggetto contundente e poi accoltellata. Il suo assassino, in seguito, avrebbe dato fuoco al corpo, che tuttavia non è stato bruciato completamente, per cancellarne ogni traccia. Il cadavere venne venerdì 18 ottobre a un centinaio di metri dalla villetta della coppia. A denunciare la scomparsa della donna era stato proprio il compagno, con cui Silvia aveva deciso di trasferirsi dalla Germania per vivere in Italia “La coppia – aveva detto subito dopo il ritrovamento del corpo il sindaco di Castellabate, Marco Rizzo – si era integrata, ed era conosciuta nella zona dove abitavano da qualche anno. Credo che avessero addirittura acquistato la casa dove vivevano. Non abbiamo mai avuto segnalazioni di alcuna criticità o di episodi di violenze di alcun genere a loro carico”.

Marco Gaudini

occhio.com

Otto giornalisti uccisi nel 2024 in Colombia, Messico e Honduras

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Colombia, Messico e Honduras sono gli unici paesi dell’America Latina in cui sono stati assassinati giornalisti nel 2024.

E’ quanto emerge dal rapporto globale di Reporter senza frontiere (Rsf) che riporta l’uccisione di cinque giornalisti in Messico, due in Colombia e uno in Honduras.

Nella regione, particolarmente preoccupante la situazione nel Paese nordamericano dove almeno 650 professionisti dell’informazione vivono sotto protezione dello Stato a seguito di minacce da parte delle organizzazioni criminali.
“La fatalità in questi casi non può essere usata come giustificazione. I giornalisti non muoiono, vengono uccisi. Non finiscono in prigione, i regimi li rinchiudono. Non scompaiono, vengono rapiti”, ha detto il direttore generale di Rsf, Thibaut Bruttin.
In totale, secondo il rapporto di Rsf, quest’anno sono stati assassinati 54 giornalisti in 17 paesi, la maggior parte a Gaza (16) e in Pakistan (7).

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Melissano, 56enne arrestato per estorsione

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I carabinieri hanno arrestato un 56enne di Melissano, in provincia di Lecce, accusato di estorsione e tentata estorsione aggravate dal metodo mafioso, ai danni di commercianti e imprenditori della zona.

Fra le vittime, anche il sindaco del paese che, dopo aver ricevuto la richiesta di 500 euro “per le famiglie dei carcerati”, si è rivolto ai carabinieri per sporgere denuncia. L’ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal gip su richiesta della procura.
L’indagine è cominciata a luglio di quest’anno, quando il sindaco di Melissano si è rivolto ai carabinieri per raccontare che, mentre si trovava con altre persone in un bar del paese, si era avvicinato a lui il 56enne, pregiudicato molto conosciuto dalla gente del posto per la sua indole violenta e aggressiva.
    In vista di una sagra organizzata dalla pro loco, in collaborazione con il Comune, gli aveva chiesto 500 euro come “regalo” per lui e per le famiglie di detenuti in carcere. Il 56enne aveva anche detto al sindaco di voler acquisire, tramite l’imposizione del “pizzo”, il controllo degli eventi culturali organizzati dal Comune e da associazioni del luogo, compresa la festa patronale di Sant’Antonio.
Dalle indagini è emerso che il 56enne aveva estorto denaro ad altri commercianti del posto, pretendendo da loro la consegna di somme che oscillavano da un minimo di 20 a un massimo di 100 euro, mentre in altri casi l’uomo si presentava più volte al giorno in bar e negozi del paese per consumare bevande o fare acquisti senza pagare il conto, come se fosse del tutto normale.
Lo scorso settembre l’uomo si è presentato da una delle vittime chiedendo cento euro per ventuno detenuti e i militari hanno registrato la richiesta con le telecamere di video sorveglianza installate nel negozio.
   

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Enna, sacerdote arrestato e vescovo indagato per violenza sessuale

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Il vescovo della diocesi di Piazza Armerina (Enna), Rosario Gisana e il suo vicario generale, Vincenzo Murgano, attualmente parroco della chiesa madre del capoluogo, sono indagati dalla procura di Enna per falsa testimonianza.

I due hanno ricevuto l’avviso di conclusione indagini. La vicenda è una coda del processo al sacerdote ennese Giuseppe Rugolo, che si è concluso lo scorso 5 marzo con una condanna a 4 anni e 6 mesi per violenza sessuale a danno di minori. Dopo la conclusione del processo la parte civile, Antonio Messina, ha presentato un esposto in procura e ora i pm vogliono approfondire la vicenda.
“A fronte delle tante bugie emerse nel corso delle indagini e anche nelle deposizioni in aula, mi sarei aspettato che il tribunale trasmettesse autonomamente gli atti in procura. Così non è stato. Oggi apprendo che comunque la procura sta andando avanti” dice Antonio Messina, il giovane archeologo che aveva denunciato il sacerdote e al quale Gisana aveva offerto 25 mila euro in contanti in cambio del silenzio. I giudici, nelle motivazioni della sentenza di condanna a Rugolo, stigmatizzano il comportamento del vescovo Gisana come atto “a facilitare l’attività predatoria di un prelato già oggetto di segnalazione” . Nel corso di una intercettazione, agli atti del processo, tra il vescovo e Rugolo, Gisana ammette di avere insabbiato i fatti. Ora l’inchiesta della Procura dove da qualche settimana si è insediato il nuovo procuratore, Ennio Petrigni.
“Entrambi sono sereni e manifestano fiducia incondizionata nella verità e nella magistratura”, scrive in una nota la diocesi di Piazza Armerina, riferendosi all’indagine sul vescovo Rosario Gisana e sul vicario giudiziale Vincenzo Murgano.  

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Pozzolo Martesana, donna trovata morta il 13 giugno: arrestato il compagno

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Icarabinieri del Comando Provinciale di Milano hanno eseguito un un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del Tribunale di Milano nei confronti di un uomo polacco di 43 anni, ritenuto responsabile del reato di omicidio con l’aggravante di aver agito nei confronti della compagna convivente.

Il 13 giugno, nel suo appartamento a Pozzuolo Martesana (Milano), era stato trovato il corpo senza vita di Hanna Herasimchyk, bielorussa di 46 anni, che presentava vistose ecchimosi provocate e segni di asfissia. Secondo quanto riferito dai Carabinieri del Comando Provinciale di Milano, l’uomo, la notte tra il 11 e il 12 giugno, dopo una violenta lite con la compagna, l’aveva soffocata simulando poi di averla trovata solo la mattina del 13 giugno. La donna aveva infatti vistose ecchimosi e segni di “asfissia meccanica” provocata da terze persone.

Il delitto è maturato nell’ambito di un rapporto conflittuale tra la donna e il compagno con frequenti litigi e aggressioni reciproche e le indagini hanno fatto emergere gravissimi indizi a carico del compagno convivente, grazie alle attività tecniche di intercettazione e di analisi delle copie forensi dei telefoni comparati con gli esiti dell’autopsia e con gli accertamenti scientifici sulle tracce biologiche repertate sulla scena del crimine. I Carabinieri hanno quindi dato esecuzione oggi a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Milano su richiesta della Procura della Repubblica, nei suoi confronti con l’accusa di reato di omicidio doloso, con l’aggravante di aver agito nei confronti della compagna convivente.

Dopo sei mesi, la svolta nelle indagini con l’arresto dell’uomo.

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Valtellina, operaio 65enne muore durante i lavori per la nuova tangenziale di Tirano

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Infortunio mortale questo pomeriggio nel cantiere Anas per la realizzazione della nuova tangenziale di Tirano (Sondrio), in Valtellina, una delle opere progettate nell’ambito dei giochi olimpici invernali di Milano-Cortina 2026.
Al momento ancora da chiarire la dinamica dell’incidente che ha provocato la morte di un operaio di 65 anni, nonostante il tempestivo intervento dei medici e dei sanitari delle ambulanze di Areu.

La tragedia è avvenuta in territorio comunale di Bianzone, il cantiere edile era stato visitato dal vicepremier Matteo Salvini due giorni fa. Informata la Procura di Sondrio, diretta da Piero Basilone, che ora indaga sull’accaduto. La vittima risiedeva in Basilicata e operava nel cantiere dove l’appalto è stato vinto da un’impresa piemontese.

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Francia, Francois Bayrou è il nuovo Primo Ministro

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Il nuovo premier della Francia è Francois Bayrou.

Lo annuncia l’Eliseo. Il presidente Emmanuel Macron, si legge nella nota diffusa dall’Eliseo, “ha nominato Francois Bayrou primo ministro e l’ha incaricato di formare un governo”.

Bayrou, 73 anni, presidente del MoDem, principale partito di centro, è stato fin dalla prima campagna elettorale di Emmanuel Macron, un sostenitore e una guida per il presidente, ma spesso non ha nascosto i disaccordi: il lungo colloquio di questa mattina tra i due – secondo fonti della presidenza – sarebbe stato molto teso. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, si è congratulata con François Bayrou per la sua nomina. “Ha sempre avuto a cuore l’Europa. Lavoriamo tutti insieme per un’Europa che sia più forte, più competitiva e abbia i mezzi per difendersi”, ha scritto in un messaggio su X. 

Pasquale D’Ascoli

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Palermo, sequestrari 4220 confezioni di panettoni scaduti

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I carabinieri del Nas di Palermo hanno sequestrato panettoni scaduti e commercializzati in maniera illegale da un’azienda della provincia di Agrigento.
Nella sede di un istituto di formazione professionale i militari hanno trovato 4.220 confezioni pronte per essere vendute: 2.094 contenenti panettoni da 1 kg con l’etichetta adesiva di scadenza a febbraio 2025 che, però, è risultata sovrapposta a quella originale di febbraio 2024.
Un addetto della società è stato sorpreso mentre incollava con precisione le etichette sulle scatole dei panettoni scaduti, alcuni dei quali, verificati a campione dagli specialisti del Nas hanno mostrato un avanzato processo di trasformazione.
L’ispezione del sito on line della società ha consentito di ricostruirne la rilevante capacità commerciale (nello spot condiviso sui social, il titolare dell’impresa sostiene di avere già venduto oltre 30.000 panettoni), supportata da un’intensa attività di call center.

Degli oltre 4.000 panettoni trovati nell’ente di formazione, 1.238 sono stati sequestrati dai carabinieri perché, nonostante fossero genuini, erano irregolarmente depositati in quel luogo che, poiché privo dell’autorizzazione sanitaria per il deposito degli alimenti, ne avrebbe compromesso la tracciabilità. Analoghi sequestri sanitari sono stati effettuati nelle filiali dell’ente di formazione ad Agrigento e Palermo.
Complessivamente sono stati sequestri 4.246 confezioni di prodotti dolciari tra panettoni e creme spalmabili di vari gusti, per circa 3 tonnellate e mezza, che, se commercializzati, avrebbero fruttato oltre 55.000 euro; due persone sono state denunciate per frode in commercio.

Kateryna Fruttaldo

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