Modena, infermiera indagata per aver causato la morte di una degente

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Una infermiera 49enne impiegata in una Rsa della provincia di Modena è indagata dalla procura della città emiliana con le ipotesi di omicidio volontario pluriaggravato e falsità materiale e ideologica.

Secondo le indagini condotte dai carabinieri e dal Nas di Parma, la donna avrebbe causato la morte di una paziente di 62 anni, affetta da sclerosi laterale amiotrofica e in regime di sedazione profonda mediante cure palliative.

Avrebbe immesso aria in un catetere venoso provocando la morte della degente. Le indagini sono scattate dopo la denuncia presentata dal responsabile d’area della Rsa. Accertamenti su altre morti. Le indagini a carico dell’infermiera, interrogata dal gip, si sono estese poi al passato lavorativo della donna, portando gli inquirenti a ritenere che la stessa tra il 2020 e il 2021, mentre lavorava in un’altra Rsa, avrebbe apportato modifiche alle terapie farmacologiche dei pazienti della struttura attraverso accessi abusivi al sistema informatico, utilizzando le credenziali del medico.

Le ipotesi di reato in questo caso parlano di falsificazione e alterazione di cartelle cliniche e prescrizioni farmacologiche, ma anche di esercizio abusivo della professione medica. Sono quindi in corso altri approfondimenti investigativi in relazione ai decessi di altri pazienti avvenuti nelle altre strutture sanitarie della provincia nelle quali l’infermiera ha prestato servizio tra il 2020 ed il 2021.

Fabiana Pugliese

occhio.com

Albaro, suora indagata per aver derubato un’altra suora

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Ha approfittato di un momento di distrazione e quando ha visto il portafoglio appoggiato sul letto ha preso la carta di credito e poi ha prelevato mille euro nel giro di due minuti.

La protagonista è una suora di 35 anni, come suora è anche la vittima del furto.
L’episodio risale a questa estate. La religiosa, difesa dall’avvocato Matteo Carpi, è accusata di furto e indebito uso di carte di credito. Tutto è successo in una residenza protetta per anziani ad Albaro, lo scorso 26 agosto. La suora ha visto il portafoglio appoggiato sul letto della stanza della consorella e ha sfilato la carta di credito. Dopo di che è uscita dall’istituto ed è andata a uno sportello bancomat vicino dove ha prelevato prima 500 euro e un minuto dopo altri 500. Quando la suora si accorta dell’ammanco ha denunciato la consorella.
“Volevo solo farle un dispetto”, è stata la difesa della donna.
La pm Sabrina Monteverde l’ha indagata e nei giorni scorsi ha chiuso le indagini e adesso rischia il processo.

Albina Celentano

occhio.com

21enne trovata morta in bagno nel 2021, il compagno la obbligava a prostituirsi

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Alle altre ragazze gli sfruttatori dicevano con tono di minaccia: “Guarda cos’è successo a Sonila”.

Lei, Sonila, era una ragazza di 21 anni, di origini albanesi, trovata senza vita il 21 marzo del 2021 nel bagno di un alloggio alla periferia di Torino, dove viveva con il compagno e il suo bimbo di due anni.

Tre anni dopo, la Procura del capoluogo piemontese ha deciso di indagare su quella morte, perché la ragazza, che era stata obbligata a prostituirsi proprio dal suo compagno, potrebbe essere stata indotta al suicidio. Un giallo su cui sono al lavoro gli uomini della squadra mobile della questura, coordinati dal pubblico ministero Valentina Sellaroli. A trovare il cadavere era stato l’uomo: sentito dagli investigatori all’epoca dei fatti disse che la donna si era suicidata, mentre lui si trovava al bar. Poi un mese dopo cambiò versione dei fatti, sostenendo che Sonila forse era stata uccisa, perché qualcuno sospettava che fosse una spia della polizia. Non solo.

Da casa – disse l’uomo – erano spariti anche 17mila euro. Il cellulare della ragazza non venne ritrovato. Per il gip l’uomo non sarebbe credibile, ma allo stesso tempo non ci sono prove sufficienti a sostenere che l’avesse costretta a suicidarsi, anche se resta indagato per quel reato e per sfruttamento della prostituzione. La storia di Sonila è emersa durante un’operazione della polizia, che ha portato la scorsa settimana a cinque misure cautelari, tre in carcere e due divieti di dimora a Torino, per reati che vanno dalla rapina al favoreggiamento della prostituzione e al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Sedici le persone indagate, tra cui il compagno della 21enne.

L’operazione, denominata ‘Mariposa’, che in spagnolo significa ‘farfalla’, ha portato allo smantellamento della rete ed ha avuto origine nel maggio 2022 da una rapina ai danni di una prostituta albanese. Due fratelli e una prostituta avevano rapinato e picchiato un’altra donna che ai loro occhi era colpevole di lavorare nella loro zona. Le indagini hanno così rivelato un sistema criminale che coinvolgeva giovani donne costrette a prostituirsi in zone periferiche della città come Barriera Nizza e Madonna di Campagna. Le vittime, tutte di nazionalità albanese, secondo quanto ricostruito, subivano continue vessazioni fisiche e psicologiche, ed erano obbligate a consegnare l’intero guadagno ai propri sfruttatori.

L’inchiesta ha inoltre fatto emergere un collaterale sistema di prostituzione in appartamenti, con cittadini italiani che facevano da intermediari, stipulando contratti di locazione per agevolare l’attività. Altri facevano da tassisti per le donne, accompagnandole dai clienti, su e giù per la città. Anche quando le ragazze erano lasciate sole non tentavano di ribellarsi, di fuggire. Perché spesso, come nel caso di Sonila, erano legate ai loro aguzzini da rapporti sentimentali. 

occhio.com

Zaporizhzhia, si aggrava il bilancio delle vittime dell’attacco russo di martedì

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Il bilancio delle vittime dell’attacco russo che martedì ha colpito la città di Zaporizhzhia, nel sud dell’Ucraina, è salito a dieci dopo il ritrovamento del corpo di una donna.

Lo ha annunciato stamane il governatore locale, Ivan Fedorov, scrive Ukrinform. “I soccorritori hanno recuperato il corpo di una donna dalle macerie di un edificio distrutto da un missile russo il 10 dicembre”, ha scritto su Telegram e ha aggiunto che un’altra persona potrebbe essere ancora intrappolata sotto le macerie.
Ventidue persone sono rimaste ferite nel bombardamento, che ha distrutto una clinica e un edificio che ospitava uffici nel centro della città, ha proseguito.

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I Reali di Spagna a Napoli, pranzo con Mattarella a Villa Rosbery

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I reali di Spagna, Re Filippo VI e la Regina Letizia, sono arrivati a Villa Rosebery, a Napoli, dove prenderanno parte ad una colazione di lavoro con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
I reali, nel pomeriggio, si traferiranno al teatro San Carlo di Napoli dove a Felipe VI sarà conferito il dottorato di ricerca Honoris Causa in Scienze Sociali e Statistiche, sempre alla presenza del Capo dello Stato.

L’evento rientra nell’ambito delle celebrazioni degli 800 anni della Federico II.

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Rubiera, macchinista investito e ucciso da un treno in corsa

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Un macchinista di Mercitalia (Ferrovie dello Stato) è stato investito e ucciso sui binari da un treno in corsa allo scalo merci di Rubiera (Reggio Emilia).

È successo ieri sera intorno alle 20,40. La circolazione della linea Milano-Bologna è stata subito sospesa.

A quanto si apprende, secondo una prima parziale ricostruzione che è in corso di verifica da parte dei carabinieri, l’uomo, un manovratore di Mercitalia, stava camminando a piedi lungo i binari per arrivare in stazione dopo aver finito il turno di lavoro. Si sarebbe, probabilmente, avvicinato troppo ai binari e un treno regionale lo ha investito, non lasciandogli scampo. L’investimento sarebbe avvenuto nei pressi della stazione di Rubiera.   

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Castel Volturno, arrestati tre minori per l’accoltellamento di un 15enne avvenuto lo scorso 6 ottobre

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Dodici coltellate per una sigaretta non data.

Sarebbe questo il pretesto che ha provocato l’aggressione e l’accoltellamento di un 15enne di origine egiziana, avvenuti lo scorso 6 ottobre a Castel Volturno (Caserta). Per l’episodio sono stati arrestati nei giorni scorsi dalla Polizia di Stato tre minori italiani di età compresa tra i 15 e i 17 anni, mentre un quarto è stato individuato e fermato su ordine della Procura dei Minori di Napoli nelle scorse ore, e ora il suo fermo deve essere convalidato. Tutti sono incensurati, così come la vittima.

Alla base della violenta aggressione non sembra vi sia una matrice razziale, almeno questa motivazione non è emersa dalle indagini realizzate dai poliziotti del Commissariato di Castel Volturno guidati da Pasquale Lamitella, ed infatti la specifica aggravante prevista dalla legge non è stata contestata. Quel che è certo è la violenza dell’aggressione, vista nelle sue varie fasi dagli investigatori della Polizia, coordinati dalla Procura della Repubblica per i Minori di Napoli, tramite le immagini delle telecamere di videosorveglianza pubbliche e private. Il gruppetto di italiani si è avvicinato al ragazzo egiziano, che era con altri due coetanei sempre stranieri, chiedendogli qualcosa, forse una sigaretta, e al rifiuto gli si sono avventati contro colpendolo con il coltello.

Nessuno dei ragazzi arrestati ha comunque dato uno spiegazione dell’aggressione, e inoltre gli inquirenti stanno ancora accertando chi ha materialmente colpito il 15enne, se uno o più dei ragazzi arrestati, e se siano state usate più armi

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Olbia, è morto il cuoco picchiato ad Olbia lo scorso mese di febbraio

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È morto all’ospedale Giovanni Paolo II di Olbia, dove era stato ricoverato lo scorso febbraio dopo aver subito un’aggressione in casa, Miguel Angel Paez, il cuoco 69enne di origine argentina e residente da tempo nella città gallurese.

Le sue condizioni di salute non sono mai migliorate, facendo prolungare il suo ricovero per oltre nove mesi.
A seguito delle indagini coordinate dalla Procura di Tempio Pausania, grazie anche alle immagini di videosorveglianza, l’acquisizione di testimonianze e le attività svolte dagli uomini della Sezione operativa del Comando territoriale di Olbia, tre persone vennero arrestate per il reato di concorso in tentato omicidio nel mese di settembre.
Il 69enne era stato massacrato di botte, riportando importanti ferite al cranio e al torace, nella casa che occupava senza titolo. A dare l’allarme e chiamare i soccorsi furono i vicini alcuni giorni dopo l’aggressione. I soccorritori trovarono la porta dell’appartamento aperta e Paez riverso a terra esanime. Spetterà ora alla Procura di Tempio, una volta effettuata l’autopsia sul corpo di Miguel Angel Paez, valutare se cambiare il capo di imputazione in omicidio per i tre arrestati.

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Corea del Sud, l’ex ministro della Difesa cerca di suicidarsi in carcere

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L’ex ministro della Difesa sudcoreano Kim Yong-hyun ha tentato di togliersi la vita in un carcere a Seul, dove è detenuto con l’accusa di insurrezione legata a una indagine sulla legge marziale del presidente Yoon Suk-yeol, dichiarata il 3 dicembre e ritirata poche ore dopo per la bocciatura del Parlamento.

Lo riporta la Yonhap, riferendo quanto detto da Shin Yong-hae, il capo del centro penitenziario, durante un’udienza parlamentare. Kim, ritenuta la figura centrale del caso della legge marziale, è detenuto “in una cella di protezione e la sua salute rimane stabile”.
   

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Re Felipe: “Venire in visita in Italia è qualcosa di speciale”

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“Venire in visita di Stato in Italia è qualcosa di molto speciale, non è una visita qualsiasi, i nostri Paesi hanno relazioni intense e sono molto amici”.

Lo ha sottolineato re Felipe al termine dell’incontro al Quirinale con il presidente Sergio Mattarella. “Presidente è un piacere enorme per me incontrarla e incontrare anche il presidente del Consiglio e i presidenti di Camera e Senato”, ha aggiunto.

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