Rapina a Villa Agnelli, portata via la cassaforte con soldi e gioielli

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Una rapina a villa Agnelli è stata portata a termine poche ore fa, nella scorsa notte. A essere presa di mira è la sontuosa residenza dove vive Maria Sole Agnelli, la 99enne sorella dell’avvocato ex presidente della Fiat e della Juventus. La notizia ha fatto il giro del web, riportata dai principali quotidiani online, e secondo quanto riferisce Today i ladri entrati in azione sarebbero stati senza scrupoli. Una volta varcate le soglie della villa Agnelli, in maniera illegittima, avrebbero immobilizzato un vigilante, dopo di che lo avrebbero legato di modo che risultasse innocuo e non potesse chiamare i soccorsi.

Lo stesso è stato fatto con la governante, e una volta sbarazzatosi del personale di guardia e di servizio, i topi di appartamento hanno potuto agire in maniera indisturbata, portando via tutto ciò che potevano. In particolare hanno smurato la cassaforte, dove al suo interno vi era un bottino decisamente prezioso, fra gioielli e orologi di lusso. Non è ben chiaro a quanto ammonti il maltolto ma si potrebbe parlare di centinaia di migliaia di euro visto il prestigio della famiglia Agnelli.

occhio.com

Bari, il neonato morto era sottopeso e disidratato

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Era un ‘child neglect’, ovvero un bimbo sottopeso, fortemente disidratato e trascurato, il piccolo di circa 3-4 settimane trovato morto nella culla termica allestita nella parrocchia di San Giovanni Battista di Bari il 2 gennaio scorso.

Il piccolo, un maschietto, pesava 2 chili e 800 grammi ed era stato partorito a termine, forse non in ospedale, anche se quest’ultima è solo un’ipotesi.

Sono questi i nuovi particolari che emergono all’autopsia compiuta ieri sul neonato, che sarebbe morto orientativamente per ipotermia, anche se per stabilirlo con certezza serviranno i risultati degli esami istologici. Se il piccolo non fosse stato così trascurato – a quanto viene riferito da fonti vicine alle indagini – si sarebbe potuto salvare, nonostante il mancato azionamento dell’allarme della culla collegato al telefono del parroco e il mancanto funzionamento del riscaldamento della culla stessa.
Il piccolo ha anche delle piccole escoriazioni alle caviglie, assolutamente trascurabili e molto superficiali, forse provocate da parassiti cutanei. Resta ora da stabilire se il bimbo sia stato messo nella culla quando era ancora vivo oppure quando era già morto, anche se le prime valutazioni investigative propendono per la prima ipotesi. Infatti, la temperatura del cadavere era la stessa della stanza, particolare questo che fa ipotizzare agli inquirenti che il bimbo sia rimasto nella culla termica per molto tempo, fino alla morte.

occhio.com

The Lancet: “I morti a Gaza sono già più di 70mila”

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l numero delle vittime degli scontri nella Striscia di Gaza riferito dal Ministero della Salute palestinese potrebbe essere sottostimato di almeno il 40%: il bilancio reale potrebbe aver già superato quota 70.000 morti (per il 59% donne, bambini e anziani).

Lo indica un’analisi statistica indipendente pubblicata sulla rivista The Lancet dai ricercatori della London School of Hygiene & Tropical Medicine, guidati dall’epidemiologa Zeina Jamaluddine.
Gli studiosi stimano che dall’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 fino al 30 giugno 2024 le vittime della guerra a Gaza sarebbero state 64.260, un numero nettamente superiore ai 37.877 morti riportati per lo stesso periodo dal ministero della Salute palestinese (che nel suo ultimo bilancio aggiornato al 9 gennaio 2025 ha riferito un totale di 46.006 morti in 15 mesi di guerra). Secondo i calcoli dei ricercatori, lo scorso ottobre il numero totale di decessi per lesioni traumatiche avrebbe già superato quota 70.000. A questi si devono poi aggiungere i decessi non correlati a traumi, ma causati dall’interruzione dell’assistenza sanitaria, dall’insicurezza alimentare, dalla carenza di acqua e servizi igienici e dalle malattie.
Complessivamente, le violenze a Gaza avrebbero causato la morte di circa il 3% della popolazione: il 59% delle vittime erano donne, bambini e anziani. I ricercatori sono giunti a queste conclusioni utilizzando il metodo statistico di cattura-ricattura, che sovrappone i dati provenienti da più fonti per arrivare a stime dei decessi quando non tutti i dati vengono registrati. Le fonti usate per lo studio includevano i registri dell’obitorio dell’ospedale del Ministero della Salute palestinese, un sondaggio online e i necrologi sui social media.
La significativa sottostima dei decessi emersa sarebbe riconducibile al deterioramento dell’infrastruttura sanitaria di Gaza e alla conseguente incapacità di contare i morti nel mezzo delle violenze in corso. “L’Ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite ha già condannato l’elevato numero di civili uccisi nella guerra a Gaza – afferma Jamaluddine – e le nostre scoperte suggeriscono che il numero di decessi per lesioni traumatiche è sottostima di circa il 41%. Questi risultati sottolineano l’urgente necessità di interventi per salvaguardare i civili e prevenire ulteriori perdite di vite umane”.

Fabiana Pugliese
   

occhio.com

Bovalino, uomo ucciso davanti alla sua abitazione

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Omicidio a Bovalino, un centro della Locride.

La vittima é un cinquantenne, Giancarlo Polifroni, con precedenti per droga.

Polifroni era attualmente agli arresti domiciliari dopo avere trascorso un periodo in carcere.
Sull’omicidio indagano i carabinieri della Compagnia di Locri.
Secondo quanto si é appreso, persone non identificate avrebbero sparato contro Polifroni alcuni colpi di pistola da distanza ravvicinata davanti alla sua abitazione, in località “Ficarelle”, dopo averlo invitato ad uscire. Al momento non si sa se la vittima conoscesse i suoi assassini e li abbia incontrati senza insospettirsi, cadendo così in un tranello.
    La morte del cinquantenne, raggiunto dai colpi di pistola in varie parti del corpo, é stata istantanea.
    Una delle ipotesi che i carabinieri stanno seguendo, senza però escluderne altre, è che il movente dell’omicidio sia da collegare ad una vendetta maturata negli ambienti dei trafficanti di droga.

occhio.com

Zelensky: “Grato all’Italia”

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” Itemi chiave della nostra discussione hanno incluso il rafforzamento della sicurezza, la gestione degli sviluppi globali e la preparazione della Conferenza sulla ripresa dell’Ucraina che si terrà quest’anno a Roma: sono profondamente grato all’Italia e al popolo italiano per il loro incrollabile sostegno”.

Lo ha scritto su X Volodymyr Zelensky dopo il bilaterale con Giorgia Meloni a Roma.

“Insieme possiamo avvicinare una pace giusta e rafforzare le nostre posizioni collettive”.

occhio.com

Napoli, 37enne ucciso a colpi di arma da fuoco

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Un uomo di 37 anni, Enrico Capozzi, è stato ucciso in serata a Napoli in un agguato nel quartiere di Ponticelli.


Gli agenti della Mobile e dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della Questura sono intervenuti intorno alle 20.30 in via Aldro Merola, per la segnalazione di un uomo raggiunto da colpi d’arma da fuoco. Il ferito, napoletano, è stato trasportato da personale del 118 presso l’Ospedale del mare dove è morto poco dopo.
Secondo quanto si è appreso la vittima aveva rapporti di parentela con presunti affiliati al clan camorristico Sarno.
I parenti dell’uomo, recatisi in ospedale dopo aver appreso del ferimento, avrebbero messo a soqquadro i locali, come si apprende dall’associazione Nessuno tocchi Ippocrate. La situazione in ospedale è ora tornata normale.

Secondo Nessuno tocchi Ippocrate, quando i parenti dell’uomo vittima dell’agguato hanno appreso in ospedale che era morto si sono lasciati andare a violenze e danneggiamenti: il personale, impaurito, si è rinchiuso nei locali in attesa delle forze dell’ordine. Dopo poco sono intervenute sul posto diverse Volanti della Polizia di Stato che hanno riportato la calma. “A noi personale sanitario non interessano le dinamiche che hanno portato a questo agguato, né tantomeno interessa conoscere i responsabili o la matrice… a noi interessa semplicemente che ancora una volta i locali sanitari di un pronto soccorso sono stati teatro di violenza, violenza che resterà impressa negli occhi e nella mente di chi ogni giorno lavora per garantire la salute”, si legge nel profilo Facebook di Nessuno tocchi Ippocrate, che cita fonti interne all’ospedale. Si tratta della quinta aggressione a personale sanitario avvenuta dall’inizio dell’anno nell’Asl Napoli 1. Enrico Capozzi è stato ucciso a colpi di pistola esplosi, a quanto si apprende, da killer a bordo di uno scooter. Non si esclude che l’agguato possa essere una sorta di vendetta nei confronti di una persona ritenuta vicina a un clan un tempo egemone a Ponticelli da parte di un gruppo rivale.
   

occhio.com

Udine, terremoto di magnitudo 3.6

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Una scossa di terremoto di magnitudo 3.6 è stata registrata alle 2:42 nel nordovest del Friuli Venezia Giulia, in provincia di Udine.
Secondo i dati dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a sette chilometri di profondità ed epicentro a tre km dal comune di Ampezzo.
Non si hanno al momento segnalazioni di danni a persone o cose.

occhio.com

Roma, 27 arresti per spaccio di droga

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La Guardia di Finanza ha condotto una vasta operazione antidroga nel quartiere Laurentino 38 di Roma, culminata con l’arresto di 27 persone sospettate di far parte di una rete criminale dedita al traffico di sostanze stupefacenti. 

L’operazione, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma e supportata dal Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata (SCICO), ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale emessa dal G.I.P. del Tribunale di Roma.

L’indagine ha permesso di smantellare quattro strutture organizzative che operavano nel Laurentino 38, un’area già nota per essere un punto caldo dello spaccio di droga nella Capitale. 

Gli arrestati, 21 dei quali sono stati condotti in carcere e 6 posti agli arresti domiciliari, sono accusati di associazione per delinquere finalizzata all’acquisto, trasporto, consegna, detenzione, vendita, cessione e distribuzione illecita di sostanze stupefacenti, principalmente cocaina e hashish.

Dalle indagini è emerso un sofisticato schema operativo in cui ciascun membro della rete criminale aveva un ruolo specifico. Alcuni si occupavano dei contatti con i fornitori di droga, altri del trasporto e della custodia delle sostanze, mentre i pusher erano incaricati della vendita diretta ai consumatori nelle piazze di spaccio situate nei pressi dei ponti V, VI, IX e XI.

Inoltre, per eludere i controlli delle forze dell’ordine, in alcune circostanze i membri dell’organizzazione si avvalevano di operatori taxi per il trasporto delle droghe, dimostrando un alto livello di organizzazione e astuzia.

occhio.com

23 ultras denunciati e 73 daspo per gli scontri nel derby di Torino del mese di novembre

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Daspo e denunce a poche ore dal derby di ritorno Torino-Juventus.

Questa mattina all’alba è scattata l’operazione della Digos della questura della polizia di Torino, guidata dal dirigente Carlo Ambra, che ha portato a 23 denunce e a 73 diffide ad assistere a manifestazioni sportive, per gli scontri avvenuti la notte dell’8 novembre scorso quando un centinaio di ultras di Toro e Juve si affrontarono a pochi metri dalla Gran Madre, in centro e per i danni provocatori dai granata all’Allianz Stadium.

Tra gli individuati dalla Digos ci sono anche 20 ultras diffidati per analoghi fatti di violenza il cui provvedimento è ancora in corso di validità.
Durante l’operazione, coordinata dal pm Paolo Scafi, oltre alle case dei denunciati, appartenenti ai gruppi Ultras Granata 1969 (Torino), Drughi e Primo Novembre (Juventus), sono state perquisite due sedi degli ultras bianconeri, di cui una ospitata in un bar. Altre perquisizioni ad Asti, Novara, Alessandria, Pavia, Savona, Varese e Piacenza. Sequestrati indumenti utilizzati secondo gli investigatori durante le violenze.
 Alla vigilia del derby di andata gli ultras si erano dati appuntamento nella zona precollinare, perché, secondo loro in quel luogo, dove ci sono diversi locali, c’erano poche telecamere di sicurezza ed era più facile non essere identificati. In realtà le telecamere non solo c’erano e hanno immortalato la rissa, durata una decina di minuti di forte intensità, ma oltretutto proprio quelle immagini sono servite agli investigatori della digos nel lavoro certosino di ricostruire e dare un nome agli ultras coinvolti negli scontri.

Kateryna Fruttaldo

occhio.com

Meloni: “Trump non abbandonerà l’Ucraina”

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“Francamente non prevedo un disimpegno” di Trump in Ucraina, “non leggo questo dalle sue dichiarazioni.

Ha parlato in più occasioni di ‘pace con la forza’ e io ho sempre sostenuto che l’unico modo per costringere la Russia a sedersi ad un tavolo di trattative era costruire una situazione di difficoltà” sul campo.

“Trump ha la capacità di dosare diplomazia e deterrenza e prevedo che anche questa volta sarà così. Lui può andare avanti nella soluzione, ma non prevedo che questo significhi abbandonare l’Ucraina”, circostanza che “sarebbe un errore dal mio punto di vista”. Così la premier Giorgia Meloni in conferenza stampa.
Questa “guerra doveva durare 3 giorni, a febbraio saranno 3 anni. A dicembre 2022 la Russia controllava il 17,4 % del territorio; dopo 2 anni, con perdite ingenti, ne controlla il 18%, +0,6%. Lo dico anche per smontare la narrazione che la Russia abbia già vinto. Se oggi si parla di pace è perché la Russia si è un po’ impantanata in Ucraina”, grazie al “coraggio” degli ucraini e al “nostro sostegno”, ha aggiunto.

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