Castellammare di Stabia, arrestata un’insegnante per violenze sessuali su alcuni studenti

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Una docente è stata arrestata con l’accusa di aver tenuto comportamenti di natura sessuale con alcuni alunni della scuola media dove svolgeva il ruolo di insegnante di sostegno. La vicenda era salita alla ribalta lo scorso mese di novembre, quando un gruppo di genitori si era recato presso la sede di un istituto di Castellammare di Stabia per “farsi giustizia”, aggredendo la prof, dopo che i figli avevano raccontato di incontri in luoghi appartati a scuola con l’insegnante, durante i quali la donna di 40 anni avrebbe mostrato ai ragazzi – tutti minori di 14 anni – video pornografici e avrebbe tenuto comportamenti a sfondo sessuale. Dalle indagini svolte dai carabinieri, la donna avrebbe creato anche un gruppo social con alcuni alunni, nel quale gli unici argomenti trattati sarebbero stati di carattere sessuale. Ad eseguire il provvedimento di custodia cautelare in carcere, emesso dal gip del tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della Procura, sono stati i carabinieri della compagnia di Castellammare di Stabia: la docente 40enne è accusata di maltrattamenti, violenza sessuale, induzione al compimento di atti sessuali e corruzione di minorenne. La donna è stata portata nel carcere femminile di Benevento.    

Pasquale D’Ascoli

occhio.com

Torino, truffe per borse di studio: denunciati 23 studenti universitari

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La guardia di finanza di Torino ha scoperto una truffa da oltre mezzo milione di euro per le borse di studio universitarie, in collaborazione con l’Edisu (l’ente regionale per il diritto allo studio universitario) del Piemonte.

Si tratta nello specifico di 513.522,95 euro, finanziati in parte con risorse del Pnrr, ma anche della possibilità di beneficiare dell’esenzione dal pagamento delle tasse universitarie, erogate in due tranche annuali.

L’indagine, denominata “Fake Home” ha coinvolto ottanta studenti stranieri, in maggioranza iraniani, indiani e pachistani, sia donne che uomini e in differenti sedi degli atenei torinesi. Degli ottanta, 23 sono stati denunciati a vario titolo per indebite percezioni di erogazioni pubbliche, dopo che avevano ottenuto nell’anno accademico 2022/2023 entrambe le tranche della borsa (superando quindi la soglia di 3.999,96 euro che porta in campo penale), 47 hanno avuto sanzioni amministrative per complessivi 404.544,61 per avere ottenuto la prima tranche dell’anno 2023/2024 (uno è anche tra i denunciati) e altri undici sono stati segnalati per avere provato a ottenere la borsa di studio nel 2024/2025, dunque sono stati esclusi dalle graduatorie dall’Edisu. Tutti coloro che hanno ricevuto indebitamente le borse di studio dovranno restituire le cifre percepite. Tra i denunciati ci sono due proprietari di immobili e un intermediario, che fungeva in parte anche da mediatore linguistico. Quest’ultimo, secondo le indagini, faceva da tramite con i proprietari degli immobili.
L’indagine, coordinata dalla Procura di Torino e condotta dal primo nucleo operativo metropolitano della guardia di finanza è partita dall’incongruenza riscontrata tra il numero di contratti di locazione e le effettive capacità di quattro immobili di un uomo di 37 anni, di origine ucraina, residente a Torino.
Risultavano in affitto 66 studenti. I finanzieri hanno scoperto che il proprietario di casa certificava il pagamento di un affitto, ottenendo in cambio 500-600 euro per ogni contratto fasullo, mentre gli studenti avevano così titolo a chiedere la borsa di studio, nonostante in realtà vivessero da amici.
Il modo di agire veniva diffuso con un passaparola via social in una serie di chat. La finanza ha individuato poi un altro proprietario di alloggi a Torino, un italiano di 34 anni, che ha fatto contratti fittizi a tre studenti.
Albina Celentano

occhio.com

Bari, l’assassino di Francesco Dogna ha confessato

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Antonio Rizzi, l’operaio 42enne pregiudicato di Bari fermato ieri sera per l’omicidio volontario aggravato dalla crudeltà di Francesco Dogna, ha confessato agli inquirenti di aver ucciso il 63enne, che viveva da solo nella sua casa del quartiere Santo Spirito di Bari.

L’omicidio sarebbe stato commesso la notte tra il 7 e l’8 gennaio al culmine di una lite, per gli inquirenti “verosimilmente a seguito di incomprensioni relative all’uso di stupefacenti”.

Nel decreto di fermo si legge anche che il movente potrebbe risiedere nella volontà di Rizzi di ottenere dei soldi da Dogna a causa delle difficoltà economiche in cui versava.
Dogna, come emerso dall’autopsia, è stato ucciso con 85 fendenti, sferrati con due coltelli recuperati nella cucina dell’appartamento. Nelle prossime ore ci sarà l’udienza di convalida del fermo: Rizzi – che ha precedenti per maltrattamenti in famiglia e reati contro il patrimonio – si trova in carcere a Bari. Da quanto emerso, Dogna e Rizzi si conoscevano da oltre 10 anni, ma il rapporto tra i due era per lo più sconosciuto ad amici e parenti della vittima. Ad alcuni amici, però, nel corso degli anni Dogna avrebbe detto – come riferito dagli stessi agli inquirenti – di una sua frequentazione con un uomo di malaffare, presumibilmente legato alla criminalità organizzata del quartiere Japigia di Bari, e con un tossicodipendente che avrebbe voluto aiutare per superare la sua dipendenza. Questa persona in passato, come si legge sempre nel decreto di fermo, avrebbe invitato Dogna a partecipare ad alcune ricorrenze (battesimo o comunione) del figlio.
L’analisi delle telecamere di sorveglianza della zona, insieme al tracciato Gps della macchina di Rizzi, hanno permesso agli inquirenti (la pm Carla Spagnuolo ha coordinato le indagini dei carabinieri) di individuare e fermare Rizzi a pochi giorni dal delitto, impedendo una sua probabile fuga al nord Italia e all’estero che, sempre per gli inquirenti, l’uomo stava progettando. Rizzi, come emerge dal decreto di fermo, dopo il delitto avrebbe rubato il portafogli e il cellulare a Dogna, che infatti in piena notte risultava a diversi chilometri di distanza dalla sua abitazione. Il 42enne è stato fermato nella casa in cui viveva con moglie e figli.

occhio.com

Messina, 26enne uccide la madre a coltellate

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Un uomo ha ucciso con 15 coltellate la madre, Caterina Pappalardo, di 62 anni, nell’abitazione della donna in via Cesare Battisti a Messina. L’omicidio sarebbe avvenuto pare al culmine di un diverbio tra i due. L’uomo è stato arrestato.

Sul posto agenti della squadra mobile della Questura e i carabinieri del comando provinciale di Messina. Sull’omicidio la Procura ha aperto un’inchiesta. Il figlio della vittima, Giosuè Fogliani, 26 anni, che avrebbe ammesso le proprie responsabilità alla polizia.

   Secondo una prima ricostruzione, l’uomo, al culmine di una lite in casa, avrebbe inseguito la madre e l’avrebbe prima stordita utilizzando dello spray al peperoncino e poi l’avrebbe colpita con almeno 15 coltellate.

Sul posto sono arrivati polizia e carabinieri allertati dai vicini di casa che si erano allarmati sentendo urlare la donna. Il figlio avrebbe aperto la porta di casa alla polizia mentre era ancora sporco di sangue e avrebbe ammesso di avere ucciso la madre. Il 26enne è stato quindi arrestato.Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Vito Di Giorgio, sono in corso per chiarire l’esatta dinamica del delitto e il suo movente.  

occhio.com

Scala (SA), bimba di cinque mesi morta in casa: disposta l’autopsia

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Sarà l’autopsia a chiarire le cause della morte di una bambina di 5 mesi e mezzo, deceduta questa mattina a Scala, in Costiera Amalfitana.

La piccola era in casa, in compagnia di alcuni familiari, quando ha avvertito un malore.

Nonostante i soccorsi, non c’è stato nulla da fare.
Accertamenti sono stati effettuati dai carabinieri della compagnia di Amalfi. La Procura di Salerno ha disposto l’autopsia per chiarire le cause della morte.
“Oggi la nostra comunità è stata scossa da un profondo e lacerante dolore”, ha scritto sui social la sindaca di Scala, Ivana Bottone. “Una notizia straziante, rispetto alla quale non ci sono parole, ma solo silenzio e raccoglimento”. Nel giorno dei funerali verrà proclamato il lutto cittadino.

occhio.com

E’ morto il fotografo Oliviero Toscani

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Èmorto Oliviero Toscani: lo ha annunciato la famiglia in un breve comunicato stampa.

“Con immenso dolore diamo la notizia che oggi, 13 gennaio 2025, il nostro amatissimo Oliviero ha intrapreso il suo prossimo viaggio. Chiediamo cortesemente riservatezza e comprensione per questo momento che vorremmo affrontare nell’intimità della famiglia. Kirsti Toscani con Rocco, Lola e Ali”, si legge nella nota firmata dalla moglie Kirsti e dai figli. Non ci sarà la camera ardente.

La salma di Oliviero Toscani, morto intorno alle 3 di stamani all’ospedale di Cecina (Livorno), dovrebbe rimanere nella camera mortuaria della struttura ospedaliera fino a domani quando dovrebbe essere cremata a Livorno al cimitero dei Lupi. Come già detto da Michele Emdin, il cardiologo del fotografo, non ci sarà la camera ardente. Il fotografo milanese da decenni viveva con la famiglia in una tenuta a Casale Marittimo, borgo a cavallo delle province di Pisa e Livorno in Val di Cecina, da dove venerdì scorso è stato portato all’ospedale di Cecina per l’aggravarsi delle sue condizioni di salute.

occhio.com

Birmania, 15 vittime per un raid aereo nel Kachin

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In Birmania un raid aereo dei militari su un villaggio nello Stato settentrionale di Kachin ha provocato la morte di almeno 15 persone e il ferimento di altre 10 in un affollato mercato.

Lo affermano i ribelli del locale gruppo etnico, l’Esercito per l’indipendenza Kachin (Kia), che dispone di circa 7.000 combattenti, controlla la regione e combatte contro la giunta golpista.

“Tutte le persone uccise erano civili ed erano o cercatori d’oro o commercianti”, ha detto il portavoce del Kia Naw Bu.
La giunta militare che ha preso il potere in Birmania con il colpo di Stato del febbraio 2021, mettendo fine a un decennio di democrazia, fatica a controllare il Paese, in preda a movimenti di resistenza, per lo più su base etnica. I militari sono accusati di aver ripetutamente colpito i civili in incursioni aeree giudicate indiscriminate. Lo Stato di Kachin, dove prevale l’omonimo gruppo etnico in maggioranza cristiano, è ricco di miniere d’oro, di giada e di terre rare: materie prime esportate quasi totalmente in Cina.
   

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Pescia, operaio muore travolto da un albero

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Un operaio è morto stamani travolto da un albero in provincia di Pistoia, a Pescia.

Sul posto intervenuti con i sanitari i vigili del fuoco, i carabinieri e anche il personale della medicina del lavoro.

   Secondo quanto appreso l’uomo, 59 anni, residente a Pescia, stava tagliando l’albero che gli è poi crollato poi addosso.

 L’operaio, Mario Morina, lavorava, per conto di una cooperativa incaricata dal Comune di fare manutenzione del verde. L’uomo, che viveva con la moglie nella frazione di Medicina, era in compagnia di un collega che ha allertato i soccorsi e che, una volta giunti sul posto, non hanno potuto che constatare il decesso del 59enne.

   “Gli operai – commenta il sindaco Riccardo Franchi – dovevano eseguire una manutenzione ordinaria, ripulire il sentiero e fare uno sfalcio dell’erba. Si dovrà ora capire perché si è tentato di tagliare quell’albero”.  era dipendente di una cooperativa che si occupa della manutenzione del verde per conto del Comune.

L’incidente si è verificato lungo via Colli Veneri, una strada sterrata che porta a una zona boschiva. Da capire se nel crollo della pianta possa avere o no influito il forte vento che interessa anche la provincia di Pistoia. Sulla dinamica dell’incidente sono in corso i rilievi del personale della medicina del lavoro della Asl. 

occhio.com

Rignano sull’Arno, albero cade su uno scuolabus

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Un albero è caduto su una scuolabus nel comune di Rignano sull’Arno, in provincia di Firenze.

Sul posto intervenuti i sanitari inviati dal 118 e i vigili del fuoco.  Tutto è accaduto intorno alle 8.20 lungo la strada comunale del Salceto.

A seguito della caduta dell’albero sulla scuolabus otto bambini e due adulti, l’autista e l’accompagnatrice sono stati portati in ospedale per controlli o cure. E’ quanto si apprende da fonti sanitarie che parlano di traumi leggeri. In particolare sei bambini sono stati portati per controlli pediatrici all’ospedale di Ponte a Niccheri, nel comune di Bagno a Ripoli. Due invece quelli trasportati al pediatrico Meyer. A Ponte a Niccheri portati anche autista e accompagnatrice. 

“Abbiamo avuto fortuna perché l’albero caduto ha rotto solo il parabrezza”. Così Giacomo Certosi, sindaco di Rignano sull’Arno (Firenze), che questa mattina si è recato sul luogo dove un albero di alto fusto è caduto su uno scuolabus.  La pianta ad alto fusto che è crollata ha investito lo scuolabus sulla parte anteriore, danneggiando il parabrezza. 

occhio.com

Latina, donna uccisa dai cani di un amico

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E’stata azzannata e uccisa da alcuni cani in una località alle porte di Latina.

Secondo le prime ricostruzioni la donna, una trentenne di origini straniere, è stata assalita dagli animali nel giardino dell’abitazione di un amico che era andata a trovare.

A lanciare l’allarme sono stati i vicini. Sul posto sono intervenuti gli agenti di polizia della questura pontina che hanno tentato di allontanare cani sparando un colpo di pistola. La donna è stata trasportata in ambulanza all’ospedale Santa Maria Goretti ma è deceduta poche ore dopo a causa delle gravi ferite riportate.
    Già la scorsa settimana gli stessi cani avevano aggredito un’altra donna e il proprietario di casa.

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