Ong: “Tre morti in Siria per un raid israeliano”

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Un attacco aereo israeliano ha colpito per la prima volta un obiettivo militare delle forze di sicurezza del nuovo regime siriano, provocando la morte di tre persone: lo hanno riferito fonti mediche e l’ong Osservatorio siriano per i diritti umani.

“Un drone israeliano ha lanciato un attacco contro un convoglio militare uccidendo due membri del dipartimento delle operazioni militari e ferendo un’altra persona” nella regione di Quneitra, nella Siria meridionale, ha detto l’ong basata a a Londra.

Una fonte medica ha detto all’Afp che tra le vittime c’è anche un funzionario locale.

occhio.com

Gioia Tauro, sequestrati 110kg di cocaina

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I finanzieri del Comando provinciale di Reggio Calabria e funzionari dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli hanno sequestrato nel porto di Gioia Tauro 110 chili di cocaina purissima che era nascosta all’interno di un container proveniente dal Nord America e diretto in Italia, che trasportava bobine di carta.
Il carico di droga è stato scoperto nell’ambito di un’attività di analisi operativa e di costante monitoraggio delle spedizioni commerciali in transito nell’area portuale condotta, in particolare, dai militari del Gruppo di Gioia Tauro e da funzionari del locale Ufficio delle dogane.
La droga sequestrata, una volta immessa sul mercato, avrebbe potuto fruttare alle organizzazioni criminali circa 20 milioni di euro.
L’individuazione del carico di cocaina è stata possibile grazie all’uso apparecchiature scanner in dotazione ad Adm, nonché all’ausilio delle unità cinofile in forza al Gruppo della guardia di finanza di Gioia Tauro.
Il porto calabrese si conferma un importante crocevia del traffico internazionale di stupefacenti.

occhio.com

Corea del Sud, arrestato il presidente Yoon

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Il presidente sudcoreano Yoon Suk-yeol è stato arrestato.

Lo ha riferito l’agenzia dell’anticorruzione (Cio) di Seul, facendo così dell’ex procuratore capo nazionale il primo presidente in carica – sia pure sospeso dalle sue funzioni a causa della procedura di impeachment in corso – nella storia della Corea del Sud a finire in manette.

Il presidente Yoon Suk-yeol, sotto impeachment per la breve imposizione della legge marziale del 3 dicembre, si è rifiutato di testimoniare negli interrogatori avuti all’agenzia dell’anticorruzione (Cio) subito dopo l’arresto. Lo riferisce la Yonhap.
Precedentemente aveva affermato di aver accettato di sottoporsi agli interrogatori. A dispetto delle “numerose illegalità contestate all’inchiesta, ho deciso di rispondere all’ufficio investigativo sulla corruzione”, ha detto Yoon in un messaggio video preregistrato, ribadendo di non accettare “la legalità dell’inchiesta” e precisando che si stava adeguando “per impedire qualsiasi sfortunato spargimento di sangue”.

occhio.com

Foggia, clochard muore per il freddo

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Un uomo senza fissa dimora di 56 anni, originario dell’est Europa, è stato trovato senza vita questa mattina a Orta Nova, nel Foggiano.

A dare l’allarme sono stati alcuni passanti che hanno notato il corpo riverso sull’asfalto. Quando i soccorsi sono giunti sul posto non hanno potuto fare altro che constatare il decesso dell’uomo.
Da un primo esame del cadavere si escludono segni di violenza. E’ probabile che l’uomo sia stato colpito da un malore, forse aggravato dalle temperature rigide degli ultimi giorni.
Il 56enne era conosciuto nella cittadina in cui viveva da tempo. I carabinieri proseguono con gli accertamenti.

Marco Gaudini

occhio.com

Bressanone, 18enne italiano picchiato da coetanei di lingua tedesca

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Lo hanno pestato con pugni e calci in faccia mentre era a terra, inerme, senza alcuna possibilità di reagire.

Nessuno li ha fermati, qualcuno addirittura era intento a farsi un selfie mentre gli aggressori urlavano ‘sporco italiano’ al 18enne sanguinante sul pavimento.

E’ quanto avvenuto sabato scorso, all’esterno del Forum di Bressanone dove si stava svolgendo il “Maturaball”, una tradizionale festa dei maturandi per finanziare la gita scolastica di fine anno. Il video della mattanza, ineluttabilmente, è finito sui social network scatenando una ridda di polemiche tanto che il deputato di Fratelli d’Italia, Alessandro Urzì, ha annunciato di voler sottoporre il caso “all’attenzione del ministro dell’Interno, Piantedosi”.
Le immagini dell’aggressione hanno fatto preso il giro del web, finendo anche sul telefonino del papà del ragazzo. “Lo tenevano a terra e gli altri gli tiravano i cazzotti e i calci in faccia come una palla da calcio – ha raccontato alla TgR locale -. Nessuno di quelli che era lì affianco è intervenuto per aiutarlo, erano fermi a farsi i selfie. Chi ha sbagliato ora deve pagare”. Secondo quanto riferito dal genitore gli autori dell’aggressione sarebbero stati alcuni coetanei di lingua tedesca di un paese vicino Bressanone. Secondo quanto raccontato, il ragazzo sarebbe intervenuto per difendere un amico minorenne in difficoltà. A quel punto è scattata la violenza, che ha causato al 18enne un trauma cranico, la frattura dell’orbita e del setto nasale.

Pasquale D’Ascoli
   

occhio.com

Castellammare di Stabia, arrestata un’insegnante per violenze sessuali su alcuni studenti

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Una docente è stata arrestata con l’accusa di aver tenuto comportamenti di natura sessuale con alcuni alunni della scuola media dove svolgeva il ruolo di insegnante di sostegno. La vicenda era salita alla ribalta lo scorso mese di novembre, quando un gruppo di genitori si era recato presso la sede di un istituto di Castellammare di Stabia per “farsi giustizia”, aggredendo la prof, dopo che i figli avevano raccontato di incontri in luoghi appartati a scuola con l’insegnante, durante i quali la donna di 40 anni avrebbe mostrato ai ragazzi – tutti minori di 14 anni – video pornografici e avrebbe tenuto comportamenti a sfondo sessuale. Dalle indagini svolte dai carabinieri, la donna avrebbe creato anche un gruppo social con alcuni alunni, nel quale gli unici argomenti trattati sarebbero stati di carattere sessuale. Ad eseguire il provvedimento di custodia cautelare in carcere, emesso dal gip del tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della Procura, sono stati i carabinieri della compagnia di Castellammare di Stabia: la docente 40enne è accusata di maltrattamenti, violenza sessuale, induzione al compimento di atti sessuali e corruzione di minorenne. La donna è stata portata nel carcere femminile di Benevento.    

Pasquale D’Ascoli

occhio.com

Torino, truffe per borse di studio: denunciati 23 studenti universitari

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La guardia di finanza di Torino ha scoperto una truffa da oltre mezzo milione di euro per le borse di studio universitarie, in collaborazione con l’Edisu (l’ente regionale per il diritto allo studio universitario) del Piemonte.

Si tratta nello specifico di 513.522,95 euro, finanziati in parte con risorse del Pnrr, ma anche della possibilità di beneficiare dell’esenzione dal pagamento delle tasse universitarie, erogate in due tranche annuali.

L’indagine, denominata “Fake Home” ha coinvolto ottanta studenti stranieri, in maggioranza iraniani, indiani e pachistani, sia donne che uomini e in differenti sedi degli atenei torinesi. Degli ottanta, 23 sono stati denunciati a vario titolo per indebite percezioni di erogazioni pubbliche, dopo che avevano ottenuto nell’anno accademico 2022/2023 entrambe le tranche della borsa (superando quindi la soglia di 3.999,96 euro che porta in campo penale), 47 hanno avuto sanzioni amministrative per complessivi 404.544,61 per avere ottenuto la prima tranche dell’anno 2023/2024 (uno è anche tra i denunciati) e altri undici sono stati segnalati per avere provato a ottenere la borsa di studio nel 2024/2025, dunque sono stati esclusi dalle graduatorie dall’Edisu. Tutti coloro che hanno ricevuto indebitamente le borse di studio dovranno restituire le cifre percepite. Tra i denunciati ci sono due proprietari di immobili e un intermediario, che fungeva in parte anche da mediatore linguistico. Quest’ultimo, secondo le indagini, faceva da tramite con i proprietari degli immobili.
L’indagine, coordinata dalla Procura di Torino e condotta dal primo nucleo operativo metropolitano della guardia di finanza è partita dall’incongruenza riscontrata tra il numero di contratti di locazione e le effettive capacità di quattro immobili di un uomo di 37 anni, di origine ucraina, residente a Torino.
Risultavano in affitto 66 studenti. I finanzieri hanno scoperto che il proprietario di casa certificava il pagamento di un affitto, ottenendo in cambio 500-600 euro per ogni contratto fasullo, mentre gli studenti avevano così titolo a chiedere la borsa di studio, nonostante in realtà vivessero da amici.
Il modo di agire veniva diffuso con un passaparola via social in una serie di chat. La finanza ha individuato poi un altro proprietario di alloggi a Torino, un italiano di 34 anni, che ha fatto contratti fittizi a tre studenti.
Albina Celentano

occhio.com

Bari, l’assassino di Francesco Dogna ha confessato

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Antonio Rizzi, l’operaio 42enne pregiudicato di Bari fermato ieri sera per l’omicidio volontario aggravato dalla crudeltà di Francesco Dogna, ha confessato agli inquirenti di aver ucciso il 63enne, che viveva da solo nella sua casa del quartiere Santo Spirito di Bari.

L’omicidio sarebbe stato commesso la notte tra il 7 e l’8 gennaio al culmine di una lite, per gli inquirenti “verosimilmente a seguito di incomprensioni relative all’uso di stupefacenti”.

Nel decreto di fermo si legge anche che il movente potrebbe risiedere nella volontà di Rizzi di ottenere dei soldi da Dogna a causa delle difficoltà economiche in cui versava.
Dogna, come emerso dall’autopsia, è stato ucciso con 85 fendenti, sferrati con due coltelli recuperati nella cucina dell’appartamento. Nelle prossime ore ci sarà l’udienza di convalida del fermo: Rizzi – che ha precedenti per maltrattamenti in famiglia e reati contro il patrimonio – si trova in carcere a Bari. Da quanto emerso, Dogna e Rizzi si conoscevano da oltre 10 anni, ma il rapporto tra i due era per lo più sconosciuto ad amici e parenti della vittima. Ad alcuni amici, però, nel corso degli anni Dogna avrebbe detto – come riferito dagli stessi agli inquirenti – di una sua frequentazione con un uomo di malaffare, presumibilmente legato alla criminalità organizzata del quartiere Japigia di Bari, e con un tossicodipendente che avrebbe voluto aiutare per superare la sua dipendenza. Questa persona in passato, come si legge sempre nel decreto di fermo, avrebbe invitato Dogna a partecipare ad alcune ricorrenze (battesimo o comunione) del figlio.
L’analisi delle telecamere di sorveglianza della zona, insieme al tracciato Gps della macchina di Rizzi, hanno permesso agli inquirenti (la pm Carla Spagnuolo ha coordinato le indagini dei carabinieri) di individuare e fermare Rizzi a pochi giorni dal delitto, impedendo una sua probabile fuga al nord Italia e all’estero che, sempre per gli inquirenti, l’uomo stava progettando. Rizzi, come emerge dal decreto di fermo, dopo il delitto avrebbe rubato il portafogli e il cellulare a Dogna, che infatti in piena notte risultava a diversi chilometri di distanza dalla sua abitazione. Il 42enne è stato fermato nella casa in cui viveva con moglie e figli.

occhio.com

Messina, 26enne uccide la madre a coltellate

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Un uomo ha ucciso con 15 coltellate la madre, Caterina Pappalardo, di 62 anni, nell’abitazione della donna in via Cesare Battisti a Messina. L’omicidio sarebbe avvenuto pare al culmine di un diverbio tra i due. L’uomo è stato arrestato.

Sul posto agenti della squadra mobile della Questura e i carabinieri del comando provinciale di Messina. Sull’omicidio la Procura ha aperto un’inchiesta. Il figlio della vittima, Giosuè Fogliani, 26 anni, che avrebbe ammesso le proprie responsabilità alla polizia.

   Secondo una prima ricostruzione, l’uomo, al culmine di una lite in casa, avrebbe inseguito la madre e l’avrebbe prima stordita utilizzando dello spray al peperoncino e poi l’avrebbe colpita con almeno 15 coltellate.

Sul posto sono arrivati polizia e carabinieri allertati dai vicini di casa che si erano allarmati sentendo urlare la donna. Il figlio avrebbe aperto la porta di casa alla polizia mentre era ancora sporco di sangue e avrebbe ammesso di avere ucciso la madre. Il 26enne è stato quindi arrestato.Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Vito Di Giorgio, sono in corso per chiarire l’esatta dinamica del delitto e il suo movente.  

occhio.com

Scala (SA), bimba di cinque mesi morta in casa: disposta l’autopsia

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Sarà l’autopsia a chiarire le cause della morte di una bambina di 5 mesi e mezzo, deceduta questa mattina a Scala, in Costiera Amalfitana.

La piccola era in casa, in compagnia di alcuni familiari, quando ha avvertito un malore.

Nonostante i soccorsi, non c’è stato nulla da fare.
Accertamenti sono stati effettuati dai carabinieri della compagnia di Amalfi. La Procura di Salerno ha disposto l’autopsia per chiarire le cause della morte.
“Oggi la nostra comunità è stata scossa da un profondo e lacerante dolore”, ha scritto sui social la sindaca di Scala, Ivana Bottone. “Una notizia straziante, rispetto alla quale non ci sono parole, ma solo silenzio e raccoglimento”. Nel giorno dei funerali verrà proclamato il lutto cittadino.

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