Trump: “L’età dell’oro comincia adesso”

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L’età dell’oro comincia ora, il nostro Paese fiorirà e metterò sempre al primo posto l’America”: lo ha detto Donald Trump nel suo discorso d’insediamento.

“La strumentalizzazione e politicizzazione del dipartimento di Giustizia finirà con me”. “Da questo momento in poi il declino americano è finito”. “Sono stato salvato da Dio per una ragione, per rendere l’America di nuovo grande” ha detto ancora Trump sostenendo di essere stato messo a dura prova da chi ha tentato di privarlo della sua libertà e anche della sua vita, un riferimento al fallito attentato. Un passaggio accolto con un’ovazione.

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Israele libera 90 detenuti palestinesi

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Dopo quasi 7 ore dal rilascio delle tre israeliane, sono stati liberati nella notte tra domenica e lunedì i 90 detenuti palestinesi nell’ambito dell’accordo sul cessate il fuoco con Gaza.

Due autobus con i vetri oscurati hanno lasciato la prigione israeliana di Ofer, in Cisgiordania, poco dopo l’una di notte, ora locale.

Subito dopo è arrivato il comunicato ufficiale: “Questa sera, 90 terroristi sono stati (…) rilasciati” dalla prigione militare di Ofer, in Cisgiordania, e da un centro di detenzione di Gerusalemme, afferma l’Autorità carceraria israeliana mentre la folla esultava al passagio dei bus.
Tra i detenuti c’è Khalida Jarrar, quasi un personaggio storico dell’attivismo palestinese: ha 62 anni ed è una componente di spicco del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, organizzazione attiva fin dagli anni ’60, protagonista anche della Seconda Intifada e che da Israele, Stati Uniti e Ue è designata come organizzazione terroristica.
Khalida Jarrar – attivista per la difesa dei diritti umani e che proprio sui diritti dei detenuti palestinesi ha guidato importanti battaglie – è stata deputata, eletta al Parlamento palestinese nel 2006 e nell’ultimo decennio è stata a più riprese arrestata e rilasciata, sebbene mai condannata per coinvolgimento diretto nelle azioni militari del Fronte Popolare. Nel 2007 le è stato vietato di viaggiare all’estero, divieto poi revocato nel 2010 per consentirle di ricevere cure mediche in Giordania. Nel 2015 la sentenza è stata di 15 mesi di detenzione per incitamento e appartenenza a un’organizzazione vietata e l’arresto più recente nel dicembre 2023, con gli ultimi sei mesi trascorsi in isolamento in una piccola cella, stando ad alcune indicazioni.
    Dal suo ingresso in carcere oltre un anno fa non è stato consentito nemmeno al marito, Ghassan Jarrar, di farle visita in prigione, come lui stesso ha denunciato in una recente intervista. Un precedente legato ai suoi periodi in carcere riguarda la morte della figlia Suha, nel 2021, a Khalida fu negato un permesso su basi umanitarie per partecipare al funerale. Tra le altre donne che compaiono nella lista ci sono Dalal Khaseeb, di 53 anni, sorella dell’ex vice comandante di Hamas Saleh Arouri, ucciso in un attacco israeliano in un sobborgo meridionale di Beirut un anno fa. Poi Abla Abdelrasoul, 68 anni, moglie del leader del Fplp Ahmad Saadat, che nel 2001 uccise un ministro israeliano e sta scontando una condanna a 30 anni.
 Ci sono poi 21 minorenni e fra questi il più giovane ha 15 anni, si chiama Mahmoud Aliowat ed è accusato di un attacco a Gerusalemme nel 2023. Sulla base della lista pubblicata dal ministero della Giustizia, in questa prima fase dell’attuazione dell’accordo è prevista la liberazione di detenuti arrestati dal 2020, tra cui 66 solo nell’ultimo anno. Cinque sono sospettati di tentato omicidio, tre di omicidio e sette di aggressione.
 Dieci sono già stati condannati, 31 sono detenuti senza processo e 51 sono in attesa di giudizio. Al Jazeera fornisce altri dettagli sull’elenco e indica 76 prigionieri provenienti dalla Cisgiordania e 14 da Gerusalemme Est.

occhio.com

Bovalino, arrestati due fratelli per l’omicio del padre

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Due fratelli, di cui uno minorenne, sono stati sottoposti a fermo dai carabinieri con l’accusa di aver ucciso l’11 gennaio scorso il padre Francesco M., l’ex commerciante di 54 anni di San Luca trovato morto in uno stabile alla periferia di Bovalino, a ridosso della statale 106, in provincia di Reggio Calabria.

I due giovani sono accusati anche di occultamento di cadavere e porto abusivo di armi.

L’omicidio sarebbe avvenuto al culmine di un’accesa discussione nata da dissidi familiari di lunga data. A sparare sarebbe stato il fratello maggiore.

I fermi sono stati eseguiti dai carabinieri del Nucleo investigativo di Locri, con il supporto del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia e della Stazione di Bovalino.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Locri diretta da Giuseppe Casciaro e dalla Procura per i minorenni di Reggio Calabria diretta da Roberto Di Palma, hanno permesso di ricostruire l’accaduto anche grazie ai filmati dei sistemi di videosorveglianza e alle dichiarazioni del figlio maggiore.  In sostanza, tra la vittima e i due figli ci sarebbe stata un’accesa discussione nata da dissidi familiari di lunga data al culmine della quale il fratello maggiore avrebbe esploso alcuni colpi di pistola calibro 38 contro il padre uccidendolo sul colpo. Subito dopo, assieme al fratello, il giovane avrebbe nascosto il corpo in un locale interrato dell’abitazione facendo sparire l’arma del delitto.

Solo il giorno successivo, i due congiunti hanno chiamato i soccorsi. Un ritardo che ha insospettito i carabinieri. In seguito a un accurato sopralluogo sulla scena del crimine, gli investigatori sono riusciti a chiarire parte della dinamica dei fatti grazie all’analisi dei sistemi di videosorveglianza presenti sul territorio. Il resto lo ha raccontato il figlio maggiore che si è presentato spontaneamente in caserma, accompagnato dai suoi legali.

Durante l’interrogatorio, il ragazzo ha indicato il luogo in cui avevano abbandonato l’arma del delitto. La pistola, a tamburo calabro 38 e priva di matricola, infatti, è stata
trovata in un’area isolata del comune di Ardore, all’interno di un sacco che conteneva anche bossoli e diverse munizioni, tutte dello stesso calibro. Gli accertamenti balistici e tecnici sul materiale saranno fondamentali per ricostruire con precisione gli eventi. Intanto, il 18 gennaio è stata recuperata pure l’autovettura della vittima, nascosta in una zona remota dell’agro di Bovalino. La pistola e l’auto sono stati sottoposti ad accertamenti approfonditi da parte del personale specializzato della Sis di Reggio Calabria e del Ris di Messina, al fine di raccogliere ulteriori elementi probatori.

Le indagini della Procura di Locri e della Procura dei minori di Reggio Calabria proseguono nel tentativo di ricostruire il movente e le dinamiche che hanno portato all’omicidio. Per farlo, i carabinieri stanno passando al setaccio i rapporti familiari e il contesto in cui è maturato il delitto. Gli inquirenti, infatti, vogliono verificare se ci sono eventuali responsabilità di terzi oltre a quella dei due fratelli arrestati.

Pasquale D’Ascoli

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Ornavasso, 34enne ucciso dal padre al culmine di una lite

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Omicidio ad Ornavasso, comune della Bassa Ossola nel Verbano-Cusio-Ossola: la vittima è un ragazzo di 34 anni, Nicolò Borghini, ucciso dal padre, 63 anni, Edoardo Borghini, al culmine di una lite.

L’arma utilizzata è un fucile, regolarmente detenuto dal genitore. La vittima, secondo quanto si apprende dalle forze dell’ordine, avrebbe avuto precedenti di polizia.

I due vivevano insieme in una villetta in via della Conciliazione nella quale, al momento dell’omicidio, era presente anche la madre del ragazzo. Il padre è stato arrestato e sentito dai carabinieri fino a tarda notte.

L’arma utilizzata per l’omicidio è stata sequestrata dai militari, insieme ad altri quattro fucili, tutti detenuti regolarmente dal padre e l’abitazione è stata posta sotto sequestro. In giornata i carabinieri eseguiranno ulteriori sopralluoghi per effettuare i rilievi tecnici del caso. Il padre si trova ancora in caserma, dove viene sentito dal pm Laura Carrera che, informata dei fatti, si è recata nel luogo dell’omicidio.  Edoardo Borghini ha negato ai carabinieri, secondo quanto viene riferito, che il figlio Nicolò avesse problemi di droga, ipotesi circolata in un primo momento. 

occhio.com

Israele approva l’accordo su Gaza

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“Dopo aver esaminato tutti gli aspetti politici, di sicurezza e umanitari, e comprendendo che l’accordo proposto sostiene il raggiungimento degli obiettivi della guerra, la Commissione dei Ministri per gli Affari di Sicurezza Nazionale (Gabinetto politico) ha raccomandato al governo di approvare il piano proposto. Il governo si riunirà più tardi oggi”. Lo riferisce l’ufficio del primo ministro.
   

occhio.com

Russia: “Riconquistato il 60% del territorio occupato nel Kursk”

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Il ministero della Difesa di Mosca ha detto che le forze russe sono all’offensiva “in tutte le direzioni” per respingere le truppe d’invasione ucraine nella regione di Kursk e che hanno finora liberato 800 chilometri quadrati, pari a oltre il 60% del territorio occupato.
“Il nemico subisce perdite significative e si ritira dai territori occupati, nonostante il trasferimento ad essi di riserve aggiuntive”, si legge in un bollettino del dicastero, in cui si aggiunge che nelle prime due settimane di gennaio sono stati liberati quattro villaggi: Aleksandriya, Leonidovo, Russkoye Porechnoye e Kruglenkoye.
Sempre secondo il ministero della Difesa russo, gli ucraini hanno perso 5.600 soldati nei combattimenti nella regione di Kursk a partire dall’inizio dell’anno, ciò che porta il totale delle perdite a oltre 52.000 dall’inizio dell’invasione, nell’agosto scorso.

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Messina, sequestrati 22kg di cocaina nascosti in un’auto

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La polizia di Stato ha arrestato un palermitano di 51 anni, fermato nei pressi degli imbarcaderi della rada San Francesco a Messina, che trasportava nell’auto 22 chilogrammi di cocaina.

Il cane antidroga della Guardia di Finanza, Ghimly, ha segnalato la droga nell’auto che è stata poi trovata durante l’ispezione nella caserma “Nicola Calipari” dai poliziotti. In un vano creato sotto il pianale della vettura gli agenti hanno trovato venti involucri con la cocaina su cui era stato spruzzato del profumo e sui cui c’è la foto di un’automobile.
L’indagato è stato portato nella casa circondariale di Messina.
   

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Papa Francesco cade e si procura una contusione all’avambraccio

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Nuovo piccolo incidente domestico per papa Francesco: il Pontefice è caduto stamane nella sua residenza di Casa Santa Marta, riportando una contusione all’avambraccio destro che, pur senza determinare fratture, ha richiesto l’immobilizzazione dell’arto. L’episodio è stato reso noto dalla Sala stampa vaticana con una ‘comunicazione’ poco prima delle 13.00: “Questa mattina, a causa di una caduta a casa Santa Marta, papa Francesco ha riportato una contusione all’avambraccio destro, senza fratture. Il braccio è stato immobilizzato come misura cautelativa”.

La nuova caduta del Pontefice, per fortuna non grave, arriva a poco più di un mese da quella del 6 dicembre scorso, sempre a Santa Marta, che gli aveva procurato un vistoso livido tra il collo e la guancia sul lato destro del viso. Interpellato allora dai giornalisti, il portavoce vaticano Matteo Bruni aveva spiegato che “l’ematoma è conseguenza di una contusione”, e che il Papa “ha battuto il mento sul comodino”. Francesco ha comunque mantenuto questa mattina la sua agenda, svolgendo le diverse udienze previste.

Si è presentato agli appuntamenti con una sciarpa bianca legata al collo a mo’ di reggibraccio, da cui spuntava comunque il polso destro visibilmente gonfio. Al momento le condizioni di salute dell’88/enne Bergoglio, a parte le note e crescenti difficoltà a camminare e a stare a lungo in piedi, non destano soverchie preoccupazioni, anche se il ripetersi di episodi come quello di stamane aprono qualche incognita sul futuro. Intanto però Francesco conferma tutti i suoi impegni, con la fitta agenda giubilare, ai quali – si è appreso – si aggiunge la sua partecipazione domenica prossima alla trasmissione di Fabio Fazio ‘Che tempo che fa’, in onda sul Nove.

E’ la seconda volta che Francesco si fa intervistare dal noto conduttore, a distanza di un anno dal collegamento del 15 gennaio 2024. Fino a questo pomeriggio, intanto, il Papa non ha ancora commentato l’accordo tra Israele e Hamas per il cessate il fuoco a Gaza, tema su cui fin dall’inizio del conflitto ha lanciato innumerevoli appelli. Ha lasciato che a parlare fossero, ad esempio, gli ordinari cattolici di Terra Santa, capitanati dal patriarca di Gerusalemme, card. Pierbattista Pizzaballa. Ricevendo però in Vaticano la delegazione albanese della Comunità dei Bektashi di Tirana (confraternita islamica sufi di derivazione sciita), ha affermato che “in questi tempi difficili, tutti siamo chiamati a rifiutare la logica della violenza e della discordia, per abbracciare quella dell’incontro, dell’amicizia e della collaborazione nella ricerca del bene comune”.

“Nonostante le sfide del presente – ha aggiunto Francesco -, il dialogo interreligioso ha un ruolo unico nella costruzione di un futuro di riconciliazione, giustizia e pace che i popoli del mondo, e specialmente i giovani, tanto ardentemente desiderano”.

occhio.com

Pompei, trovato un grande complesso termale

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Un grande complesso termale all’interno di una domus privata, annesso ad un salone per banchetti, emerge nel cantiere di scavo in corso nell’insula 10 della Regio IX di Pompei.
 Il complesso rientra tra i più grandi e articolati settori termali privati finora noti nelle domus pompeiane in luce.

Pochi altri esempi di queste dimensioni sono presenti a Pompei, tra questi le terme dei Praedia di Giulia Felice, quelle della Casa del Labirinto e della Villa di Diomede. 

La diretta connessione degli spazi termali alla grande sala conviviale (il cosiddetto salone nero, già emerso e reso noto qualche mese fa), lascia intuire quanto la casa romana si prestava ad essere un vero e proprio palcoscenico per le celebrazioni di sontuosi banchetti, che nella società di allora avevano una funzione non limitata a ciò che oggi definiremmo “privata” in senso stretto.

Al contrario si trattava di occasioni preziose per il proprietario di per assicurarsi il consenso elettorale dei propri ospiti, per promuovere la candidatura di amici o parenti, o semplicemente per affermare il proprio status sociale. Le terme, composte da calidarium, tepidarium, frigidarium (sala calda, tiepida e fredda) e spogliatoio (apodyterium), potevano accogliere fino a trenta persone a giudicare dalle panchine presenti in quest’ultimo ambiente. Di grande effetto è la sala fredda, composta da un peristilio, ovvero una corte porticata di dimensioni 10 x 10 metri, al cui centro si trova una grande vasca. La scelta di collocare il complesso vicino al grande triclinio (sala per banchetto) rimanda e incontra una chiave di lettura nel Satyricon, nel quale il ricco liberto Trimalcione celebra la sua famosa cena, ambientata in una città campana di I secolo d.C. e dunque culturalmente non lontana dalla realtà di Pompei prima dell’eruzione del 79 d.C. Prima di recarsi al banchetto, i protagonisti del romanzo, incluso Trimalcione, si recano in un balneum (bagno).

L’intera domus occupava la parte sud dell’insula 10, e doveva appartenere a un personaggio importante della società locale. Le pareti decorate in II e III Stile dimostrano che aveva alle spalle una storia importante. Di sicuro chi possedeva questa dimora doveva appartenere all’élite della città nei suoi ultimi decenni di vita e dunque sentire la necessita di allestire a casa propria uno spazio per ospitare numerose persone, a cui offrire ricchi banchetti e l’opportunità di fare il bagno e rilassarsi nelle terme. “Il tutto era funzionale alla messa in scena di uno “spettacolo”, al cui centro stava il proprietario stesso”, sottolinea il direttore Gabriel Zuchtriegel. “Lo scavo degli ambienti in questione, ed in particolare del peristilio – aggiunge il Direttore dei lavori, Anna Onesti – è avvenuto grazie ad una modalità di esecuzione innovativa, che ha consentito di raggiungere il piano pavimentale evitando lo smontaggio degli elementi architettonici instabili del colonnato”. L’utilizzo di una struttura di supporto transitoria ha permesso di scavare l’intero colonnato, lasciando tutte le porzioni murarie al proprio posto, e rimarrà a presidio del sistema della trabeazione (la struttura orizzontale retta dalle colonne) fino ad un nuovo, futuro, progetto di restauro architettonico e strutturale, servendo anche da supporto alla sua stessa esecuzione. L’ingresso principale della domus era a sud. Qui era probabilmente collocato un atrio, dal quale si giungeva a un grande peristilio (giardino colonnato) che occupa quasi l’intera larghezza dell’isolato e di cui si intravedono le parti superiori delle colonne angolari, non ancora scavate. Su un lato del peristilio si aprivano una serie di vani. Da ovest a est: un grande oecus (ambiente di soggiorno) decorato in II stile, un corridoio, un piccolo ambiente decorato in IV stile e un oecus corinzio, circondato da almeno 12 colonne su tre lati, con una megalografia di II stile che attualmente è ancora in corso di scavo e di cui sono stati presentati a dicembre i primi risultati: il fregio con composizioni di nature morte che rappresentano cacciagione e prodotti della pesca offerti al godimento degli ospiti durante i banchetti.

occhio.com

Maltempo, allerta rossa in Sardegna

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La profonda area depressionaria, centrata fra la Tunisia e le nostre due isole maggiori, responsabile del diffuso maltempo che sta già interessando la Sardegna e parte del Sud, nel corso della giornata di domani interesserà anche Puglia e Basilicata, in particolare i relativi settori centro-meridionali e ionici.
Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso un nuovo avviso di condizioni meteorologiche avverse che integra ed estende il precedente.
L’avviso prevede dal primo mattino di domani, sabato 18 gennaio, precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale sulla Basilicata, specie sui relativi settori ionici, in estensione alla Puglia centro-meridionale.

Sulla base dei fenomeni in atto e previsti è stata valutata per la giornata di domani, sabato 18 gennaio, allerta rossa per rischio idrogeologico sul settore orientale della Sardegna.
Allerta arancione sull’intero territorio della Calabria e su parte della Sardegna. Valutata infine allerta gialla sulla restante parte della Sardegna, su settori dell’Abruzzo e su tutto il territorio di Campania, Basilicata, Molise, Puglia e Sicilia.

I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, attività elettrica e forti raffiche di vento.

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