Siracusa, 22 arresti per mafia

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La Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catania su richiesta della Procura della Repubblica-Direzione distrettuale antimafia, nei confronti di 22 persone.Sono accusate a vario titolo di associazione per delinquere di stampo mafioso, concorso esterno in associazione di tipo mafioso, associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti con l’aggravante dell’agevolazione mafiosa, detenzione, porto illegale di armi da sparo con l’aggravante dell’agevolazione mafiosa e ricettazione.

occhio.com

Brescia, operaio 63enne muore in un cantiere

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troncato da un malore mentre stava lavorando, Fatmir Xheladin Gashi è morto a 63 anni sul cantiere dell’Istituto comprensivo Darfo 1 di Darfo Boario Terme: originario di Mališevo, in Kosovo, da una vita abitava e lavorava nel Bresciano. Era residente a Rovato, dipendente di un’azienda edile con sede in paese: a Rovato abita anche il figlio Leutrim, sposato e padre di due bambini. La salma a breve verrà riconsegnata alla famiglia che potrà così organizzare il funerale, probabilmente nella sua terra di origine.

Il dramma si è consumato poco dopo le 10.30 nel cantiere delle scuole di Via Guglielmo Ghislandi. Fatmir Gashi si sarebbe improvvisamente accasciato a terra mentre stava lavorando: i colleghi hanno subito allertato il 112 che ha inviato sul posto l’automedica e un’ambulanza della Croce Rossa. I sanitari hanno cercato di rianimare a lungo il povero Gashi, per più di mezz’ora, purtroppo senza successo. E così i medici non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.

I rilievi sono stati affidati ai carabinieri di Breno: gli accertamenti medico-legali hanno confermato la morte per cause naturali. Fatmir Gashi aveva già avuto problemi di cuore in passato: lecito chiedersi per quanto ancora avrebbe dovuto lavorare sui cantieri, a 63 anni già compiuti. Senza giri di parole: è un altro morto sul lavoro.

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Jenin, 11 vittime in un raid israeliano

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“Le forze di sicurezza israeliane hanno colpito oltre 10 terroristi” nel corso di “un’operazione antiterrorismo a Jenin (in Cisgiordania, ndr) iniziata ieri” da parte delle forze dell’Esercito (Idf), dell’Agenzia di sicurezza (Isa) e della Polizia di Frontiera: lo hanno annunciato questa mattina l’Idf e l’Isa in un comunicato congiunto pubblicato su Telegram.

“Inoltre, sono stati condotti attacchi aerei sui siti delle infrastrutture terroristiche e sono stati smantellati numerosi esplosivi piazzati dai terroristi sulle strade”,  prosegue la nota.

“Le forze di sicurezza israeliane stanno continuando l’operazione”, in allusione alla operazione Muro di Ferro, lanciata due giorni fa da Israele in Cisgiordania. Successivamente il bilancio ufficiale è salito a 11 morti, 37 feriti e 30 arrestati, secondo informazioni dell’Idf citate da Ynet.

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Tunisia, 73enne italiano ucciso nella propria abitazione

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Aggredito, rapinato e ucciso nella casa di proprietà dove passava diversi mesi di vacanza durante l’anno a Sousse in Tunisia, centro costiero di 270mila abitanti, terza città del Paese.

La vittima è Paolo Corsi, 73 anni ex professore di latino e greco, marchigiano di Ripatransone nell’Ascolano. Sottratti il cellulare, il portafogli e l’auto in una dinamica ancora da chiarire. La vicenda è seguita dall’ambasciata italiana a Tunisi, in raccordo con la Farnesina, che sta prestando assistenza alla famiglia del connazionale.

Intanto da Roma, dove l’uomo risiedeva in Italia e dove vive una sua anziana sorella, il nipote in queste ore si sta recando in Tunisia dove sono in corso tutti gli accertamenti sull’omicidio. Una morte dai contorni ancora incerti. Il 73enne, amante dei viaggi e soprattutto della Tunisia dove trascorreva diversi mesi dell’anno, viene descritto da chi lo conosceva come una persona aperta e socievole, senza preoccupazioni o timori particolari, tanto che stava preparando un nuovo viaggio. “L’ho sentito due giorni prima che venisse ucciso, stava bene, era allegro e nulla faceva presagire quello che è accaduto. Era pronto ad un altro viaggio”, racconta all’ANSA Aldo Napoli, un amico di Corsi, anche lui habitué delle vacanze “rilassanti ed economiche” in Tunisia e frequentatore della casa del 73enne nel Paese nordafricano. Corsi si trovava lì da circa un mese.

occhio.com

263 camion di aiuti umanitari dall’Egitto a Gaza

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“250 camion di aiuti attraversano i valichi di Al-Awja (Nitzana) e Kerem Shalom in previsione del loro ingresso nella Striscia di Gaza”: lo ha segnalato in un messaggio diffuso al Cairo nel primo pomeriggio l’Ufficio stampa del governo egiziano precisando che “tra questi” automezzi ci sono 13 autocisterne cariche di diesel e quattro di benzina.
Su X l’emittente pubblica egiziana di sole notizie al-Qaera ha scritto stamattina che “più di 2.400 camion di aiuti sono entrati a Gaza dopo il cessate il fuoco” scattato domenica scorsa.

occhio.com

Roma, 18 arresti per droga

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Maxi sequestro di dosi di droga al Quarticciolo, alla periferia di Roma, tra cui diversi flaconi di principio attivo “Thc” allo stato liquido.

I carabinieri del Comando Provinciale di Roma, d’intesa con la Procura, hanno eseguito una serie di blitz, arrestando 18 persone e sequestrando centinaia di dosi di sostanze stupefacenti tra cocaina, crack, hashish, thc liquido nonché materiale idoneo a tagliare e confezionare le dosi di stupefacente.
Nel corso dei controlli, i militari della compagnia Casilina hanno fermato un’auto, a ridosso del quartiere, con due persone a bordo, che sono state trovate in possesso di diverse dosi di marijuana.

I militari hanno intuito che erano in contatto telefonico con un uomo che deteneva in casa ulteriori quantità di sostanze stupefacenti. Individuata l’abitazione, hanno trovato oltre 2 chili di hashish, 417 grammi di marijuana, 14 flaconcini di principio attivo THC in forma liquida e 1680 euro in contanti, ritenuti provento di attività illecita. Tutto sequestrato.
Tra gli arrestati anche un cittadino egiziano trovato in possesso di 22 dosi crack e 260 euro in contanti.
   

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Baviera, attacco con coltello: due morti e due feriti

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Due persone sono morte, tra cui un bambino, in un attacco con coltello ad Aschaffenburg, in Baviera.

Lo riporta Bild. L’aggressione è avvenuta nel parco Schöntal, nel centro della città.

Le vittime sono un uomo di 41 anni e un bambino di 2. Ci sono anche due feriti in condizioni gravi, che sono stati trasportati in ospedale per i soccorsi. La polizia tedesca ha dichiarato di aver arrestato un uomo, il presunto responsabile dell’attacco nel parco ad Aschaffenburg.. Non ci sono altri sospettati. L’uomo fermato per l’attacco è un afghano di 28 anni. Lo ha confermato all’ANSA la polizia locale. 

Ancora non chiari i motivi dell’attacco. La circolazione dei treni nella stazione sud della città è stata interrotta perché il sospettato avrebbe tentato di scappare attraverso i binari.

Una seconda persona inizialmente fermata dalla polizia sarebbe in realtà risultata estranea ai fatti e ritenuta attualmente un testimone. Dopo l’aggressione il parco – ritenuto poco sicuro e perciò tenuto d’occhio dalla polizia – è stato chiuso al pubblico. Poiché il sospettato attualmente in stato di fermo avrebbe in un primo momento tentato di scappare lungo i binari ferroviari, anche la circolazione dei treni è stata bloccata.

Secondo la polizia, però, non sussisterebbero ulteriori pericoli per i residenti. 

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Milano, autobus si schiata contro un albero: otto feriti

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I vigili del fuoco sono intervenuti poco dopo le 18 in piazza Serafino Belfanti, a Milano, a causa di un incidente che ha coinvolto un mezzo Atm della linea 47.
Per cause in corso di accertamento, il conducente dell’autobus avrebbe perso il controllo del mezzo, andando a schiantarsi contro un albero.

Otto persone di età compresa tra i 21 e i 67 anni sono rimaste ferite nello schianto, tra cui due sono state trasportate in ospedale in codice giallo. Sul posto anche gli operatori medico-sanitari intervenuti con quattro ambulanze.
A quanto fanno sapere i vigili del fuoco, che sono intervenuti con il supporto di un autogru per rimuovere il mezzo, “nell’impatto è stato anche danneggiato il reggi cavo alimentazione delle linee filobus 90 e 91”.

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Olbia, 33enne trovata con quasi un kg di cocaina in corpo

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Aveva ingerito 83 ovuli di eroina per un peso totale superiore a 900 grammi: una cittadina nigeriana di 33 anni residente a Castel Volturno (Caserta), è stata arrestata domenica mattina nel porto Isola Bianca dagli uomini delle Fiamme Gialle di Olbia durante i controlli dei passeggeri in provenienti da Civitavecchia.
    La donna, accusata di traffico di stupefacenti, al momento della sbarco della motonave partita dal Lazio, ha cercato di defilarsi dai controlli che la guardia di finanza stava eseguendo con l’aiuto dei cani Betty, Joy, Semia e Tassa.
    Fermata e interrogata, la 33enne ha fornito delle risposte incoerenti e così è stata accompagnata al pronto soccorso dell’ospedale Giovanni Paolo II di Olbia dove gli accertamenti medici hanno permesso di individuare immediatamente le decine di ovuli nel suo corpo.

Piantonata nella struttura sanitaria, dopo sei ore di osservazione, è stato possibile recuperare lo stupefacente.

L’arrestata è stata trasferita nella casa circondariale Bacchiddu di Sassari a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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Netanyahu lancia l’operazione “Muro di Ferro”

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Messi a tacere gli attacchi da Gaza e dal Libano, Israele punta a colpire “il nido di terroristi” che si nasconde in Cisgiordania, ben rifornito di armi e esplosivi provenienti dall’Iran.

Il primo ministro Benyamin Netanyahu ha annunciato la nuova operazione militare in Giudea e Samaria – nome biblico della Cisgiordania – chiamata Muro di Ferro, che sarà “vasta e significativa a Jenin. Agiamo in modo deciso contro l’asse iraniano ovunque esso estenda le sue mani: a Gaza, in Libano, in Siria, in Yemen, in Giudea e Samaria. E non finisce qui”, ha avvertito il premier. Un avvertimento che ha subito indotto i commentatori internazionali a chiedersi se Israele intenda attaccare nuovamente Teheran. 

Oltre ad allarmare i Paesi arabi della regione, che sanno di poter sempre cadere sotto la ritorsione della Repubblica islamica. A Davos il ministro degli Esteri saudita, il principe Faisal bin Farhan Al-Saud, ha dichiarato che “bisognerebbe evitare una guerra tra Israele e Iran”. Hamas da Gaza intanto ha fatto sentire la sua voce e, ribadendo l’appello alla mobilitazione generale in Cisgiordania, ha esortato i palestinesi a “intensificare i combattimenti contro Israele in risposta all’offensiva militare dell’Idf”. Nel frattempo l’operazione Muro di Ferro è partita con una serie di attacchi con droni contro le strutture utilizzate dai gruppi terroristici, hanno riferito fonti militari. I media palestinesi hanno descritto diversi attacchi aerei e, secondo le autorità sanitarie locali, almeno nove persone sono state uccise e 35 ferite. Ma non è stato chiarito se le vittime siano appartenenti alle fazioni di Hamas e Jihad islamica palestinese. Lunedì il capo di stato maggiore dell’Idf Herzi Halevi aveva affermato che l’esercito si stava preparando per “operazioni significative” in Cisgiordania, proprio durante il cessate il fuoco nella Striscia. I piani militari, hanno riferito funzionari israeliani, sono stati coordinati con l’Autorità nazionale palestinese, che teme particolarmente la presenza dei rivali di Hamas in Cisgiordania. Proprio sabato un terrorista 19enne proveniente da Tulkarem ha accoltellato un passante nel centro di Tel Aviv prima di essere ucciso da un civile armato. Intanto in Cisgiordania la tensione è altissima, su tutti i fronti. Nella notte tra lunedì e martedì decine di coloni israeliani hanno assaltato i villaggi palestinesi di Jinsafut e al Funduq, lanciando pietre, dando fuoco alle auto e cercando di entrare nelle abitazioni, come mostrano le immagini trasmesse dalla tv israeliana Kan. Due ventenni israeliani con il volto coperto sono stati gravemente feriti da un agente di polizia dopo averlo colpito con spray al peperoncino.

L’ufficiale è ora agli arresti domiciliari. Ma non ci sono notizie di altri arresti tra i coloni che hanno lanciato l’attacco. Le autorità israeliane vengono accusate da mesi di aver chiuso un occhio sulla violenza dilagante dei coloni. La responsabilità viene attribuita al ministro dimissionario Itamar Ben Gvir, sostenitore dei coloni e colono lui stesso. Venerdì il ministro della Difesa Israel Katz ha annunciato che sette israeliani in detenzione amministrativa con l’accusa di violenza sarebbero stati liberati. Donald Trump, appena reinsediato nello Studio Ovale, ha firmato l’ordine esecutivo per revocare le sanzioni ai coloni in Cisgiordania. Invertendo così la politica del suo predecessore. Nel frattempo Hamas ha confermato che quattro donne israeliane prese in ostaggio – delle sette ancora a Gaza – saranno liberate sabato, nell’ambito dell’accordo di cessate il fuoco.

La dichiarazione è arrivata dopo che un altro portavoce dell’ufficio prigionieri del gruppo terroristico aveva dichiarato lunedì che il prossimo rilascio degli ostaggi sarebbe avvenuto domenica. Le sette donne rimaste nella lista originaria di 33 da rilasciare nella prima fase sono due civili (Arbel Yehud, 29 anni, e Shiri Silberman Bibas, 34) e le cinque soldatesse ventenni Liri Albag, Karina Ariev, Agam Berger, Danielle Gilboa e Naama Levy. Anche i due piccoli Bibas, Ariel e Kfir, che ora avrebbero 5 e 2 anni se fossero vivi, sono nella lista. Per ciascuna delle soldatesse, Israele rilascerà 50 prigionieri palestinesi, 30 dei quali sono terroristi condannati all’ergastolo.

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