Arrestato Parrino, uno degli indagati dell’inchiesta “Hydra”

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È stato catturato Paolo Aurelio Errante Parrino, 77 anni, uno degli indagati della maxi inchiesta “Hydra” sulla “alleanza” delle tre mafie, dopo il rigetto da parte della Cassazione del suo ricorso contro la custodia cautelare in carcere disposta dal Tribunale del Riesame di Milano.

La misura doveva essere eseguita lo scorso 25 gennaio, ma il boss si era reso irreperibile.

occhio.com

Modica, bimbo di due anni si ustiona con una scarica elettrica in bocca

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Un bambino di soli due anni è stato trasferito in elisoccorso ieri sera dall’Ospedale Maggiore di Modica al reparto di rianimazione pediatrica del Policlinico di Messina a causa di una grave ustione al cavo orale provocata da una scarica elettrica.

Secondo le prime ricostruzioni, il piccolo avrebbe messo in bocca un oggetto elettrificato, che gli ha causato una grave lesione alla bocca. L’incidente si è verificato in un contesto domestico; i familiari hanno immediatamente allertato i soccorsi, permettendo il ricovero iniziale presso il pronto soccorso di Modica.

Le condizioni del bambino sono apparse subito gravi, per cui si è resa necessaria l’attivazione dell’elisoccorso per il trasferimento in nel reparto di rianimazione pediatrica del Policlinico di Messina.
    Al momento, la prognosi del piccolo rimane riservata.  

occhio.com

Lecce, operazione contro il narcotraffico: sequestrati 12 milioni di euro

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Beni, denaro e società per un ammontare di circa 12 milioni di euro sono stati sequestrati a Lecce e in alcuni Comuni vicini nel corso di un’operazione condotta dalla guardia di finanza, dal Servizio centrale investigativo e dalla squadra mobile di Lecce, coordinati dalla Dda della Procura del capoluogo salentino.

Il denaro, ritenuto provente dei reati di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, è riconducibile agli indagati nell’operazione dello scorso 20 novembre, che portò all’esecuzione di 35 misure cautelari, delle quali dieci in carcere, nei confronti di presunti appartenenti a clan mafiosi In quell’occasione furono identificate due associazioni, radicate nei Comuni di Lecce e nel basso Salento, dedite al traffico e al commercio in forma strutturata e organizzata di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti di diversa tipologia.

Secondo gli inquirenti, il sodalizio criminale aveva sviluppato non solo un’egemonia territoriale nel traffico degli stupefacenti ma anche un progressivo dominio sotto il profilo economico-finanziario attraverso l’acquisizione nel tempo di una serie di locali pubblici (pub e ristoranti) e alcuni esercizi commerciali nel territorio salentino, con la connivenza e la collaborazione di un noto ex commercialista salentino, attualmente in carcere. Fra gli indagati, destinatari delle misure cautelati, ci sono anche alcuni esponenti della criminalità organizzata locale, già condannati per aver fatto parte dei clan Pepe-Briganti, gruppo Penza della sacra corona unita. I reati contestati sono Lo scorso 21 dicembre il tribunale del Riesame di Lecce ha confermato le misure custodiali, riconoscendo la sussistenza del reato associativo di stampo mafioso. Nell’operazione di oggi sono stati sequestrati beni riconducibili agli indagati, ritenuti di valore sproporzionato al reddito dichiarato.

occhio.com

Giornata della Memoria, leader mondiali riuniti ad Auschwitz

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La cerimonia per l’80esimo anniversario della liberazione di Auschwitz-Birkenau ha preso il via nel museo del campo di sterminio nazista.

Ad aprire l’evento nel Giorno della Memoria sono i sopravvissuti Marian Turski, Janina Iwanska, Tova Friedman e Leon Weintraub consegnando al mondo le loro testimonianze e un monito contro l’oblio.
Anche i leader mondiali si sono riuniti per rendere omaggio alle vittime dell’Olocausto e riaffermare l’importanza di preservare la memoria: tra loro, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il cancelliere tedesco Olaf Scholz insieme al presidente Frank-Walter Steinmeier, il re Carlo d’Inghilterra, il presidente francese Emmanuel Macron, il presidente polacco Andrzej Duda e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Albina Celentano

occhio.com

Tenerife, italiano 60enne muore precipitando in parapendio

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Un italiano di circa 60 anni, Stefano Venturi, è morto domenica 26 gennaio, poco prima delle 15, in un incidente di parapendio a Tenerife (Canarie).

Per l’uomo, originario di Argenta (Ferrara), è stata fatale una caduta accidentale avvenuta nel primo pomeriggio nella zona della spiaggia di Benijo, nella parte nord-orientale dell’isola. La prima segnalazione dell’incidente è arrivata ai servizi d’emergenza alle 14.48. Sul posto si sono attivati personale sanitario, che ha confermato il decesso poco dopo, forze dell’ordine e Protezione civile. Lo conferma la polizia contattata dall’ANSA dopo che la notizia era rimbalzata sui media locali.

Venturi faceva parte di un gruppo di nove persone, tutte italiane, che stavano praticando parapendio nella zona: a riferirlo è Manfredi Roesler Franz, che si trovava per caso in quel punto e ha assistito suo malgrado alla tragedia. “Ho visto che stavano atterrando una dietro l’altra sulla spiaggia”, ha raccontato al telefono, “poi, all’improvviso, ho sentito un boato fortissimo”.

Secondo quanto ha visto da una distanza ravvicinata, il parapendio dell’uomo deceduto è stato “tranciato” da dei cavi elettrici che passano in parallelo alla spiaggia, mentre anche lui stava compiendo una manovra di atterraggio. “Le altre persone del gruppo sono passate sopra il mare, mentre lui, non si è capito perché, è passato proprio dal lato in cui ci sono i fili elettrici”, ha aggiunto Roesler Franz.

Subito dopo la caduta, aggiunge questo testimone oculare, un gruppo di infermiere che si trovava presso la spiaggia ha provato a fornirgli assistenza medica d’urgenza. I massaggi cardiaci praticatigli per diversi minuti, fino all’arrivo dei soccorsi, non sono però stati sufficienti a salvargli la vita. 

Il vice consolato di Arona, in stretto contatto con la Farnesina, sta prestando la massima assistenza ai famigliari dell’italiano deceduto, anche per il disbrigo delle pratiche per il rientro in Italia della salma del connazionale. 

Alessia Pinzarrone

occhio.com

La Corea del Nord vuole mandare nuovi soldati in Russia

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a Corea del Nord sta accelerando i preparativi per l’ulteriore dispiegamento delle sue truppe in Russia, continuando il lavoro sui potenziali lanci di un satellite spia o di un missile balistico intercontinentale (Icbm).

E’ l’ultima valutazione del Comando dei capi di stato maggiore sudcoreano, ha riferito l’agenzia Yonhap, dopo che Washington e Seul hanno accusato Pyongyang di aver inviato circa 11.000 truppe per supportare la guerra di Mosca contro l’Ucraina.

L’agenzia di spionaggio di Seul (Nis) ha affermato di recente di stimare che finora almeno 300 soldati nordcoreani siano stati uccisi e che circa 2.700 siano rimasti feriti.

Kateryna Fruttaldo

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Il Ministro Piantedosi: “Almasri espulso perchè pericoloso”

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Il cittadino libico Najeem Osema Almasri Habish è stato rilasciato nella serata del 21 gennaio “per poi essere rimpatriato a Tripoli, per urgenti ragioni di sicurezza, con mio provvedimento di espulsione, vista la pericolosità del soggetto.

Il governo ha dato la disponibilità a rendere un’informativa di maggiore dettaglio sul caso in questione. Sarà quella l’occasione utile per approfondire e riferire su tutti i passaggi della vicenda, ivi compresa la tempistica riguardante la richiesta, l’emissione e l’esecuzione del mandato di cattura internazionale, che è poi maturata al momento della presenza in Italia del cittadino libico”. Così il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi al question time al Senato sul caso Almasri.  

“A seguito della mancata convalida dell’arresto da parte della Corte d’appello di Roma, considerato che il cittadino libico era ‘a piede libero’ in Italia e presentava un profilo di pericolosità sociale, come emerge dal mandato di arresto emesso in data 18 gennaio dalla Corte Penale Internazionale, ho adottato un provvedimento di espulsione per motivi di sicurezza dello Stato” ai sensi della legge. “Il provvedimento è stato notificato all’interessato al momento della scarcerazione e, nella serata del 21 gennaio, ha lasciato il territorio nazionale”. Per Piantedosi l’espulsione in quel momento “era la misura più appropriata, anche per la durata del divieto di reingresso”.

Marco Gaudini

occhio.com

Roma, 17enne accoltellato dopo una lite a scuola

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La lite a scuola e, poco dopo, l’aggressione in strada impugnando un coltello.

Stava ritornando a casa, intorno alle 14, quando è stato raggiunto da una coltellata. E’ stato soccorso dal personale del 118 e trasportato d’urgenza, in codice rosso in ambulanza, all’ospedale San Camillo dov’è ricoverato in gravi condizioni.

Uno studente di 17 anni di origini filippine è stato ferito al collo nel primo pomeriggio in piazza Testaccio, a Roma. Il ragazzo, che compirà 18 anni tra pochi mesi, si trova ora in terapia intensiva e la sua prognosi è al momento riservata. I medici sarebbero comunque fiduciosi e non appare in pericolo di vita. All’ospedale San Camillo sono accorsi anche i genitori quando hanno saputo quello che gli era successo.

 Sul luogo dell’aggressione è intervenuta la polizia che indaga ora per far luce sulla dinamica e stabilire le responsabilità.

Da una primissima ricostruzione, sembra che tutto sia nato da un diverbio a scuola con un altro ragazzo, di origini egiziane, che avrebbe poi chiamato anche un suo amico per avere ‘rinforzi’.

Resta da stabilire quanti siano coinvolti nell’aggressione e il ruolo di ognuno. Sembrerebbe che a colpirlo sia stato proprio il ragazzino con cui aveva litigato poco prima a scuola. Restano da accertare i motivi della discussione passata poi alle vie di fatto. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire con esattezza quello che è accaduto. Per questo analizzeranno le immagini delle telecamere che potrebbero aver immortalato gli istanti in cui i ragazzi si sono incrociati e quelli in cui la vittima è stata ferita. Verranno sentiti testimoni per capire se si sia trattato di una lite a due o se, invece, siano intervenuti altri coetanei. E si cerca anche la lama con cui il diciassettenne è stato colpito.Nelle prossime ore, appena le sue condizioni lo consentiranno, il ragazzino potrebbe essere sentito dalla polizia per ricostruire la natura della lite e le fasi dell’accoltellamento.

 

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Altopascio, famiglia intossicata dal monossido di carbonio: quattro persone al Pronto Soccorso

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Quattro persone al pronto soccorso per intossicazione da monossido.

E’ accaduto questa mattina attorno alle 7 in località Marginone, nel comune di Altopascio (Lucca). I vigili del fuoco sono intervenuti per verificare la presenza di monossido all’interno di un appartamento, abitato da una famiglia di origine senegalese, composta padre, madre e due figli minori, che avevano accusato dei malori. L’uomo e la figlia sono andati in autonomia al pronto soccorso di Pescia (Pistoia), dove i medici hanno rilevato l’intossicazione.
La presenza di monossido nell’abitazione, in camera da letto, è stata confermata dai rilievi dei vigili del fuoco, dovuta, a quanto si apprende, da un braciere con carbone fossile, utilizzato per scaldare l’ambiente. Il personale sanitario ha poi trasportato al pronto soccorso di Lucca per controlli anche la madre ed il figlio.

Fabiana Pugliese
   

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Presero a sprangate un avvocato nel 2023, otto arresti per rapina e aggressione

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Otto persone sono state arrestate dalla Polizia di Stato perché ritenute componenti di una banda composta da italiani e soggetti di etnia rom che avrebbe commesso rapine e furti in tutta la Campania, tra cui una, particolarmente violenta avvenuta il 22 aprile 2023 ai danni di un noto avvocato casertano.

Il professionista, Vittorio Giaquinto, fu malmenato con una spranga, legato e derubato di centinaia di migliaia di euro, gioielli, orologi e una pistola. A partecipare al colpo furono in particolare quattro banditi che agirono con scaldacollo tirato su fino al naso e cappellino con visiera.
L’indagine che ha portato all’individuazione del gruppo di malviventi è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere e condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Caserta e dal Servizio Centrale Operativo (Sco) della Polizia.
I dettagli saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa convocata alle 10 negli uffici della Procura di Santa Maria Capua Vetere alla presenza del Procuratore Pierpaolo Bruni, dell’aggiunto Carmine Renzulli, del capo della Squadra Mobile di Caserta Dario Mongioví e del dirigente dello Sco Ivan Currà.

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