Napoli, fugge dai carabinieri contromano sul Lungomare: travolge e uccide un 60enne

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incidente Lungomare Napoli soccorsi
I soccorsi intervenuti sul Lungomare di Napoli dopo il tragico incidente mortale.

La tragedia nella notte in via Caracciolo. Un 29enne avrebbe tentato di evitare un controllo accelerando contromano sul Lungomare. Morto un uomo di Grumo Nevano investito mentre attraversava la strada

Una serata estiva si è trasformata in tragedia sul Lungomare di Napoli, dove un uomo di 60 anni, residente a Grumo Nevano, ha perso la vita dopo essere stato travolto da uno scooter lanciato contromano.

L’incidente è avvenuto nella tarda serata di giovedì 11 giugno lungo via Caracciolo, una delle arterie più frequentate della città. Secondo una prima ricostruzione, il conducente del motociclo avrebbe tentato di sottrarsi a un controllo dei Carabinieri, imboccando la carreggiata in senso opposto di marcia.

L’impatto con il pedone è stato devastante e non ha lasciato scampo alla vittima.

Tragedia sul Lungomare di Napoli: travolto mentre attraversava la strada

L’incidente si è verificato intorno alle 22:30 all’altezza del civico 12 di via Caracciolo.

Secondo quanto emerso dai primi accertamenti, un giovane di 29 anni era alla guida di uno scooter Honda con a bordo una donna di 27 anni.

Alla vista di una pattuglia dei Carabinieri, il motociclista avrebbe accelerato improvvisamente, percorrendo un tratto della strada contromano.

Pochi istanti dopo il mezzo ha investito il 60enne, identificato con le iniziali D.A.S., che in quel momento stava attraversando la carreggiata.

L’urto è stato violentissimo.

Inutili i soccorsi per il 60enne

Dopo l’impatto, sia il conducente dello scooter sia la passeggera sono caduti sull’asfalto riportando diverse ferite.

Sul posto sono intervenuti rapidamente i sanitari del 118, che hanno prestato i primi soccorsi ai tre coinvolti.

Le condizioni del pedone sono apparse immediatamente gravissime.

I soccorritori lo hanno trasportato d’urgenza all’ospedale Fatebenefratelli di Napoli, dove i medici hanno tentato in ogni modo di salvargli la vita.

Nonostante gli sforzi del personale sanitario, il quadro clinico è progressivamente peggiorato.

Alle 00:15 è stato dichiarato il decesso.

Ricoverati il motociclista e la passeggera

Il giovane alla guida dello scooter e la donna che viaggiava con lui sono stati trasferiti all’Ospedale del Mare.

Entrambi hanno riportato lesioni nell’incidente ma non sarebbero in pericolo di vita.

I medici stanno monitorando costantemente le loro condizioni mentre gli investigatori raccolgono ulteriori elementi utili alla ricostruzione dei fatti.

Carabinieri al lavoro per ricostruire la dinamica

Carabinieri hanno avviato tutti gli accertamenti necessari per chiarire l’esatta dinamica dell’accaduto.

Gli investigatori stanno verificando le modalità dell’inseguimento, la velocità del motociclo e ogni altro elemento che possa contribuire a definire eventuali responsabilità.

Saranno fondamentali anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti lungo il Lungomare e le testimonianze delle persone che hanno assistito alla scena.

Napoli sotto choc per la morte del 60enne

La tragedia ha scosso profondamente il Lungomare di Napoli, frequentato ogni giorno da residenti e turisti.

In pochi secondi una passeggiata si è trasformata in un dramma che ha spezzato la vita di un uomo di 60 anni, travolto da uno scooter in fuga.

Mentre proseguono le indagini, resta il dolore per una vittima innocente e l’ennesimo grave episodio che riporta al centro dell’attenzione il tema della sicurezza stradale e del rispetto delle regole alla guida.

occhio.com

Monopattino contro auto a Milano, Eros Gagliardi muore a 18 anni: aveva sconfitto la miocardite post-Covid per tornare a giocare a calcio

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incidente monopattino Milano Eros Gagliardi
I soccorsi intervenuti dopo il tragico incidente avvenuto nel quartiere Bicocca di Milano.

La tragedia nella notte a Milano, nel quartiere Bicocca. Il giovane viaggiava come passeggero su un monopattino coinvolto in uno scontro con un’auto. Grande appassionato di calcio, aveva già affrontato e vinto una difficile battaglia contro una miocardite sviluppata dopo il Covid

Una tragedia che ha sconvolto Milano e il mondo del calcio dilettantistico. Eros Gagliardi, 18 anni, è morto nella notte all’ospedale Niguarda dopo il grave incidente avvenuto in via dell’Innovazione, nel quartiere Bicocca.

Il giovane viaggiava come passeggero su un monopattino guidato da un amico quando il mezzo si è scontrato con un’automobile. Le ferite riportate nell’impatto si sono rivelate troppo gravi e i medici non sono riusciti a salvargli la vita.

La sua scomparsa ha colpito profondamente amici, familiari e compagni di squadra che lo ricordano come un ragazzo solare, determinato e innamorato del calcio.

Chi era Eros Gagliardi

Il nome di Eros Gagliardi era già conosciuto nell’ambiente sportivo milanese.

Fin da piccolo aveva coltivato una grande passione per il calcio, sport che rappresentava molto più di un semplice hobby. Il giovane militava nel calcio dilettantistico e sognava di continuare il proprio percorso sportivo.

Tifoso del Milan, trascorreva gran parte del suo tempo tra allenamenti, partite e amici. Proprio il calcio era diventato il simbolo della sua rinascita dopo una difficile esperienza vissuta negli anni successivi alla pandemia.

Eros Gagliardi, il giovane calciatore milanese morto a 18 anni

Eros Gagliardi e la battaglia contro la miocardite

La storia di Eros aveva già commosso molti appassionati di sport.

Dopo aver contratto il Covid, il ragazzo aveva sviluppato una miocardite, una grave infiammazione del muscolo cardiaco che lo aveva costretto a interrompere improvvisamente l’attività agonistica.

Una diagnosi che aveva messo a rischio non solo la sua carriera sportiva, ma anche il suo equilibrio emotivo.

In un’intervista rilasciata nel 2022 al portale specializzato Sprint e Sport, aveva raccontato il dolore provato in quei mesi.

«Quando mi hanno diagnosticato la miocardite è come se mi avessero dato una pugnalata al cuore. Pensavo che tutti i miei sogni sarebbero svaniti», aveva spiegato.

Nonostante la paura e le difficoltà, Eros non si era mai arreso.

Con determinazione, cure mediche e sacrifici era riuscito a superare la malattia e a ottenere nuovamente l’idoneità sportiva, tornando finalmente a giocare a calcio.

L’incidente in monopattino a Milano

La tragedia si è consumata nella notte tra l’11 e il 12 giugno.

Secondo le prime informazioni, il monopattino sul quale viaggiavano i due giovani si è scontrato con un’automobile lungo via dell’Innovazione, nella zona della Bicocca.

L’impatto è stato violentissimo.

Sul posto sono intervenuti rapidamente i sanitari del 118, che hanno trasportato il 18enne all’ospedale Niguarda in condizioni disperate.

Nonostante i tentativi dei medici, Eros Gagliardi è morto poche ore dopo il ricovero.

Le forze dell’ordine stanno lavorando per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto e accertare eventuali responsabilità.

Dolore nel mondo del calcio dilettantistico

La notizia della morte di Eros Gagliardi si è diffusa rapidamente sui social network e negli ambienti sportivi della città.

Numerosi amici, compagni di squadra e società calcistiche hanno pubblicato messaggi di cordoglio per ricordare il giovane.

Molti hanno voluto sottolineare la sua forza d’animo e il coraggio dimostrato durante la lunga battaglia contro la miocardite.

Un percorso difficile che aveva affrontato senza mai perdere la speranza di tornare a inseguire il pallone.

Milano sotto choc per la morte del 18enne

La vicenda ha riacceso anche il dibattito sulla sicurezza dei monopattini elettrici e sulla necessità di rispettare le norme previste dal codice della strada.

Per amici e familiari, però, resta soprattutto il dolore per una vita spezzata troppo presto.

Dopo aver vinto una sfida durissima contro una malattia che sembrava avergli tolto il futuro, Eros Gagliardi era riuscito a tornare in campo. Un sogno riconquistato con sacrificio che si è interrotto tragicamente in una notte di giugno sulle strade di Milano.

occhio.com

Trump esulta sull’Iran: «Abbiamo vinto da soli, Europa irrilevante». Accordo vicino, attesa per il sì di Teheran

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Trump Iran accordo guerra Stati Uniti
Donald Trump durante le dichiarazioni sull'accordo con l'Iran dalla Casa Bianca.

Il presidente americano annuncia un’intesa imminente con l’Iran e rivendica il successo della guerra. Teheran frena: «Nessuna conclusione definitiva». Possibile firma a Ginevra nel fine settimana

La guerra tra Stati Uniti e Iran potrebbe essere vicina a una svolta decisiva. Ad annunciarlo è stato il presidente americano Donald Trump, che nelle ultime ore ha dichiarato di aver ottenuto il via libera di Teheran a un accordo destinato a porre fine al conflitto.

Parlando dalla Casa Bianca e in una conversazione telefonica con il corrispondente de La7, Trump ha rivendicato il ruolo esclusivo degli Stati Uniti nella gestione della crisi, lanciando una dura stoccata agli alleati europei.

«Abbiamo vinto la guerra da soli. L’Europa e il G7 sono stati irrilevanti», ha affermato il presidente americano.

L’intesa, tuttavia, non è ancora stata ufficialmente confermata dall’Iran.

Trump Iran, l’annuncio sull’accordo

Secondo Trump, l’accordo sarebbe ormai pronto e potrebbe essere firmato già nel fine settimana.

«Abbiamo ottenuto tutto quello che volevamo. Hanno accettato di non dotarsi mai di armi nucleari. Firmeremo molto presto, forse nel fine settimana in Europa», ha dichiarato.

Il presidente americano ha inoltre precisato che non sarà presente alla cerimonia.

A rappresentare Washington dovrebbe essere il vicepresidente JD Vance.

Secondo il sito americano Axios, la firma potrebbe avvenire a Ginevra, dove sarebbero già in corso i preparativi logistici.

Trump Iran: «Europa irrilevante»

Tra i passaggi che hanno suscitato maggiore attenzione ci sono le dichiarazioni sul ruolo degli alleati occidentali.

Trump ha sostenuto che gli Stati Uniti non avessero bisogno del sostegno europeo per raggiungere gli obiettivi militari e diplomatici.

«Non avevamo bisogno del loro aiuto. Abbiamo vinto la guerra», ha dichiarato.

Parole che rischiano di alimentare nuove tensioni con l’Unione Europea e con diversi partner della Nato, proprio mentre si discute del futuro assetto della sicurezza internazionale.

Teheran frena: «Nessuna conclusione definitiva»

Dall’altra parte, però, arrivano segnali più prudenti.

Il portavoce del ministero degli Esteri iranianoEsmail Baghaei, ha dichiarato che non esiste ancora una conclusione definitiva sull’intesa.

«La questione è al vaglio delle istituzioni competenti e, qualora si giungesse a una conclusione, ne saremo informati», ha spiegato.

Secondo Teheran, alcune richieste avanzate dagli Stati Uniti negli ultimi giorni avrebbero complicato la fase finale dei negoziati.

I media iraniani vicini ai Pasdaran hanno inizialmente smentito l’esistenza di un accordo, per poi sostenere che il testo attualmente in discussione rispecchierebbe in larga parte le richieste avanzate dalla Repubblica Islamica.

Cosa prevede l’accordo tra Stati Uniti e Iran

Secondo le indiscrezioni pubblicate da Axios, il memorandum d’intesa prevederebbe diversi punti chiave.

L’Iran si impegnerebbe a non sviluppare mai armi nucleari e ad accettare controlli internazionali sul proprio programma atomico.

In cambio riceverebbe un graduale alleggerimento delle sanzioni economiche.

L’accordo includerebbe inoltre:

  • la riapertura immediata dello Stretto di Hormuz;
  • un cessate il fuoco esteso per 60 giorni;
  • nuovi negoziati sul nucleare iraniano;
  • meccanismi per la gestione delle scorte di uranio arricchito;
  • un possibile accesso graduale ai fondi iraniani congelati all’estero.

Secondo alcune fonti diplomatiche, l’intesa sarebbe stata mediata con il contributo di Qatar e Pakistan e potrebbe essere denominata “Accordo di Islamabad”.

Mercati in festa, petrolio e gas in calo

Le prospettive di un accordo hanno avuto effetti immediati sui mercati finanziari.

Le principali borse europee hanno aperto in forte rialzo, mentre il prezzo del gas e del petrolio ha registrato una significativa flessione.

A Milano il Ftse Mib è salito oltre l’1%, trainato soprattutto dal settore bancario.

In calo invece i titoli energetici, penalizzati dalla prospettiva di una normalizzazione dei flussi commerciali nel Golfo Persico.

Anche il gas europeo al TTF di Amsterdam ha aperto in ribasso di oltre il 5%.

Gli Usa preparano il ridimensionamento militare in Europa

Nel frattempo emergono indiscrezioni su un possibile ridimensionamento della presenza militare americana nel continente europeo.

Secondo il New York Times, il Pentagono starebbe valutando una significativa riduzione di caccia, navi da guerra e mezzi destinati alle operazioni Nato.

Tra le ipotesi figurano il ritiro di parte degli F-16 e degli F-15E schierati in Europa, oltre allo spostamento di una portaerei e di un sottomarino lanciamissili.

Una decisione che potrebbe avere importanti conseguenze sugli equilibri strategici dell’Alleanza Atlantica.

Attesa per il via libera definitivo di Khamenei

L’ultimo passaggio decisivo resta ora l’approvazione da parte della leadership iraniana.

Secondo Trump, la Guida Suprema avrebbe già dato il proprio assenso.

Da Teheran, però, non è ancora arrivata alcuna conferma ufficiale.

Le prossime ore saranno quindi decisive per capire se il conflitto tra Stati Uniti e Iran sia davvero arrivato alla sua conclusione o se restino ancora ostacoli da superare prima della firma definitiva.

occhio.com

Cinisello Balsamo, cosparge il padre di liquido infiammabile e gli dà fuoco: arrestato 47enne

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Carabinieri scientifica omicidio Cinisello Balsamo
I Carabinieri e gli specialisti della scientifica intervenuti nell'abitazione dove si è consumata la tragedia.

L’anziano di 73 anni è morto tra le fiamme all’interno dell’abitazione. I Carabinieri hanno bloccato il figlio sul posto. La Procura di Monza coordina le indagini

Una tragedia familiare ha sconvolto Cinisello Balsamo, nell’hinterland milanese, dove un uomo di 47 anni avrebbe ucciso il padre di 73 anni al termine di una violenta aggressione culminata con un incendio mortale.

Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, il figlio avrebbe prima colpito l’anziano con un oggetto contundente e successivamente lo avrebbe cosparso di liquido infiammabile, dandogli fuoco all’interno dell’abitazione.

Per il pensionato non c’è stato nulla da fare. L’uomo è morto tra le fiamme prima dell’arrivo dei soccorsi.

Omicidio Cinisello Balsamo, l’intervento dei Carabinieri

L’allarme è scattato nelle prime ore della mattina, quando una segnalazione ha indicato la presenza di un incendio in un appartamento di Cinisello Balsamo.

Sul posto sono intervenuti rapidamente i militari della Stazione dei Carabinieri di Cinisello Balsamo e il personale della Sezione Radiomobile di Sesto San Giovanni.

I militari hanno tentato di contenere il rogo utilizzando gli estintori in dotazione, in attesa dell’arrivo dei Vigili del Fuoco.

Le operazioni si sono concentrate sia sul contenimento delle fiamme sia sulla messa in sicurezza dell’area.

Omicidio Cinisello Balsamo, la ricostruzione degli investigatori

I primi accertamenti effettuati dagli investigatori delineano un quadro particolarmente drammatico.

Secondo la ricostruzione dei Carabinieri, il 47enne avrebbe aggredito il padre all’interno dell’abitazione utilizzando un corpo contundente.

Successivamente avrebbe versato sulla vittima del liquido infiammabile e avrebbe appiccato il fuoco.

Gli investigatori stanno verificando ogni dettaglio per ricostruire con precisione la sequenza degli eventi e chiarire il movente dell’omicidio.

Arrestato il figlio della vittima

I Carabinieri hanno bloccato immediatamente il presunto responsabile.

L’uomo è stato arrestato sul posto e accompagnato negli uffici dell’Arma per le procedure di rito.

Secondo quanto emerso nelle prime ore delle indagini, il 47enne potrebbe soffrire di disturbi della personalità, circostanza che sarà comunque oggetto di ulteriori approfondimenti investigativi e giudiziari.

La sua posizione è ora al vaglio dell’autorità giudiziaria.

Procura di Monza al lavoro sulla tragedia

Le indagini sono coordinate dalla Procura della Repubblica di Monza.

Sul luogo del delitto sono attesi il pubblico ministero titolare dell’inchiesta, il medico legale e gli specialisti della Sezione Investigazioni Scientifiche dei Carabinieri di Milano.

Gli esperti effettueranno rilievi tecnici e accertamenti forensi per raccogliere tutti gli elementi utili a ricostruire l’accaduto.

Fondamentali saranno anche gli esami medico-legali sul corpo della vittima.

Comunità sotto shock

La notizia dell’omicidio ha rapidamente fatto il giro della città, suscitando sgomento tra residenti e vicini di casa.

Una vicenda che presenta contorni particolarmente drammatici e che ha trasformato una normale abitazione in una scena del crimine.

Nelle prossime ore gli investigatori continueranno a raccogliere testimonianze e riscontri utili per definire con precisione ogni aspetto della tragedia familiare.

occhio.com

Ucraina, Meloni rilancia il ruolo dell’Europa: «Serve una figura autorevole per i negoziati di pace»

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Giorgia Meloni Camera dei Deputati Ucraina
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante le comunicazioni alla Camera in vista del Consiglio europeo

La premier interviene alla Camera in vista del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno. Confermato il sostegno a Kiev e l’impegno per una pace giusta e duratura insieme a Stati Uniti, Nato e partner del G7

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta alla Camera dei Deputati in vista del prossimo Consiglio europeo del 18 e 19 giugno, illustrando le priorità che l’Italia porterà al tavolo dei leader dell’Unione Europea.

Al centro del suo intervento ci sono stati la guerra tra Russia e Ucraina, il ruolo dell’Europa nei futuri negoziati di pace e il processo di allargamento dell’Unione ai Paesi candidati.

La premier ha ribadito la linea del governo italiano sul conflitto, sottolineando che il sostegno a Kiev resta una priorità strategica per favorire l’avvio di una vera trattativa diplomatica.

Meloni Ucraina, la proposta per il negoziato europeo

Il passaggio più rilevante del discorso riguarda il ruolo che l’Europa dovrebbe assumere nel processo di pace.

«Sostengo da tempo la necessità di individuare una figura autorevole investita della fiducia e del mandato di tutti gli Stati membri per portare il punto di vista dell’Europa ed è in questa direzione che continuo a lavorare», ha dichiarato Giorgia Meloni.

Secondo la presidente del Consiglio, l’Unione Europea deve rafforzare il proprio peso politico nei futuri negoziati tra Mosca e Kiev e contribuire in maniera più incisiva alla costruzione della sicurezza continentale.

Meloni Ucraina: «La nostra linea non cambia»

Nel suo intervento a Montecitorio, la premier ha confermato il sostegno italiano all’Ucraina.

«La nostra linea non cambia. Sostenere Kiev e mantenere la pressione su Mosca rappresenta ancora l’unico modo per aprire una stagione negoziale», ha affermato.

Parole che trovano riscontro anche nella bozza della risoluzione di maggioranza che accompagnerà il Consiglio europeo.

Il documento conferma infatti l’impegno dell’Italia a sostenere l’Ucraina sul piano politico, economico e istituzionale, in coordinamento con Stati UnitiNato e partner del G7.

Pace in Ucraina e ruolo attivo dell’Unione Europea

La risoluzione punta ad «assicurare ogni utile iniziativa volta al raggiungimento di una pace giusta e duratura in Ucraina».

L’obiettivo è quello di garantire il pieno rispetto della sovranità e dell’indipendenza del Paese, favorendo allo stesso tempo il dialogo tra le parti.

Nel testo viene inoltre sottolineata la necessità di promuovere un ruolo attivo dell’Unione Europea nel processo di pace e nella definizione della futura architettura di sicurezza del continente.

Secondo il governo italiano, Bruxelles non può limitarsi a sostenere Kiev, ma deve diventare protagonista della fase negoziale che potrebbe aprirsi nei prossimi mesi.

Sanzioni alla Russia, ipotesi di phase-out dopo la guerra

Tra i punti contenuti nella bozza della risoluzione emerge anche il tema delle sanzioni contro la Russia.

Il governo propone di iniziare a costruire un possibile phase-out dell’impianto sanzionatorio una volta concluso il conflitto.

L’eventuale superamento delle sanzioni viene indicato come uno strumento che potrebbe essere utilizzato anche come leva negoziale durante il percorso verso la pace.

La risoluzione prevede inoltre il sostegno alle associazioni e alle organizzazioni impegnate nell’assistenza umanitaria alle popolazioni colpite dalla guerra.

Allargamento dell’Unione Europea e attenzione ai Balcani

Nel corso dell’intervento, Giorgia Meloni ha affrontato anche il tema dell’allargamento dell’Unione Europea.

L’Italia continuerà a sostenere il percorso di adesione dei Paesi candidati, con particolare attenzione ai Balcani occidentali.

Secondo il governo, l’allargamento rappresenta uno strumento importante per rafforzare stabilità, sicurezza e coesione nel continente.

La premier ha però evidenziato la necessità di rispettare criteri chiari, meritocratici e uguali per tutti gli Stati che aspirano all’ingresso nell’Unione.

Verso il Consiglio europeo del 18 e 19 giugno

Il vertice di Bruxelles affronterà alcuni dei dossier più delicati per il futuro dell’Europa, dalla guerra in Ucraina ai rapporti con la Russia, passando per la sicurezza comune e il processo di allargamento.

L’Italia si presenterà al Consiglio europeo con l’obiettivo di rafforzare il ruolo dell’Unione nelle trattative di pace e consolidare la collaborazione con gli alleati occidentali.

La proposta avanzata da Giorgia Meloni sull’individuazione di una figura autorevole incaricata di rappresentare l’Europa nei negoziati potrebbe diventare uno dei temi centrali del confronto tra i leader europei.

occhio.com

Autobus precipita in una scarpata ad Agnosine: otto persone coinvolte, tre feriti

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Agnosine, autobus in scarpata: otto persone coinvolte
Autobus in una scarpata nel Bresciano, otto fra feriti e contusi

Paura in Valle Sabbia: il mezzo è finito fuori strada dopo aver sfondato il guardrail

Momenti di grande apprensione nel pomeriggio ad Agnosine, in Valle Sabbia, dove un autobus di linea è precipitato in una scarpata lungo la strada delle Coste. A bordo del mezzo viaggiavano sette passeggeri oltre all’autista. Il bilancio dell’incidente è di tre feriti trasportati in ospedale e cinque persone con contusioni e ferite lievi.

Secondo le prime informazioni, il pullman ha compiuto un volo di circa venti metri prima di arrestarsi contro un albero. L’impatto avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi: il tronco ha infatti impedito il ribaltamento completo del veicolo.

L’incidente lungo la strada delle Coste nel Bresciano

L’incidente è avvenuto lungo una strada montana della provincia di Brescia. Il mezzo, appartenente alla società di trasporto Arriva, stava percorrendo la salita provenendo da Odolo quando, nei pressi del primo tornante vicino al bivio per Binzago, l’autista avrebbe perso il controllo del veicolo.

Dopo aver urtato alcuni gabbioni di contenimento sul lato destro della carreggiata, l’autobus ha attraversato la corsia opposta e ha sfondato il guardrail, finendo nella scarpata sottostante.

Tre persone in ospedale, nessun ferito grave

Sul posto sono intervenuti rapidamente i soccorritori, i vigili del fuoco e le forze dell’ordine. Tre occupanti sono stati trasferiti in ospedale per accertamenti e cure, ma nessuno risulterebbe in pericolo di vita. Gli altri passeggeri hanno riportato soltanto contusioni e sono stati assistiti sul luogo dell’incidente.

Accertamenti in corso sulle cause dello schianto

Le autorità stanno lavorando per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto e accertare le cause che hanno portato l’autista a perdere il controllo del mezzo. Al momento non sono state escluse eventuali ipotesi legate alle condizioni della strada o a un possibile guasto tecnico.

L’episodio ha provocato forti disagi alla circolazione lungo la strada delle Coste, una delle principali arterie che collegano diversi comuni della Valle Sabbia.

occhio.com

Omicidio Pierina Paganelli, Louis Dassilva assolto torna subito libero: «Ha vinto la giustizia»

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Louis Dassilva assolto nel processo Pierina Paganelli
Louis Dassilva in aula durante la lettura del verdetto della Corte d'Assise di Rimini.

Dopo oltre 16 ore di camera di consiglio la Corte d’Assise di Rimini assolve l’unico imputato per l’omicidio di Pierina Paganelli. Applausi in aula, l’abbraccio della moglie e il ritorno in libertà dopo quasi due anni di carcere

Si chiude con un’assoluzione il processo per l’omicidio di Pierina Paganelli, la donna di 78 anni uccisa nel garage del condominio di via del Ciclamino a Rimini nell’ottobre del 2023.

Nella notte tra il 9 e il 10 giugno, dopo oltre 16 ore di camera di consiglio, la Corte d’Assise di Rimini ha assolto Louis Dassilva, unico imputato nel procedimento e detenuto dal luglio 2024.

La decisione è arrivata poco dopo le 2 del mattino ed è stata accolta da un lungo applauso da parte di amici, familiari e sostenitori presenti in aula.

Subito dopo la lettura della sentenza, la moglie Valeria Bartolucci è corsa ad abbracciarlo.

Omicidio Pierina Paganelli, Dassilva lascia il carcere

Con l’assoluzione è stata disposta l’immediata liberazione di Louis Dassilva, che rischiava una condanna all’ergastolo richiesta dalla Procura.

L’uomo ha lasciato il tribunale scortato dalla Polizia Penitenziaria ed è stato accompagnato in un luogo riservato per evitare l’assedio dei giornalisti.

Le sue prime parole sono state affidate ai cronisti presenti all’esterno del palazzo di giustizia.

«È stata fatta giustizia, ha vinto solo la giustizia. È la rinascita della giustizia», ha dichiarato subito dopo la sentenza.

Di fronte al verdetto, i figli della vittima, Chiara, Giuliano e Giacomo Saponi, insieme agli altri familiari di Pierina Paganelli, sono rimasti seduti in silenzio.

La Corte d’Assise che ha pronunciato il verdetto dopo oltre 16 ore di camera di consiglio

L’omicidio di Pierina Paganelli nel garage di via del Ciclamino

La vicenda risale alla notte tra il 3 e il 4 ottobre 2023.

Il corpo di Pierina Paganelli venne trovato nel garage del complesso residenziale di via del Ciclamino dalla nuora Manuela Bianchi.

In un primo momento gli investigatori ipotizzarono un femminicidio, ma quella pista venne rapidamente esclusa.

Le indagini si concentrarono quindi sull’ambiente condominiale e sulle persone che frequentavano abitualmente la zona.

Secondo l’accusa, il movente dell’omicidio sarebbe stato legato alla relazione extraconiugale tra Louis Dassilva e Manuela Bianchi, nuora della vittima.

Le indagini e la relazione con Manuela Bianchi

Nel corso dell’inchiesta gli investigatori hanno ricostruito il rapporto sentimentale tra Dassilva e Manuela Bianchi attraverso intercettazioni, fotografie, testimonianze e numerosi accertamenti.

Uno degli elementi centrali dell’indagine era rappresentato da una conversazione avvenuta il giorno successivo al delitto negli uffici della Questura.

Per l’accusa, alcune frasi pronunciate da Dassilva avrebbero avuto il valore di una confessione indiretta.

La Procura ha inoltre sostenuto che l’imputato non disponesse di un alibi per l’orario individuato come momento dell’omicidio.

Nel corso del processo, però, diversi elementi sono stati contestati dalla difesa.

Omicidio Pierina Paganelli, decisive le perizie

Durante il dibattimento sono state analizzate migliaia di pagine di atti, intercettazioni e consulenze tecniche.

Particolare rilievo hanno assunto le perizie sul DNA e quelle relative ai sistemi di videosorveglianza.

Gli accertamenti genetici non hanno individuato tracce riconducibili a Louis Dassilva sulla scena del crimine.

Anche la cosiddetta Cam3, una telecamera che secondo la Procura avrebbe ripreso l’assassino dopo il delitto, è stata al centro di un acceso confronto tra accusa e difesa.

Secondo i consulenti della Procura le immagini mostravano Dassilva. Per il perito nominato dal tribunale, invece, si trattava di un’altra persona.

Pierina Paganelli, la vittima del delitto che ha dato origine a una delle più seguite vicende giudiziarie degli ultimi anni

Dassilva si è sempre dichiarato innocente

Fin dall’inizio dell’inchiesta Louis Dassilva ha respinto ogni accusa.

Durante il processo ha ribadito più volte la propria estraneità ai fatti, ammettendo esclusivamente la relazione sentimentale con Manuela Bianchi.

L’imputato ha affrontato lunghi interrogatori davanti alla Corte d’Assise, continuando a sostenere di non avere alcun coinvolgimento nell’omicidio.

La sentenza pronunciata nella notte ha accolto la sua linea difensiva e ha disposto la sua immediata scarcerazione.

Un caso che ha segnato l’Italia per quasi tre anni

L’omicidio di Pierina Paganelli ha rappresentato uno dei casi di cronaca più seguiti degli ultimi anni.

Per mesi l’inchiesta ha occupato le prime pagine dei giornali e le trasmissioni televisive nazionali, alimentando un acceso dibattito pubblico.

Con l’assoluzione di Louis Dassilva, si chiude il primo capitolo giudiziario della vicenda.

Resta però aperto l’interrogativo su chi abbia realmente ucciso Pierina Paganelli nel garage di via del Ciclamino quella sera di ottobre del 2023.

occhio.com

Libano, 29 morti e 133 feriti nei raid israeliani: sale il bilancio delle vittime

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Libano, 29 morti nelle ultime 24 ore durante i rai israeliani
Libano, 29 morti per i raid di Israele nelle ultime 24 ore

Almeno 29 persone sono state uccise e altre 133 sono rimaste ferite nelle ultime 24 ore a causa dei bombardamenti israeliani in Libano. Lo ha riferito il Ministero della Sanità libanese nell’ultimo aggiornamento diffuso mentre continuano gli attacchi nelle regioni meridionali e orientali del Paese.

Secondo le autorità sanitarie di Beirut, il bilancio complessivo delle vittime dall’inizio della nuova fase del conflitto, iniziata il 2 marzo, è salito ad almeno 3.666 morti. Nello stesso periodo i feriti hanno raggiunto quota 11.321.

Raid israeliani nel sud del Libano e nella valle della Bekaa

Le operazioni militari israeliane continuano a interessare diverse aree del territorio libanese, in particolare il sud del Paese e la valle della Bekaa, nell’est. Negli ultimi mesi queste zone sono state teatro di intensi bombardamenti che hanno provocato gravi danni alle infrastrutture civili e nuove ondate di sfollati.

La situazione umanitaria resta particolarmente delicata. Ospedali e strutture sanitarie operano in condizioni difficili, mentre migliaia di persone sono state costrette ad abbandonare le proprie abitazioni a causa degli scontri.

I tentativi diplomatici per una tregua

Parallelamente alle operazioni militari, continuano gli sforzi diplomatici per raggiungere un nuovo accordo di cessate il fuoco. Gli Stati Uniti sono impegnati in una serie di contatti con le parti coinvolte nel conflitto nel tentativo di favorire una de-escalation delle tensioni.

Nonostante le iniziative diplomatiche in corso, la situazione sul campo rimane instabile e al momento non emergono segnali concreti di una tregua imminente. Il protrarsi delle ostilità continua ad alimentare le preoccupazioni della comunità internazionale per un possibile allargamento della crisi in Medio Oriente.

Un bilancio sempre più pesante

L’ultimo aggiornamento del Ministero della Sanità libanese conferma il pesante costo umano del conflitto. Con migliaia di morti e feriti registrati dall’inizio della nuova fase della guerra, cresce l’allarme per le conseguenze sulla popolazione civile e per l’impatto che l’escalation potrebbe avere sull’intera regione.

occhio.com

Traffico di droga tra Brescia, Bergamo e Adriatico: 12 arresti, sequestrati tre chili di cocaina

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Rovato, dodici arresti per spaccio di droga
Spaccio di cocaina con base logistica a Rovato: dodici arresti

Maxi operazione antidroga nella notte da parte dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Brescia. Su disposizione del Gip e su richiesta della Direzione distrettuale antimafia (Dda), i militari hanno eseguito un’ordinanza cautelare nei confronti di 12 persone accusate di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti.

L’operazione ha coinvolto anche i reparti dell’Arma di Brescia, Ancona, Bergamo, Brindisi, Grosseto e Mantova. Oltre agli arresti, sono state effettuate perquisizioni nei confronti di altre 13 persone indagate per detenzione di droga ai fini di spaccio.

L’indagine partita nel 2023

Le indagini sono iniziate nell’ottobre del 2023 dopo l’arresto di un cittadino albanese. Gli approfondimenti investigativi hanno consentito di individuare un gruppo composto da cittadini italiani e albanesi con base logistica a Rovato, nel Bresciano.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’organizzazione operava principalmente nelle province di Brescia e Bergamo, ma era in grado di movimentare ingenti quantitativi di stupefacenti anche lungo la dorsale adriatica, in particolare nelle Marche e in Puglia, attraverso una rete di corrieri.

La pizzeria usata come copertura

Tra gli elementi emersi dall’inchiesta figura l’utilizzo di una pizzeria dell’hinterland bresciano come presunta copertura per l’attività di spaccio. Secondo gli inquirenti, il locale sarebbe stato impiegato per gestire il traffico di cocaina all’ingrosso, con quantitativi che arrivavano a diversi chilogrammi.

L’organizzazione avrebbe inoltre reclutato pusher albanesi entrati in Italia con permessi turistici. Per il trasporto della droga sarebbero state utilizzate auto modificate con doppi fondi, progettati per nascondere gli stupefacenti durante gli spostamenti.

Altri arresti e droga sequestrata

Nel corso dell’operazione i Carabinieri hanno arrestato in flagranza di reato altre undici persone. Complessivamente sono stati sequestrati circa tre chilogrammi di cocaina, destinati secondo gli investigatori al mercato dello spaccio tra Lombardia e regioni dell’Adriatico.

L’inchiesta della Dda di Brescia prosegue per chiarire ulteriormente ruoli, responsabilità e ramificazioni dell’organizzazione criminale.

occhio.com

Sara Vetrano travolta e uccisa a 16 anni: il sogno di diventare psicologa spezzato sulla strada del lago

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Sara Vetrano vittima incidente Lago Maggiore
Sara Vetrano avrebbe compiuto 17 anni il prossimo 19 giugno.

Avrebbe compiuto 17 anni il 19 giugno. Era diretta in spiaggia con gli amici quando un’auto ha investito il gruppo lungo la Statale 394. Straziante il gesto del padre accanto al corpo della figlia

Aveva soltanto 16 anni, sognava di diventare psicologa e tra pochi giorni avrebbe festeggiato il suo diciassettesimo compleanno. Invece la vita di Sara Vetrano si è fermata domenica pomeriggio lungo la Statale 394 del Verbano, sul Lago Maggiore, dove è stata travolta e uccisa da un’auto mentre camminava insieme ad alcuni amici verso la spiaggia.

La tragedia si è consumata a Maccagno con Pino e Veddasca, in provincia di Varese. Sara non è mai arrivata sulle rive del lago dove aveva programmato di trascorrere una giornata spensierata insieme ai suoi coetanei.

L’impatto è stato devastante e per la giovane non c’è stato nulla da fare.

Sara Vetrano stava andando al lago con gli amici

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo di ragazzi stava percorrendo a piedi un tratto della Statale 394 per raggiungere la spiaggia di Ronco delle Monache.

Per cause ancora in fase di accertamento, una Fiat Panda guidata da un 31enne di Luino ha prima urtato il guardrail e poi ha travolto i giovani che si trovavano sul bordo della carreggiata.

Sara Vetrano è morta sul colpo.

Nello schianto sono rimaste gravemente ferite altre persone, tra cui la sorella ventenne della ragazza, ricoverata in codice rosso.

Tra i feriti c’è anche un ragazzo di 15 anni che continua a lottare tra la vita e la morte all’ospedale di Circolo di Varese, dove resta ricoverato in terapia intensiva con prognosi riservata.

Il padre si sdraia accanto al corpo della figlia

Tra le immagini più dolorose emerse dopo la tragedia c’è quella del padre di Sara.

A dare l’allarme sono stati alcuni ciclisti che hanno assistito alla scena. La notizia ha raggiunto rapidamente la famiglia della giovane.

L’uomo si è precipitato sul luogo dell’incidente e ha trovato il corpo della figlia già coperto dal telo termico utilizzato dai soccorritori.

Secondo i racconti di chi era presente, il padre si sarebbe sdraiato accanto a Sara sul ciglio della strada ed è rimasto vicino a lei per quasi un’ora.

Un gesto straziante che racconta meglio di qualsiasi parola il dolore di una famiglia distrutta da una tragedia improvvisa.

L’area dell’incidente avvenuto a Maccagno con Pino e Veddasca, in provincia di Varese

Chi era Sara Vetrano

Sara Vetrano frequentava la classe 2ª M dell’Istituto Professionale Luigi Einaudi di Varese, indirizzo Servizi per la sanità e l’assistenza sociale.

Aveva scelto quel percorso perché desiderava costruire il proprio futuro aiutando gli altri.

Il suo sogno era diventare psicologa.

Amici, insegnanti e conoscenti la descrivono come una ragazza generosa, disponibile e sempre pronta a dare una mano.

Oltre alla scuola, svolgeva piccoli lavori come baby-sitter e partecipava attivamente alle attività dell’oratorio di Mesenzana, dove dedicava parte del suo tempo ai bambini più piccoli.

La scuola in silenzio per Sara Vetrano

La notizia della morte di Sara ha sconvolto l’intera comunità scolastica.

Il giorno successivo alla tragedia, i circa 700 studenti dell’Istituto Einaudi hanno lasciato le aule in silenzio e si sono riuniti in palestra per ricordare la loro compagna.

Un momento carico di emozione e dolore.

La dirigente scolastica Samantha Emanuele ha annunciato un percorso di supporto psicologico per accompagnare gli studenti nell’elaborazione del lutto.

Molti compagni non sono riusciti neppure a presentarsi a scuola, sopraffatti dal dolore per una perdita tanto improvvisa quanto incomprensibile.

I messaggi degli amici sui social

Nelle ore successive alla tragedia, i social network si sono riempiti di fotografie, video e messaggi dedicati a Sara.

Amiche e compagne di classe hanno ricordato i momenti trascorsi insieme, i viaggi in treno verso Varese, le uscite in bicicletta, i pigiama party e le risate condivise.

Parole che raccontano il vuoto lasciato da una ragazza che aveva ancora tutta la vita davanti.

Un dolore che ha colpito anche Cugliate Fabiasco, il comune dove viveva con la sua famiglia.

Qui le campane della chiesa di San Giulio hanno suonato a morto e il sindaco ha annunciato il lutto cittadino nel giorno dei funerali.

Aperta un’inchiesta sulla tragedia

La Procura di Varese ha aperto un fascicolo d’indagine per chiarire l’esatta dinamica dell’incidente.

Gli inquirenti hanno disposto una consulenza cinematica per ricostruire quanto accaduto e una consulenza medico-legale per accertare le cause del decesso.

Gli accertamenti dovranno stabilire ogni responsabilità legata alla tragedia che ha spezzato la vita di Sara Vetrano a pochi giorni dal suo diciassettesimo compleanno.

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