Taranto, tre uomini scomparsi in mare

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Ore di apprensione a Taranto per tre uomini, tra i 60 e i 70 anni, scomparsi in mare da oltre 24 ore.


I tre erano partiti ieri mattina dal Molo Santa Lucia a bordo di una barca semicabinata di circa sette metri, ma da mezzogiorno di domenica si sono perse le loro tracce. Le ricerche sono in corso da ieri pomeriggio nel Golfo di Taranto, dove le condizioni meteo erano proibitive al momento dell’uscita in mare. L’assenza di comunicazioni radio ha subito fatto scattare l’allarme. Uno dei dispersi sarebbe affetto da diabete, patologia che rende ancora più urgente il ritrovamento. La macchina dei soccorsi è coordinata dalla Guardia Costiera, con il comandante Rosario Meo alla guida delle operazioni. In mare operano motovedette della Capitaneria e della Guardia di Finanza, con pattugliamenti spinti fino a 15 miglia dalla costa.
In volo, elicotteri dell’Aeronautica e della Finanza garantiscono il monitoraggio dall’alto. Al momento, nessun avvistamento. Le ricerche proseguono senza sosta. 

Fabiana Pugliese
   

occhio.com

San Cataldo, tre arresti per violenze in una casa di cura

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Una persona è stata arrestata e condotta in carcere e altre due sono state poste ai domiciliari da carabinieri della Tenenza di San Cataldo in esecuzione di un’ordinanza del gip di Caltanissetta nell’ambito di un’inchiesta del pool violenza di genere e domestica della Procura Nissena sulla gestione di una struttura socio-assistenziale per anziani dalla quale sarebbero emerse “gravissime condotte di maltrattamenti, di sequestri di persona nei confronti degli ospiti e di esercizio abusivo della professione”.
Le indagini si sono avvalse anche di intercettazioni ambientali e videoriprese che avrebbero fatto luce su “comportamenti vessatori, umilianti e maltrattanti da parte dell’amministratrice della struttura e di due collaboratori”.

In alcune circostanze, contesta la Procura di Caltanissetta, gli ospiti più fragili sarebbero stati “immobilizzati ai letti con mezzi di contenimento, legati con cinghie o con nastro adesivo alle sedie a rotelle, impedendo loro qualunque tipo di movimento”.
La gestione della struttura, che è stata sequestrata, è stata affidata a un amministratore giudiziario, Quella di oggi è la seconda ordinanza cautelare eseguita in sei mesi nella provincia di Caltanissetta per inchieste sulla gestione di strutture che accolgono persone anziane e fragili.
Nella fase della esecuzione del provvedimento i carabinieri si sono avvalsi anche del contributo di militari dell’Arma del Nas e del Nil.

occhio.com

Catanzaro, 35enne muore in uno scontro tra auto e moto

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Incidente stradale mortale nel tardo pomeriggio a Catanzaro.

La vittima é un trentacinquenne, Ivan Rubino.

Era alla guida di una moto di grossa cilindrata che per cause in corso d’accertamento, in via del Conti Falluc, in una zona periferica della città, si é scontrata con un’automobile. Rubino, le cui condizioni erano apparse subito molto gravi, è deceduto pochi minuti dopo essere giunto in ospedale.
Sul posto il personale del 118 ed i vigili del fuoco insieme alla polizia locaIe, che ha ha effettuato i rilievi per ricostruire la dinamica dell’incidente.

occhio.com

La Russia abbatte 39 droni ucraini

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Russia ha abbattuto 39 droni ucraini sul proprio territorio durante la notte, secondo quanto riferito dal ministero della Difesa citato dalla Tass.
“Nella notte del 27 giugno, 39 droni ucraini sono stati distrutti dai sistemi di difesa aerea in servizio: 19 sul territorio della regione di Rostov, 13 sul territorio della regione di Volgograd, quattro sul territorio della Repubblica di Crimea e un drone ciascuno è stato distrutto sui territori delle regioni di Belgorod, Bryansk e Samara”.

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Catania, 21 ordinanze contro il clan dei “cursoti milanesi”

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Oltre 200 carabinieri del comando provinciale di Catania sono impegnati nell’operazione antimafia denominata Cerbero contro il clan dei ‘Cursoti milanesi’, storicamente radicato nel capoluogo etneo, eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 21 presunti appartenenti dalla cosca.
Il provvedimento, emesso dal gip su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, ipotizza, a vario titolo, i reati di associazione mafiosa, estorsione, traffico di sostanze stupefacenti o psicotrope e detenzione e porto illegale di armi da sparo in concorso.

E’ contestata anche l’aggravante del metodo mafioso.
L’operazione eseguita con il supporto dei reparti specializzati dell’Arma – tra cui la compagnia di intervento operativo del XII reggimento Sicilia, lo squadrone eliportato Cacciatori di Sicilia e i nuclei Elicotteri e Cinofili – è in corso, contemporaneamente, oltre che a Catania, anche nelle province di Agrigento, Benevento, Cosenza, Enna, Lecce, Reggio Calabria, Salerno, Siracusa, Verbano-Cusio-Ossola e Voghera.
Particolari sull’operazione saranno resi noti durante una conferenza stampa che si terrà alle 10.45 nella sala riunioni della Procura di Catania a Palazzo di Giustizia.

occhio.com

Dermatite bovina, due casi accertati tra Sardegna e Lombardia

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Due focolai confermati a Orani e Orotelli e altri due in attesa dei risultati dell’Istituto zooprofilatico, a Osidda e Bitti.

Blocco totale della movimentazione dei bovini, nel raggio di 20 chilometri, nelle zone dove è accertata la presenza del virus, con una zona di sorveglianza estesa per cinquanta chilometri.

Controlli in tutte le aziende da parte dei servizi veterinari delle Asl. Sono queste – in sintesi – le conferme emerse nel corso delle audizioni degli assessori della Sanità e dell’Agricoltura, nella riunione in seduta congiunta delle commissioni Quinta e Sesta, convocate d’urgenza per fare il punto sulla nuova emergenza della sanità animale in Sardegna: la dermatite nodulare bovina. Una malattia infettiva e contagiosa dei ruminanti, ad alto rischio di trasmissione che, per la prima volta, si è manifestata nell’Isola e in Italia. Il primo caso accertato a Orani è quello denunciato da un allevatore lo scorso 19 giugno (così ha spiegato l’assessore Bartolazzi) confermato dopo solo due giorni dalle analisi dell’istituto zooprofilatico della Sardegna e quindi dal centro di referenza nazionale per le malattie esotiche, istituito presso l’Izs di Teramo. Dal 19 giugno è scattato l’allarme, il blocco della movimentazione del bestiame, l’attivazione dei controlli del servizio veterinario, la disinfezione mentre il 23 giugno si è riunita l’unità di crisi del ministero dell’Agricoltura. L’impegno è su più fronti: gestire l’emergenza, limitare i danni e conoscere la cause dell’infezione, ipotizzando fin da subito soluzioni per la sua eradicazione. La malattia sarebbe arrivata dal Nord Africa, dove alcuni allevamenti risultano infetti, attraverso un insetto vettore (tafani, mosche, zanzare, zecche) che avrebbe quindi “trasportato” il virus da un animale infetto del Maghreb a uno sano in Sardegna (i tempi di incubazione della malattia sono tra i 4 e i 7 giorni). In attesa delle risultanze delle indagini entomologiche, attualmente in corso, l’assessore auspica che possa trattarsi della zecca, per ragioni legate ad una minore volatilità rispetto alla zanzara o alla mosca, e quindi all’efficacia delle operazioni di disinfezione. Per quanto attiene la profilassi si ipotizza il ricorso al vaccino («esiste ed è prodotto in Europa e si tratta di un vaccino a virus vivo attenuato», ha affermato l’assessore della Sanità) ma le decisioni, trattandosi di una malattia di tipo A (malattie non presenti nell’Ue e per cui è richiesta l’eradicazione immediata) saranno concordate con il ministero e in linea con i dettati di Bruxelles («i commissari dell’Unione Europea sono già in Sardegna nelle aree dove sono stati accertati i casi di dermatite bovina», ha dichiarato l’assessore Bartolazzi). L’assessore dell’Agricoltura, Gianfranco Satta, ha stimato in circa 5 milioni di euro l’ammontare dei sostegni da destinare agli allevatori soggetti al blocco della movimentazione. Movimentazione – ha precisato l’assessore Bartolazzi – che al momento è consentita all’interno di aree dove non è stata registrata la presenza di casi di bovini infetti, ma soltanto previa certificazione clinica. La prossima settimana è in programma una riunione con tutte le organizzazione agricole, gli enti e le agenzie interessate («servono azioni coordinate, tempestive, mirate ed efficaci», è la parola d’ordine degli assessori e dei commissari dei parlamentini di Sanità e Agricoltura).

Un allevamento di bovini da carne di Porto Mantovano è stato sequestrato dopo che ieri il Centro di Referenza nazionale ha rilevato un caso di positività alla dermatite nodulare contagiosa o Lumpy Skin Disease (LSD) in uno degli animali campionati. Le analisi sono state eseguite dopo che il 21 giugno è risultato affetto un bovino di un allevamento sardo dal quale provenivano animali giunti in due aziende della Lombardia, una in provincia di Mantova e una di Cremona. Lo hanno spiegato le direzioni Agricoltura e Welfare della Regione. I veterinari di Ats Val Padana, quindi, hanno eseguito operazioni di rintraccio dei capi, visite cliniche ed accertamenti diagnostici inviati al Centro di Referenza nazionale. Alla luce del caso positivo sono state immediatamente attivate tutte le misure previste dalle norme vigenti, quindi sequestro e blocco dell’allevamento e creazione di zone di restrizione, più precisamente la zona di protezione di 20 chilometri e la zona di sorveglianza di 50. Nel frattempo sono iniziati controlli di tutti gli animali arrivati dalla Sardegna per accertare i contagi da dermatite nodulare, malattia non normalmente presente nell’Unione Europea che non colpisce l’uomo né direttamente né attraverso il consumo di carni e latte, per cui è richiesta in caso di insorgenza l’eradicazione immediata.

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Francia, 2 morti e 17 feriti per il maltempo

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Violenti temporali si sono abbattuti ieri sera e in nottata sulla Francia, provocando la morte di due persone e il ferimento di altre 17, stando a un bilancio della Protezione civile.

Uno dei feriti è in uno stato grave.
Un ragazzino di 12 anni è stato ucciso dalla caduta di un albero vicino a Montauban, nel sud-ovest, mentre in Mayenne, nella Francia occidentale, un uomo alla guida di un “quad” è morto dopo aver urtato un albero caduto sulla strada.
I temporali si sono abbattuti su quasi tutto il Paese dopo un picco di caldo insolito per giugno, con temperature spesso sopra i 35 gradi.

Violenti acquazzoni con vento a oltre 100 km orari sono stati registrati fino a tarda notte, e questa mattina si stanno valutando i danni un po’ ovunque. Centomila sono le case ancora senza elettricità, soprattutto nel centro del Paese.

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Omicidio Tramontano, Impagnatiello condannato all’ergastolo anche in Appello

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Alessandro Impagnatiello è stato condannato anche in secondo grado all’ergastolo per l’omicidio di Giulia Tramontano, la fidanzata al settimo mese di gravidanza, uccisa il 27 maggio di due anni fa nella loro abitazione a Senago nel Milanese.

Lo ha deciso la Corte d’Assise d’appello di Milano, confermando la sentenza di primo grado. La Corte di Assise d’appello di Milano presieduta dalla giudice Ivana Caputo ha confermato in secondo grado le aggravanti della crudeltà e del rapporto di convivenza, escludendo però quella della premeditazione, per Alessandro Impagnatiello. La sua legale Giulia Geradini aveva chiesto l’esclusione anche della crudeltà.

Impagnatiello è rimasto impassibile alla lettura della sentenza del processo d’appello. Quando la presidente della Corte Ivana Caputo ha pronunciato il verdetto, lui era in piedi nei primi banchi accanto alla sua legale Giulia Geradini e non ha avuto alcuna reazione. In lacrime i genitori della vittima. 

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Evasione fiscale, 11 arresti tra mafia e camorra

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Investigatori del Servizio centrale operativo, della Sisco e della Squadra mobile di Palermo, insieme al nucleo Pef della Guardia di finanza di Varese, hanno arrestato 11 persone nell’ambito di una indagine degli uffici di Milano e Palermo della Procura Europea (Eppo). Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere transnazionale finalizzata al “lavaggio” dell’Iva intracomunitaria, al riciclaggio, al reimpiego e all’autoriciclaggio.

I reati sono aggravati dal favoreggiamento alla camorra e della mafia.
L’inchiesta è la prosecuzione delle attività d’indagine che, il 14 novembre scorso, portarono a 47 arresti e che disarticolarono una organizzazione transnazionale che operava in Italia, Spagna, in Svizzera, Singapore ed Emirati Arabi Uniti.
Allora fu disposto un sequestro preventivo di beni mobili e immobili per un valore superiore ai 650 milioni di euro.
In quella circostanza si era reso irreperibile un cittadino belga ritenuto al vertice dell’organizzazione criminale.

L’uomo era finito in manette dopo sei mesi di latitanza, lo scorso 26 maggio, all’aeroporto di Milano Malpensa dopo essere arrivato con un volo dall’Albania.
L’attività degli investigatori non si è però fermata e, grazie all’analisi del materiale documentale e dei dispositivi elettronici e informatici sequestrati e alle dichiarazioni di alcuni indagati, è stato possibile confermare il quadro accusatorio delineato e svelare i rapporti tra gli indagati e i clan camorristici Nuvoletta di Marano di Napoli e Di Lauro di Scampia.
Tra i destinatari della misura, nove sono stati rintracciati nelle province di Napoli, Ascoli Piceno e Roma, mentre a carico di due persone, localizzate negli Emirati Arabi Uniti ed in particolare a Dubai, l’autorità giudiziaria ha emesso un mandato di arresto europeo.
Sono tuttora in corso perquisizioni nelle province di Napoli, Ascoli Piceno e Roma.

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Napoli, esplosione per una bombola di gas: un morto e quattro feriti

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C’è una vittima nell’esplosione avvenuta nel tardo pomeriggio in Via Peppino De Filippo, a Napoli: si tratta di un uomo di 57 anni che si trovava nello stabile parzialmente crollato a causa della deflagrazione. Una donna è invece rimasta gravemente ferita ed è stata portata in ospedale.

Le altre due persone sono state medicate sul posto.
Le indagini sull’esplosione, causata probabilmente da una bombola del gas, vengono condotte dalla polizia: al momento si esclude che ci siano dispersi, anche se i vigili del fuoco proseguono le operazioni di scavo e di messa in sicurezza dell’area.

L’esplosione, secondo i primi accertamenti, sarebbe dovuta alla fuga di gas avvenuta all’interno del deposito di un ristorante dove si trovavano alcune bombole. Lo stabile è parzialmente crollato e gravi danni sono stati riportati da un altro noto ristorante, adiacente al deposito. I soccorritori hanno prima estratto viva la donna ferita e poi aiutato sul posto altre tre persone. Quindi sono cominciate le ricerche di uno uomo dato per disperso: quando è stato individuato, per lui non c’era più nulla da fare. Il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha attivato il Centro Coordinamento Soccorsi presso la Sala di protezione civile della Prefettura per il coordinamento delle attività. Sul posto sono intervenute varie squadre dei vigili del fuoco, agenti della Polizia locale, carabinieri, polizia di Stato, Guardia di Finanza ed anche un magistrato della procura di Napoli che ha aperto un fascicolo sull’esplosione. Lo scoppio ha provocato il panico tra gli abitanti della zona, nel centro della città, che sono scesi in strada. Tutta la zona è stata interdetta ed anche il traffico dei veicoli ha subito pesanti ripercussioni.

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