Ponente Ligure, dipendente di un cimitero denunciato perchè ha rubato dente d’oro da salma

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Partendo dall’esposto presentato da un cittadino che lamentava condotte criminose da parte del caposervizio dei servizi cimiteriali di un comune del Ponente ligure, militari del comando provinciale della Guardia di Finanza di Savona hanno eseguito una capillare indagine nei confronti del dipendente pubblico.

L’indagine si è avvalsa di testimonianze, tra le quali quelle rese da alcuni collaboratori del dipendente pubblico e nell’acquisizione di documentazione e di materiale video-fotografico all’interno di diverse aree cimiteriali comunali, nonché in mirati appostamenti e pedinamenti.

Al termine dell’indagine il dipendente pubblico è stato denunciato per aver effettuato, nel tempo e senza alcuna autorizzazione, molti lavori di realizzazione di opere funerarie per privati cittadini, presentandosi come unico soggetto qualificato a operare tali lavori nei cimiteri di competenza, ricevendo poi per i propri servizi un compenso “in nero”, e avvalendosi, nella realizzazione di tali opere, di un escavatore bobcat di esclusiva proprietà dell’Amministrazione comunale di appartenenza. L’uomo è stato segnalato per avere, almeno in una occasione, prelevato da una salma, senza alcuna autorizzazione, un dente d’oro. Il pubblico dipendente è stato, di conseguenza, segnalato alla Procura della Repubblica di Savona per i reati di peculato e di induzione indebita a dare o promettere utilità.

occhio.com

Roma, scontri prima del derby: 24 feriti tra le forze dell’ordine

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Sono al vaglio degli investigatori i video degli scontri di ieri prima del derby tra Lazio e Roma per dare un nome e un volto ai violenti.

Si stanno analizzando in queste ore le immagini registrate dalla polizia scientifica che hanno immortalato gli istanti dei disordini.

Sotto la lente le frange più estreme delle due tifoserie.
Un arresto in flagranza differita per gli scontri di ieri prima del derby tra Lazio e Roma. Secondo quanto si apprende, è accusato si resistenza e violenza aggravata a pubblico ufficiale. Sono in corso valutazioni per concorso in lesioni gravi a pubblico ufficiale e danneggiamento di beni dello Stato. Al vaglio le immagini per identificare altri responsabili dei disordini. Sale intanto a 24 il bilancio dei feriti tra le forze dell’ordine.

occhio.com

Catania, quattro arresti per tentata estorsione ad una società di spedizione

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Quattro persone sono state arrestate dalla squadra mobile della Questura di Catania per una tentata estorsione, aggravata dal metodo mafioso, a una nota società di spedizione.

Sono Filippo Intelisano, di 42 anni, Luigi Calabretta, di 29, Francesco Coppola, di 50, e Virgilio Papotto, di 53.

Nei loro confronti la polizia ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip su richiesta della Procura.
Le indagini sono state avviate dopo la denuncia di un dirigente della società di spedizione che era stato minacciato da due dipendenti di una ditta di facchinaggio dopo che i rapporti commerciali tra le due aziende erano state sospese. In particolare il dirigente era stato condotto a casa di Intelisano, all’epoca dei fatti sottoposto agli arresti domiciliari, che, pur non avendo alcuna carica nella società estromessa, ricostruisce la Procura, “pretendeva spiegazioni sulla cessazione dei rapporti contrattuali”. Intelisano, secondo l’accusa avrebbe “minacciato il dirigente di gravi ritorsioni all’azienda di spedizione e ai suoi amministratori qualora i rapporti economici non fossero proseguiti regolarmente”.
Le indagini svolte dalla squadra mobile della Questura coordinate dalla Procura, hanno permesso di accertare che Filippo Intelisano sia il figlio di Giuseppe, detenuto e ritenuto storico appartenente alla cosca mafiosa Santapaola-Ercolano e che i due dipendenti che avevo accompagnato coattivamente il dirigente erano Luigi Calabretta e Francesco Coppola, che sono cognati di Filippo Intelisano.Dalle indagini sono emersi anche gravi indizi su “reiterate pressioni intimidatorie e minacce gravi da parte di Virgilio Papotto, cognato di Giuseppe Intelisano e amministratore di fatto della ditta di facchinaggio, nei confronti dei rappresentanti locali dell’impresa di spedizione” per “ottenere la revoca della risoluzione del contratto di appalto di servizi stipulato o, in alternativa, la corresponsione alla società di una somma di danaro a titolo di ‘indennità di buonuscita’ con richieste per appalti in altre regioni italiane”.
I quattro indagati sono stati arrestati e condotti in carcere
   

occhio.com

Perù, è morto lo scrittore Mario Vargas Llosa

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Se ne va Mario Vargas Llosa, uno dei massimi scrittori del Sud America e del mondo. Scrittore e drammaturgo peruviano, naturalizzato spagnolo, Llosa aveva 89 anni. È morto a Lima “in pace, circondato dalla sua famiglia”, scrive il figlio Alvaro Vargas Llosa. 

Considerato uno dei più importanti romanzieri e saggisti contemporanei, aveva ricevuto una quantità straordinaria di riconoscimenti – tra i quali spiccano il Premio Nobel per la Letteratura nel 2010 e il Premio Cervantes nel 1994. Tra i romanzi più famosi della sua prima produzione, che gli valsero la notorietà internazionale negli anni ’60 del Novecento, “La città e i cani” (1963), “La Casa Verde” (1966), “Conversazione nella Cattedrale” – in cui esplora le possibilità di una scrittura nuova, svincolata dai canoni classici del romanzo. 

Ma la sua produzione è un esempio di straordinaria varietà di stili – dall’umorismo satirico di “Pantaleón e le visitatrici” del 1973 al ritorno nel quadro di una perfezione stilistica consapevolmente “classica” di “Avventure della ragazza cattiva” del 2006.

Quasi altrettanto nota ed estesa fu la sua attività di saggista e giornalista. Simpatizzante comunista e ammiratore di Fidel Castro in gioventù, si convertì poi a una politica liberale e liberista, tanto da candidarsi alla presidenza del Perù nel 1990: fu sconfitto da Alberto Fujimori e decise allora di lasciare il Paese e trasferirsi in Spagna.

Nato nel 1936 ad Arequipa, la seconda città peruviana, nel sud del Paese andino, ha sempre dimostrato una grande capacità di lavoro e disciplina – unite a un’insopprimibile voglia di vivere che lo portarono a cimentarsi in campi diversi dalla scrittura, come l’esibizione da attore sui palcoscenici del teatro. Vargas Llosa tornò a vivere a Lima nel 2022 dopo un lungo periodo di residenza in Europa. 

Nel 2010 gli fu conferito il premio Nobel per la Letteratura “per la sua cartografia delle strutture del potere e per le acute immagini della resistenza, rivolta e sconfitta dell’individuo”. 

Registri narrativi meno crudi e una interrogazione sulla scrittura e i rapporti tra realtà e finzione caratterizzano i successivi romanzi, in cui l’erotismo è spesso uno dei motivi dominanti. Copiosa anche la produzione di testi teatrali.

“La sua scomparsa rattristerà i suoi parenti, amici e lettori in tutto il mondo, ma speriamo che trovino conforto, come noi, nel fatto che ha avuto una vita lunga, varia e fruttuosa e che lascia dietro di sé un’opera che gli sopravviverà”, si legge nel messaggio diffuso dalla famiglia, secondo cui nelle prossime ore e nei prossimi giorni procederà secondo le istruzioni dello scrittore, tra cui il divieto di cerimonia pubblica. 

I suoi resti, come da suo desiderio, saranno cremati.

Nel 2022 Vargas Llosa era tornato a vivere nel suo appartamento di Lima, situato nel quartiere bohémien di Barranco, con vista sull’Oceano Pacifico, dove aveva ripreso la relazione con la moglie, Patricia Llosa. Negli ultimi mesi, i suoi vicini di Barranco si erano abituati all’immagine del grande scrittore che si aggirava per gli angoli del quartiere appoggiato al suo bastone come un qualsiasi pensionato.

Vargas Llosa fu il primo autore di lingua spagnola a entrare a far parte dell’Academie francaise, nel febbraio 2023. Nel suo discorso, disse che “grazie alla Francia”, dove iniziò a scrivere alcuni dei suoi romanzi, scoprì “un’altra America Latina”.

occhio.com

Sumy, 34 morti in un attacco missilistico russo

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Un lampo arancione immortalato da una telecamera di un’automobile che percorreva il centro della città.

E in un attimo, il caos e la morte. La domenica della Palme di Sumy, con tante persone che erano in strada per andare a messa, è stata marchiata con il sangue da due missili balistici russi: il bilancio, decine di vittime, inclusi due bambini, ed un oltre un centinaio di feriti. “Solo un bastardo può fare una cosa simile”, sono state le prime parole di Volodymyr Zelensky, per denunciare il peggior attacco contro i civili in questo 2025. Uno schiaffo sonoro su tutti gli sforzi diplomatici in corso per arrivare almeno ad un cessate il fuoco temporaneo.

L’attacco russo su Sumy, secondo quanto ha ricostruito l’intelligence di Kiev, è stato lanciato dalle regioni di Voronezh e Kursk con due Iskander, che si sono abbattuti intorno alle dieci del mattino nell’area dell’Università della città nel nord-est dell’Ucraina. Il primo missile si è schiantato contro un centro congressi dell’ateneo, il secondo ha centrato un filobus a circa 200 metri di distanza. I danni sono stati ingenti, almeno 20 edifici, tra cui 4 istituti scolastici, negozi e automobili, ma a dare le dimensioni del dramma è stato il numero delle vittime civili: almeno 34 morti, tra cui 2 bambini, e oltre 120 feriti, tra cui una quindicina di minori.

lcuni di loro erano fuori dal complesso universitario colpito dal raid, che avrebbe dovuto ospitare uno spettacolo teatrale. Le foto e video diffusi dopo l’attacco hanno mostrato colonne di fumo, passanti in fuga in preda al panico e veicoli fare retromarcia per allontanarsi dal pericolo in seguito ai due boati. Giornalisti sul posto hanno visto corpi coperti da lenzuola argentate disseminati nel centro della città, mentre i soccorritori erano impegnati a scavare tra le macerie di un edificio e a trasportare i feriti negli ospedali. Per Zelensky si è trattato dell’ennesima dimostrazione della brutalità delle forze russe, che per di più hanno violato la solennità della Pasqua. “I missili nemici colpiscono una normale strada cittadina, la vita di tutti i giorni e questo avviene in un giorno in cui le persone vanno in chiesa: la Domenica delle Palme, la festa dell’ingresso del Signore a Gerusalemme”, ha sottolineato il leader ucraino, denunciando un atto di “terrorismo” deliberato e lanciando un appello agli Stati Uniti, all’Europa e al resto del mondo per una “dura reazione”.

Marco Gaudini

occhio.com

Rovigo, 28enne albanese arrestato con 10 chili di hashish nello zaino

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Le ‘volanti’ della questura di Rovigo hanno arrestato un albanese di 28 anni trovato con 10 chili di hashish nello zaino.

Il giovane è stato fermato mentre stava viaggiando in sella ad un ciclomotore proveniente da un’altra provincia.

Al momento del controllo l’indagato è apparso agitato e preoccupato. e così gli agenti hanno approfondito gli accertamenti, procedendo ad una perquisizione.
Nello zaino sono stati trovati 20 involucri, avvolti da cellophane trasparente, contenenti hashish per un peso comp0lessivo di 10 chili. Il 28enne è stato pertanto arrestato e, su disposizione della Procura della Repubblica di Rovigo, portato nel penitenziario. La Procura ha poi chiesto ed ottenuto la convalida dell’arresto e l’applicazione della misura cautelare della custodia in carcere.

occhio.com

Roma, momenti di tensione prima del derby

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Momenti di tensione nei pressi dello stadio Olimpico di Roma dove stasera si giocherà il derby tra Lazio e Roma.

Lancio di oggetti contro le forze dell’ordine vicino ponte Milvio.

Tutto è nato quando un gruppo di circa 300 tifosi giallorossi da piazza Mancini ha tentato di spostarsi verso quell’area dedicata all’afflusso dei tifosi laziali ma ha trovato lo schieramento degli agenti. Anche un gruppo di tifosi laziali avrebbe tentato di spostarsi verso l’area destinata ai romanisti.

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Cesa, 19enne ucciso in una sala slot

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I carabinieri hanno fermato un 17enne per l’omicidio del 19enne Davide Carbisiero, ucciso all’alba di ieri, domenica 13 aprile, in una sala slot di Cesa, nel Casertano.
Il minorenne è stato sentito dai carabinieri e dell’autorità giudiziaria, e al termine dell’interrogatorio è stato fermato per omicidio su disposizione della Procura per i minorenni di Napoli e condotto in un centro di giustizia minorile partenopeo in attesa della convalida del provvedimento.
Ad uccidere Carbisiero, hanno accertato le indagini dei carabinieri del Gruppo di Aversa, è stato un colpo di pistola alla giugulare.

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Omicidio Resinovich, indagato il marito di Liliana

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La notizia che si attendeva da giorni l’ha diffusa per prima la trasmissione televisiva di Retequattro “Quarto grado”: Sebastiano Visintin è stato iscritto nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta per la morte di Liliana Resinovich, sua moglie.


Un atto dovuto si potrebbe dire, un passaggio giudiziario scontato visto che l’esito della perizia medico-legale incaricata dalla Procura di Trieste all’anatomopatologa Cristiana Cattaneo ed a Vanin, Tambuzzi e Leone, ha definitivamente cancellato la (azzardata) ipotesi del suicidio spiegando nel dettaglio di oltre duecento pagine che Lilly, invece, è stata uccisa.

Non solo, precisando anche che “in via di elevata probabilità” la sessantatreenne è morta “nella mattinata del 14 dicembre 2021 entro quattro ore dalla colazione”. Cioè la mattina stessa in cui è scomparsa, prima che il suo corpo venisse trovato nel boschetto di San Giovanni il 5 gennaio successivo, con la testa in due sacchetti per alimenti chiusi da un laccetto attorno al collo e il corpo in due grandi sacchi neri di quelli utilizzati per i rifiuti solidi, uno infilato dall’alto e uno dal basso. La fascia oraria indicata dalla perizia è facilmente individuabile, visto che Liliana aveva fatto colazione intorno alle 8/8.30. La donna era poi stata vista l’ultima volta alle 8.50, ripresa dalla videocamera di un autobus, mentre attraversa piazzale Gioberti, vicino a casa.


Sempre secondo la trasmissione televisiva, martedì scorso gli inquirenti avrebbero effettuato una perquisizione nella sua abitazione, durata ben 7 ore, e non sarebbero usciti di casa a mani vuote.
Proprio pochi giorni fa per l’ennesima volta ma la prima dopo l’esito della perizia della Cattaneo, Sergio Resinovich, fratello della vittima, aveva chiesto che la magistratura indagasse su Visintin, accusandolo di un coinvolgimento nella morte di Liliana. Ed era stato particolarmente circostanziato nelle sue accuse, indicando anche “familiari e persone che gli sono vicini”, in particolare “il figlio, sua moglie e la cerchia dei loro amici”. Aveva anche indicato un movente, parlando di femminicidio a sfondo economico con, in più, una volontà di ‘controllo’. Già due anni fa Sergio aveva depositato in procura un atto in cui faceva la stessa richiesta. Ed infine un dettaglio: “Solo lui aveva convenienza a far trovare il corpo perché così entrava in possesso dell’eredità, di cui un terzo è stato dato a me, e rientrava anche nella reversibilità della pensione”.
La svolta nel caso si è avuta quando il Gip del tribunale di Trieste, Luigi Dainotti, smontò la richiesta di archiviazione della procura disponendo una serie di nuove indagini e chiedendo di indagare per omicidio. 

occhio.com

Papua Nuova Guinea, terremoto di magnitudo 6.2

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Un terremoto di magnitudo 6.2 è stato registrato oggi al largo della costa della provincia di Nuova Irlanda in Papua Nuova Guinea, secondo quanto riportato dall’Istituto geofisico statunitense Usgs.
Il sisma ha colpito a una profondità di 72,5 chilometri, circa 115 chilometri a sud-est della città di Kokopo.

Secondo alcuni residenti, il terremoto è durato circa un minuto, ma “non ci sono stati danni nella zona”.

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