Svolta nelle indagini sulla faida tra clan a Bari: sono 11 le persone arrestate e 3 quelle fermate per gli omicidi di Raffaele “Lello” Capriati e di Filippo Scavo, avvenuti tra aprile 2024 e collegati a una lunga scia di violenza tra gruppi criminali rivali.
Gli arresti per gli omicidi Capriati e Scavo
L’operazione, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari e condotta da carabinieri e polizia, ha colpito presunti esponenti dei clan rivali Capriati e Strisciuglio. Secondo gli inquirenti, i due omicidi sarebbero direttamente collegati alla storica faida tra le famiglie criminali.
Per l’omicidio di Capriati sono stati arrestati Luca Marinelli, ritenuto l’esecutore materiale, e Nunzio Losacco, accusato di aver guidato la moto utilizzata per l’agguato.
Il delitto di Filippo Scavo
Per l’omicidio di Filippo Scavo, ucciso il 19 aprile 2024 nella discoteca Divine Club di Bisceglie, sono stati eseguiti tre fermi. Tra questi figurano il 22enne Dylan Capriati, nipote di Lello, insieme ad Aldo Lagioia e Nicola Morelli.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Scavo sarebbe stato ucciso in appena 11 secondi, in un’azione rapida e mirata.
La faida tra i clan baresi
Alla base dei due omicidi ci sarebbe la faida tra i clan Capriati e Strisciuglio, iniziata nel 1997 e mai realmente conclusa. Un conflitto che negli anni ha generato numerosi episodi di sangue nel territorio barese.
Raffaele Capriati, scarcerato nel 2022 dopo aver scontato 17 anni di carcere, avrebbe tentato di mediare tra le parti. Tuttavia, la tensione sarebbe riesplosa dopo un episodio avvenuto il 29 aprile 2024, quando Scavo avrebbe minacciato con una pistola Christian Capriati, figlio della vittima.
La spirale di violenza
Poche ore dopo quella minaccia, Christian e il fratello Sabino avrebbero ferito due giovani vicini al clan rivale nel quartiere Carbonara di Bari. Due giorni più tardi, Lello Capriati è stato ucciso in un agguato nel quartiere Torre a Mare.
Gli investigatori ritengono che l’omicidio di Scavo sia stato una risposta diretta a quello di Capriati, in un’escalation di violenza che conferma la pericolosità della faida.
Indagini ancora in corso
Le indagini proseguono per chiarire tutti i dettagli e le responsabilità dei soggetti coinvolti. Gli inquirenti non escludono ulteriori sviluppi in una vicenda che continua a destare forte preoccupazione per la sicurezza nel territorio.















