Il caso politico e mediatico che coinvolge Vincenzo De Luca e la trasmissione televisiva Report si arricchisce di nuovi sviluppi. Dopo le indiscrezioni su un possibile ritiro della querela annunciata contro il programma, l’ex presidente della Regione Campania interviene direttamente per chiarire la propria posizione e sgomberare il campo da ogni equivoco.
De Luca ha spiegato che, anche qualora altri soggetti dovessero fare un passo indietro, l’azione legale andrà avanti comunque a titolo personale, ribadendo una linea di fermezza che va oltre la contingenza politica.
De Luca e la querela a Report: “Non è stata ancora depositata”
Nel suo intervento, De Luca ha innanzitutto chiarito un aspetto procedurale spesso trascurato nel dibattito pubblico. Secondo l’ex governatore, parlare di ritiro della querela è improprio, poiché la denuncia non è stata ancora formalmente depositata.
Un passaggio che assume rilievo non solo sul piano giuridico, ma anche su quello comunicativo. De Luca ha voluto precisare che nessuna decisione ufficiale è stata annullata o modificata, respingendo l’idea di un passo indietro già compiuto.
“Andrò avanti a titolo personale”
Il punto centrale dell’intervento è però la scelta annunciata dall’ex presidente campano. De Luca ha affermato con decisione che, anche in assenza di una iniziativa istituzionale condivisa, procederà personalmente con la querela.
Una scelta motivata, a suo dire, dalla necessità di difendere un principio che considera non negoziabile: la correttezza dell’informazione. Non una battaglia contro la libertà di stampa, ma contro ciò che De Luca definisce una rappresentazione non veritiera dei fatti.
Libertà di stampa e responsabilità: il confine tracciato da De Luca
Nel suo discorso, De Luca ha dedicato ampio spazio al tema della libertà di opinione e di cronaca, definendola un diritto sacro e costituzionalmente garantito. Un valore che, secondo l’ex governatore, va difeso senza esitazioni.
Allo stesso tempo, però, ha posto l’accento su un altro principio che ritiene inseparabile dalla libertà: la responsabilità. Per De Luca, la libertà non può trasformarsi in arbitrio né può essere invocata per giustificare affermazioni ritenute false o diffamatorie.

La critica alle “posizioni vittimistiche”
Un passaggio particolarmente duro dell’intervento riguarda il riferimento a quelle che De Luca definisce “posizioni vittimistiche”. Secondo l’ex presidente della Campania, non è accettabile nascondersi dietro il tema della libertà di stampa per evitare il confronto sulle responsabilità di ciò che viene comunicato.
In questo quadro, la querela assume un valore che va oltre il singolo caso, configurandosi come una battaglia di principio sul modo in cui l’informazione deve essere esercitata.
La difesa dei dipendenti regionali e del sistema sanitario campano
Uno degli elementi più rilevanti dell’intervento riguarda la motivazione personale e istituzionale che spinge De Luca a proseguire nell’azione legale. L’ex governatore ha spiegato di voler tutelare non solo la propria immagine, ma anche la dignità e il lavoro di centinaia di dipendenti regionali.
Medici, infermieri, funzionari e operatori sanitari vengono citati come esempio di una macchina amministrativa che, secondo De Luca, ha lavorato duramente per migliorare le liste d’attesa e l’erogazione delle prestazioni sanitarie urgenti.
“Un dovere morale verso chi ha lavorato per mesi”
Nel racconto di De Luca, la querela diventa anche una forma di difesa morale verso chi, durante periodi complessi, ha garantito servizi essenziali ai cittadini campani. Un impegno che l’ex presidente ritiene non possa essere messo in discussione da narrazioni giudicate ingiuste o fuorvianti.
Da qui la convinzione di dover andare avanti “fino in fondo”, anche a costo di sostenere personalmente il peso di un’azione legale lunga e complessa.
Il nodo politico e istituzionale della vicenda
La vicenda si inserisce in un contesto politico più ampio, segnato da tensioni tra informazione, istituzioni e protagonisti della vita pubblica. Il riferimento alle posizioni di Roberto Fico, chiamato in causa indirettamente nel dibattito, contribuisce ad amplificare la portata nazionale dello scontro.
Non si tratta più solo di un contenzioso giudiziario, ma di una questione che investe il rapporto tra potere politico, controllo mediatico e responsabilità pubblica.
Una linea di fermezza destinata a far discutere
Con il suo intervento, De Luca traccia una linea netta. Nessuna rinuncia, nessuna ambiguità. La querela a Report, ha ribadito, andrà avanti anche a titolo personale, come atto di difesa di principi che ritiene fondamentali.
Una posizione destinata a riaccendere il dibattito politico e mediatico nelle prossime settimane, ponendo ancora una volta al centro il delicato equilibrio tra libertà di stampa, diritto di critica e responsabilità dell’informazione.














