Crans Montana, convalidato l’arresto di Jacques Moretti: tre mesi di carcere per il titolare del Constellation

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arresto Jacques Moretti Crans-Montana
Le indagini sulla strage di Crans-Montana portano alla convalida dell’arresto di Jacques Moretti
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Il tribunale di Sion ha convalidato per tre mesi l’arresto cautelare di Jacques Moretti, proprietario del locale Le Constellation di Crans-Montana, dove la notte di Capodanno un incendio ha provocato la morte di quaranta persone, sei delle quali italiane. La decisione segna una svolta nell’inchiesta sulla tragedia che ha sconvolto la Svizzera e l’Italia.

I giudici hanno accolto la richiesta della procura del Canton Vallese, ritenendo necessari i presupposti della custodia cautelare. Gli inquirenti temono il rischio di inquinamento delle prove e ritengono indispensabile garantire il corretto svolgimento delle indagini, ancora in una fase delicata.

Le accuse e la posizione dei titolari del locale

Moretti e la moglie Jessica Maric rispondono di omicidio colposo, lesioni colpose e incendio colposo. Gli investigatori concentrano l’attenzione sulla gestione della sicurezza interna del locale e sul rispetto delle norme antincendio.

Durante l’interrogatorio, Moretti ha ammesso che la sera del 31 dicembre la porta di sicurezza risultava chiusa. Ha raccontato di averla trovata bloccata dall’interno con un lucchetto quando è arrivato al Constellation dopo l’allarme. Una circostanza che, secondo la sua versione, non si verificava abitualmente.

Indagini sulla strage di Crans-Montana
Le indagini sul rogo del locale di Crans-Montana

Le testimonianze e le vie di fuga

Le dichiarazioni del titolare contrastano però con quelle dei presenti. Decine di testimoni hanno riferito agli inquirenti di non aver trovato vie di fuga praticabili durante l’incendio. Molti hanno descritto una situazione di panico, aggravata dalla rapida diffusione delle fiamme e dal fumo denso che ha invaso il locale in pochi istanti.

Le testimonianze costituiscono uno degli elementi chiave dell’inchiesta e potrebbero incidere in modo determinante sull’accertamento delle responsabilità.

Bengala e champagne: una pratica sotto esame

Moretti non ha escluso che l’incendio possa essere partito dai bengala utilizzati per accompagnare il servizio delle bottiglie di champagne. Ha spiegato che il locale adottava questa pratica da circa dieci anni senza incidenti precedenti.

Anche la moglie ha confermato che le candele scintillanti venivano aggiunte sistematicamente durante il servizio in sala. Gli investigatori stanno verificando se l’uso dei bengala, combinato con materiali interni potenzialmente infiammabili, abbia favorito la propagazione del rogo.

I materiali e i lavori di ristrutturazione

Un altro punto centrale riguarda i lavori di ristrutturazione effettuati nel 2015. Moretti ha dichiarato di aver acquistato personalmente il rivestimento isolante del locale in un negozio di bricolage e di averlo installato durante i lavori.

Ora gli accertamenti tecnici dovranno stabilire se quei materiali rispettassero le normative antincendio e se abbiano contribuito alla violenza dell’incendio. Gli esperti stanno analizzando anche la velocità con cui le fiamme hanno avvolto l’ambiente.

Le inchieste precedenti e i controlli

Dagli atti emerge che in passato le autorità avevano già acceso i riflettori sulla gestione del locale. Nel 2020 era partita un’inchiesta penale legata all’utilizzo di fondi Covid. Il procedimento si era chiuso senza conseguenze dopo chiarimenti sulla destinazione delle somme.

Nel 2022, invece, era intervenuto l’ispettorato del lavoro in seguito a segnalazioni di dipendenti. Le denunce riguardavano irregolarità sugli orari, sui riposi e sul lavoro notturno. Anche questi precedenti ora entrano nel quadro complessivo dell’indagine.

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Le bare delle giovani vittime italiane in arrivo in Italia dopo la strage di Crans Montana

I precedenti penali e il rilascio dei permessi

Nel fascicolo compare anche una condanna subita da Moretti in Francia nel 2008 per induzione aggravata alla prostituzione. La normativa vallese vieta la gestione di locali a chi ha precedenti considerati pericolosi per l’esercizio dell’attività.

Nonostante ciò, le autorità avevano rilasciato i permessi per il Constellation e per altri locali gestiti dalla coppia. Questo aspetto solleva interrogativi sui controlli effettuati prima del rilascio delle autorizzazioni.

La rogatoria dei pm di Roma

Sul fronte italiano, la procura di Roma ha aperto un fascicolo ipotizzando i reati di omicidio colposo, lesioni colpose e incendio colposo. Al momento il procedimento resta contro ignoti, ma i magistrati sono pronti a inviare una rogatoria internazionale alla Svizzera.

La richiesta servirà ad acquisire gli atti dell’inchiesta, gli interrogatori già svolti e l’elenco ufficiale degli indagati. L’arrivo della documentazione potrebbe portare all’iscrizione formale di Moretti, Maric e di altre eventuali responsabilità.

Una strage che interroga istituzioni e controlli

La convalida dell’arresto non chiude il caso. Al contrario, apre una fase ancora più complessa. L’inchiesta dovrà chiarire non solo le responsabilità dei gestori, ma anche il sistema dei controlli che ha permesso al locale di operare nonostante le criticità emerse negli anni.

Mentre le indagini proseguono su più fronti, le famiglie delle vittime attendono risposte definitive. La strage di Crans-Montana resta una ferita aperta che chiede verità e giustizia.

L’arrivo della documentazione potrebbe portare all’iscrizione nel registro degli indagati di Jacques Moretti, Jessica Maric e di eventuali altre persone coinvolte nella gestione e nei controlli del locale.

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