Spuntano nuovi documenti nelle indagini sul delitto di Chiara Poggi: correzioni a penna e annotazioni sarebbero confluite nella richiesta finale. Intanto la Procura elenca 21 elementi contro il 38enne
Nuovi sviluppi riaccendono il caso del delitto di Garlasco, uno dei più discussi della cronaca giudiziaria italiana. Al centro dell’attenzione torna Andrea Sempio, il 38enne finito nuovamente sotto la lente degli investigatori nell’ambito della nuova inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi.
Durante gli approfondimenti investigativi sarebbero emersi documenti finora sconosciuti, tra cui una serie di annotazioni scritte a penna e correzioni su una bozza della richiesta di archiviazione relativa alla prima indagine aperta tra il 2016 e il 2017.
Secondo quanto ricostruito, parte di quelle osservazioni sarebbe stata poi inserita nella versione definitiva dell’istanza. Un dettaglio che ha aperto nuovi interrogativi e che oggi viene considerato meritevole di ulteriori approfondimenti investigativi.
Parallelamente, la Procura di Pavia continua a sostenere di avere raccolto 21 elementi investigativi che, letti nel loro insieme, rafforzerebbero il quadro accusatorio nei confronti di Andrea Sempio.
Le annotazioni trovate nel fascicolo dei carabinieri
Il documento che oggi attira l’attenzione degli investigatori consiste in circa dieci righe scritte a mano, trovate all’interno di un fascicolo del Nucleo informativo dei carabinieri di Pavia.
Il particolare che ha spinto gli inquirenti ad approfondire la vicenda riguarda il luogo del ritrovamento. Il reparto nel quale sarebbero stati rinvenuti i documenti, infatti, non aveva la delega ufficiale per le indagini svolte sulla posizione di Sempio nel periodo 2016-2017.
Secondo quanto emerso, si tratterebbe di annotazioni e correzioni inserite su una bozza della richiesta di archiviazionepredisposta all’epoca.
L’aspetto ritenuto significativo dagli investigatori è che alcune di quelle modifiche sarebbero state successivamente recepite nella richiesta definitiva.
Per chiarire questo passaggio gli atti sono stati trasmessi alla Procura di Brescia, che segue il filone parallelo relativo a possibili ipotesi di corruzione.
L’obiettivo è ricostruire la genesi di quelle annotazioni e comprendere se abbiano avuto un peso nel percorso che portò all’archiviazione.

I 21 elementi con cui la Procura punta su Andrea Sempio
Parallelamente al nuovo filone documentale, prosegue il lavoro investigativo della Procura di Pavia, convinta di avere raccolto 21 elementi che potrebbero sostenere l’ipotesi accusatoria contro il 38enne.
Tra i punti indicati dagli inquirenti figurano:
- le telefonate effettuate a casa Poggi;
- il tema del Dna trovato sulle unghie;
- l’alibi dello scontrino;
- nuove analisi sulle impronte;
- appunti sequestrati recentemente;
- ricerche effettuate nel corso degli anni;
- presunte incongruenze nelle dichiarazioni.
Secondo i magistrati, Andrea Sempio avrebbe fornito spiegazioni non convincenti sulle telefonate effettuate pochi giorni prima dell’omicidio.
L’ipotesi investigativa è che quei contatti telefonici avessero finalità diverse rispetto a quelle dichiarate negli anni passati.
Dna, impronte e il nodo della colluttazione
Uno degli elementi considerati centrali nell’inchiesta riguarda il profilo genetico trovato sotto le unghie di Chiara Poggi.
Secondo gli atti della Procura, quel materiale biologico sarebbe compatibile con Andrea Sempio e incompatibile con Alberto Stasi.
Gli investigatori ritengono che la vittima abbia tentato di difendersi durante la violenta aggressione e che proprio quella reazione possa spiegare la presenza delle tracce genetiche.
Tra gli elementi richiamati dagli inquirenti compare inoltre la traccia palmare 33 e la compatibilità con un’impronta di scarpa sul gradino zero, elementi che continuano a essere oggetto di confronto tra accusa e difesa.
Su questi aspetti restano aperte interpretazioni differenti che saranno oggetto di approfondimenti e valutazioni processuali.
Il biglietto sull’ex fidanzata e i dubbi degli investigatori
Nel corso delle indagini è emerso anche un altro elemento ritenuto significativo: un appunto trovato nell’abitazione di Andrea Sempio e datato novembre 2022.
Nel testo comparirebbe una frase che ha attirato l’attenzione investigativa:
«Si capiva che aveva paura le facessi qualcosa».
Il riferimento sarebbe a una ex fidanzata del 38enne, ascoltata successivamente dagli investigatori.
La donna avrebbe però ridimensionato l’interpretazione iniziale, spiegando che il timore era legato esclusivamente alla possibilità di essere vista insieme a lui mentre aveva una nuova relazione.
Una spiegazione che offre una lettura differente rispetto alle ipotesi inizialmente valutate dagli investigatori.
La nuova inchiesta e il possibile effetto sul caso Stasi
Dagli atti emerge inoltre un elemento considerato centrale dai magistrati: la nuova inchiesta sarebbe nata anche dalla necessità di rivalutare il quadro relativo ad Alberto Stasi.
Secondo la Procura, l’eventuale conferma di nuove responsabilità potrebbe avere effetti importanti sulla sentenza definitiva pronunciata nei confronti dell’ex fidanzato della vittima.
I magistrati parlano infatti di una possibile capacità “demolitoria” rispetto ai presupposti della condanna.
Resta però una fase ancora estremamente delicata dell’inchiesta. Molti degli elementi raccolti dovranno essere sottoposti al confronto processuale e alle contestazioni difensive.
A distanza di anni il caso Garlasco continua a produrre nuovi interrogativi, nuovi documenti e nuovi sviluppi investigativi.















