Luigia Fortunato uccisa dall’ex a 33 anni: chi era la giovane mamma, l’ultima foto con il suo assassino prima della tragedia

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Luigia Fortunato vittima del femminicidio di Loreto
Luigia Fortunato, 33 anni, uccisa dall'ex compagno nella sua abitazione di Loreto.
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La 33enne viveva a Loreto e lavorava come cameriera. Lascia un figlio di 8 anni. Amici e conoscenti la ricordano come una donna solare e piena di energia. L’ex compagno ha confessato il femminicidio dopo l’ennesima lite

Si chiamava Luigia Fortunato, ma per tutti era semplicemente “Gina”. Aveva 33 anni, un figlio di 8 anni e una vita ricostruita lontano dalla sua Foggia, nelle Marche, dove lavorava come cameriera e cercava di guardare avanti dopo la fine della relazione con l’ex compagno. Quella vita si è spezzata nella serata di giovedì 9 luglio, quando è stata uccisa a coltellate all’interno del suo appartamento di Loreto, in provincia di Ancona.

Per il delitto è stato fermato l’ex compagno, Sami Khemaies, 38 anni, che dopo l’aggressione avrebbe confessato il femminicidio ai passanti e successivamente ai carabinieri.

Chi era Luigia Fortunato

Originaria di Foggia, Luigia Fortunato viveva da diversi anni a Loreto, dove aveva costruito la sua nuova vita insieme al figlio di 8 anni.

Lavorava come cameriera, professione svolta anche in passato a Castelfidardo, ed era molto conosciuta nella comunità locale. Partecipava attivamente alla vita cittadina, era iscritta ai gruppi dedicati alla scuola frequentata dal figlio e prendeva parte alla tradizionale Corsa del Drappo, rappresentando il Rione Pozzo.

Chi l’ha conosciuta la descrive come una donna solare, generosa e sempre sorridente, capace di trasmettere entusiasmo a chiunque le stesse accanto.

Dopo la diffusione della notizia della sua morte, i social si sono riempiti di messaggi di dolore.

«Piena di euforia, sempre con la carica giusta», scrive un’amica. Altri la ricordano come una mamma amorevole e una persona disponibile con tutti.

L’ultima foto con l’ex compagno

Sul profilo Instagram della giovane mamma era rimasta pubblica un’unica fotografia insieme al suo ex compagno, oggi accusato del femminicidio.

L’immagine risale al periodo della gravidanza: lui le bacia il pancione mentre attendevano la nascita del loro bambino. Uno scatto che oggi assume un significato drammatico dopo quanto accaduto.

Immagine di Luigia Fortunato insieme all’ex compagno durante l’attesa del figlio, pubblicata sui social prima della tragedia

La lite e il femminicidio

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il delitto si è consumato intorno alle 22.30 nell’appartamento di via Bramante.

La relazione tra Luigia Fortunato e Sami Khemaies era terminata da tempo, ma l’uomo non avrebbe mai accettato la fine del rapporto.

All’origine dell’ennesima discussione ci sarebbe stata la gestione del figlio della coppia. Il bambino, fortunatamente, al momento dell’aggressione non si trovava nell’abitazione perché era con la nonna materna.

Durante il litigio, il 38enne avrebbe preso un coltello dalla cucina e avrebbe colpito più volte l’ex compagna, ferendola soprattutto all’addome e agli arti inferiori.

Quando i sanitari del 118 sono arrivati sul posto, la donna era ancora viva ma in condizioni disperate. I tentativi di rianimazione si sono rivelati inutili.

La confessione ai passanti e il fermo

Dopo il delitto, l’uomo è uscito in strada con gli abiti sporchi di sangue.

Alcuni residenti lo hanno visto vagare in evidente stato di shock. Sarebbe stato lui stesso a raccontare di aver appena ucciso l’ex compagna, facendo scattare le chiamate al 112.

I carabinieri lo hanno rintracciato e fermato poco dopo senza che opponesse resistenza.

Secondo quanto ricostruito, una volta condotto in caserma avrebbe ammesso le proprie responsabilità dicendo: «Ho ucciso mia moglie».

Le indagini dei carabinieri

Le indagini sono coordinate dalla Procura e affidate ai Carabinieri, che stanno ricostruendo nel dettaglio gli ultimi momenti di vita della 33enne.

Sull’uomo, secondo quanto emerso, gravavano già precedenti legati agli stupefacenti e in passato sarebbe stato allontanato dall’abitazione familiare per episodi di violenza.

Gli investigatori stanno verificando ogni elemento utile per chiarire la dinamica dell’omicidio e ricostruire il contesto in cui è maturato l’ennesimo femminicidio.

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