A distanza di oltre sedici anni, il caso della scomparsa di Barbara Corvi torna al centro dell’attenzione giudiziaria. La Procura di Terni ha infatti riaperto le indagini con nuovi accertamenti scientifici che potrebbero fornire elementi decisivi per chiarire quanto accaduto il 27 ottobre 2009 a Montecampano di Amelia.
Il DNA sui francobolli delle cartoline
Il nuovo filone investigativo si concentra su alcune cartoline spedite da Firenze pochi giorni dopo la scomparsa della donna e recapitate ai figli. Nei messaggi, firmati a nome di Barbara Corvi, si leggeva che la donna stava bene e aveva deciso di allontanarsi temporaneamente.
Gli inquirenti intendono ora confrontare il DNA di Roberto Lo Giudice con quello rinvenuto sui francobolli utilizzati per spedire le cartoline. L’obiettivo è verificare chi le abbia effettivamente inviate.
Gli indagati per omicidio e occultamento di cadavere
Nel registro degli indagati figurano:
- Roberto Lo Giudice, marito della donna
- Maurizio Lo Giudice, fratello dell’uomo
Entrambi erano già stati coinvolti nelle indagini precedenti, dalle quali erano però usciti senza condanne, dichiarandosi sempre estranei ai fatti.
Il ruolo della scienza nelle nuove indagini
Secondo il procuratore Antonio Laronga, oggi esistono strumenti più avanzati rispetto al passato: “Gli straordinari progressi della biologia forense consentono di aprire nuovi spiragli di verità”
Le analisi riguarderanno materiale già presente nel fascicolo, ma riesaminato con tecnologie più moderne e precise.
I dubbi della difesa
Di parere opposto la difesa di Roberto Lo Giudice, rappresentata dall’avvocato Cristiano Conte. Il legale sottolinea che le cartoline erano già state oggetto di una perizia grafologica, che aveva escluso la compatibilità della scrittura con quella di Barbara Corvi, del marito e di altri soggetti coinvolti.
Inoltre, la difesa evidenzia come le persone indagate siano state più volte prosciolte anche da organi superiori della giustizia, tra cui la Corte di Cassazione.
Un caso ancora senza risposte
Nonostante il tempo trascorso, la scomparsa di Barbara Corvi resta un mistero irrisolto. La riapertura delle indagini rappresenta un nuovo tentativo di fare chiarezza su una vicenda che ha segnato profondamente familiari e opinione pubblica.
L’auspicio degli inquirenti è che le nuove tecnologie possano finalmente contribuire a ricostruire i fatti e, forse, arrivare a una verità giudiziaria.















