Sal Da Vinci a Napoli, grande festa nel suo quartiere: fan in piazza per il vincitore di Sanremo

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Fan in festa a Napoli per il ritorno di Sal Da Vinci dopo la vittoria al Festival di Sanremo.
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Napoli abbraccia Sal Da Vinci. Dopo la vittoria al Festival di Sanremo 2026 con la canzone Per sempre sì, il cantante è tornato nella sua città e il quartiere dove è cresciuto si è trasformato in un grande palcoscenico popolare.

Centinaia di fan si sono radunati nello slargo della Torretta a Piedigrotta, nel quartiere di Chiaia, per salutare l’artista e partecipare alla festa organizzata per celebrare il trionfo sanremese.

Tra cori, palloncini e coriandoli, Napoli ha reso omaggio a uno dei suoi interpreti più amati, mentre dalla folla si levavano i cori dei fan:
«Sal sei da paura».

L’arrivo tra i fan e l’abbraccio con la famiglia

Sal Da Vinci è arrivato a bordo di un van nero, accompagnato dalla moglie Paola, accolto da un bagno di folla sotto casa.

Il cantante ha salutato i presenti con il suo sorriso inconfondibile e si è fermato ad abbracciare la figlia Anna Chiara. Poi, rivolgendosi ai fan che scattavano foto e registravano video, ha scherzato:
«È mia figlia, non la mia ragazza».

Subito dopo ha preso in braccio il nipotino Antonio, mentre accanto a lui c’era il figlio Francesco, che ha firmato insieme al padre la canzone vincitrice di Sanremo.

La folla ha accompagnato il cantante fino all’ingresso del palazzo e lungo le scale, mentre in strada partivano le note di uno dei suoi successi più celebri, Rossetto e caffè.

Molti fan hanno raccontato di essere rimasti in attesa per oltre tre ore pur di assistere all’arrivo dell’artista.

La festa nel quartiere dove tutto è iniziato

Il cuore della festa è largo Torretta, nel quartiere dove Sal Da Vinci è cresciuto.

Proprio qui, davanti alla sede della Municipalità, è stato allestito un piccolo palco sul quale il cantante si esibirà davanti ai fan.

Il quartiere rappresenta una parte fondamentale della storia personale dell’artista. È qui che affondano le sue radici familiari: figlio del celebre interprete della sceneggiata napoletana Mario Da Vinci e di Nina, Sal è cresciuto in una famiglia profondamente legata alla tradizione musicale partenopea.

La festa, inizialmente prevista per il giorno precedente, è stata rinviata di 24 ore per evitare la concomitanza con i funerali del piccolo Domenico Caliendo, il bambino di due anni morto all’ospedale Monaldi dopo un trapianto di cuore fallito.

Una scelta che ha rafforzato ulteriormente il rapporto tra l’artista e la sua città.

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Le polemiche dopo la vittoria a Sanremo

La vittoria di Sal Da Vinci al Festival di Sanremo 2026 ha però acceso anche una polemica nazionale.

Il giornalista Aldo Cazzullo aveva criticato il brano Per sempre sì, definendolo adatto a “un matrimonio della camorra”. Le parole hanno suscitato numerose reazioni nel mondo politico e culturale.

Il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi ha commentato la vicenda spiegando:

«Devo dire che per come erano state formulate le parole di Cazzullo erano chiaramente inopportune perché sebbene ogni valutazione artistica sia assolutamente personale e accettabile, l’associazione fatta a stereotipi della città non può essere valutata positivamente».

Il primo cittadino ha poi aggiunto:

«Mi affido alle parole di Cazzullo che ha detto che la sua era semplicemente una provocazione alla Checco Zalone e la prendiamo per quella che era».

Mastella: “Usata superficialmente la parola camorra”

Sulla polemica è intervenuto anche il sindaco di Benevento Clemente Mastella, che ha difeso il cantante napoletano.

In una nota, Mastella ha scritto:

«Il trionfo di Sal Da Vinci a Sanremo è simbolo della grandezza multiforme dell’arte musicale di Napoli e dell’esprit popolare di questa città che sa parlare al cuore della gente, cantando la semplicità del sentimento genuino. Bene fa il mio amico Gaetano Manfredi a premiarlo al Comune».

Il sindaco ha poi aggiunto:

«Stavolta sono su un meridiano di pensiero diverso rispetto al mio amico Aldo Cazzullo: la sua grandezza di giornalista è stata ribadita dalla profondità del libro su San Francesco, su Sanremo non concordo con la intransigente severità di giudizio con cui ha bollato la canzone di Sal. Gli dico con affetto che è caduto nello stereotipo di usare una parola, camorra, che spesso è una clava ingenerosa e usata superficialmente contro il Sud».

Mastella ha poi richiamato il pensiero di Benedetto Croce, sottolineando il valore biografico della storia artistica del cantante:

«Su questa vicenda sono crociano. Come diceva il grande Benedetto Croce l’opera discende dal processo biografico e nel giudicare la vicenda di Sal occorre tenere conto del coraggio con cui ha affrontato i saliscendi della vita, la sua estrazione popolare, la tenacia con cui ha atteso il successo arrivato solo dopo una gavetta lunghissima. Il personaggio e la sua parabola biografica dicono ai giovani del Sud che farcela, con i sacrifici necessari, è possibile».

Gasparri: “Una canzone che ha intercettato un sentimento diffuso”

Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente dei senatori di Forza ItaliaMaurizio Gasparri, con una lettera pubblicata sul Corriere del Mezzogiorno.

«Ci sono polemiche che — più delle opere che pretendono di giudicare — finiscono per rivelare lo sguardo di chi le pronuncia. È il caso delle reazioni suscitate dal successo di Per sempre sì di Sal Da Vinci, una canzone che, al di là di ogni valutazione estetica, ha intercettato un sentimento diffuso e lo ha restituito con la forza limpida della semplicità».

Gasparri ha poi aggiunto:

«Quando una canzone entra nelle case, nei matrimoni, nelle feste familiari, quando diventa la colonna sonora di momenti privati e condivisi, significa che ha toccato una fibra autentica del Paese. È il segno di una cultura popolare viva, capace di parlare direttamente alle persone senza bisogno di traduzioni accademiche».

Siani: “La musica napoletana è racconto collettivo”

A difesa del cantante è intervenuto anche il comico napoletano Alessandro Siani, che ha commentato la polemica spiegando:

«Aldo Cazzullo, che ha intitolato un suo libro Viva l’Italia!, ha sempre cercato di raccontare la storia e l’unità. Eppure leggendo la polemica sulla vittoria di Sal Da Vinci a Sanremo viene spontaneo un dubbio: e se non avesse vinto il mio compaesano sarebbe accaduta la stessa cosa?».

Siani ha poi aggiunto:

«La nostra musica, che ha attraversato i secoli, non nasce come intrattenimento ma come forma di racconto collettivo. Dentro questa tradizione si colloca naturalmente anche il brano di Sal Per sempre sì. Non ha pretese: è soltanto un brano popolare».

E ha concluso:

«La storia della canzone napoletana insegna una cosa semplice: mentre qualcuno prova a spiegare Napoli con le categorie della cronaca, Napoli continua tranquillamente a raccontarsi con la musica. E la musica ha un piccolo vantaggio sugli articoli: quando è vera resta, quando è solo un’opinione passa».

Il riconoscimento della città

Le celebrazioni per Sal Da Vinci continueranno nei prossimi giorni.

Mercoledì 11 marzo alle ore 12, nella Sala dei Baroni del Maschio Angioino, il sindaco Gaetano Manfredi conferirà al cantante la Medaglia della Città di Napoli, il più alto riconoscimento civico.

Un gesto simbolico con cui Napoli rende omaggio a un artista che ha portato sul palco dell’Ariston una parte della sua identità culturale.

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