Maxi operazione di carabinieri e polizia, decapitata la camorra più potente di Napoli: 81 indagati, colpiti Mazzarella e Alleanza di Secondigliano

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Maxi operazione camorra Napoli, blitz di carabinieri e polizia
Carabinieri e polizia durante la maxi operazione camorra Napoli che ha portato a 81 indagati.
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Lo Stato colpisce al cuore la camorra napoletana. All’alba carabinieri del Nucleo Investigativo e agenti della Squadra Mobile hanno eseguito quattro ordinanze cautelari coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. L’operazione riguarda 81 indagati legati ai cartelli Mazzarella e Alleanza di Secondigliano.

Settantuno persone finiscono in misura cautelare. Altre dieci restano indagate a piede libero. È uno dei blitz più imponenti degli ultimi mesi nel capoluogo partenopeo.

La nuova mappa criminale

Le indagini ricostruiscono l’assetto attuale nei quartieri Forcella, Duchesca, Maddalena, Sanità, Vasto, Arenaccia, Borgo Sant’Antonio Abate, Poggioreale, Rione Amicizia e San Giovanniello.

Gli investigatori descrivono un controllo stabile del territorio. Gli affiliati presidiano le strade. Molti girano armati. I clan dispongono di armi da fuoco e mostrano una forte capacità offensiva contro i gruppi rivali.

La Procura individua anche le strategie di alleanza tra organizzazioni. I clan si sostengono a vicenda. Condividono uomini, armi e informazioni. Gestiscono insieme estorsioni, piazze di spaccio e fondi destinati ai detenuti e alle loro famiglie.

L’omicidio di Emanuele Durante

Un filone centrale riguarda l’omicidio di Emanuele Durante, ucciso il 15 marzo 2025. L’agguato nasce dallo scontro tra gruppi della Sanità e di Piazza Mercato.

I magistrati contestano a uno degli indagati il ruolo di secondo esecutore materiale del delitto. L’inchiesta collega quell’omicidio alla morte di Emanuele Tufano, ferito mortalmente il 24 ottobre 2024 durante un conflitto tra fazioni rivali.

Due omicidi. Una sola faida. Lo scontro ruota attorno al controllo delle piazze e all’egemonia criminale nei quartieri storici.

Sequestri e colpo ai patrimoni

La Procura non si limita agli arresti. I magistrati dispongono il sequestro preventivo di conti correnti, immobili e società riconducibili ad alcuni indagati. Alcune attività si trovano anche fuori dalla Campania.

L’obiettivo è chiaro: tagliare le risorse economiche e indebolire la capacità finanziaria dei clan.

I nomi degli indagati

Il giudice applica la custodia cautelare in carcere a Luigi Acone, Alessandro Borriello, Salvatore Capasso, Leonardo Cimminiello, Gennaro Ciotola, Gennaro Corvino, Carmine De Luca, Gennaro De Luca, Maurizio Di Lorenzo, Gaetano Donzetti, Gaetano Esposito, Stefano Esposito, Pietro Falco, Carlo Finizio, Gaetano Girgenti, Vincenzo Grossi, Francesco Laezza, Vincenzo Lanzetta, Gioele Lucarelli, Emanuela Longobardi, Salvatore Longobardi, Pasquale Luongo, Pasquale Martinelli, Salvatore Martinelli, Vincenzo Merolla, Antonio Montagna, Emmanuele Palmieri, Giovanni Piccirillo, Francesco Piscopo, Gennaro Riccio, Giovanni Risi, Gennaro Ruggiero, Antonio Russo, Gennaro Russo, Giovanni Russo, Antonio Sepe, Pasquale Sepe, Antonio Trambarulo, Antonio Venezia.

Risultano inoltre indagati Alessandro Aprea, Luis Antonio Rnodio, Antonio Bonavolta, Alexandr Babalyan, Iemmúa Cardilloli, Biagio D’Alterio, Carmine De Cham, Gennaro De Marino, Antonio Di Giovanni, Luca Di Vicino, Cito Esposito, Mario Moschella, Salvatore Anilo, Salvatore Frattini, Emanuele Frenna, Gianluca Galeota, Luigi Gherardi, Carmine Grosso, Salvatore La Marca, Salvatore La Salvia, Vincenzo Leonardo, Salvatore Matrone, Vittorio Maumno, Carlo Mariani, Mauro Aro, Giovanni Nacarlo, Vincenzo Nacarlo, Assunta Napoletano, Salvatore Palumbo, Vincenzo Peluso, Valentina Peluso, Vincenzo Pitoni, Simone Quagliarella, Giuseppe Repetti, Luigi Santagata, Salvatore Savarese, Salvatore Savarese, Luigi Scapolatiello, Nicola Sequino, Vincenzo Taiani, Salvatore Verdicchio.

Un segnale forte alla città

La maxi operazione colpisce la camorra nel cuore operativo. Carabinieri e polizia smantellano una rete radicata nei quartieri storici. La Dda punta a interrompere le alleanze tra i cartelli e a fermare l’espansione delle nuove leve.

La pressione dello Stato resta alta. Ma la partita per il controllo dei territori napoletani continua.

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