La vicenda giudiziaria che ruota attorno ai due uomini indicati come gli assassini di Giancarlo Siani torna al centro delle cronache per un nuovo capitolo, stavolta legato a un’accusa diversa dal delitto di quarant’anni fa. Nella giornata di oggi, la Corte di Appello di Napoli ha pronunciato una condanna per riciclaggio nei confronti di Armando Del Core e Ciro Cappuccio, infliggendo quattro anni di reclusione a entrambi, ma escludendo l’aggravante mafiosa. L’accusa ipotizzava che i due avessero beneficiato di un “vitalizio” in carcere in cambio del silenzio, all’interno di un sistema di sostegno economico riconducibile al contesto criminale di riferimento. Il processo di secondo grado era ripartito dopo l’annullamento con rinvio, e ha riguardato anche altri imputati, con pene rideterminate, una prescrizione e un’assoluzione piena. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni.
Arrestati i killer di Giancarlo Siani: la condanna in appello è per riciclaggio
Armando Del Core e Ciro Cappuccio, indicati dagli inquirenti come i killer che uccisero Giancarlo Siani, sono stati coinvolti in un nuovo procedimento che li vede condannati in appello per riciclaggio. La Corte di Appello di Napoli ha stabilito per entrambi una pena di quattro anni di reclusione.
Il cuore del processo riguarda la presunta gestione e ricezione di somme di denaro che, secondo l’impostazione accusatoria, avrebbero avuto la funzione di garantire sostegno economico durante la detenzione in cambio del silenzio. In appello, però, i giudici hanno escluso la circostanza aggravante mafiosa, che avrebbe qualificato il reato in modo più pesante sul piano sanzionatorio.
Perché è stata esclusa l’aggravante mafiosa
L’aggravante mafiosa comporta un aumento di pena quando la condotta è ritenuta funzionale ad agevolare un’associazione di tipo mafioso o a rafforzarne la capacità operativa. In questa vicenda, la Corte ha riconosciuto il riciclaggio ma non ha confermato, secondo l’esito del dispositivo, la qualificazione aggravata. Saranno le motivazioni, attese entro 90 giorni, a chiarire nel dettaglio quali elementi non siano stati ritenuti sufficienti per mantenere l’aggravante.

Il processo ripartito dopo l’annullamento con rinvio: cosa è successo in appello
Il giudizio di secondo grado è arrivato dopo l’annullamento con rinvio, un passaggio che impone alla Corte di riesaminare specifici punti indicati dal giudice superiore. È in questo perimetro che è maturata la decisione odierna.
Oltre alle condanne per Del Core e Cappuccio, la Corte ha rimodulato anche altre posizioni. Pene rideterminate per Luigi Esposito (7 anni e 4 mesi) e Michele Marchesano (10 anni), mentre Salvatore Cappuccio è stato prosciolto per intervenuta prescrizione, con esclusione dell’aggravante mafiosa anche in quella posizione. Assoluzione “per non aver commesso il fatto” per Nicola Del Core, figlio di Armando.
Il nodo del “vitalizio” e il denaro come vincolo di fedeltà
Il procedimento ha acceso i riflettori su una dinamica tipica dei contesti criminali: il sostegno economico ai detenuti come forma di controllo e disciplina interna. In questa ricostruzione, il denaro non è un dettaglio, ma uno strumento che può trasformarsi in vincolo di fedeltà, utile a prevenire rotture e a mantenere equilibrio e silenzio.
La sentenza d’appello conferma il reato di riciclaggio, cioè la gestione di somme illecite attraverso modalità idonee a ostacolarne l’origine. Il fatto che l’aggravante mafiosa sia stata esclusa non elimina la gravità del tema, ma delimita il profilo giuridico riconosciuto dai giudici.
Attese le motivazioni: i passaggi chiave che diranno perché la Corte ha deciso così
Il dispositivo stabilisce l’esito, ma è la motivazione a spiegare il percorso. In questo caso, il deposito entro 90 giorni sarà determinante per comprendere:
- perché sia stata confermata la responsabilità per riciclaggio;
- quali prove siano state considerate decisive;
- per quali ragioni l’aggravante mafiosa non sia stata ritenuta sostenibile in appello;
- come siano state valutate le altre posizioni, tra rideterminazioni, prescrizione e assoluzione















