È morto all’età di 83 anni Luigi Nicolais, ex ministro per le Riforme e le innovazioni nella Pubblica amministrazione nel governo Prodi II, già presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche e protagonista assoluto della stagione dell’innovazione scientifica e tecnologica in Campania e nel Mezzogiorno. Con la sua scomparsa l’Italia perde uno dei principali interpreti del dialogo tra ricerca, istituzioni e sviluppo economico, un uomo capace di unire rigore scientifico e visione politica in una fase cruciale per il sistema Paese.
Una vita tra università, ricerca e istituzioni
Ingegnere chimico, docente per anni all’Università Federico II di Napoli, Luigi Nicolais ha rappresentato una figura di raccordo rara tra il mondo accademico e quello politico. La sua carriera si è sviluppata lungo un percorso coerente, sempre orientato alla valorizzazione del sapere come leva di crescita collettiva. Dal 2004 ricopriva la carica di presidente e fondatore dell’IMAST, distretto tecnologico dedicato all’ingegneria dei materiali polimerici e delle strutture avanzate, diventato nel tempo un punto di riferimento nazionale e internazionale per l’innovazione industriale.
L’impegno politico e il ruolo nel governo Prodi II
La sua esperienza nelle istituzioni ha avuto un peso significativo a livello nazionale. Nel governo Prodi II, Nicolais ha ricoperto l’incarico di ministro per le Riforme e le innovazioni nella Pubblica amministrazione, portando avanti una visione modernizzatrice basata sulla digitalizzazione, sull’efficienza dei processi e sulla centralità delle competenze. In un periodo complesso per la macchina statale, ha cercato di imprimere un cambio di passo, convinto che la qualità dell’amministrazione pubblica fosse un fattore decisivo per la competitività del Paese.
Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche
Dal 2012 al 2016 Nicolais è stato presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, il più grande ente pubblico di ricerca italiano. Durante il suo mandato ha lavorato per rafforzare il ruolo del Cnr come infrastruttura strategica del sistema scientifico nazionale, promuovendo l’internazionalizzazione, il trasferimento tecnologico e il dialogo costante con il mondo produttivo. La sua presidenza è stata caratterizzata dall’idea che la ricerca non dovesse restare confinata nei laboratori, ma diventare motore concreto di sviluppo economico e sociale.
L’esperienza in Campania e il legame con il territorio
Prima ancora dell’impegno nazionale, Nicolais aveva svolto un ruolo di primo piano in Campania. È stato assessore della giunta regionale guidata da Antonio Bassolino dal 2000 al 2005, contribuendo alla programmazione economica e allo sviluppo di politiche orientate all’innovazione. In quegli anni ha promosso una strategia fondata sui distretti tecnologici, sulla collaborazione tra università e imprese e sulla valorizzazione del capitale umano del territorio, anticipando temi che sarebbero diventati centrali nel dibattito nazionale solo anni dopo.
Deputato e riconoscimenti istituzionali
Luigi Nicolais è stato anche deputato dal 2008 al 2012, portando in Parlamento la sua competenza tecnica e la sua esperienza amministrativa. Nel 2016 è stato nominato Cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana, uno dei massimi riconoscimenti dello Stato, a testimonianza di un impegno lungo e costante al servizio delle istituzioni. Nel 2025 aveva infine ricevuto la cittadinanza onoraria di Ercolano, ulteriore segno del legame profondo con il territorio campano.
Il cordoglio del mondo del lavoro e delle istituzioni
Numerosi i messaggi di cordoglio arrivati nelle ore successive alla notizia della sua scomparsa. La Cgil Napoli e Campania ha ricordato come Nicolais abbia contribuito in modo determinante allo sviluppo economico della regione e dell’intero Mezzogiorno, sottolineando la concretezza della sua azione e la capacità di tradurre la visione in programmazione reale. Parole che restituiscono l’immagine di un uomo capace di incidere sulle politiche pubbliche con metodo e competenza.
Casillo: “Con Nicolais se ne va un modo alto di stare nelle istituzioni”
Il vicepresidente della Regione Campania Mario Casillo ha parlato di una perdita profonda per la comunità istituzionale. Nicolais, ha sottolineato, sapeva tenere insieme mondi diversi senza mai dividerli, costruendo ponti tra politica e scienza, tra università e società. Un approccio fondato sul dialogo, sull’ascolto e sul rispetto delle idee altrui, che oggi appare sempre più raro nel dibattito pubblico.
Manfredi: “Un grande maestro, la ricerca gli deve moltissimo”
Tra i messaggi più sentiti anche quello del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, che ha ricordato Nicolais come un grande maestro e un esempio per intere generazioni. La collaborazione avviata negli anni Novanta, ha spiegato, aveva l’obiettivo di creare opportunità per i giovani laureati e attrarre investimenti tecnologici. Un lavoro lungo e strutturato che ha dato frutti visibili nel tempo, trasformandosi in poli di ricerca, insediamenti industriali ad alto valore tecnologico e occasioni di crescita per il territorio.

Il ricordo di Bassolino: “È stato innanzitutto una bella persona”
Anche Antonio Bassolino ha voluto ricordare Nicolais come una figura di grande competenza e umanità. Oltre ai numerosi incarichi ricoperti a livello locale, regionale e nazionale, Bassolino ha sottolineato soprattutto la dimensione personale, definendolo una “bella persona” prima ancora che un amministratore e uno scienziato. Un tratto umano che ha accompagnato tutta la sua carriera e che emerge con forza nei ricordi di chi ha lavorato al suo fianco.

Un’eredità che guarda al futuro
L’eredità lasciata da Luigi Nicolais va oltre i ruoli istituzionali e gli incarichi ricoperti. Resta una visione della politica fondata sulla competenza, sull’innovazione e sulla capacità di guardare lontano. Resta l’idea che la ricerca scientifica debba essere al centro delle strategie di sviluppo e che il Mezzogiorno possa competere a livello internazionale valorizzando il proprio capitale umano. Un insegnamento che continua a camminare nelle scelte di chi, oggi, prova a tradurre quella visione in azioni concrete.















