L’Italia si prepara ad accogliere le giovanissime vittime della strage di Crans-Montana. Dopo giorni di attesa, dolore e incertezza, si è conclusa l’identificazione delle vittime italiane dell’incendio di Capodanno scoppiato nel locale Le Constellation nella località svizzera. È iniziata così una delle fasi più delicate e simbolicamente più forti di questa tragedia: il rimpatrio delle salme.
Un volo dell’Aeronautica militare sta riportando in Italia cinque delle sei giovani vittime italiane, con arrivo previsto tra Milano e Roma. Le bare bianche, imbarcate a Sion dopo l’omaggio di un picchetto d’onore svizzero, segnano il passaggio dal tempo dell’emergenza a quello del lutto collettivo.
Crans-Montana, il volo di Stato e il rientro delle vittime
Il volo di Stato è decollato dall’aeroporto militare di Sion a bordo di un C-130 dell’Aeronautica militare, trasportando i feretri e alcuni familiari delle vittime. Una prima parte è arrivata a Milano Linate, accolta dalle più alte cariche istituzionali, mentre una seconda tratta ha raggiunto Roma Ciampino, dove ad attendere vi erano esponenti del governo.
La scelta del volo militare rappresenta un gesto di vicinanza dello Stato alle famiglie, che saranno accompagnate anche nei giorni successivi. I funerali delle vittime si svolgeranno a spese dello Stato, a conferma del carattere nazionale del lutto.
Le giovanissime vittime italiane della strage di Crans-Montana
Tra le vittime italiane ci sono ragazzi poco più che adolescenti, colpiti mentre stavano festeggiando l’inizio del nuovo anno. I loro nomi sono diventati simbolo di una tragedia che ha spezzato vite e sogni:
- Achille Barosi, 16 anni
- Chiara Costanzo, 16 anni
- Giovanni Tamburi, coetaneo, destinato a Bologna
- Emanuele Galeppini, quasi 17 anni, atteso a Genova
- Riccardo Minghetti, 16 anni, rientrato a Roma
La sesta vittima italiana, Sofia Prosperi, italo-svizzera residente a Lugano, sarà invece ricordata con esequie in Svizzera.
Camera ardente e funerali: il dolore delle città italiane
A Milano, nella Basilica di Sant’Ambrogio, è stata allestita la camera ardente per Achille Barosi, uno dei due giovani milanesi morti nella strage. I funerali si terranno il 7 gennaio, data che segnerà una giornata di raccoglimento anche in altre città.
A Roma, il Municipio IX ha disposto la chiusura di eventi pubblici nel giorno delle esequie di Riccardo Minghetti, mentre scuole, studenti e docenti si sono stretti nel silenzio e nella preghiera. A Genova, le istituzioni regionali e comunali attendono l’arrivo della salma di Emanuele Galeppini per accompagnarla nel suo ultimo viaggio.
Crans-Montana, un lutto che attraversa scuole e comunità
Il governo ha disposto che mercoledì 7 gennaio in tutte le scuole italiane venga osservato un minuto di silenzio in memoria delle vittime. Un gesto semplice ma potente, che coinvolgerà studenti e insegnanti in tutto il Paese.
Le comunità locali, dai quartieri alle parrocchie, stanno organizzando veglie, commemorazioni e momenti di raccoglimento, trasformando il dolore privato in una memoria condivisa.
I feriti italiani e il ruolo dell’ospedale Niguarda
Accanto al dolore per le vittime, resta aperta la battaglia per la vita dei feriti. All’Ospedale Niguarda di Milano sono ricoverati undici pazienti sopravvissuti all’incendio di Crans-Montana, quasi tutti tra i 15 e i 16 anni.
Sei di loro sono in terapia intensiva, tre in condizioni particolarmente critiche. Le ustioni, di secondo e terzo grado, interessano fino a oltre il 50% del corpo e sono spesso accompagnate da gravi danni polmonari causati dall’inalazione dei fumi. I pazienti sono sedati, in prognosi riservata, e i percorsi di cura saranno lunghi e complessi.
Cure lunghe e assistenza continua
Le sale operatorie del Niguarda sono costantemente attive per gli interventi necessari, mentre anestesisti e rianimatori garantiscono assistenza continua. Il quadro clinico richiederà settimane, se non mesi, di terapie e interventi.
L’ospedale resta disponibile ad accogliere ulteriori pazienti, compreso un giovane attualmente ricoverato a Zurigo e al momento non trasportabile.
Crans-Montana, la voce di chi ha già vissuto il fuoco
Un messaggio particolarmente toccante è arrivato dai familiari della strage ferroviaria di Viareggio, che hanno voluto esprimere vicinanza ai genitori delle vittime di Crans-Montana. Parole dure, segnate dall’esperienza di chi conosce il dolore delle ustioni e la lunga sofferenza che esse comportano.
Nel loro messaggio emerge un filo comune: la mancanza di sicurezza e la convinzione che tragedie come questa siano evitabili con maggiore prevenzione e attenzione alla vita umana.
Una tragedia evitabile che chiede memoria e responsabilità
La strage di Crans-Montana non è solo un evento da ricordare, ma un monito. Il ritorno delle bare bianche in Italia segna la fine di una fase e l’inizio di un’altra, fatta di lutto, memoria e ricerca della verità.
Mentre le indagini proseguono, il Paese si ferma per rendere omaggio a giovani vite spezzate troppo presto. La memoria di Crans-Montana resterà impressa come una ferita profonda, che chiede giustizia, sicurezza e responsabilità.















