Nuove tensioni tra Stati Uniti e Cuba. Il presidente americano Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che dichiara lo stato di emergenza nazionale nei confronti dell’isola caraibica e apre alla possibilità di imporre dazi doganali contro i Paesi che vendono o forniscono petrolio a Cuba. L’annuncio è arrivato direttamente dalla Casa Bianca e ha provocato una dura reazione da parte del governo cubano, che parla di “atto di brutale aggressione”.
Le accuse di Trump contro il governo cubano
Nel documento ufficiale, Trump motiva la sua decisione sostenendo che Cuba rappresenta una minaccia diretta alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Secondo il presidente americano, il regime dell’Avana avrebbe adottato “misure straordinarie” dannose per Washington, rafforzando alleanze con Paesi ostili e gruppi terroristici internazionali.
Tra i soggetti citati figurano:
- Russia
- Cina
- Iran
- Hamas
- Hezbollah
Trump ha affermato che Cuba ospita apertamente avversari degli Stati Uniti, invitandoli a installare sul proprio territorio sofisticate capacità militari e di intelligence.
“La più grande base di intelligence russa all’estero”
Uno dei punti centrali delle accuse riguarda la presenza russa sull’isola. Secondo Trump, Cuba ospiterebbe la più grande base di intelligence russa al di fuori della Federazione Russa, con l’obiettivo di sottrarre informazioni sensibili sulla sicurezza nazionale americana.
Il presidente ha inoltre sottolineato come l’Avana stia costruendo una profonda cooperazione militare e di intelligence con la Cina, rafforzando ulteriormente un asse considerato ostile da Washington.
Accuse di sostegno al terrorismo e destabilizzazione regionale
Nel suo intervento, Trump ha anche accusato Cuba di:
- Accogliere gruppi terroristici transnazionali, come Hamas e Hezbollah
- Offrire loro un ambiente sicuro per sviluppare reti economiche, culturali e di sicurezza
- Contribuire alla destabilizzazione dell’emisfero occidentale, inclusi gli Stati Uniti
Secondo la Casa Bianca, il regime cubano fornirebbe da tempo assistenza in materia di difesa e intelligence ad attori avversi, nel tentativo di aggirare le sanzioni internazionali e contrastare la politica estera statunitense.
La reazione di Cuba: “Atto di brutale aggressione”
Immediata e durissima la risposta dell’Avana. Il ministro degli Esteri cubano Bruno Rodríguez ha denunciato su X quello che ha definito “un atto brutale di aggressione contro il Paese e il suo popolo”.
Secondo Cuba, la decisione americana rappresenta un ulteriore irrigidimento del blocco economico in vigore da oltre 65 anni, definito dal governo cubano come “il più lungo e crudele mai applicato contro un’intera nazione”. Rodríguez ha accusato Washington di voler imporre condizioni di vita estreme alla popolazione cubana.
Il contesto: sospese le sanzioni sul petrolio venezuelano
Nel frattempo, gli Stati Uniti hanno annunciato una mossa che appare in contrasto con la linea dura verso Cuba. Nelle scorse ore, il governo americano ha infatti sospeso alcune sanzioni sul commercio di petrolio venezuelano, autorizzando temporaneamente le transazioni della compagnia statale Petróleos de Venezuela (PDVSA).
Il Dipartimento del Tesoro ha chiarito che tali operazioni sono consentite anche per le società controllate da PDVSA, purché rispettino determinate condizioni. Tra queste, limiti sull’esportazione del greggio verso Russia, Iran, Corea del Nord, Cuba e Cina.
Nuovo capitolo nelle tensioni Usa-Cuba
La firma dell’ordine esecutivo segna un nuovo capitolo nelle già difficili relazioni tra Stati Uniti e Cuba, con potenziali ripercussioni sul mercato energetico internazionale e sugli equilibri geopolitici della regione. Resta ora da capire se e quando Washington procederà concretamente con l’imposizione dei dazi e quali Paesi ne saranno direttamente coinvolti.















