A Sassari la magistratura indaga su una presunta truffa legata al decreto flussi per l’ingresso di lavoratori stranieri in Italia. Gli investigatori hanno iscritto 29 persone nel registro degli indagati.
Secondo l’accusa, gli indagati avrebbero utilizzato anche le credenziali di imprenditori morti da anni per accedere alle banche dati e inviare false richieste di assunzione. Il gruppo sfruttava l’applicativo Spi 2.0 del Ministero dell’Interno. Le autorità contestano diversi reati. Tra questi ci sono favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, sostituzione di persona, uso di atti falsi e accesso abusivo a sistemi informatici.
Le indagini
La Procura di Sassari ha coordinato le indagini. I carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro hanno condotto gli accertamenti con il supporto dello Sportello unico immigrazione. Gli investigatori hanno analizzato le richieste presentate tra il 2022 e il 2025. In totale hanno controllato 3.372 domande legate ai flussi di ingresso dei lavoratori non comunitari.
Lo Sportello unico immigrazione ha respinto il 55% delle richieste.
Nel dettaglio:
- l’84% non rispettava i requisiti richiesti;
- il 16% presentava irregolarità e gli uffici hanno deciso di revocarlo.
Gli investigatori hanno concentrato l’attenzione proprio su queste domande sospette.
Oltre mille richieste sospette
I carabinieri hanno scoperto 291 richieste fraudolente presentate a Sassari. Gli indagati avrebbero inviato altre 965 domande sospette in diverse province italiane.
Secondo gli investigatori, il gruppo si sostituiva a imprenditori ignari. Molti di loro gestiscono aziende nei settori agricolo, edilizio e turistico. Gli indagati avrebbero tentato di far entrare in Italia numerosi lavoratori stranieri. Molti provengono da Paesi del Sud-Est asiatico e dell’Africa. Se le autorità non avessero effettuato i controlli, queste richieste avrebbero potuto rientrare nelle quote disponibili del decreto flussi. In quel caso gli uffici avrebbero rilasciato il nulla osta per l’ingresso in Italia.
Le vittime della truffa
Secondo gli investigatori, le principali vittime del sistema sarebbero proprio i lavoratori stranieri. Molti erano pronti a lasciare il proprio Paese per cercare lavoro in Italia. Tuttavia, una volta arrivati, non avrebbero trovato né un impiego né un alloggio.















