Strage di Crans Montana, Tajani: “Difficilissimo identificare le vittime”. Mattarella e Meloni: vicini agli italiani colpiti

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strage Crans Montana
Crans Montana dopo l’incendio di Capodanno che ha causato decine di vittime
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La strage di Crans-Montana continua a scuotere l’Europa e colpisce profondamente anche l’Italia. A più di ventiquattr’ore dal devastante incendio scoppiato durante la notte di Capodanno in un locale affollato della rinomata località sciistica svizzera, il bilancio è ormai drammaticamente chiaro: almeno 47 morti e oltre 100 feriti, molti dei quali in condizioni gravi.

Tra le vittime e i feriti figurano numerosi cittadini italiani. È su di loro, sulle loro famiglie e sulle difficoltà legate all’identificazione dei corpi che si concentra ora l’attenzione delle istituzioni. Nella giornata del 2 gennaio, il ministro degli Esteri Antonio Tajani si è recato personalmente a Crans-Montana, seguendo da vicino l’evoluzione della situazione.

Tajani a Crans-Montana: “Un lavoro complesso e doloroso”

Arrivato sul luogo della tragedia, il ministro Tajani ha incontrato le autorità locali, i soccorritori e i rappresentanti consolari italiani impegnati nell’assistenza ai connazionali. Le sue parole restituiscono tutta la gravità del momento.

Secondo quanto riferito, l’identificazione delle vittime risulta estremamente difficile. Le condizioni in cui sono stati rinvenuti molti corpi, la violenza delle fiamme e il numero elevato di persone presenti nel locale rendono il lavoro degli esperti lungo e complesso.

Tajani ha sottolineato come l’obiettivo prioritario sia dare risposte certe alle famiglie, evitando errori e accelerazioni che potrebbero aggravare un dolore già immenso. In questo contesto, l’Italia sta collaborando pienamente con le autorità svizzere per garantire procedure accurate e rispettose.

Strage di Crans Montana, il bilancio definitivo: almeno 47 morti e oltre 100 feriti

Con il passare delle ore, il quadro numerico della tragedia si è consolidato. Le autorità parlano di almeno 47 vittime accertate, mentre il numero dei feriti supera quota 100. Molti di loro sono ricoverati in ospedali specializzati, alcuni in terapia intensiva.

Tra i feriti si contano anche cittadini italiani, alcuni dei quali trasferiti in strutture altamente specializzate per il trattamento delle ustioni. Le loro condizioni vengono monitorate costantemente, mentre le famiglie sono state raggiunte e assistite dal personale consolare.

Il timore, espresso con prudenza dalle autorità, è che il bilancio possa ulteriormente aggravarsi nelle prossime ore, vista la gravità delle condizioni di alcuni pazienti.

Italiani coinvolti: famiglie in attesa di risposte

La presenza di numerosi italiani a Crans-Montana in occasione delle festività natalizie rende il legame tra la tragedia e il nostro Paese particolarmente stretto. Giovani, famiglie e gruppi di amici avevano scelto la località svizzera per celebrare l’inizio del nuovo anno.

Ora, per molte famiglie italiane, l’attesa è carica di angoscia. In diversi casi si tratta di persone ancora non identificate, di cui non si hanno notizie certe. La Farnesina ha attivato tutti i canali di emergenza per fornire supporto psicologico, logistico e informativo ai parenti.

Il ministro Tajani ha ribadito che nessuna famiglia verrà lasciata sola, assicurando un impegno costante fino alla completa definizione di ogni singola posizione.

Il cordoglio delle istituzioni italiane

Il dolore per la strage di Crans-Montana ha unito le massime cariche dello Stato italiano. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso un messaggio di profondo cordoglio, manifestando la vicinanza dell’intera nazione alle famiglie delle vittime e ai feriti.

Parole di partecipazione e solidarietà sono arrivate anche dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha sottolineato come l’Italia segua con apprensione ogni sviluppo e sia pronta a fornire pieno supporto ai propri cittadini coinvolti nella tragedia.

Le dichiarazioni istituzionali confermano la centralità dell’Italia in questa fase delicata, non solo sul piano umano ma anche su quello diplomatico e operativo.

Il ruolo della Farnesina e dell’Unità di crisi

Dietro le dichiarazioni pubbliche si muove una macchina organizzativa complessa. L’Unità di crisi del Ministero degli Esteri è attiva sin dalle prime ore dopo l’incendio, in coordinamento con ambasciata e consolati.

Il lavoro riguarda l’identificazione dei cittadini italiani, l’assistenza ai feriti, l’organizzazione dei rientri e il supporto alle famiglie che stanno raggiungendo la Svizzera. Un impegno silenzioso ma fondamentale, che proseguirà finché ogni situazione non sarà chiarita.

Tajani ha evidenziato come la cooperazione con le autorità svizzere sia costante e improntata alla massima collaborazione, nel rispetto delle competenze e delle procedure locali.

Una comunità sconvolta e un dolore che attraversa l’Europa

Crans-Montana, località simbolo del turismo alpino internazionale, vive ore di profondo shock. Le immagini del dopo-incendio raccontano una comunità ferita, segnata da una tragedia che ha trasformato una notte di festa in un incubo.

Il dolore, però, supera i confini svizzeri. La presenza di vittime e feriti di diverse nazionalità rende la strage un evento che coinvolge l’intera Europa. In questo contesto, la forte attenzione italiana riflette il numero di connazionali coinvolti e il legame storico tra Italia e Svizzera.

Attesa, verità e rispetto per le vittime

Mentre proseguono le indagini per chiarire le cause dell’incendio, l’attenzione resta concentrata su due elementi fondamentali: la verità e il rispetto per le vittime. Nessuna conclusione affrettata, nessuna speculazione, ma un lavoro paziente e rigoroso.

Le parole di Tajani riassumono il sentimento di queste ore: dolore, prudenza e responsabilità. La strage di Crans-Montana non è solo un fatto di cronaca, ma una ferita profonda che tocca da vicino anche l’Italia e che richiederà tempo, attenzione e umanità per essere elaborata.

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