CATANZARO — Il Gup distrettuale di Catanzaro, Mario Santoemma, ha emesso oggi, 23 febbraio 2026, la sentenza su 42 imputati coinvolti in attività mafiose della ‘Ndrangheta.
L’inchiesta, denominata operazione “Karpanthos”, ha preso slancio dalle indagini dei Carabinieri nel settembre 2023. Arresti e perquisizioni hanno interessato i comuni di Cerva e Petronà.
Controllo mafioso sul territorio
Le cosche Carpino e Cervesi imponevano estorsioni a commercianti e imprenditori. Usavano minacce, incendi dolosi e danneggiamenti. Gestivano anche traffici di droga.
La vicenda è collegata all’omicidio del macellaio Francesco Rosso e alle rivelazioni del collaboratore di giustizia Danilo Monti.
Scambio elettorale politico‑mafioso
Tra le accuse principali c’è lo scambio elettorale mafioso, previsto dall’articolo 416‑ter del codice penale. Alcuni politici erano coinvolti nel procacciamento di voti in cambio di vantaggi illeciti.
Condanne significative:
- Massimo Rizzuti: 2 anni e 4 mesi
- Tommaso Scalzi: 11 anni, 1 mese e 14 giorni
Altri coinvolti in procedimenti separati: ex sindaco Fabrizio Rizzuti, assessore Raffaele Scalzi, consigliere Raffaele Borelli.
Pene e assoluzioni
Le pene variano da 1 a 20 anni di carcere. Otto imputati sono stati assolti. La sentenza colpisce duramente la presenza mafiosa nella Presila catanzarese.
L’operazione dimostra come la ‘Ndrangheta influisca non solo sull’economia, ma anche sulla politica e sugli appalti pubblici.















