È ufficialmente iniziato il conto alla rovescia per il Sanremo 2026. Alla vigilia della prima serata, la sala stampa del Teatro Ariston si anima per la conferenza inaugurale del direttore artistico e conduttore Carlo Conti, che affronta il suo primo incontro con i giornalisti di questa edizione numero 76 con emozione, consapevolezza e un ricordo sentito: quello di Pippo Baudo.
Accanto a lui, per tutte e cinque le serate, la co-conduttrice Laura Pausini, artista italiana tra le più premiate al mondo, pronta a vivere il Festival da protagonista in una veste completamente nuova.
Il Festival prenderà il via domani sera con l’ascolto di tutti e trenta i brani in gara e si concluderà, dopo la serata dei duetti del 27 febbraio, sabato con la proclamazione del vincitore.
Carlo Conti: “Felicissimo di esserci”
Visibilmente emozionato ma determinato, Carlo Conti apre la conferenza ringraziando chi ha sostenuto il progetto: “Gli sponsor hanno sposato ancora una volta il Festival. Mi piace chiamarli compagni di viaggio”.
Poi entra nel cuore dello spettacolo. Sul palco del Suzuki Stage si alterneranno già dalla prima serata artisti come Gaia, Bresh, The Kolors, Francesco Gabbani e i Pooh, in un mix generazionale che promette varietà e contaminazione musicale.
Conti rivendica con orgoglio il suo percorso e la sua visione: tradizione e innovazione devono convivere. Non un Festival nostalgico, ma una manifestazione capace di parlare al presente senza dimenticare il passato.
La telefonata di Fiorello: “Vi auguro tante polemiche”
A sorpresa, durante la conferenza, arriva la telefonata di Rosario Fiorello.
“Ho nostalgia della sala stampa, ciao a tutti, mi mancate. Vi auguro tante, tante polemiche”. Una battuta che strappa sorrisi ma che racchiude una verità storica: Sanremo vive anche di dibattiti, critiche e discussioni.
Fiorello lancia poi un invito scherzoso a Carlo Conti come co-conduttore de “La Pennicanza”, dimostrando ancora una volta il legame tra ironia e Festival.
Laura Pausini: “Tranquilla ed emozionata”
Per Laura Pausini questo Sanremo ha un sapore speciale. Ricorda le sue due partecipazioni in gara – con “La Solitudine” e “Strani Amori” – e racconta di sentirsi oggi più serena.
“La prima proposta di conduzione mi era stata fatta quindici anni fa. Oggi mi sento pronta”. Un percorso lungo trent’anni che l’ha portata dai banchi dell’Ariston ai palchi internazionali.
Pausini sottolinea di essersi preparata con dedizione e di vivere questa esperienza con curiosità. Il suo auspicio? Che possa vincere una donna, capace di portare la musica italiana nel mondo.
Il Festival dedicato a Pippo Baudo
Il momento più intenso arriva quando Carlo Conti ricorda Pippo Baudo. È il primo Festival senza di lui. Una figura che ha segnato profondamente la storia della kermesse.
Conti annuncia che Baudo sarà onorato in una serata speciale. Il Festival 2026 si carica così di un valore simbolico ulteriore, tra memoria e celebrazione.
Il direttore artistico cita anche l’incontro con il Presidente della Repubblica, che ha ribadito come la musica sia cultura. Un passaggio che assume ancora più peso nell’anno in cui la Repubblica compie 80 anni e il Festival 76.
Durante la prima serata salirà sul palco Anna Pratesi, ultracentenaria di Chiavari che il 2 giugno 1946 votò per scegliere tra Repubblica e Monarchia. Un ponte tra storia nazionale e spettacolo popolare.

Le polemiche e il caso Pucci
Carlo Conti affronta anche il tema delle polemiche legate alla possibile presenza di Andrea Pucci all’Ariston. “Preferisco che si dica che non so fare il mestiere piuttosto che qualcuno dica che ho favorito qualcuno”.
Il conduttore chiarisce di aver assistito a uno spettacolo teatrale dell’artista senza riscontrare problemi, ma di comprendere la scelta di fare un passo indietro per evitare tensioni.
“Mi hanno dato del renziano, oggi del meloniano. Io mi sento un giullare che fa divertire”. Una dichiarazione che ribadisce la volontà di restare fuori dalle etichette politiche, mantenendo il Festival su un piano culturale e artistico.
Tradizione e innovazione
Conti respinge l’idea di essere un direttore artistico esclusivamente tradizionalista. Ricorda di aver lanciato artisti oggi affermati, come Mahmood, partito da Sanremo Giovani, e cita i talenti delle ultime edizioni.
Il Festival, secondo lui, deve essere uno spazio in cui si intrecciano grandi nomi e nuove proposte, veterani e giovani emergenti.
Laura Pausini e il peso della notorietà
La cantante affronta anche il tema degli hater. “Fanno più notizia quattrocento commenti negativi che migliaia di parole belle”. Un’analisi lucida sul rapporto tra celebrità e social network.
Nonostante tutto, Pausini ribadisce di sentirsi amata in Italia e di aver scelto di essere a Sanremo perché lo sentiva nel cuore. “Il premio più importante della mia carriera l’ho vinto qui”.
Un ritorno simbolico nel punto esatto in cui, nel 1993, Pippo Baudo la premiò. Un cerchio che si chiude, o forse che si riapre, davanti al pubblico dell’Ariston.
Un Sanremo tra memoria e futuro
Il Sanremo 2026 si annuncia come un’edizione ricca di significati: omaggio alla storia, attenzione al presente, sguardo al futuro.
Con trenta brani in gara, cinque serate, duetti, ospiti e inevitabili polemiche, il Festival conferma la sua natura di evento totale, capace di unire musica, cultura, spettacolo e identità nazionale.
E mentre l’Ariston si prepara ad accendere le luci, le parole di Conti suonano come una dichiarazione d’intenti: felicità, gratitudine e responsabilità per un palco che resta il più ambito della musica italiana.
Sanremo 2026 pronto a scrivere un’altra pagina di storia
La macchina organizzativa è pronta, gli artisti sono pronti, il pubblico è pronto. Domani sera si alza il sipario su un Festival che promette emozioni, ricordi e nuove scoperte.
Tra dediche, polemiche e canzoni, Sanremo 2026 si prepara ancora una volta a diventare il centro dell’Italia.













