San Pietro in Casale, ambulanza finisce fuori strada: muore una donna

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Un’ambulanza della Croce Rossa è finita fuori strada, schiantandosi contro un palo e una delle persone trasportate è morta, per le gravi ferite riportate nello schianto.

L’incidente è avvenuto verso le 12.45 a San Pietro in Casale, nel Bolognese, sulla via Altedo, e non ha coinvolto altri veicoli.

Il mezzo di soccorso aveva a bordo, oltre all’equipaggio, una donna e la figlia disabile, dirette a una visita medica all’ospedale di Bentivoglio.
Per motivi da accertare, l’autista avrebbe perso il controllo, urtando un palo e poi finendo nel fossato. Sia la paziente di 23 anni che la madre che la accompagnava sono rimaste seriamente ferite e sono state soccorse con altre ambulanze: la ragazza è in prognosi riservata al Maggiore di Bologna, mentre la mamma è deceduta durante il trasporto all’ospedale di Bentivoglio. Nello schianto sono rimasti feriti anche i due componenti dell’equipaggio dell’ambulanza.
La vittima è la 57enne Monica Amidei, storica commerciante di Galliera, nel Bolognese, che viaggiava insieme alla figlia disabile di 30 anni di cui era caregiver. L’ambulanza non era in emergenza ma stava trasportando a casa le due donne, di rientro dopo una visita medica alla giovane. Oltre a loro, a bordo c’erano l’autista 26enne e un’altra addetta di 23 anni, entrambi dipendenti della Croce Rossa. I due componenti dell’equipaggio hanno riportato ferite serie e sono ricoverati all’ospedale Maggiore di Bologna, dove si trova in prognosi riservata anche la ragazza.
Per cause da accertare, l’autista del mezzo avrebbe perso il controllo sbandando a destra e finendo nel fossato, per poi schiantarsi contro un muretto di contenimento. Per i rilievi e per ricostruire con precisione cause e dinamica dell’accaduto è al lavoro la polizia locale Reno Galliera. Dopo l’incidente, il marito della vittima è accorso all’ospedale di Bentivoglio e, quando ha saputo della morte della moglie e del ferimento grave della figlia, avrebbe avuto uno scatto d’ira. L’uomo è stato poi tranquillizzato da Carabinieri e Polizia locale, intervenuti sul posto.

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Vaticano, novità per le ceneri dei defunti

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Le ceneri di un defunto possono essere deposte in “un luogo sacro” anche comune, come accade per gli ossari.

L’importante è che si indichi per ciascuno “i dati anagrafici per non disperdere la memoria”. Inoltre, “posto che venga escluso ogni tipo di equivoco panteista, naturalista o nichilista” l’autorità ecclesiastica “può prendere in considerazione e valutare la richiesta da parte di una famiglia di conservare debitamente una minima parte delle ceneri di un loro congiunto in un luogo significativo per la storia del defunto”. Lo afferma il Dicastero per la Dottrina della Fede in un documento controfirmato dal Papa. 
   

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Patti Smith dimessa dall’ospedale Maggiore di Bologna

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Dopo un breve periodo di osservazione in Medicina d’urgenza all’Ospedale Maggiore dell’Azienda Usl di Bologna, Patti Smith oggi è stata dimessa ed è in buone condizioni di salute.

Ne dà notizia la stessa Ausl.
Da parte dell’equipe del Pronto soccorso e della Medicina d’urgenza dell’Ospedale Maggiore, diretta da Alessio Bertini, l’augurio di poterla rivedere presto sul palco, dopo un opportuno periodo di riposo.
Ieri l’artista aveva accusato un improvviso malore a Bologna, dove si trovava per il suo tour in Italia.

Si sarebbe dovuta esibire in un concerto al teatro Duse di Bologna, che è stato annullato.
   

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Polonia, Tusk giura come nuovo premier della Polonia

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L’ex presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ha prestato giuramento stamattina nel palazzo presidenziale a Varsavia come nuovo premier della Polonia quale esito delle elezioni parlamentari svoltesi il 15 ottobre scorso.
Il nuovo governo filo-europeista di Tusk aveva ottenuto ieri sera la fiducia del Parlamento ponendo fine a otto anni di dominio del partito nazionalista ‘Diritto e Giustizia’ (Pis), guidato da Jaroslaw Kaczynski e in conflitto con l’Ue.

Le immagini del giuramento sono state mostrate in tv.

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Roma, 16enne si spara: è gravissimo

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Si è chiuso nel bagno di casa e si è sparato un colpo di pistola alla testa. Il ragazzo, un sedicenne, è ora ricoverato in ospedale in gravissime condizioni. La vicenda è accaduta nel pomeriggio di ieri nel quadrante sud di Roma. Del caso si occupa la polizia che sta ascoltando parenti e amici per ricostruire i motivi del gesto.

Secondo quanto si apprende, la pistola era del padre ed era regolarmente detenuta. In casa c’erano anche i genitori.
   

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Ministro Cohen: “Israele continuerà la guerra contro Hamas”

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“Israele continuerà la guerra contro Hamas con o senza il sostegno internazionale”: lo ha detto il ministro degli Esteri Eli Cohen, secondo quanto riportano i media israeliani.

“Un cessate il fuoco nella fase attuale è un regalo all’organizzazione terroristica Hamas e le consentirà di ritornare e minacciare i residenti di Israele”, ha aggiunto all’indomani dal voto schiacciante all’Assemblea generale dell’Onu in favore di una tregua a Gaza.

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Morto Juliano, storico capitano del Napoli

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E’ morto Antonio Juliano, calciatore nella storia del Napoli e poi dirigente del club azzurro.

Juliano aveva 80 anni ed ha indossaato la maglia azzurra dal ’61 al ’78, vincendo due Coppe Italia, ma ha anche giocato con la nazionale in 18 partite. Juliano è stato campione d’Europa nel ’68 ed era nella nazionale arrivata in finale dei Mondiali nel ’70 e sconfitta dal Brasile.
Da dirigente, è stato direttore generale del Napoli negli anni ’80, lavorando con Ferlaino agli acquisti di Krol e soprattutto Maradona.

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Milano, donna trovata morta nella sua abitazione: apparteneva ad una famiglia di immobiliaristi

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Si occupava della gestione degli immobili ereditati da suo padre Fiorenza Rancilio, la donna trovata morta nella sua abitazione a Milano.

Fiorenza era infatti figlia di Gervaso Rancilio, e non aveva alcuna parentela con Roberto che fondò l’azienda Rancilio Group che produce macchine da caffè.
Gervaso Rancilio si era trasferito a cercare fortuna in Francia e poi era tornato nel Milanese dove aveva costruito interi quartieri in alcuni paesi nell’hinterland di Milano.
Proprio davanti a un suo cantiere a Cesano Boscone, Gervaso Rancilio e suo figlio Alfredo vennero circondati da un commando di 8 persone la mattina del 2 ottobre 1978.
Alfredo venne caricato su un furgone e di lui non si seppe più nulla fino a quando il boss Saverio Morabito raccontò che venne ucciso perché aveva cercato di ribellarsi ai suoi carcerieri.

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Urbino, ritrovate ossa umane in località Ca’Staccolo

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In una zona impervia e boschiva di Urbino sono state ritrovate ossa umane tra le quali un teschio.
Il recupero dei resti è avvenuto ieri, da parte dei carabinieri della Compagnia di Urbino, in località Ca’ Staccolo, dopo la segnalazione di un cacciatore.

I successivi approfondimenti hanno permesso di rinvenire altre ossa, uno scarponcino con all’interno ossa del piede, una maglia, un pantalone e un marsupio all’interno del quale c’era un portafogli con i documenti personali di Maurizio Cesaroni, 68 anni, la cui scomparsa fu denunciata dai familiari lo scorso luglio all’Arma di Fano.

L’uomo si era allontanato il 25 giugno precedente dall’ospedale di Urbino, facendo perdere le proprie tracce nonostante le ricerche.
Sarà ora compito della Medicina legale effettuare le dovute analisi, per dare un’identità ai resti recuperati che, ieri sera, dopo una lunga e attenta attività di repertamento, sono stati sequestrati e messi a disposizione della Procura.
Dopo la segnalazione del cacciatore, i carabinieri si sono recati sul posto e hanno riscontrato la presenza di un teschio umano. Grazie al supporto di personale specializzato nei rilievi tecnico-scientifici del Comando Provinciale di Pesaro e la collaborazione del locale distaccamento dei Vigili del Fuoco, hanno eseguito un’approfondita ispezione dei luoghi, che ha permesso di rinvenire altre ossa riconducibili ad arti superiori e inferiori, oltre a uno scarponcino, gli altri indumenti e il marsupio contenente il documento d’identità. Della scomparsa del 68enne fanese si è occupata anche la trasmissione di Rai Tre ‘Chi l’ha visto.

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Incidente treni, indagato uno dei due macchinisti

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La Procura di Ravenna ha indagato per disastro ferroviario colposo uno dei due macchinisti coinvolti nello scontro tra treni verificatosi lunedì sera a Faenza.

Si tratta di un 44enne della provincia di Venezia avvisato come atto dovuto in ragione della consulenza tecnica che a giorni verrà affidata per stabilire le cause dell’incidente.

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