Israele: “Eliminati 20 terroristi”

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Nell’operazione in corso nell’area dell’ospedale Shifa i membri di unità speciali israeliane hanno ”eliminato 20 terroristi e catturato decine di sospetti che sono adesso sottoposti ad interrogatori”.

Lo ha reso noto il portavoce militare.

Durante le ispezioni degli uffici, ha aggiunto – sono stati trovati in una cassaforte fondi destinati ai miliziani di Hamas e della Jihad islamica ”come premio al loro buon operato”. In un altro ufficio, ”vicino a quello del direttore dello Shifa”, c’erano – secondo l’Idf – ”bombe a mano, colpi di mortaio e proiettili”.

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Putin, Strasburgo invita a non riconoscere la sua elezione

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L’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa esorta all’unanimità la comunità internazionale a non riconoscere più la legittimità di Putin come presidente e invita tutti i paesi a cessare ogni contatto con lui, tranne che per perseguire la pace e per scopi umanitari, ad esempio per organizzare scambi di prigionieri o per riportare a casa i bambini dell’Ucraina.

Lo dichiara il presidente dell’assemblea, il greco Theodoros Rousopoulos.
   

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Foggia, 10 agenti arrestati per il pestaggio di due detenuti

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Frame di un video che mostra il pestaggio di due detenuti da parte di alcuni agenti di polizia penitenziaria in servizio presso il carcere di Foggia, 18 marzo 2024. Dieci agenti di polizia penitenziaria in servizio presso il carcere di Foggia sono stati raggiunti da un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari con le accuse di tortura, abuso d'ufficio, abuso di autorità contro arrestati o detenuti, omissione di atti d'ufficio, danneggiamento, concussione, falsità ideologica commessa da un pubblico ufficiale in atti pubblici, soppressione, distruzione e occultamento di atti veri. L'ordinanza è stata emessa dal gip del tribunale di Foggia su richiesta della procura che ha coordinato le indagini dei carabinieri. Gli indagati sono ritenuti responsabili di aver partecipato a vario titolo ad un violento pestaggio, compiuto l'11 agosto 2023 nel carcere di Foggia, nei confronti di due detenuti. ANSA/ US/ CARABINIERI +++ ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING +++ NPK +++

Dieci agenti di polizia penitenziaria in servizio presso il carcere di Foggia sono stati raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari con le accuse di tortura, abuso d’ufficio, abuso di autorità contro arrestati o detenuti, omissione di atti d’ufficio, danneggiamento, concussione, falsità ideologica commessa da un pubblico ufficiale in atti pubblici, soppressione, distruzione e occultamento di atti veri.

L’ordinanza è stata emessa dal gip del tribunale di Foggia su richiesta della procura che ha coordinato le indagini dei carabinieri.

Gli indagati sono ritenuti responsabili di aver partecipato a vario titolo ad un violento pestaggio, compiuto l’11 agosto 2023 nel carcere di Foggia, nei confronti di due detenuti.
Nel corso delle indagini sarebbe stata accertata la predisposizione e la sottoscrizione di atti falsi finalizzati a nascondere le violenze compiute e a impedire che venissero emesse le diagnosi delle lesioni riportate dai detenuti.
Sarebbero state inoltre accertate anche minacce e promesse di ritorsioni attraverso le quali due indagati avrebbero costretto le vittime a sottoscrivere falsi verbali di dichiarazioni in cui fornivano una versione dei fatti smentita dagli esiti delle indagini.

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Lampedusa, soccorso barcone con 49 migranti

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Un barcone con a bordo 49 migranti, tra cui 2 donne, un minore e due cadaveri, è stato soccorso al largo di Lampedusa da una motovedetta della Guardia Costiera.

Le salme sono di due uomini del Camerun e sono state già sbarcate a molo Favarolo.
Il gruppo, composto da persone originarie del Camerun, Burkina Faso, Mali, Gambia, Senegal e Costa d’Avorio, viaggiava su un natante di 7 metri partito, secondo quanto hanno riferito i migranti ai soccorritori, da Sfax nella serata di venerdì.

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Islanda, stato di emergenza per la quarta eruzione vulcanica

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Le autorità islandesi hanno dichiarato lo stato di emergenza dopo la quarta eruzione da dicembre di un vulcano sulla penisola di Reykjanes: lo riporta il quotidiano The Independent.
L’eruzione ha provocato la fuoriuscita di un flusso di lava da una fessura lunga 3 chilometri, che ora scorre a poche centinaia di metri dalla città di Grindavik, che è stata di nuovo evacuata (era stata evacuata per la prima volta lo scorso novembre).

Le squadre di emergenza avevano lavorato tutta la notte tra sabato e domenica per rafforzare le barriere difensive intorno alla città.
Il flusso di lava si trova attualmente a soli 200 metri di distanza dalla principale conduttura idrica della regione, ha affermato l’ufficio meteorologico islandese.

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Roma, uomo uccide la moglie con una coltellata

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Un’unica coltellata, all’addome, che non ha lasciato scampo a una giovane donna di 37 anni.

Quando i soccorritori sono entrati in casa hanno trovato Li Xuemei distesa sul letto in una pozza di sangue. Nell’appartamento c’era anche la figlia di soli cinque anni che avrebbe assistito alla lite tra i genitori mentre del marito nessuna traccia. La fuga dell’uomo, però, è durata poco. In nottata è stato individuato in strada e arrestato dalla polizia.

L’ennesimo femminicidio si è consumato in un appartamento alla periferia di Roma. Erano da poco passate le 23 quando un vicino della coppia, sentendo le urla, ha contattato il numero d’emergenza 112. All’arrivo nell’abitazione di via Livilla, al Quadraro, il personale del 118 non ha potuto fare altro che constatare la morte della cittadina cinese che da tempo viveva in Italia. La polizia ha preso in custodia la figlia e gli agenti della Squadra Mobile hanno avviato indagini per ricostruire con esattezza l’accaduto e rintracciare il marito.

Il 36enne Yu Yang, anche lui cittadino cinese, è stato bloccato in via dei Consoli, a poche centinaia di metri di distanza da casa, e arrestato per l’omicidio. Secondo gli investigatori, avrebbe colpito Li Xuemei al culmine di una lite.

Al vaglio anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza che potrebbero averlo ripreso mentre si allontanava dallo stabile dopo il delitto.
Restano da chiarire, al momento, i motivi alla base della discussione finita in tragedia. I poliziotti hanno ritrovato nell’abitazione e sequestrato il coltello da cucina insanguinato. In casa ieri sera c’erano anche due inquiline, entrambe studentesse cinesi che in quel momento si trovavano nelle loro stanze.

Quando hanno capito cosa era successo si sono precipitate per le scale chiedendo aiuto.
E sembra che quella di ieri non fosse la prima accesa discussione nella coppia. Yu Yang era arrivato a Roma a gennaio, assieme alla figlia, per raggiungere la moglie. “Ultimamente litigavano spesso” ha riferito un vicino. “Ieri sera abbiamo sentito le grida di una donna provenire dall’appartamento e poi un forte trambusto” ha raccontato.

La morte di Li Xuemei avviene ad appena qualche ora di distanza dal femminicidio in Salento di una mamma di quattro figli, uno 12enne. Aneta Danelczyk è stata uccisa a coltellate dal marito che ha ferito anche una vicina intervenuta in aiuto della donna. Albano Galati, 57enne di Taurisano, dopo l’omicidio si è costituito in commissariato. Poi avrebbe accusato un malore e perso i sensi. Quando è stato interrogato dai pm ha detto di non ricordare nulla, neanche perché fosse lì in quel momento.

Ora sarà il Comune di Taurisano a prendersi cura dei quattro figli, a partire dal 12enne che, tra l’altro, era in casa al momento del femminicidio, anche se in un’altra stanza rispetto a quella i cui è stata uccisa sua madre. “Saremo vicini concretamente a loro per tutto ciò che occorre”, ha detto all’ANSA la vicesindaca Sonia Santoro.

E le violenze delle ultime ore hanno sollevato diverse reazioni. Per la deputata di FdI Maria Cristina Caretta è “un’intollerabile scia di sangue di vittime innocenti, colpevoli solo agli occhi di chi non conosce umana pietà. Nessuno di noi – sottolinea – potrà dirsi libero e al sicuro in una società civile finché la piaga dei femminicidi non sarà sanata”.

Gianna Gancia, parlamentare europeo della Lega, elenca gli ultimi drammatici dati. “Dal primo gennaio al 10 marzo altre venti donne uccise, quasi tutte in ambito familiare o affettivo, e ci lasciamo alle spalle un 2023 da 119 femminicidi, stando ai dati del Viminale. È ora di fermare questa strage – sottolinea – inaspriamo le leggi, azzeriamo le attenuanti per questi assassini”. Per Gancia, “se vogliamo fermare questa strage dobbiamo certamente aumentare gli strumenti preventivi e migliorare ulteriormente il codice rosso, ma soprattutto applicare il ‘fine pena mai’ per tutti questi assassini”. 

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Nigeria, oltre 100 persone sequestrate da uomini armati

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Oltre 100 persone sono state sequestrate in due separati attacchi nel nord-ovest della Nigeria, a poche settimane dal rapimento di più di 250 studenti sempre nello stesso Stato nigeriano.

Lo hanno reso noto oggi residenti e funzionari.

Uomini armati hanno rapito 87 persone a Kajuru ieri notte, ha precisato il presidente del governo locale Ibrahim Gajere, mentre una fonte delle Nazioni Unite e un ex funzionario locale hanno detto all’Afp che altre 16 persone sono state sequestrate in un villaggio vicino nella giornata di sabato.
   

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Verbania, arrestato 26enne senegalese per violenza sessuale

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Arrestato in flagranza di reato a Domodossola un uomo di 26 anni di nazionalità senegalese, con precedenti di polizia. I carabinieri hanno fatto scattare le manette per violenza sessuale.

Il fatto è accaduto nella notte tra il 15 e il 16 marzo. Ad allertare gli uomini dell’Arma, poco dopo le 2 di notte, è stata la chiamata di una persona di nazionalità cinese che, in attesa di prendere un treno, ha notato che vicino alla stazione ferroviaria il 26enne stava portando con la forza una donna in un palazzo.

I carabinieri di Domodossola, aiutati anche da un’altra pattuglia della stazione di Villadossola, sono riusciti a entrare nello stabile. Hanno poi udito dei rumori provenire dal sottoscala del palazzo. Una volta raggiunte le cantine dell’edificio si sono trovati di fronte l’uomo seminudo, che stava abusando della donna, mentre la teneva immobilizzata per i polsi.

La vittima, in stato di shock, è stata portata al pronto soccorso dell’ospedale di Domodossola. L’uomo, dopo la convalida dell’arresto, è stato trasferito in carcere a Verbania. A dare l’allarme, come riferito dal quotidiano La Repubblica, è stato un cittadino cinese, ossia colui che era in attesa di un treno e che si è scoperto che era stato fatto allontanare dalla sala ferroviaria proprio dall’autore della violenza. Quest’ultimo ha provato a fingersi un operatore dello scalo domese e gli ha chiesto del denaro per poter rimanere o, in alternativa, di uscire dalla sala.

Il cinese si è allontanato, ma non ha perso di vista il senegalese. Quando lo ha notato trascinare la vittima con la forza, ha telefonato alle forze dell’ordine.

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Olbia, arrestato 27enne trovato con 7 kg di cocaina in auto

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Un uomo di 27 anni è stato arrestato dal Gruppo della Guardia di Finanza nel porto di Olbia, per detenzione e trasporto di sostanze stupefacenti. Il 27enne è stato trovato con 7 chili di cocaina purissima divisi in panetti da un chilo ciascuno, nascosti dentro l’automobile sulla quale viaggiava.
Le fiamme gialle stavano svolgendo i consueti controlli nel porto Isola Bianca allo sbarco della motonave proveniente da Livorno, quando sono stati attirato dal giovane alla guida di un’utilitaria. Grazie alle verifiche dell’unita cinofila, i cani antidroga hanno segnalato qualcosa nella macchina e gli agenti sono riusciti ad individuare la sostanza stupefacente che era stata nascosta nel vano motore e tra il cruscotto e il vano dell’airbag del lato passeggero.
Una volta tagliata e immessa sul mercato la cocaina avrebbe fruttato circa un milione di euro. Il 27enne è stato arrestato e portato nella casa di reclusione di Nuchis.

Francesca Tufano

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Senegal, rilasciati i leaders dell’opposizione Sonko e Faye

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Il leader dell’opposizione senegalese Ousmane Sonko e il suo braccio destro candidato alla presidenza Bassirou Diomaye Faye sono stati rilasciati ieri sera dal carcere di Dakar, dieci giorni prima delle elezioni previste nel Paese dell’Africa occidentale, scatenando scene di giubilo nella capitale del Senegal. Sonko, protagonista principale di un sanguinario braccio di ferro con il potere senegalese dal 2021, è stato squalificato gennaio dalle elezioni presidenziali dal Consiglio costituzionale.

Il suo campo, con il suo consenso, ha nominato Faye come candidato al posto suo.

La candidatura di Faye è una delle 19 selezionate per lo scrutinio del 24 marzo. Il rilascio dal carcere di Cape Manuel, l’ennesima svolta nella saga di Sonko, inietta un nuovo reagente dagli effetti sconosciuti nell’attuale campagna elettorale del Senegal. La forza trainante comunemente attribuita a Sonko e la sua popolarità tra i giovani influenzeranno probabilmente le dinamiche. Anche prima della scarcerazione, la cui notizia si è diffusa a macchia d’olio sui social network, folle di residenti di Dakar sono scese in strada per festeggiare, cantare e ballare. Auto e pedoni che sventolavano bandiere senegalesi hanno preso il controllo della strada di accesso al penitenziario di Cap Manuel, a sud della capitale, dove erano detenuti i due oppositori. “Gnoune Sonko lanou beug” (“Noi amiamo Sonko”), hanno cantato i loro sostenitori a Ouolof, vicino alla prigione.
   

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